Julius Kugy "Sono del parere che l'assalto alle vette non debba considerarsi l'essenziale dell'alpinismo. Camminare in montagna è altrettanto importante. E la sosta, il riposo sui monti, non è da meno." Compì non meno di 50 prime ascensioni e traversate. Tuttavia la sua attività non mirava essenzialmente alla sola conquista fisica della vetta, bensì all'elevazione dello spirito, al godimento estetico del paesaggio, all'ispirazione poetica che scaturiva dalla grandiosità della natura, alla soddisfazione nel superare delle difficoltà oggettive insieme ai compagni per poter vivere assieme delle profonde emozioni interiori. Copyright
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Monumento a Julius
Kugy nel Parco Nazionale del Tricorno "L'alpinista deve vivere non morire sui monti" |
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Il suo atteggiamento di fronte alla montagna è dunque quello di un contemplativo ed è fondato sul rispetto per l'integrità fisica del paesaggio e per la conservazione ed il recupero delle tradizioni locali, anche a livello di toponomastica. Kugy fu uno degli ultimi grandi promotori delle Alpi ed effettuò le sue ascensioni accompagnato dalle guide, amici più che fraterni, che poi onorò e rese celebri attraverso i suoi libri. Ricordiamo sempre che lo scalatore e autore ha trascorso gran parte della sua vita soprattutto nelle Alpi Giulie, fra la Carinzia, l'Italia e l'area slava. Kugy era un vero e proprio pioniere del 19° secolo: insieme a guide Slovene ed Italiane ha tracciato le mappe delle Alpi Giulie, di cui conquistò molte vette. Tra il 1877 ed 1912, per 35 anni, Kugy si dedicò all'esplorazione di quelle cime: - 1870 ca. il giovanissimo Kugy effettua le sue prime escursioni in montagna - 1870-1885 - sale molte vette delle Giulie. Nel 1881 è sulla cima del Tricorno - nel 1886 trova la via per la vetta della Madre dei Camosci, della Cima di Riofreddo e della cima di Riobianco - nel 1891 percorre la via ovest dello Jof Fuart e sale sul piccolo Mangart - nel 1892 trova la via della Spragna al Montasio - nel 1893 raggiunge per la prima volta la Cima delle Rondini e, per la via ovest, lo Jof Fuart - nel 1895 supera per la prima volta la parete nord del Canin - nel 1902 scopre la direttissima nord del Montasio e porta a termine la prima scalata invernale del Canin - nel 1910, a 52 anni, traccia la sua ultima nuova via sulla Torre Nord del Montasio - durante la Prima Guerra Mondiale, volontario, è Alpenreferent (consigliere alpino) dell'esercito autro-ungarico sul fronte carinziano - dopo i sessant'anni si dedica esclusivamente alla letteratura Morì a Trieste il 4 febbraio
1944. |
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"L'alpinismo deve essere una gioia" |
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Curiosità: Julius Kugy nella sua veste di referente alpino negli anni di guerra tratto da: http://www.cimeetrincee.it/julius.htm UNA INTERESSANTE; ARDUA; VIA ALPINISTICA APERTA DA JULIUS KUGY. Jof di Montasio: via Kugy-Horn - Canal del Ferro (Alpi Giulie)
Attrezzatura:oltre alla normale attrezzatura alpinistica, portare qualche chiodo, in parete non ci sono chiodi.
E’ rilevante il fatto che i primi a tentare
l’ascesa raggiunsero la fine della cengia battezzata “Walhalla”
rientrando per lo stesso itinerario, mentre Ferdinand Horn in solitaria,
nel 1911 riuscì a superare anche il secondo tratto con difficoltà
molto vicine all’attuale IV grado, sbucando sulla Grande Cengia
del Montasio per mezzo di un percorso molto logico ed in ambiente severo
sebbene su roccia buona, a tratti ottima. Vista la discontinuità
delle difficoltà è possibile procedere legati solamente
nel tratto centrale, dal termine della cengia all’uscita della
fessura obliqua, per un totale di circa 6 tiri di corda. Se si procede
in cordata anche il primo tratto bisogna calcolare ancora circa 3 tiri
di corda. Dalla
forcella Montasio salire a sinistra un sistema di fessure di roccia
discreta, ma con qualche detrito, fin quasi ai piedi della Torre Amalia
(II+). |