Spigolo Nord-Ovest
Castiglioni - Detassis
I due fuoriclasse scalatori Ettore
Castiglioni e Bruno
Detassis aprirono uno degli itinerari più conosciuti, più
classici e più frequentati in arrampicata libera della Val
Canali e delle Dolomiti. Ha tutti gli aspetti per una salita sempre
divertente, mai faticosa o delicata. La roccia è magnifica
e permette una salita sicura grazie anche alla sempre ottima possibilità
di proteggersi su clessidre o con dadi sulle numerose fessure che
s'incontrano. Stupenda anche l’esposizione nella parte finale
con viste magnifiche sulla Val Canali. La discesa, pur non essendo
facile e comune, è completamente segnalata e su roccia buona.
Prima salita: Ettore Castiglioni,
Bruno Detassis, 18 luglio 1934............................................................................................
Prima solitaria: Vittorino
Penso 29/07/1945 accadenico del CAI, socio del gruppo rocciatori "Gransi"
del CAI di Venezia Prima invernale: Renato
Gobbato (bagnin) assieme al vicentino Renato
Casarotto 1973
Dislivello: 670 mt. Sviluppo: 820 m (inclusi 70 m e 100 finali
di roccette)
Difficoltà: TD- max: 5°
Tempo previsto: 6 ore.
Roccia: ottima lungo tutto il percorso; un po’ erbosa nel primo
tratto.
Materiale: cordini, dadi (quasi tutte le soste attrezzate o attrezzabili
su
clessidra); chiodi non necessari.
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Punti d’appoggio: Rifugio Treviso,
m 1631, CAI, posti 40, aperto dal 20/6 al 20/9, tel.
0439 62 311; rinnovato completamente nel 2004.
Cartine: Tabacco foglio 22 (Pale di San Martino), scala
1:25.000 |
Avvicinamento:
Dal Rifugio Treviso, continuando verso il Passo Canali (segn. 707),
in circa 20 minuti di leggera salita, subito dopo l’uscita dal
bosco, si raggiunge la base dello spigolo nord-ovest della Pala del
Rifugio proprio allo sbocco del Vallone di Sant’Anna. Prima
che il sentiero attraversi il greto deltorrente che scende dal Vallone
si sale a dx per tracce verso lo zoccolo di rocce che sostiene lo
spigolo. Si lascia a dx l’evidente sentierino che contorna la
base della parete ovest della Pala per salire ancora per pochi metri
fin sotto una fascia di rocce poco ripide che sostiene lo zoccolo
erboso del monte. La si supera facilmente (10 m, pass. di 2°),
continuando poi per erba ripida e roccette (ca. 100 m, qualche traccia)
fin dove il terreno diviene più impegnativo e roccioso. Qui
conviene cambiarsi e legarsi (grossa clessidra con spezzone di corda);
45 min. – 1 ora dal Rifugio Treviso.
Salita:
1) Dalla clessidra d’attacco si scalano le scoscese ma solide
rocce erbose sovrastanti (2°,
pass. 3°), senza via obbligata dirigendosi alla base di un caminetto
che termina sopra
sullo spigolo in vicinanza di un primo dente sullo spigolo stesso.
Si sosta 1CF + 1SF alla
base del caminetto. 40 m; 2°, 3°; 1CF + 1SF.
2) Si risale il caminetto a volte umido (possibile anche scalare le
rocce al suo fianco) fin
sopra un blocco di pietra incastrato (15 m, 3°, un pass. 3°+),
venendo fuori a dx e proseguendo sempre
verso l’alto lungo le fessure successive fino a pervenire lo
spigolo (15 m, 3°, un pass.
4°-). Qualche metro a dx lungo il filo dello spigolo, quasi un
cima al dentino, si sosta su
2CF (5 m, 3°+). 35 m; 3°, pass. 4°-; 2CF.
3) Dalla sosta su in prossimità dello spigolo (tenendosi in
vista della Val Canali) per rocce
molto addossate e con erba (10 m, 2°), e poi per impronte (20
m, 1°), fin dove si riprende
a salire su bella roccia . Ci si tiene continuamente vicino allo spigolo
(15 m, 3°, 1C) in
modo da scorgere 1CF + clessidra non molto visibile sotto un piccolo
strapiombo. 45 m; 2°,
3°; 1C, 1CF.
4) Si passa a sx del piccolo strapiombo (5 m, 4°) e si continua
con entusiasmante arrampicata dirigendosi
alla base del torrione che rappresenta la “Prima Spalla”
(25 m, 3°+; conviene sempre
tenersi poco lontano dallo spigolo; dalla sosta, venendo fuori in
orizzontale a dx e poi
tornando a sx si scala su difficoltà inferiori però
con erba). A sx un canalino riporta sul
filo dello spigolo ad una specie di piccola forcella sotto le sovrastanti
rocce della
Prima Spalla (15 m, 3°, un pass. 4°, 1C), dove si sosta ad
1CF a pressione. 45 m; 3°, 4°;
1C 1CF.
5) Dalla sosta si scalano le ripide rocce soprastanti lungo un diedro
appena accennato in
leggera diagonale a sx (10 m, 4°, un pass. 4°+ all’inizio,
1C; siamo qui in vista del Vallone
di San’Anna, sul lato nord dello spigolo). Il diedro fessurato
continua poi in verticale (15
m, 4°, 1C, roccia rossastra sulla dx) fino ad un terrazzino con
3CF. 25 m; 4°, pass.
4°+; 2C, 3CF. Si può arrivare qui anche traversando in
orizzontale
a sx dalla sosta (15 m, 3°) e poi salire, immediatamente dietro
ad uno piccolo spigolo per un camino-diedro
(15 m, 3°, 4°), con tratto più facile ma meno logico
e attraente.
6) Dalla fermata si svolta a sx uno spigoletto, oltre il quale si
alza un lungo ed sovrastante
camino che porta in sommità alla Prima Spalla. Conviene scansare
i primi metri andando in
diagonale a sx per pareti ripide ma ben appigliate fino ad un chiodo
(6 m, 4°, 1C, rinviare
lungo) e poi rientrare a dx in diagonale nel camino di roccia compatta
ed in alcuni punti
levigata (6 m, 4°, 1C nel camino). Si supera una strettoia liscia
nel camino per portarsi
poi ad un piccolo terrazzino sulla sua rossiccia faccia dx (10 m,
4°+, pass. di 5°, 1C sulla
dx). Segue un altro tratto stretto e liscio (5 m, 5°, 2C), oltre
il quale si arrampica con
più scioltezza sulla parete sx del camino per rocce dritte
ma ben appigliate (12 m, 4°,
un pass. 4°+ alla fine) venendo fuori in cima alla Prima Spalla;
sosta su 1CLF eccellente. 40 m; 4°,
4°+, 5°; 5C, 1CLF.
7) Una bassa fascia di facili rocce deposita sulla Prima Spalla (10
m, 2°), dove si cammina
lungo il filo della cresta (20 m, 1°, tracce di sentiero) fin
dove lo spigolo riprende a
salire ripido. 30 m; 1°, 2°.
8) Un canalino immediatamente a dx dello spigolo consente di salire
senza difficoltà fino ad un’altra
zona di rocce addossate (15 m, 3°). La si favorisce facilmente
fino a portarsi alla base
del lungo sistema di diedri e canalini (a volte umidi) che a sx dello
spigolo sale verso la
Seconda Spalla. Sosta su clessidra alla base del primo diedro, poco
discosti dal filo
dello spigolo (in vista del Vallone di Sant’Anna). 60 m; 3°,
poi 2°; 1CLF.
9) Dalla fermata si sta a dx del fondo bagnato del diedro (5 m, 4°+)
pervenendo a delle belle
fessure di roccia magnifica che filano parallele al diedro stesso,
poco distanti dal filo
dello spigolo. Le si salgono con percorso molto logico e piacevole
fino ad un buon ripiano
di sosta quasi all’interno del diedro (30 m, 4°, qualche
breve pass. di 4°+). 35 m; 4°,
4°+; 2CF.
10) Si continua lungo il diedro o sulle fessure immediatamente a dx
con direttrice logica,
senza passaggi rilevanti, fino al successivo buon terrazzino nel fondo
del diedro dove c’è
1CF (40 m, 4°, un pass. di 4°+ alla fine con vecchio cordone
incastrato). 40 m; 4°, un
pass. 4°+; 1CF.
11) Dalla sosta conviene salire sulla dx del diedro su belle fessure
fino a dove il terreno si
appoggia di più (20 m, 4°). Con salita più facile
si raggiunge un piccolo terrazzino con
ometto sotto una fascia di bassi piccoli strapiombi gialli (20 m,
3°, 3°+), dove si sosta su
1CLF. 40 m; 3°, 4°; 1CLF.
12) Si gira a dx il filo dello spigolo riportandosi in vista della
Val Canali e si sale molto
facilmente immediatamente a dx dello spigolo fino alla sommità
della Seconda Spalla
(1CLF enorme). 15 m; 2°; 1CLF.
13) Sopra di noi si alza verticale il bellissimo ultimo balzo dello
spigolo. Dalla sosta si sale
tenendosi a circa 15 m di distanza a dx dello spigolo, per parete
ripida ma molto ben
articolata (15 m, 3°, pass. 4°, 1C), fin quando è possibile
riportarsi a sx al filo dello
spigolo lungo rocce magnificamente lavorate (20 m, 4°-), sostando
su un comodo
terrazzino con vari spuntoni. 35 m; 3°, 4°; 1C, sosta su spuntone.
14) Inizia ora un entusiasmante scalata con la quale si sale la verticale
parete immediatamente a sx
della lama dello spigolo lungo un succedersi continuo di prese solidissime
e clessidre,
senza percorso obbligato (anche se conviene sempre stare molto vicini
allo spigolo) fino
a sostare su una delle molte clessidre (un piccolo terrazzino quasi
sullo spigolo con due
grosse clessidre è il posto migliore). 35 m; 4°, brevi
pass. 4°+; molte clessidre, 2CLF.
15) Dalla sosta si va qualche metro a sx (5 m, 4°) per imboccare
una fessura-camino che si
scala (10 m, 5°-, 1C in alto quasi all’uscita), sopra la
quale riprende la gratificante
arrampicata che porta ad una cengetta sotto gli strapiombi gialli
del salto finale dello
spigolo (15 m, 4°); varie clessidreF e, a sx, muretto a secco
per bivacco in una nicchia. 30 m;
4°, 5°-; 1C, 1CLF.
16) Poco a dx degli strapiombi gialli una bella parete dritta scura,
con eccellenti appigli,
consente di passare oltre in stupenda esposizione quest’ultima
fascia rocciosa fin sotto uno
strapiombetto giallo (10 m, 5°-, molte clessidre, due sono segnalate
da spezzoni di corda). Con un passo a
sx (3 m, 5°) si schiva lo strapiombetto e si sale fin sotto un
muretto giallo con fenditure (5
m, 4°+, varie clessidre). Qui si va a dx girando il filo dello
spigolo dove si ritorna su terreno più
articolato (5 m, 4°, varie clessidre) in vista del Rifugio Treviso.
Si scalano belle rocce fin sotto
una fessura verticale che in alto riconduce sul filo dello spigolo
(5 m, 4°), dove si sosta su
1CF + 1CLF. 30 m; 4°, 5°-, 5°; molte clessidre, 1CF. Il
muretto giallo, alto fra 5
e 10 m, può anche essere valicato direttamente con magnifica
arrampicata su roccia
salda lungo delle fessure (una a sx con 1C, una al centro con 1CL),
con difficoltà fra 5° e
5°+.
17) Si scala la fessura sovrastante e si riprende lo spigolo (5 m,
4°+), che si segue ora
molto più agevolmente fino a portarsi al culmine allo stesso
su un’ampia spalla ormai poco
distanti dalla vetta (30 m, 3°, 2°). 35 m; 3°, 2°.
18) Si cammina su detriti e roccette fin sotto la bassa cupola della
cima (70 m, 1°) che si
arriva scalando agevolmente un ultimo canalino (20 m, 2°, pass.
3°) e con un ultimo
tratto di sentiero (20 m, elem.). 110 m; 2°, pass. 3°.
Discesa:
La discesa dalla Pala è abbastanza complessa e non ordinaria.
Richiede concentrazione, particolarmente con pioggia, anche se le
difficoltà tecniche sono basse ed il percorso costantemente
segnalato da frecce
indicatrici di direzione, ometti e bolli rossi. Percorre la cresta
rocciosa che unisce la Pala del Rifugio alla base del Sass de Ortiga,
quindi una cengia che fascia il versante sud-ovest del Sass de Ortiga
fino alla Forcella delle Mughe, dove si immette sul sentiero segnalato
(n° 720) che riporta al Rifugio Treviso.
Dalla cima, dopo qualche metro su facile cresta, si discende un canalino
roccioso (15 m, 2°) in
versante sud (Vallon delle Mughe). Una successiva traversata in quota
per rocce e detriti,
contornando la testata di un sistema di canali che scende verso il
Vallon delle Mughe (qui si svolge
una discesa attrezzata a doppie, sconsigliabile) conduce fino alla
base del Torrione di Sant’Anna,
la cima che separa la Pala del Rifugio dal Sass de Ortiga. Si sale
con facile arrampicata verso la
vetta del monte (80 m, 2°, brevi pass. 3°) e, poco prima di
raggiungerla si passa sul versante nord
(Vallon di Sant’Anna) dove si scende per un buon tratto e si
traversa per rocce e canalini verso il
Sass de Ortiga (qualche breve passaggio di arrampicata di 2°;
un breve movimento in traverso
all’inizio della discesa, per superare uno spigoletto, richiede
attenzione specialmente se umido; 3
m 3°). Attenzione nel traverso del canalone di Sant’ Anna
quando c’è neve!!!
Prima di raggiungere la forcella sotto lo splendido spigolo nord del
Sass de Ortiga, si deve
attraversare una placca di rocce un po’ più levigate
(30 m, 2°+) lungo la quale vi sono 3S ed 1C per
assicurarsi (specialmente in caso di roccia bagnata). Oltre la placca,
una breve salita per canale
porta alla forcella con il Sass de Ortiga. Si scende il canale dalla
parte opposta fino all’ampia
terrazza detritica sotto la parete sud-ovest del monte. La si percorre
per buon sentiero fino a
delle corde metalliche che permettono di scendere in un profondo canale
(l’ultimo tratto delle
corde è verticale e richiede qualche movimento di forza). Si
risale il canale, spesso umido (corda
metallica), fin dove è possibile traversare nuovamente a dx
per cenge (sentiero) e con un ultimo
tratto facile ma esposto su cengia (3S per eventuale assicurazione)
si raggiunge la Forcella delle
Mughe, m 2244 (ore 1 – 1,30 dalla cima).
Da qui a dx in meno di un’ora di discesa (segn. 720) su ripido
sentiero si raggiunge il Rifugio
Treviso (ore 2 – 2,30 dalla cima).