Copyright © 2001-'12 Pareti Verticali Paul Preuss, nato ad
Altaussee, in Austria, nel 1886 e morto nel 1913 sul Mandlkogel durante
una violenta bufera, è una delle personalità di maggior
spicco dell'alpinismo di tutti i tempi. Viene considerato tutt'ora
uno dei più grandi maestri dell'arrampicata pura, in libera,
senza chiodi. a. Il grande alpinista tedesco Paul Preuss sosteneva
l’ideale di un alpinismo in arrampicata libera, in solitaria,
senza corda, senza alcun mezzo di assicurazione:
senza corda, da solo, in appena due ore arrivò in vetta scalando la parete est. L’impresa rimarrà negli annali dell’alpinismo mondiale. Tita Piaz lo soprannominò “Signore dell’abisso”, Angelo Dibona affermò “Anche se breve, è la via più impressionante delle Dolomiti”. Sulla stessa via, effettuata in cordata solo nel 1928, morì l’alpinista italiano Pino Prati. Preuss si può considerare come il padre spirituale e l’antesignano del moderno free climbing. Tuttavia la sua etica intransigente gli costò la vita: nel 1913 precipitò dallo spigolo Nord del Mandlkogel, sulle Alpi austriache, durante una prima in libera e in solitaria. Il suo corpo fu ritrovato 10 giorni dopo coperto dalla neve. Da quella prima storica ascensione sul Campanil Basso è trascorso più di un secolo: le cordate che l’hanno conquistato si contano oggi a migliaia.
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