Parete Nord via Solleder
“Via classica”. La salita fu una impresa eccezionale
all’epoca e celebrata come una delle prime ascensioni di sesto
grado nelle Dolomiti.
Prima salita: l'ascensione
della parete nord, 800 metri assolutamente verticali dal ghiaione
di base alla cima, rappresentò per decenni uno dei più
insolubili enigmi dell’alpinismo dolomitico, fino alla sua conquista
il 1 agosto del 1925 da parte dei fortissimi alpinisti bavaresi: Emil
Solleder e Fritz Wiessner.
La parete era stata provata in più momenti
in precedenza: popolare la prova di Hans Dulfer che in compagnia a
Luis Trenker,
nel 1914 desisté ad un terrazzino che da quella occasione viene
denominato Pulpito Dulfer.
Prima ripetizione: della via si deve
al 19venne Mathias Auckenthaler e Hans Buratti il 15/08/1931.
Nel corso dell’ascensione aprirono una basilare variante, cambiando
direzione sulla parete NE a partire dal Pulpito Dulfer.
L’incognita della salita diretta da questo alla vetta giunse
l’8 agosto 1932 dal 20enne Giovan Battista Vinatzer con Giovanni
Rieffeser in arrampicata alternata.
Prima salita solitaria: della via Solleder
è stata realizzata da Heini Holzer il 20/09/1964.
Prima invernale: Reinhold Messner e Heinl
Messner il 5 marzo 1967 senza bivacco.
Prima ascensione femminile: Hermi Lottersberger
il 21 settembre del 1970.
Prima invernale solitaria: Diego Zanesco,
l’8 febbraio 1993.
L’itinerario originale, seguito oggi dalla
quasi totalità di ripetitori, sale con bella dirittura ai primi
due terzi dello spigolo Nord, prima sul lato sinistra e quindi su
quello destro fino al Pulpito Dulfer.
La parete finale, la più impegnativa dell’ascensione,
viene salita sulla parete di dx (NNO) tramite una lunga traversata
che permette di raggiungere una serie di fessure che superano la ripida
parete terminale.
Itinerario esposto specie nella parte terminale.
Roccia abbastanza buona, in particolare nella parete inferiore: i
passaggi friabili sono relativamente pochi.
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Dislivello dall’attacco:
750 mt. |
Difficoltà: 5°+, 6°.
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Dal rifugio
malga
Brògles 2045 mt., graziosa costruzione che sorge sul
versante di Fùnes poco sotto il Passo Brògles, in
punto strategico stupendo, dove di fronte si sollevano con slancio
arditissimo le Odle o dal rifugio Genova 2297 mt, situato in una
conca prativa a valle del Passo di Poma sul versante della |
Val di Fùnes, di fronte alle magnifica
muraglia delle Odle, si percorre il “sentiero delle Odle”
sino a raggiungere la deviazione per la Malga Glatsch circa a quota
2000 mt.
Si lascia il sentiero dirigendosi verso sx per ripidi pendii di rare
zolle erbose e ghiaioni portandosi alla base della parete Nord, mirando
allo sbocco del canalone che separa la Furchetta dell’Odla di
Valdussa.
La salita inizia sul lato sn (Est) dello spigolo, presso il punto
dove le rocce dello spigolo raggiungono il punto più basso,
poco a dx di una traga- ricordo. 2 ore.
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Attacco:
Si raggiunge una serie di canalini che portano ad una piccola
forcella sullo spigolo (150 mt.; 3°, 4°+).
Con arrampicata entusiasmante, ci si porta poi sulla parete di
dx per una serie di camini e diedri poco profondi fino a arrivare
un intaglio costituito da un’evidente torre accostata alla
parete (150/200 mt.; 3°, 4°+).
Qui finisce la variante bassa. |
Si sale lievemente sulla sn., all’inizio
su parete ripida (4°), successivamente si sale verso dx per fessure
superficiali per circa 80 mt. (4°, 5).
Continuare a innalzarsi più facilmente per un corto diedro-camino
composto a sx da un pilastro e a dx dalla gialla facciata finale.
Salendo il camino si arriva il Pulpito Dulfer, (cominciano le varianti:
Vinatzer e Auckenthaler). 3 ore dall’attacco.
Il tracciato Solleder non arriva il pulpito, ma circa 30 mt, sotto
questo, in correlazione di uno spuntone, traversa verso il lato dx
per 30 mt. lungo una cengia sino ad una fessura-diedro non individuabile
dal camino di partenza.
Risalire la fessura andando fuori verso dx. (35 mt.; 5°, 5°+).
Salire per qualche metro le placche alla dx della fessura quindi si
rientra nella fessura friabile e la si risale sin sotto uno strapiombo
(40 mt.; 5°, 5°+).
Si continua a scalare la fessura, affrontando con successo un marcato
strapiombo (20 mt.;6°-).
Si giunge circa 20 mt. sotto un tetto, percorso da un camino sulla
dx.
Traversare a dx per placche sino a portasi sulla verticale del camino
(50 mt.; 5°).
Arrampicare verticalmente per 10 mt. su roccia friabile, quindi più
a sx (30 mt.; 5°, 6°-, chiodi).
Rientrare a dx nella fessura fin al di sotto il tetto dove questo
è varcato dal camino.
Salire il camino molto stretto, fino ad un buon punto di sosta ( 30
mt.; 6°-, 5°+).
Continuare per il camino (40 mt.; 4°) fino alla cresta Ovest.
Da questa comodamente si raggiunge la cima.
Ore 4 dal Pulpito Dulfer; ore 9 circa dall’attacco.