PALE DI SAN MARTINO

 

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CIMA MULAZ 2906 mt. VIA DEL PILASTRO GRIGIO  
RENZO DE BERTOLIS, IL DECANO DELLE AQUILE DI SAN MARTINO, DEFINISCE IN QUESTA MANIERA IL SUO CONFRONTO CON LE PALE E IL GRUPPO DI BRENTA:”QUI TUTTO E' VERTICALE, MENTRE LA' CI SONO PIU' CENGE ORRIZONTALI. NATURALMENTE E' SEMPRE DOLOMIA, MA QUI E' TUTTO MOLTO DIFFERENTE, PROPRIO COME “DISEGNO” DELLE MONTAGNE; QUA E' TUTTO IN PIEDI, INVECE SUL BRENTA OGNI CINQUANTA METRI C'E' UNA CENGIA”. 


BELL' ITINERAIO, CON ROCCIA OTTIMA.
E' LA VIA PIU ' RIPETUTA E FAMOSA DELLA PARETE OVEST DEL GRAN MASSICCIO DEL MULAZ, E SALE IL PILASTRO GRIGIO CHE NE CARATTERIZZA LA ZONA CENTRALE.
LA DIRETTRICE DELLA SALITA E' DATA DAL GRAN DIEDRO CHE SEGNA IL PILASTRO, (variante d'attacco: De Martin, VII° - ).

PRIMA SALITA: MATHIAS MAY E MARTL KOCH IL 5 agosto 1983

DIFFICOLTA': V°, VI°-, UN TRATTO DI VI°/Ao.

TEMPO DI SALITA: CIRCA 5/7 ORE.

DISLIVELLO: 200 mt. DI ZOCCOLO PIU' ALTRI 400 mt. DI PILASTRO VERO E PROPRIO.

MATERIALI:
NORMALE DOTAZIONE; CORDINI; E FRIEND MEDI, MARTELLO, CHIODI. TUTTI I CHIODI OCCORRENTI SONO IN POSTO, SOSTE COMPRESE.

PUNTO D'APPOGGIO:
RIFUGIO GIUSEPPE VOLPI AL MULAZ 2571 mt., AI PIEDI DEL VERSANTE SETTENTRIONALE DELLA CIMA DEL FOCOBòN. TE. 0437-599420 – TEL. DEL GESTORE BRUNO DE DONA' 0437-592144.
DELLA SEZIONE DEL C.A.I. DI VENEZIA, HA 48 POSTI LETTO.
SI RAGGIUNGE DAL PASSO DI VàLLES, DALLA VAL VENEGIA, DA PASSO ROLLE O DA FALCADE.
E' UN RIFUGIO AUSTERO IL MULAZ, UNO DEI POCHI RIMASTI NELLE DOLOMITI.
SORGE PROPRIO DI FRONTE ALLE PARETI NORD DEL FOCOBON, CHE PER ESPOSIZIONE, PRESENZA DI NEVE E VIE DI MISTO RICORDANO PIU' LE ALPI OCCIDENTALI CHE LE DOLOMITI.
DAL RIFUGIO SI HA QUASI L'IMPRESSIONE DI TOCCARE, MA SOLO PER ARRIVARRE ALL'ATTACCO DELLE VIE CI VUOLE PIU' DI UN'ORA, SEMPRE IN AMBIENTE DAL'ALTA QUOTA.
LE CIME CHE CONTORNANO IL RIFUGIO SONO ALPINISTICAMENTE IMPEGNATIVE.
I TRACCATI SONO BELLISSIMI MA BISOGNA AVERE UNA BUONA ESPERIENZA PER AFFRONTARE IN MANIERA SICURA LE PARETI.
UNA VIA DI 300 mt. PUO' IMPEGNARE TUTTA LA GIORNATA.

DESCRIZIONE:
DA MALGA VENEGIOTA 1824 mt. PER STRADA STERRATA, POI PER IL SENTIERO N° 749 VESO IL PASSO DELLA VENEGIOTA. USCITI DAL BOSCO SI RAGGIUNGE LA PARETE OVEST DEL MULAZ.
PER RAMPA-CANALE OBLIQUA VERSO DESTRA PORTA AD UN SALTO DI ROCCE BAGNATE D'ACQUA. SI ATTRAVERSA A SINISTRA UN RUSCELLO E SI SALE PER CIRCA 50 mt. SU FACILI ROCCE (II°) FINO AD UNA SECONDA RAMPA GHIAIOSA CHE SI SEGUE VERSO DESTRA FIN SOTTO PROFONDI CANALONI.
SI SEGUE A SINISTRA UNA STRETTA CENGIA (OMETTI) CHE IN BREVE PORTA A UNA CONCA CON CAVERNA.
L'ATTACCO SI TROVA ALL'ESTREMITA' SINISTRA DELLA CONCA, IN CORRISPONDENZA DI UNA FESSURA-DIEDRO (OMETTO; ORE 2).
SI SALE LUNGO UN DIEDRINO APERTO SULLA DESTRA DI QUELLO PRINCIPALE INIZIALMENTE STRAPIOMBANTE, FINO AD UNA CENGETTA DA DOVE SI PROSEGUE DIRETTAMENTE LUNGO UNA PLACCA FESSURATA ARROTONDATA (CH.) E DOVE DIVIENE VERTICALE SI TRAVESA A DESTRA (CH.); (30 mt.;V°-,V°+):
SI CONTINUA LUNGO UNA FESSURA-DIEDRO STRAPIOMBANTE (CH.), POI PER UNA FESSURA AL CUI TERMINE CI SI ABBASSA A SINISTRA A UNA CENGETTA, CHE SI SEGUE PER 7- 8 mt. FINO ALLA BASE DEL DIEDRO GIALLO CHE DELIMITA A DESTRA IL PILASTRO (40 mt.; V°,V°+,VI°-).
SI SALE PER IL CAMINO-DIEDRO INIZIALMENTE APPOGGIATO (CH:9, POI LISCIO E STRAPIOMBANTE, INFINE VERTICALE MA PIU' ARTICOLATO (CH.), FINO AD ARRIVARE SULLA SOMMITA' DI UN PILASTRINO (30 mt.; V°, V°+, VI° o Ao;CH.).
CI SI SPOSTA QUALCHE METRO A DESTRA PER SEGUIRE UNA PLACCA E DELLE FESSURE (CH.) CHE PORTANO AD UN TERRAZZINO SOTTO UN DIEDRO STRAPIOMBANTE (40 mt.; IV°, V°, V°+; CH.).
SI TRAVERSA ORRIZONTALMENTE A DESTRA; DAPPRIMA SEGUENDO UN FILO DI CORNICE E POI SU LISCHIE PLACCHE (DELICATO; CH.) FINO A RAGGIUNGERE, SALENDO LEGGERMENTE SU ROCCE ARTICOLATE FINO ALLO SPIGOLO DEL PILASTRO CHE SI SEGUE, SUPERANDO UNO STRAMPIOBETTO, FINO A UNA CENGETTA (45 mt.; III°, IV°; CH.).
SI PROSEGUE DIRITTI SENZA VIA OBBLIGATA PER LE ROCCE ARTICOLATE DELLO SPIGOLO FIN SOTTO UN RISALTO VERTICALE (40 mt.; III°, IV°; CH.).
SI OBLIQUA UN PO' A SINISTRA FINO AD UNA COLATA GRIGIA DI ROCCIA VERTIVALE, USCENDONE POI A DESTRA LUNGO UN BREVE CAMINETTO PIU' FACILE (50 mt.; IV°, III° ; CH.).
SALENDO DIRETTAMENTE SU ROCCE MAN MANO PIU' FACILI SI ARRIVA SOTTO IL TRATTO FINALE (45 mt; II°, III°).
SI SALE VERSO DESTRA UN RIPIDO CANALE DETRITICO E LUNGO UNA FACILE PARETINA SI RAGGIUNGE LA CRESTA.
LA SI SEGUE FINO A RAGGIUNGERE LA CIMA.

DISCESA:
SEGUENDO LA STRETTA CRESTA SI PERVIENE ALL'INTAGLIO TRA LE CIME NORD E SUD DEL MULAZ, QUINDI PER LA FACILE VIA NORMALE SI SCENDE AL RIFUGIO MULAZ 2571 mt. E DA QUI IN VAL VENEGIA.

ITINERARIO PAESAGGISTICAMENTE PIU' BELLO ED INTERESSANTE PER RAGGIUNGERE IL RIFUGIO MULAZ:

Raggiunta in auto la sterrata della Val Venegia  si sale fino al punto in cui questa è sbarrata alle auto e qui si parcheggia ( 1720 m , spazio predisposto). A piedi si prosegue sulla strada sterrata in direzione della Baita Segantini superando la Malga Venegiota e salendo al pianoro noto con il nome di Campigol della Vezzana (o Piano della Vezzana). Qui, a sinistra, una freccia in legno segnala il sentiero per il Rifugio Mulaz (chi proviene dalla Baita Segantini prende la sterrata in discesa e la percorre fino ad arrivare al medesimo punto). Lo si imbocca salendo senza troppa fatica prima per prati e poi sulla parte terminale della conoide detritica creata dal disfacimento meteorico della Cima dei Burelloni 3130 mt.. Così facendo ben presto si è ad un bivio (a destra arriva il sentiero dalla Baita Segantini). Si continua diritti (a destra per chi proviene dalla Baita Segantini) iniziando la lenta e sinuosa ascesa verso il Passo del Mulaz. Il primo tratto di salita si svolge sul largo sfasciume di sassi e ghiaia, per poi infilarsi in un valloncello che si risale sempre con continui tornanti. Entrati nell'anfiteatro della Cima del Focobon 3054 mt. si traversa in quota tra nevai e sorgenti portandosi sul roccioso scivolo nord dell'anfiteatro. Lo si risale con relatriva facilità, superando liscie lastronate di roccia portandosi, con alcune svolte, a ridosso delle verticali rocce del crinale. Qui si piega a sinistra salendo ripidi e superando l'ultimo pendio che permette di accedere alla larga sella del Passo del Mulaz ( 2619 m ). Ora si può scegliere se scendere al rifugio, visibile in basso e velocemente raggiungibile con largo sentiero segnato, oppure salire alla vetta del Mulaz 2906 mt. In questo secondo caso vanno seguiti a sinistra i segnavia rossi che si inerpicano su un ripido versante roccioso guadagnando il crinale. Qui si piega a destra evitando di percorrere le rocciose antecime sud che precedono il punto più alto, la vetta nord, alla quale si arriva svoltando a sinistra ad una evidente selletta (2906). Dopo essersi fermati ad ammirare l'incredibile paesaggio dolomitico si torna al punto di partenza utilizzando la via di salita.

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