Ignazio Piussi

 

"Comunque io amo condividere le cose, non le tengo per me:
anche l'esperienza in montagna mi piace condividere, comunicare"
Ignazio Piussi.

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E' nato il 22 aprile del 1935, ultimo di dieci figli, a Pezzeit (in Val Raccolana, il profondo canale che da Sella Nevea conduce a Chiusaforte), frazione dell'ex comune di Raccolana, oggi in comune di Chiusaforte (Udine) ma si stabilisce ben presto a Piani, altra frazione sempre in Val Raccolana, dove trascorre l'infanzia. Suo bisnonno, Giuseppe Piussi detto il Pucich, era stato la prima guida della Val Raccolana, così come pure suo nonno Ignazio, il prozio Osvaldo Pesamosca (guida di Kugy) ed il figlio di suo prozio Davide Pesamosca. Nel 1943 si trasferisce con la famiglia a S. Antonio, presso Tarvisio. I suoi cominciano a fare i contadini e gestiscono durante l'estate alcune malghe sui Piani del Montasio. Nel 1949 Ignazio comincia la sua attività di sciatore di fondo e poi di salto con gli sci. Nel 1952 è la volta delle prime esperienze alpinistiche con i fratelli Arnaldo e Berto Perissutti e Lorenzo Bulfon. Nel 1954 vince una gara internazionale di salto a Feldkirchen. Nei giorni 18-19 agosto dello stesso anno, insieme ad A. Perissutti e L. Bulfon, compie la sua prima ascensione (sesto grado) della Parete Nord del Piccolo Mangart di Coritenza. Comincia a lavorare in miniera a Cave del Predil e vi lavorerà sino al 1956. Costituito il Soccorso Alpino nel Friuli Venezia Giulia, Piussi sarà dal '54 in poi sempre nella squadra di punta e tanti saranno gli interventi che effettuerà. Molti di questi saranno in favore dei profughi che fuggono dalla Jugoslavia e si incrodano sulle pareti del Mangart nel tentativo di discenderle per raggiungere l'Italia. Nel '55 vince i campionati italiani di combinata nordica (salto e fondo) a Bardonecchia. Inoltre, in agosto, compie la prima ascensione della parete nord (pilastro orientale) della Veunza (Gruppo del Mangart), in compagnia dei fratelli Perissutti. Vi è poi la prima ripetizione della via Lacedelli alla Cima Scotoni (Dolomiti) l'8-9 settembre (sesto grado, allora la via più difficile delle Alpi). Con questa impresa si fa conoscere nell'ambiente alpinistico. Tra le altre imprese di quel tempo prima invernale della traversata della Catena del Mangart (22-24 gennaio 1956, con Lorenzo Bulfon, Arnaldo Perissutti e Bruno Giacomuzzi); prima ascensione della parete nord (pilastro occidentale) della Veunza il 26-27 agosto con A. Perissutti (sesto grado). Nel novembre 1956 parte per il servizio militare ed entra nel nucleo sportivo della Julia. Si congeda nel 1958 e comincia a fare il boscaiolo. Compie la sua prima ascensione solitaria (sesto grado) dello spigolo Deye-Peters sulla Torre della Madre dei Camosci (Jof Fuart). Nel 1959 l'impresa che lo consacra nel Gotha internazionale dell'alpinismo la prima ascensione della parete sud della Torre Trieste (Civetta - Dolomiti), nei giorni 6-10 settembre insieme a * Giorgio Redaelli. (Sesto grado sup. - definita la più grandiosa arrampicata in artificiale della catena alpina). Tra le imprese successive ricordiamo il 28-29 agosto 1961 la prima ascensione del Pilone Centrale di Freney (Monte Bianco); il 13 agosto 1962 la prima ascensione del Pilastro Nord del Piccolo Mangart di Coritenza con Sergio Bellini e U. Perissutti (sesto grado); tra il 28 febbraio e il 7 marzo 1963 la prima invernale della via Solleder-Lettembauer che "corre" sulla parete nord-ovest della Civetta (Dolomiti), con Giorgio Redaelli e Tony Hiebeler probabilmente la più grande impresa alpinistica invernale mai realizzata; 29 luglio-2 agosto 1965.("L' ideatore"dell' invernale alla Solleder-Lettembauer fu Roberto Sorgato, che però in quei giorni rimase bloccato a valle dalla febbre).
dalla febbre., la prima ascensione alla Punta Tissi (Civetta-Dolomiti) con Roberto Sorgato e Pierre Mazeaud (sesto grado sup.); il 15 - 18 agosto 1967 la prima ascensione dello spigolo nordovest della Cima su Alto (Civetta - Dolomiti) con Alziro Molin, Aldo Anghileri, Ernesto Panzeri ecc. (sesto grado sup. grandiosa impresa in artificiale); nel 1968 partecipa ad una spedizione in Antartide organizzata dal C.A.I. e dal Centro Nazionale Ricerche. Durante una marcia esplorativa di ventuno giorni sale otto cime inviolate. Sono i primi italiani ad inoltrarsi nel continente antartico.

Ignazio Piussi oltre alla spedizione in Antartide prese parte alla spedizione Cassin (appoggiata dal C.A.I. e dal governo italiano) del Marzo 1975, che si prefiggeva come meta l'allora inviolata parete sud del Lhotse, 8516 m ; tentativo interrotto, dopo innumerevoli peripezie, a 7500 m di quota.
Facevano parte della spedizione , oltre lo stesso Piussi e il capospedizione Cassin ( allora sessantaseienne ! ), Reinhold Messner, Alessandro Gogna, Sereno Barbacetto, Mario Conti, Gigi Alippi, Fausto Lorenzi, Gianni Arcari, Aldo Leviti, Franco Gugiatti, Mario Curnis e Aldo Anghileri (
vedi : Riccardo Cassin, Capocordata - la Mia Vita di Alpinista, CDA & Vivalda Editori).

Nel 1975 smette di arrampicare. Attualmente vive a Piani, nella casa della sua infanzia e gestisce Malga Cregnedul, una baita nei pressi di Sella Nevea.
Atleta poliedrico e straordinario per forza, equilibrio ed intraprendenza (oltre che all'alpinismo si è dedicato alle corse in bob ed al tiro a segno), Ignazio Piussi può essere considerato uno dei maggiori alpinisti italiani di tutti i tempi. Sebbene al suo attivo non abbia il numero elevato di prime ascensioni, prime invernali, prime ripetizioni che vantavano altri alpinisti suoi contemporanei (Bonatti, Maestri ecc.), la sua attività di punta è da considerarsi eccezionale per la qualità degli exploit, numerosi anche se confrontati con quelli di altri grandi dell'alpinismo.

Le principali ascensioni:

1954 1a ascensione Parete Nord del Piccolo Mangart di Coritenza.
1955 1a ascensione della parete nord (pilastro orientale) della Veunza (Gruppo del Mangart),con i fratelli Perissutti.
1955 1a ripetizione della via Lacedelli alla Cima Scotoni (Dolomiti)
1956 1a invernale della traversata della Catena del Mangart con Lorenzo Bulfon, Arnaldo Perissutti e Bruno Giacomuzzi)
1956 1a ascensione della parete nord (pilastro occidentale) della Veunza con A. Perissutti
1958 la sua 1a ascensione solitaria: spigolo Deye-Peters sulla Torre della Madre dei Camosci (Jof Fuart).
1959 1a ascensione della parete sud della Torre Trieste (Civetta - Dolomiti) con Giorgio Radaelli.
1961 1a ascensione del Pilone Centrale di Freney (Monte Bianco);
1962 1a ascensione del Pilastro Nord del Piccolo Mangart di Coritenza con Sergio Bellini e U. Perissutti
1963 1a invernale della via Solleder-Lettembauer alla Civetta (Dolomiti), con Sergio Radaelli e Tony Hiebeler
1965 1a ascensione alla Punta Tissi (Civetta-Dolomiti) con Roberto Sorgato e Pierre Mazeaud
1967 1a ascensione dello spigolo nordovest della Cima su Alto (Civetta - Dolomiti) con Alziro Molin, Aldo Anghileri, Ernesto Panzeri
1968 spedizione in Antartide organizzata dal C.A.I. e dal Centro Nazionale Ricerche. Durante una marcia esplorativa di ventuno giorni sale otto cime inviolate. Sono i primi italiani ad inoltrarsi nel continente antartico.
1975 spedizione italiana guidata da Riccardo Cassin alla parete sud del Lhotse.

GIORGIO REDAELLI

Mitico alpinista e uomo di grande umiltà Giorgio Redaelli.
Protagonista indiscusso dell'epoca del sesto grado in Civetta (tanto da meritarsi il titolo di "Re del Civetta") e non solo, autore, tra l'altro, di numerose prime invernali (e non), nonchè della prima ripetizione del Pilier Bonatti al Petit Dru e della prima solitaria della via Rebuffat all'Aiguille du Midi (vedi : Giorgio Redaelli, Momenti di vita, Grafica Sovico di Biassono). Gestisce il rifugio "Aurrora" ai Piani di Artavaggio, tra la Valsassina e la Val Taleggio ( Prealpi Orobiche).
www.redaelligiorgio.it