PELMETTO 2990 – 2981 mt.
Il Pelmetto completa a Ovest con una poderosa massa rocciosa
a forma di piramide tronca la mole d0insieme del Pelmo. Probabilmente
la sua individualità di cima secondaria e di nome “Piccolo
Pelmo” è moderna, dall’avvento alpinistico; ancora
nella prima metà dell’ottocento la sua base a occidente
era compresa nel “Sasso Duro di Monte Pelmo”.
La più bella via del Pelmetto: Spigolo Nord-Ovest
Bellissima e classica ascensione a giudizio dei ripetitori.
La via è segnata dalla bellezza naturale del complesso spigolo
inclinato: I primi salitori hanno avuto l’intuito di aver saputo
individuare i singoli passaggi: in particolare l’arduo tratto
chiave immediatamente sopra la “Busa”.
Primi salitori:
Severino Casara e Walter Visentin 13-14 luglio 1936.
Seconda salita: Giuliano De Marchi, Emanuele
e Denis Correggiari e Paolo Sperandio il 23 settembre 1973.
Quarta ascensione: Pietro Sommavilla
e Egidio Rizzardini il 28 luglio 1974.
Percorso per giungere
all’attacco:
Dalla Forcella Staulanza 1766 mt. si prende l’itinerario
che porta fino al piccolo ripiano, 1875 mt., dove il sentiero
di Val d’Arcia piega a sinistra (Est).
Di qui salire verso Est un tratto, per tracce nel fondo di un
valloncello, tra radi baranci e, poi per ghiaie miste ad erba
verso la base del canalone sotto L Busa (ghiaione pensile del
versante Ovest).
Un po’ prima di raggiungere le rocce piegare a sinistra
(Nord); traversare verso la base dello Spigolo Nord-Ovest.
Si attacca 60/70 mt. prima dello spigolo, in corrispondenza di
un profondo canale, 2150 mt.; circa ore 1,30 dalla Forcella Staulanza. |
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Descrizione della via:
Salire per il canale, superando due corti salti, fino ai piedi di
un camino posto leggermente a sinistra, caratterizzato in alto da
un foro d’uscita visibile dal basso (qui si può giungere
anche salendo facilmente un tratto a sinistra del profondo canale
e traversando poi a destra per cenge(.
Salire il camino, uscendo dal foro, fino ad un terrazzino (III°+).
Superare un corto salto e proseguire verso sinistra per cengia e rocce
ghiaiose fino alla base di una fessura friabile, rossiccia, poco a
destra dello spigolo.
Salire per la fessura, poi per la paretina grigia a sinistra (IV°-)
fino a una forcelletta.
Poco a sinistra dello spigolo, entrare in
un camino e risalirlo fino ad una terrazza.
Proseguire verso sinistra per una spaccatura formata a lama bianca
con all’inizio un masso incastrato (IV°).
Ora brevemente a sinistra per cengia, poi diritti per facili rocce
e canini fino ad un’ampia terrazza ghiaiosa inclinata.Attaccare
la fascia di rocce strapiombanti 30 mt. circa a destra dello spigolo,
salendo nel punto più facile, prima leggermente |
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obliqui a destra e poi per cengia ghiaiosa
a sinistra.
Senza via obbligata, salire in direzione di un ampio vano formato
da una parete di fondo grigia e liscia delimitata da due grandi pilastri
staccati.
Salite tra la parete ed il pilastro a destra fino ad una forcelletta
oltre la quale si scende una decina di metri e poi si gira decisamente
a sinistra e si sale per facili roccette e ghiaie al filo dello spigolo,
in vista della parete Nord del Pelmo.
Di qui traversare per stretta cengia in versante Nord e salire per
il secondo camino che si incontra, con masso incastrato all’uscita
(IV°).
Proseguire facilmente per il filo dello spigolo fin sotto un tozzo
gendarme a due corna e poi, superato un brevissimo passo friabile,
traversare a sinistra per cengetta fino a una piccola forcella.
Di qui attraversare orizzontalmente in Versante Nord un canalone e,
giunti sulla sponda opposta, salire per placca e detriti a una forcella
di cresta in vista della grande conca ghiaiosa “La Busa”,
del versante Ovest.
Per ghiaie portarsi alla base del gran diedro, a destra dell’appuntito
rosso torrione dello spigolo.
Salire nel fondo del diedro, superando un breve strapiombo friabile,
fino ad una scomoda nicchia.
Di qui, lasciando a sinistra un vecchio chiodo dei primi salitori,
superare un piccolo strapiombo, proseguire nella fessura di fondo
e penetrare in una grotta.
Dall’interno di questa, uscire con il corpo orizzontalmente,
per uno stretto foro e salire direttamente verso il grande tetto soprastante.
Alla sua base traversare orizzontalmente fino alla spaccatura che
lo delimita a sinistra (Nord) e di qui salire direttamente per fessura,
con stupenda arrampicata, fino all’intaglio a monte della sommità
dell’appunto torrione (dal ghiaione 100 mt. circa; V°-;
il tratto più impegnativo della salita).
Dall’intaglio traversare orizzontalmente su cengia in versante
Nord per 15 mt. circa.
Salire una paretina (III°), un tratto (10 mt. circa) di un canale
ghiaioso e poi, verso sinistra, una successione di salti intervallati
da piccole cenge fino ad una fessura rossigna che riporta a un ballatoio
dello spigolo, nuovamente in vista del versante Ovest.
Brevemente, per ghiaie, portarsi sotto una frastagliata parete rossastra
che si supera per un caminetto fino ad arrivare ad una cengia.
Continuare per lo spigolo, dapprima facilmente poi per un piccolo
diedro e liscio (IV°), fino a una cengia.
Per questa per 15 mt. circa a sinistra, traversare alla base di un
camino nascosto e strapiombante e salirlo (passaggio di V°).
Dalla cengia soprastante superare a destra una prima fascia rocciosa
per una fessura euna seconda direttamente fino all’ultima cengia
che riporta sullo spigolo.
Superare l’ultimo risalto dello spigolo (III°) e per facile
cresta alla vetta.
Tempo si salita:
Circa 8 – 10 ore dall’attacco.

Variante basale:
Aperta da: Alessandro Masucci e Franco Pianon il 18 giugno 1972.
Supera la parete settentrionale del basamento roccioso sottostante
alla cengia d’attacco della via originale.
Altezza: 200 mt.
Difficoltà: II°, III°, un passaggio di V°.
Dalla Forcella Staulanza 1766 mt. fino alla base del versante Nord
del Pelmetto.
Di qui salire allo sbocco della gola che delimita a destra (Ovest)
un avancorpo della facciata destra (Ovest) del gigantesco diedro.
Attaccare, pochi metri a destra della gola, un canale-camino caratterizzato
il alto da visibili placche e tetti biancastri.
Salire a una terrazza ghiaiosa e superare a destra una corta fessura
strapiombante formata da una lista rocciosa (5 mt.; V°).
Entrare a sinistra in un canale e percorrerlo interamente fin sotto
le rocce biancastre.
Di qui salire prima verso sinistra e poi verso destra, per neve (quando
c’è) e ghiaie, fino alla terrazza inferiore dello spigolo
Nord-Ovest.
Tempo di salita:
Circa 1, 30 dall’attacco.