MARMOLADA E LA SUA "PARETE D'ARGENTO"

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Marmolada "REGINA DELLE DOLOMITI".

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Prefazione:
La Marmolada ha sempre riscontrato nella sua storia, un significato alpinistico sacrale. Arrampicare su splendida roccia, in solitudine, con lunghe vie di 30 tiri e oltre. Si capisce il perchè è una montagna dove, per scalarla, ci si deve presentare con umiltà e preparazione.
Poter superare lo sfuggente e repulsivo calcare, solidissimo, per vie classiche, con costanti difficoltàche hanno segnato la storia dell'alpinismo, è necessario avere mente e corpo liberi da ogni pregiudizio, confronto, protagonismo.
Ritengo, che tute le vie tracciate, sulla parete Sud, siano da considerare, mirabili ed eleganti; risultato di ciclopiche difficoltà e combinazioni per raggiungere la vittoria su questa montagna d'"Argento".
Arrampicare sulla parete della "Regina delle Dolomiti", è una stupefacente esperienza alpinistica, dove l'uomo viene appagato, da questa vasta muraglia, nel suo io.
Giuseppe Frison.

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La Storia alpinistica della “Marmolada”:

1803
Una gruppo di canonici agordini ascende il ghiacciaio inviolato. Unicamente don Giuseppe Terza, afferrato da un soprannaturale esaltazione, procede in direzione della vetta. Non farà più ritorno e neanche uno lo si vedrà più.
1856
Un altro prete valoroso, il vicentino don Pietro Mugna, sale il ghiacciaio fino alla cresta nevosa sotto la Punta Rocca. Con lui ci sono le guide agordine Pellegrino Pellegrini e Gaspare De Plan. Partecipa alla cordata un alpinista Antonio Marmolada.
1860
Un irlandese “John Bull”, sale sulla Punta Rocca con un amico John Birkbech accompagnati da una guida di Chamonix Tairraz.
1862
La prima salita sicura viene effettuata dal viennese Paul Grohmann con la guida Pellegrini.
1864
Grohmann, con le guide ampezzane Angelo e Fulgenzio Dimai, conquistano la cima principale “Punta Penia” 3342 mt. e diviene la via normale tutt’ora seguita dal Pian dei Fiacconi.
1872
La Cresta Ovest viene percorsa fino alla cima di Punta Penia da Francis Fox Tuckett, di Bristol,( oggi via ferrata) con le guide Lauener e Siorpaes di Cortina. Il tracciato viene ripetuto dal giovane Douglas William Freshfield.
1882
I primi alpinisti “senza guida” austriaci Ludwig Purtdcheller, Emil e Otto Zsigmondy compiono la prima traversata da Punta Rocca a Punta Penia.
1897
Cesare Tomè, agordino, con la guida Santo Tomè e il portatore Luigi Farenzena, violano la parete sud arrampicandosi lungo il canalone della S-cesora e raggiungendo la Forcella Serauta.
1900
Luigi Rizzi, guida di Val di Fassa, per conto dell’inglese Beatrice Tomasson, attacca slegato il camino che incide la parete sud di Punta Penia 4°.
1901
La Tomasson con le guide di Fiera di Primiero: Michele Bettega e Bortolo Zagonel portano a finiscono la via iniziata da Rizzi e diviene la “normale” della parete sud a Punta Penia.
1913
Dal fronte Nord del ghiacciaio pattuglie di Landesschützen, con gli sci, arrivano a Punta Rocca.
1926
Luigi Micheluzzi, Roberto Perathoner, guide di val di Fassa, con pochissimi chiodi, aprono sul Pilastro Sud di Punta Penia la prima via di 6° e diene una “classica” tutt’oggi di tutto rispetto. L’impresa era stata tentata senza successo dall’austriaco Walter Stösser.
1935
La formidabile cordata: Ettore Castiglioni e Bruno Detassis, tracciano il primo itinerario al Piz Serauta per la cresta est.
1936
Sempre loro, tentano la Sud Ovest di Punta Penia, ma desistono.
Gino Soldà, Umberto Conforto, fortissimi alpinisti vicentini, in tre giorni e con circa 70 chiodi riescono a vincere la parete e ne fanno un tracciato tra i più impegnativi della parete. Diviene un itinerario “classico”.
1936
Giovan Battista Vinatzer e Ettore Castiglioni tracciano la prima ascensione sulla parete Sud della Punta di Rocca. Diviene anche questa via una "classica". Vinatzer arrampica quasi sempre da primo e in libera tanto che Ettore Castiglioni nel suo diario scrisse: Settembre 1936. “In Battista (Vinatzer) più l’avvicino, più ritrovo l’amico che avevo perduto in Celso (Gilberti); la stessa limpida serenità, la stessa gioia di vita. La sera passata noi soli nella Capanna Punta Rocca (Marmolada) è stata dolce per me e per lui, come le sere passate con Celso al Rifugio Padova chiuso, in novembre. A Battista ho potuto raccontare di me ciò che forse non ho mai detto ad alcuno, ciò che è segnato solo su questo diario”
1939
Conforto, ritorna con Bertoli e s’impongono sulla grande fessura sotto Punta Ombretta dopo 30 ore.
1942
Ancora Ettore Castiglioni con Gino Pisoni salgono la parete per una liscia fessura arrivando in cima al Piz Serauta.
1950
I fortissimi scalatori Hermann Buhl e kuno Rainer salgono in pieno inverno la difficile via Soldà.
1953
Cesare Maestri compie una straordinaria impresa e firma un’incredibile primato storico: sale da solo la Soldà.
1958
Armando Aste di Rovereto e Toni Gross di val di Fassa aprono la via “Ezio Polo” sull’anticima del Piz Serauta.
1959
Aste si ripresenta alla “Sud” della Marmolada con Franco Solina aprendo la diffice via “Maria Assunta” al Piz Serauta.
1964
Aste e Solina con impresa che stravolge il modo alpinistico e la maniera di affrontare considerevoli difficoltà aprono la via “Ideale” lungo le placche argentate di Punta Ombretta.
1965
Sempre loro, impavidi e fortissimi alpinisti, Aste e Solina questa volta salgono la “Canna d’organo” sulla indiscutibile piramide che si eleva fra le guglie di Punta Rocca.
1968
Arrivamo i fortissimi fratelli Reinhold e Günther Messner. Tracciano la “Via delle Placche” sulla parete Sud Ovest di Punta Penia.
1969
Reinhold Messner, da solo, sale lungo la levigata placca posta a sud di Punta Rocca dopo aver compiuto, in prima solitaria, (Diretta Messner) la Vinatzer.
Sempre Reinhold Messner, dopo pochi giorni, apre con K. Renzler, la “Via dei Sudtirolesi”, lungo il diedro tra Punta Penia e Punta Rocca.
1970
Alessandro Gogna, A. Giambisi, A. Dorigatti e B. Allemand ascendolo lungo l’affilato spigolo sinistro di Punta Rocca e ne tracciano una delle più belle vie “classiche” della parete Sud e tra le più risalite.
1973
Cinque polacchi guidati dal capogruppo Jerzy Kukuczka, in sette giorni salgono in “prima invernale” la “via Ideale”.
1974
Da Rovereto giungono Sergio Martini, Paolo Leoni e Mario Tranquillini. Dopo una settimana di dure prove forzano e vincono il difficilissimo “Gran Diedro” che definisce a sinistra la parete di Punta Ombretta.
1976
Arriva il forte alpinista tirolese Heinz Mariacher, il quale sale a 18 anni in libera, slegato, la Vinatzer.
1978
Luggi Rieser e Reinhard Schiestl, austriaci aprono un’importante variante alla canna d’organo “La variante del Fischio”; aprono una nuova via “Schwalbenschwanz” alla Punta Ombretta e con Mariacher tracciano la via “Hatschi Bratschi”.
1979
E’ la svolta del’incontenibile e bravissimo alpinista Heinz Mariacher che con i suoi compagni di cordata aprono le vie: “Don Quixote” con R.Schiestl
1979
Prima ascensione della “Via dei Fratelli” tracciata sulla parete di Punta D’Ombretta da: B. Laritti e G. Soma.
1979
H. Mariacher incontra la compagna della sua vita Luisa Jovane “veneziana” di Mestre e con altri due compagni F. Kröll, P. Brandstätter tracciano la via del “Nuovo Pilastro”suula parete Sud Ovest della Punta Penia.
1979
Altro tracciato sulla parete della Punta Marmolada d’Ombretta con la “Via degli Elfi” aperta da L. Rieser e H. Zak.
1979
Mariacher, incontenibile con L. Jovane e L. Rieser salgono la parete della Punta d’Ombretta per un nuovo itinerario “Via Vogelwil” e il 12 settembre sempre Mariacher sale in libera la “Via Confoto-Bertoldi”.
   
   
   
 
Rifugio Falier Rif. Ettore Castiglioni al Fedaia. Rif. Contrin

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Marmolada le Punte più alte:

Punta Penia 3342 mt.; Punta Rocca 3309 mt.; Marmolada D'Ombretta 3247 mt.

Accessi:
DA CANAZEI > RIFUGIO CONTRIN (2016 m.) Tel. 0462-61101


DA MALGA CIAPELA > RIFUGIO FALIER (2080 m.) Tel. 0437-722005

DA FEDAIA > RIFUGIO CASTIGLIONI (2054 m.) - PER SEGGIOVIA O SENTIERO (mulattiera n° 606, che in circa ore 1,30 porta) > AL RIFUGIO PIAN DEI FIACCONI (2626 m.). Tel. 0462-61412 > CAPANNA PENIA (3342 m.). (Piccolo rifugio sulla cima di Punta Penia. Aperto nel periodo estivo. Possibilità di pernottamento. Accessibile da tutti gli itinerari di salita alla cima di Punta Penia). Tel. 0462-64207.

L'IMPIANTO PIU' VELOCE PER SALIRE SULLA MARMOLADA E' LA FUNIVIA DI MALGA CIAPELA CHE CON DUE STAZIONI INTERMEDIE, ANTERMOIA (2350 m.) E STAZIONE DI PUNTA ROCCA, A m. 3256, PORTA LO SCIATORE PER LO SCI ESTIVO A TRE PISTE, DOVE ESISTONO TRE SKILIFT, E COSTITUISCE PER GLI ALPINISTI, DOPO AVER SALITO LA PARETE SUD, UN'OTTIMA E VELOCE DISCESA A VALLE.
CI SONO ANCHE DUE FERRATE CHE PORTANO ALLA CIMA.

LINKS : www.marmolada.com www.dolomitibus.it - www.sad.it - www.fs-on-line.com

LE VIE DESCRITTE SONO:
LA CLASSICA ALLA PARETE SUD, PILASTRO MICHELUZZI, VIA MESSNER,
PUNTA PENIA VIA SOLDA', VIA ATTRAVERSO IL PESCE, IDEALE, DON CHISCIOTTE,
PUNTA ROCCA PER LA VIA VINATZER
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