Spigolo SSO spigolo Dibona
Isolata e bella cima che
si eleva dalla Val di Cisles tra i incuneati canaloni delle Odle a
Ovest e de Mesdì a Est.
Una delle più classiche e ripetute vie delle Odle.
La via percorre lo spigolo che il Sass de Mesdì si allunga
verso l’Alpe di Cisles. Entusiasmante ascensione in parete aperta
e in camino su roccia quasi sempre solida e sicura.
Prima salita: guida Angelo Dibona, Rudi Eller, Karl Huter e Gustav
Jahn il 23 giugno 1917.
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Dislivello:
dall’attacco 350 mt. |
Difficoltà: 3°, 4° con
tratti di 4°+ e un passaggio di 5°/5-.
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Dal rifugio
Firenze 2039 mt che sorge in una risplendente zona nei diradati
boschi della parte superiore della Val di Cisles, contornato dalle
forme compatte delle Odle e si sviluppa con un magnifico panorama
verso il Sassolungo e l’Alpe di Siusi ci si dirige verso
Nord seguendo le indicazioni del sentiero n° 13 che rimonta
i pendii dell’Alpe di Cisles sino a raggiungere il vasto
pianoro prativo del Plan Ciantier 2300 mt., |
ai piedi del versante meridionale del Sass Rigàis.
Qui si può raggiungere dal Col Ràiser (cabinovia) o
dalla stazione superiore della funivia di Seceda seguendo le numerose
indicazioni per il Sass Rigàis. Lasciato il sentiero si procede
si procede per ghiaie e zolle erbose per portarsi alla base delle
rocce dell’Odla di Cisles.
Di qui si traversa ancora in direzione Est per ghiaie sino a portarsi
all’imbocco del canalone dell’Odle che si apre tra Odla
di Cisles ed il Sass de Mesdì.
Ci si porta alla dx del canalone e si segue un piccolo canale ghiaioso
che si risale fino ad una piccola forcella.
Si procede quindi verso sx per cenge sino a raggiungere che in alto
diventa un camino (h. 0,20)
Attacco:
Si attacca risalendo il canalino ed il camino seguente, che in alto
diventa strapiombante (35 mt.; 4°).
Si risale il camino quindi si obliqua verso sx per rocce più
facili (30 mt.; 3°).
Si obliqua ancora verso lo spigolo, sostando in prossimità
di esso (25 mt.; 2°).
Qui inizia la variante.
Si arrampica per 4 mt. lungo lo spigolo e quindi ci si sposta sulla
parete di sx seguendo una approssimata rampa fessurata per due lunghezze
di corda (80 mt.; 4°, 3°, 4° chiodi).
Si risale dritti per una fessura e quindi (chiodo) si traversa per
circa 20 mt. Verso sx fino ad un camino, che si risale sino a raggiungere
una cengia (35 mt.; 3°, e 4°).
Si sale ancora per qualche metro sino ad una prima cengia che si segue
verso dx fino al suo termine; ci alza quindi qualche metro sino ad
un seconda cengia che si segue ancora verso dx (40 mt, 4°, 3°).
Qui termina la variante.
Si procede per altri 10 mt. sino al termine della cengia (1°),
e sino alla sommità del pilastro SO ( dove termina la variante
alta).
Si sale leggermente verso sinistra, quindi si traversa verso sx (friabile,
e chiodi), fino ad una fessura di roccia solida che si risale fino
ad una cengia ghiaiosa (4° mt; 4°+).
Ci si porta ora facilmente verso dx sino ad una seconda cengia ghiaiosa
(40 mt; 2°).
Si avanza verso dx in un piccolo camino friabile, prima in spaccata
e quindi sulla parete di dx, raggiungendo quindi per rocce più
facili una piccola forcella (4° mt; 4° con un pass. 4°+/5°-).
Si procede per un canalone e per sfasciumi fino alla cresta (8°
mt; 2°).
Si prosegue seguendo la cresta fino alla cima (circa 20 mt;) ore 3,30/
ore 4,50.