MONTE AGNER E LE PALE DI SAN LUCANO
Accesso auto:
Da Agordo si prosegue verso nord. Dopo ca. 3 km. si gira a sx per Taibon Agordino e si seguono le ind. per
La Val S. Lucano e Col di Prà.
Si percorre la vallata sovrastata da impressionanti pareti, si transita
per Col di Prà e oltre il paese si giunge al divieto nei pressi
di un ponte sul torrente (ca. 8 km.).
| Caratteristiche:
Le Pale di San Lucano si collocano a nord/est del gruppo come
un grosso "accento" di roccia; le pareti meridionali,
rimarcano infatti la potenza e la severità delle sorelle maggiori nella
parte centrale delle Pale.
E' però un angolo meno frequentato e più "selvatico".
Il Monte San Lucano ne è la quota maggiore, ma non solo per
questo si calca il vertice.
Il cammino si fa intimo con la natura, col monte e si pensa
solo a questo; perchè intorno è un mare di meraviglie.La
fantasia qui, s'avvera.
|
 |
Ci si muove in un ambiente bellissimo e assolutamente discosto
dalle masse, gustando sulla cima il panorama non comune: Civetta,
Tàmer, Schiara, Vette Feltrine,
l'Agner, e la solitaria Cima di Pape a nord.
La valle di San Lucano, con le sue alte muraglie, i ‘boràl’ ed i ‘vioz’, è l'ambiente
ideale per coniugare alpinismo ed avventura. Quasi tutti gli itinerari
sono circondati da un alone di mistero, e tra zoccoli infiniti e labirintici
ritorni, si consumano suole e bivacchi prima
che una vetta si lasci calpestare.
Nella Valle di San Lucano, a Col di
Pra, oltre a un campeggio ci sono due locande.
Si è dominatori sia dalle Pale di San Lucano che dall’Agnèr, che
presentano le pareti più alte delle Alpi Orientali, oltre 1500 mt. E’ chiaro che qui
solo la gente preparata si muoverà. Quindi, fatto salvo lo spigolo
N dell’Agnèr (1500
m, V+) o l’ugualmente
severa via Jori
(V e V+), ogni altra opzione sarà nota a
chi eventualmente si proponesse di arrampicare qui.

GRUPPO DELL’ AGNER
Voltago Agordino
860 m. - Capoluogo comunale,
è un piccolo centro posto in posizione solatìa
a circa 5 Km. da Agordo. Servizi essenziali. Numeri telefonici utili:
Municipio - 0437/669132
Albergo "Stella
Alpina" - 0437/669001
Frassenè 1084 m. - Un tempo importante
centro di soggiorno montano, Frassenè oggi subisce un richiamo turistico
decisamente ridimensionato per quanto riguarda
la stagione invernale ma non ancora domo rimanendo altresì valido
nella stagione estiva. Vi sorge la stazione di partenza della seggiovia
per il Rifugio Scarpa e rappresenta il principale centro di riferimento
per chiunque desideri approssimarsi al Gruppo dall’est. In località
"Laghetti" esiste una piccola palestra di roccia dove ci
si potrà iniziare alle tecniche arrampicatorie.
Numeri telefonici
utili:
Albergo "Belvedere"
- 0437/67122 - Consorzio Promotour -0437/67193
- Ristorante "Baita del Bianco" - 0437/647344 - Ristorante "Ai
Laghetti" - 0437/67100 - Guida
Alpina Carlo Della Lucia - 0437/67266.
Gosaldo:
Il comprensorio di Gosaldo è formato dal capoluogo municipale (Don, 1142 m), sorto su un ampio
ripiano di versante, dalla grossa frazione di S.Andrea
1262 m.
e da un cospicuo numero di borgate sparse per tutto il territorio
comunale. È base di partenza perla zona più meridionale del Gruppo;
dista 16 Km. da Agordo ed altrettanti da Fiera di Primiero. I servizi
sono esenziali.
Numeri telefonici
utili:
Municipio - 0437/68105
Carabinieri - 0437/68250
- Pizzeria "Posta" - 0437/68203 - Albergo "serenetta" (loc. S Bar"Stella Alpina" (loc.
Saresin) - 0437/68107.Andrea) - 0437/68122
Albergo "Aurine" (loc.F.lla
Aurine) - 0437/67103
RIFUGI E BIVACCHI:
| Rifugio
Scarpa-Gurekian alla Malga Lòsch
1742 m.
Di proprietà della
Sezione Agordina del CAI, sorge in
posizione panoramica aperta a sud con vasto colpo d’occhio;
nei pressi è situata la stazione di arrivo
della seggiovia che sale da Frassenè e dello skilift "Rafadòra".
Chalet di proprietà
del pittore Enrico Scarpa di Venezia realizzato ancora nel 1912,
la costruzione venne successivamente
acquisita dalla Sezione di Agordo del CAI negli anni ‘60 e adattata
a rifugio con opportuni lavori di ampliamento fino ad ottenere
una trentina di posti letto con adeguati servizi. È attualmente
gestito dall’istruttore nazionale di alpinismo Sergio Pestarino;
apertura da giugno a ottobre (tel. 0437/67010). Vicino sorge
la Malga Lòsch,
che ospita animali; la costruzione può servire egregiamente,se
attrezzata, come base di appoggio nella
stagione di chiusura dello Scarpa-Gurekian |
 |
(informarsi in municipio).
Oltre che riferimento per le ascensioni alpinistiche alle maggiori
cime del Gruppo, il rifugio costitusce
una base per facili escursioni e traversate; come mete - in ordine
crescente d’impegno - si segnala il dirimpettaio Còl di Luna (it.
1h), il "Sentiero Naturalistico Fabio Miniussi"
(itinerario= li) e la traversata al Bivacco
Menegazzi e al Rifugio Treviso (it. 1h).
Accessi:
http://www.agordino.bl.it/voltago/Turismo.htm
1a. - Da Frassenè
1084 m. per la Costa d’Agaréi
(segnavia 771). Dal centro del paese, seguendo le indicazioni
per il Rifugio Scarpa e Albergo "Belvedere", ci si porta
all’imbocco della Val Domadore (posteggio).
L’ampia mulattiera ha inizio con una ripida rampa che sottopassa
la seggiovia; segue il sentiero lungo la pista da sci o eventualmente
nel bosco della Costa d’Agaréi fino al
ripiano denominato La Raffadòra
(stazione di partenza di skilift e fontanile con buona
acqua). Di qui si sale per il pascolo aperto fino al visibile
rifugio (ore 1.30).
1b. - Da Frassenè 1084
m. per la
Val di Domadore e la Caséra de Luna 1595 m. (segnavie
772-773).
Per l’itinerario
precedente ci si porta all’imbocco della Val Domadore:
di qui si prosegue per la carrareccia asfaltata fino in località Domadore
(fienili). Si continua per buon sentiero lungo l’impluvio, deviando
poi a sinistra e impennandosi fino alla Caséra de Luna. Poco più in
alto ci si innesta nel sentiero che proviene dalla F.lla di Luna che si segue verso destra fino al rifugio senza
possibilità di sbagliare (ore 2.00).
1c. - Da Frassenè
1084 m. per Manzana e Malga Agnèr de Fòra 1618 m. Da Frassenè si scende
per circa 1 Km. verso Agordo
fino in località Manzana: qui ha inizio
la carrareccia di servizio (indicazioni) per Malga Agnèr de Fòra;
la pista sale con numerose svolte piuttosto sassosa e porta direttamente
all’alpeggio. Dalla Caséra, regolarmente caricata, si prosegue a sinistra
per evidente mulattiera pianeggiante fino ad una fontana in cemento
e ad un bivio: tralasciando a sinistra la prosecuzione per la recuperata
Malga Agnèr de Inte, si continua diritti per pendii prativi fino al Còl Còlandér; di qui si scende il successivo vallone disseminato
di grossi massi per risalire poi il pendio opposto fino al rifugio
(ore 2.30).
1d. - Da Voltago
860 m. Zérve
e Malga Agnèr de Fòra 1618 m. Dal centro di Voltago
ci si avvia per la parte più meridionale del paese, salendo per via Dante. Al grande crocifisso di
Callincròs si volge a sinistra per la pista forestale in direzione
della località Zérve: di qui (Val de le
Nebbie) si procede innestandosi nella carrereccia
di servizio per Malga Agnèr de Fòra; si
continua per questa come per l’it, 1c (ore
3.00).
1e. - Da Voltago
860 m. per Caséra Roncgrànt 1206
m.
Come per l’it. precedente ci si porta al grande
crocifisso di Callincròs; di qui si continua
diritti per strada asfaltata verso la località Piandisòn
(eventuale posteggio). Si procede ora per l’erta carrareccia che sale
con alcuni tornanti: ad un bivio si tralascia a destra la pista pianeggiante
per Fasòn, continuando verso la Casera Ronkgrànt
unendosi al sentiero proveniente da Taibon (segnavia 769). Più in
alto l’itinerario è tagliato nel fitto bosco salvo alcuni slarghi
in corrispondenza di colatoi valanghivi:
addentratisi in un’area più aperta, con un tratto pianeggiante si
è a Malga Agnèr de Fòra. Di qui si continua
come per l’it.
1c (ore 3.00).
1f. - Da Taibon 628 m. per Fasòn 1184
m. (segnavia 769).
Dal
centro si procede per Via Còl di lana (sud), imboccando la comunale
per la frazione di Soccòl: con erta salita
si raggiunge un quadrivio: qui si devia a destra, portandosi alle
case di Soccòl (fontana e posteggio). Si continua per la pista di servizio forestale dapprima asfaltata,
poi in cemento ed in fine sterrata: così lungamente nel bosco (possibili
alcune scorciatoie ). Quando la pista tende
a spianare è tempo di volgere a destra per sentiero (segnavia rinfrescato),
raggiungendo Caséra Ronkgrant. Di qui si
continua come per l’it. 1e (ore 3.00-3.30).
1g
- Da Forcella Aurine 1300
m. per il Còl di Luna 1747 (e il Passo di Luna
1718 m. e segnavia 773).
Dallo
spiazzo prospicente l’albergo s’imbocca
la strada che sale tra le costruzioni: fatte poche decine di metri,
si piega a destra per la mulattiera a limite dei prati: così lungamente
fino al ripiano del Còl de Frés. Più in alto ci si inoltra nel bosco;
ad un bivio si volge a destra (a sinistra si potrebbe raggiungere
direttamente il Passo di Luna, ma meno faticoso è continuare come
di seguito descritto), appoggiandosi agli scalini formati dalle radici.
Usciti dal bosco, superando un tratto roccioso, si raggiunge
la sommità del Còl di Luna 1747 m. (monumento a Cesare
Battisti e croce); di qui si procede sul filo del crinale verso
ovest (splendido panorama), portandosi al Passo di Luna 1718 m. All’insellatura si
volge a destra, scendendo con mite pendenza verso i pascoli della
Malga Luna: evitando di portarsi alla Caséra, si taglia in quota,
sempre seguendo il segnavia 773, fino al rifugio.
Traversate ed escursioni:
1h. - Traversata
al Rifugio Treviso per Caséra de
Càmp, il Bivacco Menegazzi e F.lla
delle Mughe (segnavia 773-720).
Dal colletto dove
sorge il Rifugio Scarpa si volgono i passi
in discesa seguendo le indicazioni per il dirimpettaio Còl di Luna.
Si procede dapprima tra grossi massi poi nel bosco verso i pascoli
della Malga Luna (vecchio fontanile ubicato sul Piàn
dei Cavài). Qui si tralascia il bivio a
sinistra che scende all’antica Caséra, procedendo in salita con esigua
pendenza verso il Passo di Luna 1718 m. Dall’insellatura si
piega in alto a destra per traccia di sentiero che attraversa la Val Cadévàl
e la Val Zanca;
superato l’ultimo crinale si è in vista della Caséra de Càmp
1750 m.
Si continua ora quasi orizzontalmente sotto gli avancorpi della Cròda Granda (imponente la Torre Sprit):
alcuni saliscendi portano all’ultimo costone ghiaioso e ai pascoli
di Piàn Lònch (ore 1.30-2.00 dal Rifugio Scarpa-Gurekian).
Dal Bivacco si risalgono i pascoli, dirigendo i passi verso l’incombente
F.lla delle Mughe (o delle Gràve), dapprima su macereto poi sulla roccia sempre con maggior
pendenza (passaggio I). Dai 2244 m. della forcella si scende l’impervio impluvio
verso la Val Canali,
deviando poi a destra fin al Rifugio Treviso (ore 4.30).
1i. - Sentiero Miniussi alla Pala della Madonna.
Inaugurato nel 1992
per iniziativa della Sezione Agordina e
di Monfalcone del CAI, questo sentiero naturalistico ha acquisito
un valore di assoluto rilievo nelle proposte
escursionistiche della Conca Agordina. Con
partenza ed arrivo al Rifugio Scarpa-Gurekian,
il percorso si snoda alla base delle crode dell’Agnèr, in un ambiente
di suggestiva bellezza: a ciò si unisce un
grande interesse per le specie floristiche
incontrate ad ogni passo; a tale scopo è cosigliabile
l’effettuazione del percorso soprattutto nel periodo fine giugno-luglio
(per maggiori dettagli consultare l’opuscolo "Il Sentiero F.
Miniussi alla Pala della Madonna" disponibile
anche allo stesso rifugio).
Seguendo le indicazioni,
dal rifugio il sentiero sale brevemente sui ripiani prativi appena
superiori (Agrumìer); addentratisi nel macereto
si volge a destra continuando dapprima orizzontalmente poi in discesa
per un lungo tratto fino a guadagnare i pendii sovrastanti il Còl
Còlandér (qui possibilità di interrompere
l’itinerario facendo ritorno al rifugio seguendo l’ultima parte dell’it.
1c). Dal costone erboso il percorso naturalistico sale con alcune
ripide svolte, deviando poi ancora a destra sotto le incombenti pareti
dello Spiz d’Agnèr Sud; così fino all’erboso e regolare piano inclinato
della Pala della Madonna che si raggiunge verso quota 2000 m. Si scende ora seguendo la segnaletica
su paletti in ferro: al limite inferiore
della distesa prativa si volgono i passi a destra in basso verso l’invitante
ripiano delle Buse dai Làc. Si va ora ancora in
discesa per il raso bosco, in direzione della Malga Agnèr de Fòra: di qui il ritorno si effettua
come per l’it. 1c (ore 4.00-5.00).
Accessi
2. -
Rifugio Treviso (Canali) 1631
m.
Costruito dalla sezione
di Dresda dell’Alpenverein nel 1897 e divenuto
dopo la Grande
Guerra proprietà della Sezione di Treviso del
CAI, ha brillantemente superato il secolo di vita. Attorniato da una
vera miriade di guglie, sorge su un esile ripiano della catena più
meridionale delle Pale, alla base delle cime che si dipartono dal
Sass d’Ortiga (Pala del Rifugio, Dente della Pala).
Punto di sosta per i percorritori dell’ Alta Via n° 2,
dispone di una cinquantina di posti letto; è gestito dalla famiglia
Timillero; tel. 0439/62311.
2a. - Dal Rifugio
Cant del Gàl 11160 m. (segnavie 707).
Dalrifugio si segue la pista
della Val Canali per circa 2.5
Km; attraversato il greto del torrente si risale
la costa presso l’imbocco del Valòn de le
Mughe fino al rifugio (ore 1.30).
2b. - Traversata
al Rifugio Scarpa-Gurekian per la Forcella delle Mughe, il
bivacco Menegazzi e Caséra de Càmp (segnano
720-773). It. 1h in senso inverso. - Dal
Rifugio Treviso s’imbocca il sentiero a segnavia 720 che risale il
ripido Valòn delle Mughe fino, all’
omonima forcella (2244 m). Sceso il primo tratto
roccioso con qualche precauzione (I), pendii a sfasciumi portano alle
belle praterie dove sorge il Bivacco Menegazzi (ore 2.30). Dal punto
d’appoggio si volge in direzione nord (segnava 773); attraversato
il megheto, per la ripida scarpata ci si
abbassa sul greto del Rio dei Molini: al di là il sentiero riprende
consistenza, snodandosi alla base degli avancorpi della Cròda Granda fino alla Caséra Cavallera. Dalla malga si continua
superando il crinale verso la Val Zanca e, per sentiero
meno marcato, quello successivo che dà sulla Val Caldevàl;
per ripidi prati è presto raggiunta la
F.lla
di Luna, donde, con semplice itinerario il Rifugio Scarpa-Gurekian
(ore 4.30-5.00).
3. - Bivacco
Biasin alla Forcella del Pizzón 2650 m.
Posizionato nel 1965 dai soci
della Sezione Agordina del CAI, costituisce
un buon punto di riferimento per coloro che salito l’Agnèr sia per
le estreme vie sia per la normale colti dal maltempo o sia desideri
godere del sorgere del sole presso la vetta della montagna agordina.
Dispone di 9 cuccette; ultimamente la sezione proprietaria
ha eseguito dei lavori di consolidamento e di sistemazione allungandone
in sostanza la vita al servizio di tutti gli appassionati. Inutile
elogiare il panorama che di lassù si può ammirare: attraverso l’ostacolo
delle Prealpi la vista giunge sino al mare.
3a. - Dal rifugio
Scarpa-Gurekian per la normale all’Agnèr (vedi questa).
| Bivacco
Cozzolino all’Agnèr 1398
m.Sorge alla base delle impressionanti
crode settentrionali dell’Agnèr, dove il sole giunge per breve
tempo solo d’estate; addossato ad un grosso masso è egregiamente
protetto dalle valanghe e dalle slavine che convergono in gran
copia nei colatoi laterali. Dispone di
6 posti letto in cuccetta e svolge una sua funzione prettamente
rivolta a favore dei salitori dalle impegnative vie sulle vicine
pareti. Posizionato nel 1972 per interessamento
della Sezione XXX Ottobre del CAI di Trieste, è dedicato al concittadino
Enzo Cozzolino, caduto in Civetta (Torre di Babele) in quello
stesso anno. |
 |
Dalla
Valle di S.Lucano (loc. I Chìn 810
m) per il Vallon del Pìz
(segnavia rosso).
4a. - Dalla comunale
per Còl di Prà 1 Km. prima di
questa borgata, (loc. I Chìn 810 m), ci si inoltra verso
il greti del Tegnàs (indicazioni per Alta
Via Tilman e Bivacco Cozzolino). Superato il bosco di ontani, si prosegue su una dorsale a magra vegetazione fin
sotto le rocce; di qui, attraversato il vallone, si prosegue meno
agevolmente tra massi e salti di roccia (attenzione su qualche passaggio)
fino al bivacco (ore 1.30).
Bivacco
Menegazzi al Piàn Lònk
1737 m.
Rustico rimesso a
nuovo dal locale Gruppo ANA e dedicato ad un alpino caduto,
svolge egregiamente le sue funzioni di punto d’appoggio in una
delle zone più romite delle Dolomiti: non per nulla il regista
J.J. Annaud
scelse questi luoghi per ambientare il suo film. "L’orso".
Il bivacco è situato al centro di un vasto pascolo; poco lontano,
bellissimo, trova spazio il "Laghetto d’erba" (La Pianèla),
di cui è stato fatto cenno nella parte geologica. Tra le crode
che incombono, particolarmente elegante è la
Torre S.Anna
e la Torre
Sprit.
Posti
letto nel tavolato e caminetto (procurarsi la legna). |
 |
5a. -
Dalla località Sarasìn di Gosaldo per I Domadòr
1317 m.
Dalla Statale n°
347 di Passo Cereda a 3
Km. da Gosaldo
(loc.Sarasìn), a destra s’imbocca la comunale
per Faustìn fino al posteggio di Domàdòr
1317 m.
(circa 1.5 Km.
dalla statale). Di qui si prosegue per l’ampia
pista forestale che, con alcuni tornanti nel bosco intervallati da
rampe in cemento, porta nei pressi dei ruderi della Caséra d’Ortìga
1592 m. e alla vicina Malga
Cavallera 1679 m.
Evitando di salire alla malga, si volge a destra giungendo agli ultimi
pascoli ove sorge il Bivacco Menegazzi al Piàn
Lònk (ore 1 da I Domàdòr).
5b. - Da S.Andrea di Gosaldo 1262 m. per Caséra de Ortìga 1592
m.
Dalla Statale del
Passo Cereda in corrispondenza dell’Albergo "Serenetta",
si penetra il centro di S.Andrea:
fatte poche decine di metri si volge a destra per la strada forestale
che s’inoltra lungo la
Val dei Mòlìn. In vista
delle prime crode incombenti, dove la pista spiana si piega a sinistra,
attraversando l’impluvio ghiaioso del rio: poco più avanti al bivio,
s’imbocca la mulattiera per i ruderi della Caséra d’Ortìga
donde alla pista per Malga Cavallera. Di qui come per l’it.
precedente (ore 1 da S.Andrea).
5c. - Da Don di Gosaldo 1142
m. per Còl Piaghèr
o per la Val dei Mòlìn.
Dal centro comunale
di Don si segue la
Statale del Passo Cereda verso F.lla Aurine: al primo tornante si piega a sinistra
per il bosco di faggi si sale a Prà di Forca innestandosi nell’it.; a destra si procede lungo la Val dei Mòlìn
fin nei pressi dell’"impluvio ghiaioso del rio", dove ci
si raccorda nell’it. (ore 1.20 da Don).
5d. - Dal Rifugio
Scarpa-Gurekian 1735 m. per Caséra de Càmp
1750 m.
(vedi it. 1h).
6. - Bivacco
Reali alla Forcella del Màrmòr 2595 m.
L’alto ripiano de I Fòch alla Forcella del Màrmòr è contraddistinta da questa costruzione rossa (6 posti
in cuccetta), dedicata all’alpinista di Bolzano Renato Reali. Già
proprietà della Sezione CAI-SAT delle FFGG di predazzo, attualmente
è in carico alla Comunità Montana Agordina
che ne cura la manutenzione tramite la Sezione Agordina del CAI.
Il colpo d’occhio è limitato al solo nord, sulla precipitosa testata
della Val d’Angheràz; attorno, vicinissime
sorgono le Cime del Coro e del Màrmòr, mentre
all’est domina la Cròda
Granda.
6a. - Dal
Bivacco Menegazzi per i Vani Alti (è l’it.
più frequentato dal versante agordino; elementare. Sconsigliabile
in caso di nebbia).
Si sale verso la Forcella delle Mughe: all’imbocco
dell’ampio vallone che scende tra il Sass d’Ortiga ed il bastione
della Torre S.Anna
- Sass da Camp si volge a destra, risalendo lungamente gli sfasciumi.
Presso la testata del vallone, a lato delle zolle erbose presso la
vertiginosa F.lla S.Anna,
si piega ancora a destra per le rocce de Le Scalette (I), caratterizzate
da un esile arco di roccia, salendo indifferentemente a destra o sinistra
del passaggio a ponte si guadagna l’alto ripiano dei Vani Alti, solitamente,
colmo di nevi. Ora è necessario superare il fondo del circo salendo
lo spallone settentrionale del Sass da Càmp
per poi traversare ancora verso destra su ghiaioni al
limite dell’abisso e già in vista della Cròda
Granda: poggiando a sinistra in discesa si toccano le ondulazioni
dei Fòch, prossime al rosso bivacco (ore 3.00).
6b. - Dal Rifugio
Treviso per la
Ferrata FFGG (è l’it
. più frequentato dal versante trentino;
buona sicurezza sul percorso attrezzato).
Dal Rifugio Treviso
ci si avvia lungo il sentiero 707 oltrepassando in successione i tre
valloni che scendono dalla catena assiale fin quasi alla testata della
Val Canali; inoltratisi nel circo del Coro, si continua a destra (indicazioni)
verso l’attacco della Ferrata FFGG (ore 1.30-2.00).
La via non è esposta e ben protetta anche se gli appigli sono pittosto
levigati dall’uso: si sale per canalini intervallati da brevi traversate
fino al superamento del salto terminale che porta improvviso alla
luce della F.lla del Màrmòr e al vicino bivacco
(ore 3.00 dal Rifugio Treviso).
6c. - Dal Rifugio
Treviso per la Forcella
dei Vani Alti (itinerario più diretto ma non più rapido del precedente;
qualche passaggio di I grado in ambiente
particolarmente austero con buona segnaletica).
Dal Rifugio Treviso
si oltrepassa il primo vallone che scende tra il Sass d’Ortiga e la Torre S.Anna: superato il contrafforte successivo
ci si inoltra nel circo dei Vani Alti. Si continua sempre con maggior
pendenza su sfasciumi verso sinistra (neve fino a stagione inoltrata);
qui inizia la salita più ardua con una serie di passaggi in cengia
(anche esposti) intervallati da salite dirette: così fino a dove la
montagna spiana, ormai prossima ai Vani Alti. Di qui ci si
innesta nell’it. 6a fino al bivacco (ore 3.30-4.00).
6d. - Dall’alta Val
d’Angheràz per il Valòn
de l’Orsa (itinerario faticoso ma non complicato,
indicato comunque per chi possiede buone capacità alpinistiche).
Raggiunta l’alta
Val d’Angheràz da Còl di Prà (segnavia 767),
ci si avvia verso lo sbocco del Van de l’Orsa e l’ampio vallone che
caratterizza il limite sud-ovest dell’anfiteatro. Il sentiero detto
"Del Dotòr", risale integralmente il fondo del vallone con
scalette in ferro e numerosi tratti attrezzati
(attenzione soprattutto all’inizio = assai esposto). Raggiunta la
conca erbosa a quota 2000
m., si devia a sinistra, scendendo le lastronate
verso il circo dove un tempo esisteva il Ghiacciaio del Màrmòr;
seguendo in discesa, poi in piano, la cengia che taglia la parete
nord della Cima Nord del Màrmòr, ci si porta alla base delle ripide balze sottostanti
i Fòch. Qui, senza troppo volgere verso
il fondo del canale che precipita da F.lla
Sprit e senza itinerario fisso, inizia la
salita per canalini, gradonate e salti di
roccia, (passaggi di III-); così fino al ripiano sommitale dove sorge
il bivacco (ore 5.00-6.00 da Còl di Prà).