1803 |
Una gruppo di canonici
agordini ascende il ghiacciaio inviolato. Unicamente don Giuseppe
Terza, afferrato da un soprannaturale esaltazione, procede in
direzione della vetta. Non farà più ritorno e neanche
uno lo si vedrà più. |
1856 |
Un altro prete valoroso, il vicentino
don Pietro Mugna, sale il ghiacciaio fino alla cresta nevosa sotto
la Punta Rocca. Con lui ci sono le guide agordine Pellegrino Pellegrini
e Gaspare De Plan. Partecipa alla cordata un alpinista Antonio
Marmolada. |
1860
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Un irlandese “John Bull”,
sale sulla Punta Rocca con un amico John Birkbech accompagnati
da una guida di Chamonix Tairraz. |
1862 |
La prima salita sicura viene effettuata
dal viennese Paul Grohmann con la guida Pellegrini. |
1864
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Grohmann, con le guide ampezzane
Angelo e Fulgenzio Dimai, conquistano la cima principale “Punta
Penia” 3342 mt. e diviene la via normale tutt’ora
seguita dal Pian dei Fiacconi. |
1872 |
La Cresta Ovest viene percorsa fino
alla cima di Punta Penia da Francis Fox Tuckett, di Bristol,(
oggi via ferrata) con le guide Lauener e Siorpaes di Cortina.
Il tracciato viene ripetuto dal giovane Douglas William Freshfield. |
1882 |
I primi alpinisti “senza guida”
austriaci Ludwig Purtdcheller, Emil e Otto Zsigmondy compiono
la prima traversata da Punta Rocca a Punta Penia. |
1897 |
Cesare Tomè, agordino, con
la guida Santo Tomè e il portatore Luigi Farenzena, violano
la parete sud arrampicandosi lungo il canalone della S-cesora
e raggiungendo la Forcella Serauta. |
1900 |
Luigi Rizzi, guida di Val di Fassa,
per conto dell’inglese Beatrice Tomasson, attacca slegato
il camino che incide la parete sud di Punta Penia 4°. |
1901 |
La Tomasson con le guide di Fiera
di Primiero: Michele Bettega e Bortolo Zagonel portano a finiscono
la via iniziata da Rizzi e diviene la “normale” della
parete sud a Punta Penia. |
1913
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Dal fronte Nord del ghiacciaio pattuglie
di Landesschützen, con gli sci, arrivano a Punta Rocca. |
1926 |
Luigi Micheluzzi, Roberto Perathoner,
guide di val di Fassa, con pochissimi chiodi, aprono sul Pilastro
Sud di Punta Penia la prima via di 6° e diene una “classica”
tutt’oggi di tutto rispetto. L’impresa era stata tentata
senza successo dall’austriaco Walter Stösser. |
1935 |
La formidabile cordata: Ettore
Castiglioni e Bruno Detassis,
tracciano il primo itinerario al Piz Serauta per la cresta est.
|
1936 |
Sempre loro, tentano la Sud Ovest
di Punta Penia, ma desistono.
Gino Soldà, Umberto Conforto, fortissimi alpinisti vicentini,
in tre giorni e con circa 70 chiodi riescono a vincere la parete
e ne fanno un tracciato tra i più impegnativi della parete.
Diviene un itinerario “classico”. |
1936 |
Giovan
Battista Vinatzer e Ettore
Castiglioni tracciano la prima ascensione sulla parete Sud
della Punta di Rocca. Diviene anche questa via una "classica".
Vinatzer arrampica
quasi sempre da primo e in libera tanto che Ettore Castiglioni
nel suo diario scrisse: Settembre
1936. “In Battista
(Vinatzer) più l’avvicino, più ritrovo l’amico che avevo perduto in Celso (Gilberti);
la stessa limpida serenità, la stessa gioia di vita. La sera passata
noi soli nella Capanna Punta Rocca (Marmolada)
è stata dolce per me e per lui, come le sere passate con
Celso al Rifugio Padova chiuso, in novembre. A Battista ho potuto
raccontare di me ciò che forse non ho mai detto ad alcuno, ciò che è segnato solo su questo diario” |
1939
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Conforto, ritorna con Bertoli e s’impongono
sulla grande fessura sotto Punta Ombretta dopo 30 ore. |
1942 |
Ancora Ettore
Castiglioni con Gino Pisoni salgono la parete per una liscia
fessura arrivando in cima al Piz Serauta. |
1950 |
I fortissimi scalatori Hermann Buhl
e kuno Rainer salgono in pieno inverno la difficile via Soldà. |
1953 |
Cesare Maestri compie una straordinaria
impresa e firma un’incredibile primato storico: sale da
solo la Soldà. |
1958 |
Armando
Aste di Rovereto e Toni Gross di val di Fassa aprono la via
“Ezio Polo” sull’anticima del Piz Serauta. |
1959 |
Aste
si ripresenta alla “Sud” della Marmolada con Franco
Solina aprendo la diffice via “Maria Assunta” al Piz
Serauta. |
1964 |
Aste
e Solina con impresa che stravolge il modo alpinistico e la maniera
di affrontare considerevoli difficoltà aprono la via “Ideale”
lungo le placche argentate di Punta Ombretta. |
1965 |
Sempre loro, impavidi e fortissimi
alpinisti, Aste e Solina questa
volta salgono la “Canna d’organo” sulla indiscutibile
piramide che si eleva fra le guglie di Punta Rocca. |
1968 |
Arrivamo i fortissimi fratelli Reinhold
e Günther Messner. Tracciano la “Via delle Placche”
sulla parete Sud Ovest di Punta Penia. |
1969 |
Reinhold
Messner, da solo, sale lungo la levigata placca posta a sud
di Punta Rocca dopo aver compiuto, in prima solitaria, (Diretta
Messner) la Vinatzer.
Sempre Reinhold Messner,
dopo pochi giorni, apre con K. Renzler, la “Via dei Sudtirolesi”,
lungo il diedro tra Punta Penia e Punta Rocca. |
1970 |
Alessandro Gogna, A. Giambisi, A.
Dorigatti e B. Allemand ascendolo lungo l’affilato spigolo
sinistro di Punta Rocca e ne tracciano una delle più belle
vie “classiche” della parete Sud e tra le più
risalite. |
1973 |
Cinque polacchi guidati dal capogruppo
Jerzy Kukuczka, in sette giorni salgono in “prima invernale”
la “via Ideale”. |
1974
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Da Rovereto giungono Sergio Martini,
Paolo Leoni e Mario Tranquillini. Dopo una settimana di dure prove
forzano e vincono il difficilissimo “Gran Diedro”
che definisce a sinistra la parete di Punta Ombretta. |
1976 |
Arriva il forte alpinista tirolese
Heinz Mariacher, il quale sale a 18 anni in libera, slegato, la
Vinatzer. |
1978 |
Luggi Rieser e Reinhard Schiestl,
austriaci aprono un’importante variante alla canna d’organo
“La variante del Fischio”; aprono una nuova via “Schwalbenschwanz”
alla Punta Ombretta e con Mariacher tracciano la via “Hatschi
Bratschi”. |
1979 |
E’ la svolta del’incontenibile
e bravissimo alpinista Heinz Mariacher che con i suoi compagni
di cordata aprono le vie: “Don Quixote” con R.Schiestl |
1979 |
Prima ascensione della “Via
dei Fratelli” tracciata sulla parete di Punta D’Ombretta
da: B. Laritti e G. Soma. |
1979
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H. Mariacher incontra la compagna
della sua vita Luisa Jovane “veneziana” di Mestre
e con altri due compagni F. Kröll, P. Brandstätter tracciano
la via del “Nuovo Pilastro”suula parete Sud Ovest
della Punta Penia. |
1979 |
Altro tracciato sulla parete della
Punta Marmolada d’Ombretta con la “Via degli Elfi”
aperta da L. Rieser e H. Zak. |
1979
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Mariacher, incontenibile con L. Jovane
e L. Rieser salgono la parete della Punta d’Ombretta per
un nuovo itinerario “Via Vogelwil” e il 12 settembre
sempre Mariacher sale in libera la “Via Confoto-Bertoldi”. |
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