
Paul Preuss
Paul Preuss, nato ad
Altaussee, in Austria, nel 1886 e morto nel 1913 sul Mandlkogel durante
una violenta bufera, è una delle personalità di maggior
spicco dell'alpinismo di tutti i tempi. Viene considerato tutt'ora
uno dei più grandi maestri dell'arrampicata pura, in libera,
senza chiodi.
In apparenza gracile, Preuss aveva in realtà eccezionali capacità
non solo tecniche ma anche fisiche (si pensi, ad esempio, che in soli
5 giorni salì 22 cime diverse in sci e che nell'arco di sue
settimane scalò ben 30 cime, alcune delle quali in prima ascensione!).
Ma oltre che per questo, Preuss è noto soprattutto per la sua
personalissima filosofia, che tanta eco ebbe ai suoi tempi e negli
anni seguenti: nessun mezzo artificiale sia concesso a chi affronta
la montagna, ma si conti esclusivamente sulle proprie capacità.
Soltanto così il rapporto uomo-montagna può essere veramente
leale. E' considerato il padre
spirituale dell'arrampicata libera.
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Il grande alpinista tedesco Paul Preuss sosteneva
l’ideale di un alpinismo in arrampicata libera, in solitaria,
senza corda, senza alcun mezzo di assicurazione: “Secondo
il mio punto di vista un’assicurazione mediante chiodi,
e in molti casi qualsiasi mezzo di sicurezza, nonché le
discese a corda doppia e tutti gli altri sistemi di assicurarsi
con la corda, che tanto spesso rendono possibile una salita o
comunque vengono usati durante la stessa, sono mezzi artificiali
e perciò per il vero alpinista sono inaccettabili, mentre
l’arrampicatore in artificiale li trova giustificatissimi...
Quando si sarà riusciti ad accettare il principio dell'uso
della corda unicamente in casi di estremo bisogno, le montagne
come il Campanile Basso di Brenta, la Torre Delago e il Campanile
di Val Montanaia avranno visite molto più rare, ma invece
qualitativamente di un valore superiore”.
La prima salita in libera
Con questa filosofia compì la sua spettacolare
salita al Campanil Basso il 28 luglio 1911: senza corda, da
solo, in appena due ore arrivò in vetta scalando la parete
est. L’impresa rimarrà negli annali dell’alpinismo
mondiale.
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Tita Piaz lo soprannominò “Signore dell’abisso”,
Angelo Dibona affermò “Anche se breve, è la via
più impressionante delle Dolomiti”. Sulla stessa via,
effettuata in cordata solo nel 1928, morì l’alpinista
italiano Pino Prati. Preuss si può considerare come il padre
spirituale e l’antesignano del moderno free climbing. Tuttavia
la sua etica intransigente gli costò la vita: nel 1913 precipitò
dallo spigolo Nord del Mandlkogel, sulle Alpi austriache, durante
una prima in libera e in solitaria. Il suo corpo fu ritrovato 10 giorni
dopo coperto dalla neve. Da quella prima storica ascensione sul Campanil
Basso è trascorso più di un secolo: le cordate che l’hanno
conquistato si contano oggi a migliaia.
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