CIMA BAFFELAN

VIA CARLESSO PER PARETE EST

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Dati tecnici e attrezzatura
Parete Est - Prima ascensione: R Carlesso e T. Casetta, 9 giugno 1935.
Dislivello: 250 m. circa
Difficoltà: IV, V.
Discesa: facile su sentiero
Orario: 2.30-3 ore
Materiale: i chiodi necessari sono in loco; soste su anelli cementati.

Ri. Giuriolo foto di g.frison 16 maggio '06Di fronte al rifugio è situato un centro polifunzionale dedicato all'alpinista recoarese Gino Soldà, che ospita numerose iniziative culturale di carattere alpinistico.http://it.wikipedia.org/wiki/Rifugio_Toni_Giuriolo

 

Punti di partenza: rifugio Giuriolo al Passo di Campogrosso (ora rif. Alpino, tel. 0445/75030), 1456 m.Il Rifugio Antonio Giuriolo (1457 m) è situato presso il passo di Campogrosso, nel cuore delle Piccole Dolomiti, nelle Prealpi Venete. E' dedicato all'eroe della resistenza vicentina Antonio Giuriolo.

E' un rifugio privato, provvisto di 50 posti letto, che fornisce il servizio di bar e cucina. E' aperto tutto l'anno, anche se la strada che permette l'accesso dal comune di Recoaro Terme rimane chiusa dalla località la Guardia dalla prima nevicata fino a primavera (generalmente marzo-aprile).

Data la sua centralità nelle Piccole Dolomiti, di cui rappresenta il punto ad altitudine più bassa, è con il Rifugio Cesare Battisti il luogo ideale di partenza per le escursioni verso il massiccio del Carega, nonchè delle ascese verso il Sengio Alto, sia di carattere turistico che alpinisto.


Relazione tecnica:
Dal rif. Giuriolo, per la Strada del Re, allo slargo prativo di Malga Baffelàn donde, per sentiero, alla base del canale-colatoio che scende dal pilastro Nord-est (targa in bronzo). Risalire il colatoio per roccette e ripidi gradoni (passi di II), piegando poi a sinistra per portarsi poi alla base di una placca scura, solcata da una fessura-camino, nota come la Canna Carugati. Attacco; anello sementato di sosta sulla destra (circa 15 minuti dalla Malga).

 

Cenni dell'itinerario:
Dall'estremità destra della parete Est, la via sale per camini (Canna Carugati) alla Gran Cengia e prosegue poi direttamente, in forte esposizione, insinuandosi nelle placche strapiombanti della parete a guadagnare la vetta. Roccia buona.

1. Salire per la liscia placca inclinata a destra della fessura (circa 15 m; III+) fin dove si impenna (un chiodo), abbassarsi di un metro e, con ampia spaccata verso sinistra, entrare nella fessura che poco oltre si allarga a camino. Lo si rimonta passando sotto un blocco incastrato (un chiodo), proseguendo più facilmente fino ad uscire su una spalla. Sosta su anello cementato (circa 45 m; III+, un passo di IV; due chiodi).
2. Proseguire per la parete a sinistra del camino, su roccia con mughi ed erba, per entrarvi più in alto e uscirne poco dopo a destra sotto una strozzatura (IV-, un chiodo). Per rocce più facili si perviene alla Gran Cengia. Susta su anello cementato (circa 40m; IV; due chiodi).
3. Attaccare direttamente la parete nerastra incombente (un chiodo) fin dove strapiomba ed obliquare prima a sinistra (un chiodo) e poi a destra tra mughi (clessidra) per sostare su zolle erbose. Sosta su anello cementato (circa 40m; IV; due chiodi).
4. Portarsi sotto un nero strapiombo aggirandolo a destra lungo una fessura erbosa (un chiodo) e si prosegue, leggermente a sinistra per un diedrino nascosto (V-; un chiodo) da cui si esce a destra ad una cengia. Sosta su anello cementato ( circa 30m; IV, V-; due chiodi).
5. Obliquare verso destra vincendo un breve strapiombo fino ad una cengia. Ancora qualche metro a destra fino alle placche gialle ed obliquare quindi a sinistra a prendere un diedro (un chiodo). Lo si segue brevemente, uscendone sullo spigolo di sinistra e per esso ad un terrazzino sotto una fascia strapiombante. Sosta su anello cementato (circa 45m; IV, V; due chiodi).
6. Si obliqua a sinistra a prendere una fessura inizialmente strapiombante (V+; un chiodo), e proseguendo poi più o meno direttamente fin sotto grandi strapiombi gialli. Sosta su anello cementato (circa 45m; IV, V, un passo di V+; tre chiodi).
7. Obliquare a sinistra, giungendo su terreno erboso, e ritornare quindi a destra seguendo un caminetto che esce su una stretta cengia. (circa 35m; III+)
8. Si traversa a destra per la cenetta fino ad imboccare un ripido canalino che esce in vetta. Sosta su mughi (circa 50 m; II) Dal rif. Giuriolo, per la Strada del Re, allo slargo prativo di Malga Baffelàn donde, per sentiero, alla base del canale-colatoio che scende dal pilastro Nord-est (targa in bronzo). Risalire il colatoio per roccette e ripidi gradoni (passi di II), piegando poi a sinistra per portarsi poi alla base di una placca scura, solcata da una fessura-camino, nota come la Canna Carugati. Attacco; anello sementato di sosta sulla destra (circa 15 minuti dalla Malga).
1. Salire per la liscia placca inclinata a destra della fessura (circa 15 m; III+) fin dove si impenna (un chiodo), abbassarsi di un metro e, con ampia spaccata verso sinistra, entrare nella fessura che poco oltre si allarga a camino. Lo si rimonta passando sotto un blocco incastrato (un chiodo), proseguendo più facilmente fino ad uscire su una spalla. Sosta su anello cementato (circa 45 m; III+, un passo di IV; due chiodi).
2. Proseguire per la parete a sinistra del camino, su roccia con mughi ed erba, per entrarvi più in alto e uscirne poco dopo a destra sotto una strozzatura (IV-, un chiodo). Per rocce più facili si perviene alla Gran Cengia. Susta su anello cementato (circa 40m; IV; due chiodi).
3. Attaccare direttamente la parete nerastra incombente (un chiodo) fin dove strapiomba ed obliquare prima a sinistra (un chiodo) e poi a destra tra mughi (clessidra) per sostare su zolle erbose. Sosta su anello cementato (circa 40m; IV; due chiodi).
4. Portarsi sotto un nero strapiombo aggirandolo a destra lungo una fessura erbosa (un chiodo) e si prosegue, leggermente a sinistra per un diedrino nascosto (V-; un chiodo) da cui si esce a destra ad una cengia. Sosta su anello cementato ( circa 30m; IV, V-; due chiodi).
5. Obliquare verso destra vincendo un breve strapiombo fino ad una cengia. Ancora qualche metro a destra fino alle placche gialle ed obliquare quindi a sinistra a prendere un diedro (un chiodo). Lo si segue brevemente, uscendone sullo spigolo di sinistra e per esso ad un terrazzino sotto una fascia strapiombante. Sosta su anello cementato (circa 45m; IV, V; due chiodi).
6. Si obliqua a sinistra a prendere una fessura inizialmente strapiombante (V+; un chiodo), e proseguendo poi più o meno direttamente fin sotto grandi strapiombi gialli. Sosta su anello cementato (circa 45m; IV, V, un passo di V+; tre chiodi).
7. Obliquare a sinistra, giungendo su terreno erboso, e ritornare quindi a destra seguendo un caminetto che esce su una stretta cengia. (circa 35m; III+)
8. Si traversa a destra per la cenetta fino ad imboccare un ripido canalino che esce in vetta. Sosta su mughi (circa 50 m; II)

Discesa:
Dalla cima si segue la cresta verso sud fino alle rocce ben articolate della via normale in parete Ovest (un passo di II; bolli rossi) che conduce a Forcella Baffelàn donde, per ripido sentiero verso destra (nord) si scende al passo Baffelàn (bivio, segnavia). Scendere verso destra (est) per il ripido Boale del Baffelàn, passando sotto la parete nord del monte (attacco delle vie Verone, Vicenza, Thiene ecc.) e giungendo ad un muretto di contenimento superabile con l'aiuto di una catena di ferro. Di qui, per comodo sentiero, in breve a Malga Baffelàn. (ore 1 circa).


Itinerario per la via normale e Cenni Storici:
Dal rifugio di Campogrosso (m.1456) si sale verso l'incombente parete della Sisilla fino a raggiungere una mulattiera, che si segue, prendendo sulla destra, fino ai ghiaioni che scendono dal versante orientale di cima delle Ofre. Si risalgono i ghiaioni passando ai piedi dei caratteristici torrioni delle Due Sorelle, si scavalca una forcelletta dove c'è una caverna di guerra, e in pochi minuti si scende nell'ampia sella prativa del Passo delle Gane (m.1704). Si risale per alcune decine di metri il pendio del Sasso delle Gane e traversando poi a sinistra su ripidi pendi erbosi si giunge alla Forcella del Baffelàn (m. 1738),che da qui in circa 15 minuti si arriva alla cima del Baffelàn (m. 1793), con percorso alpinistico di I° e II° grado dalla forc. alla cima. Questo eccezionale percorso , che corre lungo il versante est della Catena del Sengio Alto, è stato realizzato dopo la Strafexpedition del 1916 per mettere la comunicazione dellle varie opere di difesa.
Ricavato da: http://www.radioavventura.it/Veneto/ReportVE020.htm

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