PICCOLE DOLOMITI

SOGLIO ROSSO 1650 mt.

Immagine gentilmente offerta da Bepi Magrin (copyright libero: è gradita la citazione dell'autore)

ATTRATTIVA PESAGGISTICA E RICHIAMO ALPINISTICO SI PUO’ DIRE REALIZZANO NEL SOGLIO ROSSO E NELLE VINCITORI FORMAZIONI UNA PERFETTA SIMBIOSI: CIO’ SPIEGA ALTRESI’ IL COPIOSO NUMERO D’ITINERARI CHE, SALITA SCORTA DELLA PRIMA E PIU’ LOGICA AFFERMAZIONE SUGGERITA DAL GARN SOLCO CHE INCIDE DIAGONALMENTE LA PARETE. PER CIU NLA FAMA ACQUISITA DA SOGLIO ROSSSO E DALLE CIME CHE GLI FANNO DEGNA CORNICE, APPARE BEN GIUSTIFICATA.

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VIA DIRETISSIMA PER LA PARETE SUD.

Renato Casarotto e D. Campi il 1 maggio 1973 realizzarono una bellissima via.

Difficoltà: VI°+Stupendo tracciato di massimo impegno, realizzato secondo i canoni tradizionali dell’arrampicata libera.

 

 

Altezza: Dislivello: 270 mt. - Sviluppo: 465 mt.

Tempo di salita: circa 5 ore

Accesso:

dalla località Ponte Verde (S.S. del Pasubio), prendere la strada per passo Xomo. Dopo 1 km sulla sinistra s'incrocia una strada bianca (parcheggio zona vaj). Proseguire per la mulattiera Raspanche (direzione Nord) fino a quando gira in direzione Ovest, lasciando sulla destra la deviazione per il sentiero della Val Fontana d'Oro. Continuare sempre per mulattiera per altri 100 m circa, poi abbandonarla per risalire, sulla destra, una traccia di sentiero che porta alla base del Soglio Rosso, in corrispondenza del camino che scende dalla Forcella della Teleferica. Costeggiando la parete basale del Soglio in direzione Ovest per circa 300 m si arriva nei pressi di una faggeta dove si trova il diedro camino erboso d’attacco.

Descrizione:L’ascensione supera direttamente la successione di tetti

L’attacco è presso il termine della Gran Gengia, oltre lo scheggione appoggiato allo spigolo SE.

Si sale una paretina di pochi metri (IV°), continuando diagonalmente a sinistra (39 mt.) fino a raggiungere un evidente piastrino (2 ch. di sosta), di qui proseguendo verticalmente fin sotto un tetto (10 mt. VI°+. 4 ch.).

Si traversa a sinistra (4 mt. VI°), indi salendo verticalmente (ch. con anello) sopra l’ accennato tetto, dove inizia una fessura verticale (VI°+, cuneo o ch.), al cui termine si prosegue direttamente lungo una solida lama.

Questa, superabile sia nella Dulfer che per parete (nessun ch.) fino a raggiungere, dopo altri 15 mt.; friabili, la sua direttrice, zigzagando tra gli strapiombi e qualcuno superandone direttamente, con 4 lunghezze di corda si perviene ai pendii erbosi che precedono la lista sommitale, sbucandovi a Est della vetta.

Discesa:

Risalire i prati per poi spostarsi in direzione dell’uscita della Via del “Gran Solco” (Ovest).

Scendere l’imbuto erboso fino alle rocce ove si trova la prima sosta per doppia (usare corde da 60 m); seguendole si arriva al punto di partenza.

E’ possibile scendere per sentiero (2 h) continuando ad attraversare verso Ovest, poi con ampio giro in senso antiorario, si arriva alla forcella del Voro d’Uderle. Scendendolo (neve ad inizio di stagione), si torna al punto di partenza (questo percorso è sconsigliabile con nebbia, in ogni caso è bene consultare attentamente le carte topografiche).

Note: via tra le più impegnative delle Dolomiti Vicentine con protezioni a volte aleatorie.

Appunti e ricerche dal sito:http://www.intraisass.it/scheda3.htm

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