CIMA BAFFELAN
VIA CARLESSO PER PARETE EST
Dati tecnici
e attrezzatura
Parete Est - Prima ascensione: R Carlesso e T. Casetta, 9 giugno 1935.
Dislivello: 250 m. circa
Difficoltà: IV, V.
Discesa: facile su sentiero
Orario: 2.30-3 ore
Materiale: i chiodi necessari sono in loco; soste su anelli cementati.
Di
fronte al rifugio è situato un centro polifunzionale
dedicato all'alpinista recoarese Gino Soldà, che ospita
numerose iniziative culturale di carattere alpinistico.http://it.wikipedia.org/wiki/Rifugio_Toni_Giuriolo
|
Punti di
partenza: rifugio Giuriolo al Passo di Campogrosso (ora rif. Alpino,
tel. 0445/75030), 1456 m.Il Rifugio Antonio Giuriolo (1457 m)
è situato presso il passo di Campogrosso, nel cuore delle
Piccole Dolomiti, nelle Prealpi Venete. E' dedicato all'eroe della
resistenza vicentina Antonio Giuriolo. E'
un rifugio privato, provvisto di 50 posti letto, che fornisce
il servizio di bar e cucina. E' aperto tutto l'anno, anche se
la strada che permette l'accesso dal comune di Recoaro Terme
rimane chiusa dalla località la Guardia dalla prima nevicata
fino a primavera (generalmente marzo-aprile).
Data la sua centralità nelle Piccole Dolomiti,
di cui rappresenta il punto ad altitudine più bassa,
è con il Rifugio Cesare Battisti il luogo ideale di partenza
per le escursioni verso il massiccio del Carega, nonchè
delle ascese verso il Sengio Alto, sia di carattere turistico
che alpinisto.
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Relazione tecnica:
Dal rif. Giuriolo, per la Strada del Re, allo slargo prativo di Malga
Baffelàn donde, per sentiero, alla base del canale-colatoio
che scende dal pilastro Nord-est (targa
in bronzo). Risalire il colatoio per roccette e ripidi gradoni
(passi di II), piegando poi a sinistra per portarsi poi alla base
di una placca scura, solcata da una fessura-camino, nota come la Canna
Carugati. Attacco; anello sementato di sosta sulla destra (circa 15
minuti dalla Malga).

Cenni
dell'itinerario:
Dall'estremità destra della parete Est, la via sale per camini
(Canna Carugati) alla Gran Cengia e prosegue poi direttamente, in
forte esposizione, insinuandosi nelle placche strapiombanti della
parete a guadagnare la vetta. Roccia buona.
1. Salire per la liscia placca inclinata a destra della fessura (circa
15 m; III+) fin dove si impenna (un chiodo), abbassarsi di un metro
e, con ampia spaccata verso sinistra, entrare nella fessura che poco
oltre si allarga a camino. Lo si rimonta passando
sotto un blocco incastrato (un chiodo), proseguendo più
facilmente fino ad uscire su una spalla. Sosta su anello cementato
(circa 45 m; III+, un passo di IV; due chiodi).
2. Proseguire per la parete a sinistra del camino, su roccia con mughi
ed erba, per entrarvi più in alto e uscirne poco dopo a destra
sotto una strozzatura (IV-, un chiodo). Per rocce più facili
si perviene alla Gran Cengia. Susta su anello cementato (circa 40m;
IV; due chiodi).
3. Attaccare direttamente la parete nerastra incombente (un chiodo)
fin dove strapiomba ed obliquare prima a sinistra (un chiodo) e poi
a destra tra mughi (clessidra) per sostare su zolle erbose. Sosta
su anello cementato (circa 40m; IV; due chiodi).
4. Portarsi sotto un nero strapiombo aggirandolo a destra lungo una
fessura erbosa (un chiodo) e si prosegue, leggermente a
sinistra per un diedrino nascosto (V-; un chiodo) da cui si esce a
destra ad una cengia. Sosta su anello cementato ( circa 30m; IV,
V-; due chiodi).
5. Obliquare verso destra vincendo un breve strapiombo fino ad una
cengia. Ancora qualche metro a destra fino alle placche gialle ed
obliquare quindi a sinistra a prendere un diedro (un chiodo). Lo si
segue brevemente, uscendone sullo spigolo di sinistra e per esso ad
un terrazzino sotto una fascia strapiombante. Sosta su anello cementato
(circa 45m; IV, V; due chiodi).
6. Si
obliqua a sinistra a prendere una fessura inizialmente strapiombante
(V+; un chiodo), e proseguendo poi più o meno direttamente
fin sotto grandi strapiombi gialli. Sosta su anello cementato (circa
45m; IV, V, un passo di V+; tre chiodi).
7. Obliquare a sinistra, giungendo su terreno erboso, e ritornare
quindi a destra seguendo un caminetto che esce su una stretta cengia.
(circa 35m; III+)
8. Si traversa a destra per la cenetta fino ad imboccare un ripido
canalino che esce in vetta. Sosta su mughi (circa 50 m; II) Dal rif.
Giuriolo, per la Strada del Re, allo slargo prativo di Malga Baffelàn
donde, per sentiero, alla base del canale-colatoio che scende dal
pilastro Nord-est (targa in bronzo). Risalire il colatoio per roccette
e ripidi gradoni (passi di II), piegando poi a sinistra per portarsi
poi alla base di una placca scura, solcata da una fessura-camino,
nota come la Canna Carugati. Attacco; anello sementato di sosta sulla
destra (circa 15 minuti dalla Malga).
1. Salire per la liscia placca inclinata a destra della fessura (circa
15 m; III+) fin dove si impenna (un chiodo), abbassarsi di un metro
e, con ampia spaccata verso sinistra, entrare nella fessura che poco
oltre si allarga a camino. Lo si rimonta passando sotto un blocco
incastrato (un chiodo), proseguendo più facilmente fino ad
uscire su una spalla. Sosta su anello cementato (circa 45 m; III+,
un passo di IV; due chiodi).
2. Proseguire per la parete a sinistra del camino, su roccia con mughi
ed erba, per entrarvi più in alto e uscirne poco dopo a destra
sotto una strozzatura (IV-, un chiodo). Per rocce più facili
si perviene alla Gran Cengia. Susta su anello cementato (circa 40m;
IV; due chiodi).
3. Attaccare direttamente la parete nerastra incombente (un chiodo)
fin dove strapiomba ed obliquare prima a sinistra (un chiodo) e poi
a destra tra mughi (clessidra) per sostare su zolle erbose. Sosta
su anello cementato (circa 40m; IV; due chiodi).
4. Portarsi sotto un nero strapiombo aggirandolo a destra lungo una
fessura erbosa (un chiodo) e si prosegue, leggermente a sinistra per
un diedrino nascosto (V-; un chiodo) da cui si esce a destra ad una
cengia. Sosta su anello cementato ( circa 30m; IV, V-; due chiodi).
5. Obliquare verso destra vincendo un breve strapiombo fino ad una
cengia. Ancora qualche metro a destra fino alle placche gialle ed
obliquare quindi a sinistra a prendere un diedro (un chiodo). Lo si
segue brevemente, uscendone sullo spigolo di sinistra e per esso ad
un terrazzino sotto una fascia strapiombante. Sosta su anello cementato
(circa 45m; IV, V; due chiodi).
6. Si obliqua a sinistra a prendere una fessura inizialmente strapiombante
(V+; un chiodo), e proseguendo poi più o meno direttamente
fin sotto grandi strapiombi gialli. Sosta su anello cementato (circa
45m; IV, V, un passo di V+; tre chiodi).
7. Obliquare a sinistra, giungendo su terreno erboso, e ritornare
quindi a destra seguendo un caminetto che esce su una stretta cengia.
(circa 35m; III+)
8. Si traversa a destra per la cenetta fino ad imboccare un ripido
canalino che esce in vetta. Sosta su mughi (circa 50 m; II)
Discesa:
Dalla cima si segue la cresta verso sud fino alle rocce ben articolate
della via normale in parete Ovest (un passo di II; bolli rossi) che
conduce a Forcella Baffelàn donde, per ripido sentiero verso
destra (nord) si scende al passo Baffelàn (bivio, segnavia).
Scendere verso destra (est) per il ripido Boale del Baffelàn,
passando sotto la parete nord del monte (attacco delle vie Verone,
Vicenza, Thiene ecc.) e giungendo ad un muretto di contenimento superabile
con l'aiuto di una catena di ferro. Di qui, per comodo sentiero, in
breve a Malga Baffelàn. (ore 1 circa).
Itinerario per
la via normale e Cenni Storici:
Dal rifugio di Campogrosso (m.1456) si sale
verso l'incombente parete della Sisilla fino a raggiungere una mulattiera,
che si segue, prendendo sulla destra, fino ai ghiaioni che scendono
dal versante orientale di cima delle Ofre. Si risalgono i ghiaioni
passando ai piedi dei caratteristici torrioni delle Due Sorelle, si
scavalca una forcelletta dove c'è una caverna di guerra, e
in pochi minuti si scende nell'ampia sella prativa del Passo delle
Gane (m.1704). Si risale per alcune decine di metri il pendio del
Sasso delle Gane e traversando poi a sinistra su ripidi pendi erbosi
si giunge alla Forcella del Baffelàn (m. 1738),che da qui in
circa 15 minuti si arriva alla cima del Baffelàn (m. 1793),
con percorso alpinistico di I° e II° grado dalla forc. alla
cima. Questo eccezionale percorso , che corre lungo il versante est
della Catena del Sengio Alto, è stato realizzato dopo la Strafexpedition
del 1916 per mettere la comunicazione dellle varie opere di difesa.
Ricavato da: http://www.radioavventura.it/Veneto/ReportVE020.htm