Pala del Belia (m 2295) - Moiazza

 

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Divertente via facile, assai frequentata, roccia buona, a tratti sporca.

Via: parete Sud (Penasa Lise 21/08/1947)
difficoltà: 3°, passaggi di 4°, 1 psg 4°+

In libera agosto 2006

sviluppo: 400 metri: Ore: 3

Punto di partenza: rifugio Carestiato (m 1834 - 45 minuti dal Passo Duran, raggiungibile da Agordo o dalla Val Zoldana)
L'ambiente:
La Pala del Belia forma lo spallone, avanzato verso sud, delle Masenade e domina il Col dei Pass, dov'è situato il rifugio Carestiato. Si prospetta da qui come un torrione approssimativamente triangolare, con la parete meridionale a forma di costolone di stupenda roccia intercalata da cenge coperte di muschio e mughi.

Non si hanno notizie precise sulla provenienza del nome, probabilmente derivato dal soprannome di qualche pastore che frequentava la parte basale della montagna.

Attacco:

Dal rifugio Carestiato si raggiunge in 10 minuti la base del gran diedro che solca verticalmente la parete per due terzi.

1tiro. Dal fondo del diedro si obliqua a dx procedendo verso un pino in prossimità dello spigolo. Sosta su 1ch. o sul pino 45 mt; 3°; 1-2C.

2tiro. Salire direttamente per qualche metro. Ssi obliqua poi verso sx per arrivare ad un un diedro,1C alla base; lo si sale per uscire a dx raggiungendo ad una nicchia. Sosta su 2ch; ca. 45 m; 3°-II3°+; 2ch.

3tiro. Salire direttamente la parete con erba arrivando alla prima cengia erbosa. Sosta su 2ch. 50 mt; I2°- 3°.

4tiro. Obliquare qualche mt. a sx per un lungo camino. Sosta su 1ch. sopra un blocco incastrato 40 mt; 3°, 1p. 4°.

5tiro. Salire lungo il camino fino al suo termine, e si giunge sotto una fascia strapiombante 40 mt; 3°, 3°+.

6tiro. Attraversare a sx fino ad incontrare una rampa obliqua verso dx 15 mt; 2°.

7tiro. Continuare a salire la rampa (numerosi tratti roccia con erba) 2°,3°

8tiro. Proseguire lungo la rampa (roccia con erba), sostando su ancoraggi naturali o mughi 80-90 mt; 2°, 3°-.

9tiro. Obliquare a sx, sempre su roccia con mughi, puntando ad un diedro verticale. Sosta in parete su clessidra 40 mt; 2°.

10tiro. Si obliqua a sx a prendere una stretta cengia 1ch. e, aggirato uno sprone, si arriva alla base di un diedro verticale. Sosta su 2ch ca. 25 mt; 2°.

11/12tiro. Si sale direttamente il diedro ca. 15 m, IV si prosegue per rocce con erba giungendo alla grande cengia erbosa sotto la parete terminale chiusa dal grande tetto a becco. Sosta da attrezzare ca. 60 mt; 4°, poi 2°.
Si traversa a sx lungo la cengia (facile) e, superato uno spigolo giallo, si perviene alla base di un marcato camino (proseguendo a sx si può uscire sulla ferrata Costantini).

13/14/15tiro. Salire tutto il camino superando qualche strozzatura. Si esce su grandi massi malsicuri sulla sommità del prato di vetta ca. 100 mt; 3°, pp. 4°. Soste attrezzate.

 

Discesa:

Dalla cima si scende verso est per pendii con erba, tracce, poi per detriti, ci si cala verso un canalino roccioso che termina nel canalone (spesso innevato) che separa la Pala del Bò dalla Pala del Belìa. Attraversato il canalone, per tracce di sentiero (ometti) si arriva alla cima della Pala del Bò. Si scende verso dx, tracce, su terreno erboso e poi detritico, fino a portarsi al sentiero che porta al rif. Carestiato

Dalla cima si può anche scendere prendendo a sx una cengetta che porta alla ferrata Costantini e, per questa, alla base della parete.

 

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