Riccardo Cassin

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"La montagna è la mia amante, l'ho sempre amata e la amo tuttora. Ed è stata la mia vita. Ho vissuto per essa, mi sono dedicato ad essa, sempre rispettandola. Mi ha dato tutte le soddisfazioni che potevo avere" Riccardo Cassin.

Riccardo Cassin, nato a Savorgnano di San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone, il 2 gennaio 1909, Cassin si trasferì a Lecco nel 1926. Prima di diventare un grande alpinista Cassin ha avuto una parentesi sportiva sul ring. L'avventura nel mondo dell'alpinismo per Cassin è iniziata scalando le Grigne e il Resegone, le montagne di Lecco. Studia da fabbro e segue un amico a Lecco nel 1926. Sul lago scopre la montagna, Resegone, Grigna: stavolta in salita non va la vita ma il divertimento e mentre affina la passione per l'arrampicata. Si allena e combatte, come sopracitato, sui ring, con discreto successo. Lui è un superleggero naturale, ma a quell'epoca la categoria ancora non esiste. Poi un giorno scopre che la montagna e i guantoni sono li attacca al chiodo, l'arrampicare rinforza i muscoli ma toglie agilità. Mantiene la passione per la boxe solo nel cuore.

Sale sulle sue montagne di Lecco, sempre in compagnia come più volte ripete:"perché l'alpinismo io l'ho fatto da dilettante, arrampicando nelle feste e durante le ferie per stare insieme agli amici". All'inizio degli Anni 30 arriva in Grigna Mary Varale e scopre i ragazzi lecchesi promettenti capitanata da Cassin e "Boga" Dell'Oro. Insegna a loro l'uso della corda doppia e li invita per l'estate del 1933 Emilio Comici a fare una vacanza sui picchi di calcare che sovrastano Lecco.

Emilio Comici, rappresenta l'avanguardia della tecnica. Cassin acquisisce la tecnica di Emilio Comici e inizia ad effetture un' impressionante attività alpinistica che lo porterà, sempre da capocordata, sino alla clamorosa impresa dell'agosto 1935. Il trittico Cassin e i lecchesi tornano dalle vacanze e arrivati a Lecco, lui e Vittorio Ratti vengono rispediti in Dolomiti a spese del governo. Una cordata tedesca è ai piedi della Nord della Cima Ovest di Lavaredo, una parete tremenda che aveva già respinto 27 tentativi dei più forti alpinisti europei. Grandi alpinisti (tra cui lo stesso Emilio Comici) avevano già tentato di vincere la parete ma tutti si erano arrestati all'inizio di un lunghissimo traverso verso sinistra di oltre 90 metri. Non possono non essere italiani i violatori di quegli strapiombi! Cassin e Ratti beffano i tedeschi e Riccardo incide la prima tacca del suo incredibile trittico. Nel 1937 è, ancora con Ratti e Gino Esposito, sulla Nord-Est del Pizzo Badile, una lavagna di granito inviolata, al primo bivacco accondiscende, per non sembrare superbo, a legare in cordata anche i comaschi Molteni e Valsecchi che speravano di aprire la via. Scoppia la tormenta e fra mille rischi e difficoltà i cinque arrivano in vetta, ma durante la discesa i due ragazzi di Como muoiono di sfinimento. Riccardo non se lo perdonerà mai: "Avrei dovuto avere il coraggio di mandarli indietro". Non ci saranno altri morti fra chi si è legato alla sua corda. L'anno successivo, insieme a Esposito e Ugo Tizzoni, bruciato da Heckmair e soci sulla Nord dell'Eiger corre a non farsi scappare l'ultimo grande problema delle Alpi: lo spigolo Walker sulla Nord della Grandes Jorasses. Non ha mai visto il Monte Bianco, in mano ha solo una cartolina per risolvere il "problema" che è rimasto sullo stomaco a molti, in testa a tutti Giusto Gervasutti. Cassin trova la strada migliore per superare le difficoltà coniugando lo stile d'arrampicata sul granito, fatto di forza, con l'agilità di quello su dolomia. Si conclude il trittico e nasce così l'alpinismo moderno. .

Nel 1933 Cassin si avvicina per la prima volta alle Dolomiti, attraverso le vie classiche, il Campanile Basso, la Punta Emma, le Torri del Vajolet. Nell'agosto del 1934, con Luigi Pozzi e Luigi Vitali, Riccardo apre una via per i duemilasettecento metri della Piccolissima di Lavaredo, lungo una linea di fessure e diedri piuttosto difficili.L'anno seguente, lo scalatore friulano ripercorre con Dell'Oro l'itinerario compiuto nel 1931 dal grande Emilio Comici sulla parete nordoccidentale della Civetta, alla sinistra della mitica via Solleder. È un'ascesa pericolosa e piena d'insidie. Nel tratto più difficile Cassin si trova davanti uno strapiombo: si alza dalla staffa per afferrare un appiglio, facendo forza per sollevarsi, ma la dolomia cede. Ne deriva un volo spaventoso, durante il quale l'alpinista batte la testa e perde conoscenza, per risvegliarsi, intontito e dolorante, appeso alla corda sopra un baratro di settecento metri. Riccardo non si perde d'animo e, a forza di braccia, riesce a sollevarsi sino al ciglio dello strapiombo. Qualche ora più tardi è in vetta, dopo aver tracciato per un centinaio di metri una propria variante alla via Comici.

La notte seguente Cassin e Boga bivaccano con il famoso Giusto Gervasutti (detto il Fortissimo) e con Lucien Devies, che hanno appena ripercorso la Solleder. Durante le lente ore di oscurità nasce l'idea di sfidare il maestoso spigolo sud-est della Torre Trieste, mai vinto da nessun rocciatore. Il giorno di ferragosto del 1935 Riccardo e Vittorio Ratti effettuano la scalata: quasi ventotto ore effettive di arrampicata con difficoltà ben oltre il sesto grado e due bivacchi in parete, sino a quota 2.458 metri. Lungo la faticosissima discesa, effettuata in corda doppia, i due possono dissetarsi solo con l'acqua che cola tra le rocce. Un'impresa epica che, tre quarti di secolo dopo, rimane tra le pietre miliari dell'alpinismo.

Il 14 luglio del 1937 Riccardo attacca la parete nord-est del Piz Badile, un immane muro di granito alto più di settecento metri. Con lui ci sono il solito Ratti, Luigi Esposito e due alpinisti di Como che si sono uniti durante le prime fasi della salita, Mario Molteni e Giuseppe Valsecchi. La scalata, pur coronata da successo, si rivela un incubo lungo tre giorni, segnati dalla caduta di un enorme masso che sfiora la cordata, da temporali furiosi, da una nevicata fittissima e funestati, infine, dalla morte per esaurimento dei due comaschi.

L'impresa sul Monte Bianco

L'impresa forse più grande Cassin la compie però l'anno successivo sul Monte Bianco. Tra il 4 e il 6 agosto 1938, assieme a Esposito e Ugo Tizzoni, lo scalatore friulano conquista il leggendario e temutissimo Sperone Walker delle Grandes Jorasses, superando passaggi impervi come le Placche Nere o la grande Torre Rossa e una bufera che ancora una volta scoppia in prossimità dei 4.208 metri della vetta. Appena il tempo per aprire un'altra via sul Bianco, lungo la parete nord dell'Aiguille de Leschaux, e ha inizio la Seconda Guerra Mondiale. Per Riccardo, partigiano e comandante della Brigata Rocciatori di Lecco, il conflitto è tragico: in uno scontro con i fascisti vede cadere Vittorio Ratti, l'amico di sempre.


1931_2 luglio; 1a asc. parete Est della Guglia Angelina con Mary Varale.
1931_26 luglio; 1a asc.via Valentino Cassin - Spigolo Nord del Sigaro Dones con G. Riva.
1931_12 agosto; 1a asc. parete Sud-Sudest della Corna di Medale con Mario Dell'Oro "Boga"
1931_20 settembre; 1a asc. parete Sud-Ovest del Torrione Palma con Riccardo Redaelli.
1932_8 luglio; 1a asc. parete Sud-Est del Sasso dei Carbonari con Mario Dell'Oro "Boga".
1932_20 luglio; 1a asc. parete Nord-Est del Pizzo della Pieve con "Boga" e Pino Comi.
1932_15 agosto; 1a asc. parete Ovest del Pizzo Eghen con Pino Comi.
1932_28 ottobre; 1a asc. parete Ovest della Guglia Angelina con "Boga" e Mary Varale.
1933_maggio; 1a asc.parete Sud-Est del Torrione Magnaghi Centrale con Rizieri Cariboni.
1933_giugno; 1a asc.parete Ovest dello Zuccone dei Campelli con E.Comici, Mario Dell'Oro (Boga), Mary Varale e Mario Spreafico (Umett).
1933_giugno; 1a asc. diedro settentrionale sulla parete Est dei Corni del Nibbio con Antonio Piloni e Augusto Corti.
1933_luglio; 1a asc.parete Sud della Torre Costanza con Antonio Piloni e Domenico Lazzeri.
1933_agosto, 1a rip. via Comici alla Torre del Diavolo nei Cadini di Misurina con Antonio Piloni.
1933_31 agosto; 1a asc. parete Sud del Sasso Cavallo con Augusto Corti.
1933_15 ottobre; 1a asc. parete Est della Torre Costanza con "Boga" e Mary Varale.
1934_maggio; 1a asc. parete Ovest della Torre Cecilia con Luigi Pozzi.
1934_giugno; 1a asc. via Campione d'Italia sulla parete Est dei Corni del Nibbio con Vittorio Panzeri e "Boga".
1934_1° luglio; direttissima della parete Nord-Est del Pizzo della Pieve con Augusto Corti.
1934_8 luglio; 1a asc. Spigolo Nord del Cimone della Bagozza nel Gruppo del Pizzo Camino con Aldo Frattini e Rodolfo Varallo.
1934_agosto; 1a rip. diedro di sinistra degli strapiombi sul Popena con Gigi Vitali e Luigi Pozzi,.
1934_agosto; 1 asc. direttissima della parete Sud-Est della Piccolissima di Lavaredo con Luigi Pozzi e Gigi Vitali.
1934_ agosto; 2 rip. via Comici-Dimai sulla parete Nord della Cima Grande di Lavaredo con "Boga" e Gigi Vitali.
1935_agosto; 2 rip. via Comici-Benedetti sulla parete Nord-Ovest - Civetta con "Boga".
1935_agosto; 1a asc. Spigolo Sud-Est della Torre Trieste - Civetta con Vittorio Ratti.
1935_28/30 agosto; 1a asc. parete Nord della Cima Ovest di Lavaredo con Vittorio Ratti.
1937_14/16 luglio; 1a asc. parete Nord-Est del Pizzo Badile con Gino Esposito, Vittorio Ratti, Mario Molteni e Giuseppe Valsecchi.
1938_4/5/6 agosto; 1a asc. Sperone Walker, Gruppo delle Grandes Jorasses - Massiccio del Monte Bianco con Ugo Tizzoni e Gino Esposito.
1939_9 luglio; 1a asc. Spigolo Est del Gölem - Gruppo della Concarena con Pierino Cattaneo.
1939_14/15 agosto; 1a asc. parete Nord della Guglia di Leschaux con Ugo Tizzoni.

1940_agosto; Cresta Sud dell'Aiguille Noire de Peutérey con Rodolfo Varallo.
1940_agosto; Cresta dell'Innominata (Monte Bianco) con Aldo Frattini e (?) Molinato.
1947_7 agosto; 1a sc. parete Nord della Terza Sorella del Sorapis con Felice Butti.
1947_10 agosto; 1a asc. Spigolo Sud-Est della Torre del Diavolo nei Cadini di Misurina con Carlo Mauri "Bigio".
1950_9 luglio; 2a rip. Spigolo Nord-Ovest del Cengalo .con Felice Aldeghi, "Bigio" e Arnaldo Tizzoni.
1950_17 luglio; 3a rip. via Ratti-Vitali sulla parete Ovest dell'Aiguille Noire de Peutérey con Carlo Mauri "Bigio".
1952_20; luglio, Spigolo Nord-Nordovest del Ferro da Stiro ai Gemelli con Felice Aldeghi.
1953_18 agosto-17 ottobre; ricognizione preliminare al K2 con Ardito Desio.
1955_ luglio; Traversata integrale della Costiera di Sciora con Mario Colombo (Snapitus).
1955_luglio; parete Nord del Piz Roseg con Roberto Osio.
1956_estate; parete Nord-Est del Pizzo Badile con Roberto Osio.
1957_ luglio; direttissima Negri-Rovelli sulla parete Nord del Monte Disgrazia con Arnaldo Tizzoni.
1958_22 giugno-6agosto; 1a asc. Gasherbrum IV ), con i componenti: Walter Bonatti, Bepi De Francesch, Toni Gobbi, Fosco Maraini, Carlo Mauri (Bigio), Giuseppe Oberto e Donato Zeni. Walter Bonatti e Carlo Mauri (Bigio) raggiungono la vetta.Riccardo Cassin capo spedizione.
1959_agosto; via Vinci sulla parete Nord del Pizzo Ligoncio con Casimiro Ferrari, Antonio Invernizzi (Piopio) e Giulio Milani.
1961_6/19 luglio; 1a asc. parete Sud del Mount McKinley con Luigino Airoldi, Gigi Alippi, Jack Canali, Romano Perego e Annibale Zucchi.
1962_agosto; parete Nord della Cima Ovest di Lavaredo con Felice Anghileri.
1966_15 agosto; Monte Elbrus con Anatoli , Emilio Frisia e Annibale Zucchi.
1966_22/23 agosto; Monte Ushba con Anatoli , Franco Alletto, Paolo Consiglio, Emilio Frisia, Volodia Juskevic, Jura Suglian e Annibale Zucchi.
1969_17 giugno-6 luglio. 1a asc. Parete Ovest dell'Jrishanca con Natale Airoldi, Gigi Alippi, Casimiro Ferrari, Giuseppe Lanfranconi, Mimmo Lanzetta, Sandro Liati e Annibale Zucchi.
1971_estate; parete Nord-Est del Pizzo Badile con Pino Negri, Mario Conti (Zenìn) e Pierantonio Cassin.
1972_estate; parete Nord della Cima Ovest di Lavaredo con Aldo Anghileri, Pierino Ravà e Giovanni Favetti.
1975_29 marzo-20 maggio; Parete Sud del Lhots. Riccardo Cassin è capospedizione; i componenti sono: Gigi Alippi, Giuseppe Alippi (Det), Aldo Anghileri, Giovanni Arcari, Sereno Barbacetto, Franco Chierego, Mario Conti (Zenìn), Mario Curnis, Alessandro Gogna, Franco Gugiatti, Aldo Leviti, Fausto Lorenzi, Reinhold Messner e Ignazio Piussi. Rinuncia al progetto per le condizioni atmosferiche proibitive.
1986_estate; sullo Scoglio delle Metamorfosi sale "Luna Nascente" con Mario Conti (Zenìn) e Norberto Riva.
1987_29 luglio; sale la parete Nord-Est del Pizzo Badile con Daniele Bianchi, Floriano Castelnuovo, Mario Conti (Zenìn) e Danilo Valsecchi, in occasione del cinquantesimo anniversario della sua prima salita del 1937.
1987_agosto; ripete la sua via sulla parete Nord-Est del Pizzo Badile con Floriano Castelnuovo, una seconda volta in pochi giorni per realizzare un documentario.


Partecipò ad attività extraeurope quali: ricognizione nella regione del K2 effettuata con Ardito Desio nel 1953, in preparazione alla spedizione italiana.
1958 - guida come responsabile alla vittoriosa spedizione al Gasherbrum IV.
1961 - capo-spedizione del CAI di Lecco alla parete Sud del Mc Kinley in Alaska, con altri quattro compagni; Luigi Airoldi, Gigi Alippi, Jack Canali e Annibale Zucchi, i quali realizzano una salita di valore mondiale, vincendo lo sperone Sud della montagna più alta del Nord America: sarà definita la più grande impresa alpinistica realizzata in Nord America.
1969 la spedizione allo Jirishanca, nelle Ande peruviane.
1975, ha tentato con una spedizione italiana di superare la parete Sud del Lhotse per la medesima via tracciata dai giapponesi nel 1973.

Riccardo Cassin, diviene membro onorario di tutti i principali club alpini accademici del mondo ed è stato decorato quattro volte al valore atletico.

La sua passione per la montagna è inesauribile.

1987 - Riccardo Cassin, a 78 anni, il quale aveva ripetuto la sua via nel 1957, torna sulla parete Nord-est del Pizzo Badile. Accompagnato dai migliori amici i "Ragni di Lecco" e un gruppo di alpinisti valtellinesi, festeggia il cinquantesimo anno dalla prima ascensione. L'itinerario porta difficoltà di 6°.
Per l'occasione arrivò anche Reinhold Messner.

Il 6 agosto 2009, Riccardo Cassin, l'"Uomo rupe", nella sua casa ai Piani Resinelli, nei pressi di Lecco dove, per il raggiungimento del centesimo anno di età, la città aveva dedicato all'inizio dell'anno una serie di iniziative in suo onore chiude gli occhi, dopo 100 anni, 7 mesi e 4 giorni.

“Ho iniziato la mia carriera come escursionista, e l’ho conclusa da escursionista. Non è mica una vergogna. Anzi, gli escursionisti sono spesso più alpinisti di tanti che arrampicano”. Riccardo Cassin.

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