MARMOLADA 3 3 4 2 m.
MARMOLADA_Pilastro"Micheluzzi".

"VIA MICHELUZZI AL PILASTRO SUD"

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Luigi Micheluzzi.

PREFAZIONE:
ITINERARIO CLASSICO, FRA I PIÙ FAMOSI IN MARMOLADA. RISULTA ESSERE, UN TRACCIATO, TRA I PIÙ PERICOLOSI DELLA MARMOLADA. LA PRIMA PARTE DELL'ARRAMPICATA SEGUE UNA SUCCESSIONE DI MURI VERTICALI, POI LA VIA SALE LUNGO, CAMINI E FESSURE SUPERFICIALI FINO ALLA SECONDA GRANDE TERRAZZA. INFINE UNA PROFONDA GOLA PENETRA ALL'INTERNO DEL PILASTRO.

È QUI CHE SI INCONTRANO I MAGGIORI OSTACOLI PERCHÉ OLTRE ALL'IMPEGNO TECNICO DELLA SALITA, SI AGGIUNGONO NEVE, GHIACCIO E IL VETRATO SPESSO PRESENTE NELL'ULTIMO TRATTO.
LA ROCCIA, NELLA PARTE INIZIALE È SOLIDA ED ARRAMPICABILE; MENTRE NELLA GOLA, NON SI TROVANO LE CONDIZIONI PER UNA PIACEVOLE SALITA E MOLTI ALPINISTI, NELLA STORIA DEL "PILASTRO SUD", SONO STATI RESPINTI ANCHE A POCHI METRI DALLA CIMA DALLE CROSTE DI GHIACCIO CHE RIVESTIVANO LA ROCCIA. AMBIENTE ASPRO E PARTICOLARMENTE OSTILE, QUOTA ELEVATA ED ARRAMPICATE IMPEGNATIVA, RENDONO QUESTA VIA ANCORA OGGI UNA DELLE SALITE PIÙ TEMUTE E DIFFICILI DELLE DOLOMITI.
LA PRIMA SALITA È STATA ESEGUITA DA: L. MICHELUZZI, R. PERATONER, D. CRISTOMANNOS IL 6/ 7, AGOSTO, 1929.
SVLUPPO CIRCA 700m., SU UN DISLIVELLO DI 550m. DIFFICOLTA’: MASSIMA DI VI, UN TRATTO DI Ao

ACCESSO:
VI SONO DUE POSSIBILITÀ PER AVVICINARSI COMODAMENTE A QUESTO SETTORE:
1°) DAL RIFUGIO CONTRIN PER LA VAL ROSALIA, AL PASSO OMBRETTA LUNGO IL SEGNAVIA 610 (ORE 1,30 DAL RIFUGIO).
2°) DAL RIFUGIO FALIER SEMPRE PER IL SEGNAVIA 610 SI RAGGIUNGE IL PASSO OMBRETTA (ORE 1,30 DAL RIFUGIO).
DAL PASSO OMBRETTA IN 15m’. SI RAGGIUNGE GHIAIONE DI BASE, VICINO A RESTI DI GUERRA (15 m'.).

DESCRIZIONE:
1°) SI SALE UNO STRETTO CAMINO VERTICALE (IV°).
2°) SI CONTINUA A SALIRE IL STRETTO CAMINO UBLIQUANDO LEGGERMENTE DESTRA FINO AD ARRIVARE AD UN PULPITO (IV°).
3°) SEMPRE OBLIQUANDO, LEGGERMENTE, VERSO A DESTRA SI RAGGIUNGE LA PRIMA GRANDE CENGIA (V°).
4°) 5°) 6°) 7°) SI PERVIENE AD UNA GIALLA FESSURA A SINISTRA DI UN PICCOLO PILASTRINO APPOGGIATO. SI SEGUE LA FESSURA ARRAMPICANDO NEI PRIMI DUE TIRI DI CORDA LEGGERMENTE VERSO DESTRA, POI, CON ALTRI DUE TIRI DI CORDA ESTREMAMENTE DIFFICILI (VI°-) SI ARRIVA ALL'INIZIO DI UN DIEDRO.
8°) SI SALE DIEDRO VERSO DESTRA (IV°+).
9°) 10°) SI CONTINUA SALIRE GLI DIEDRO ARRAMPICANDO LEGGERMENTE VERSO SINISTRA FINO AD ARRIVARE ALLA SECONDA GRANDE CENGIA (IV°+).
11°) PER PLACCHE A DESTRA, POI 5m. A SINISTRA FINO A RAGGIUNGERE UN PUNTO DI SOSTA (V°).
12°) 13°) 14°) SI SALE,ARRAMPICANDO, PER FESSURE VERTICALI LASCIANDO SULLA DESTRA UNA CASCATA D'ACQUA RAGGIUNGENDO LA SOSTA, SOTTO DI GRANDE MASSO INCASTRATO, NEL FONDO DELLA GOLA (V°+, IV°+).
QUI, BIVACCARONO I PRIMI SALITORI:
MICHELUZZI RIFERI’: <<“…ENTRAVA, L’ACQUA, DALLA TESTA E USCIVA DAI PIEDI E ALLA MATTINA ERAVAMO GELATI, DURI COME SASSI. PERATHONER, POVERETTO, NON CE LA FACEVA PIU’, ERA VIOLA DAL FRADDO…”>>.
DAL LIBRO: “MARMOLADA REGINA” DI TOMMASO MALAGOTTI:
<<…C’ERA SUBITO, LI’ SOPRA LE LORO TESTE, IL GROSSO OSTACOLO DELL’ENORME MASSO INCASTRATO. ALL’UOPO SERVI’ LA PICCOLA STATURA DI PERATHONER CHE, INERPICANDOSI IL PIU’ POSSIBILE NELLO STRETTISSIMO COLATOIO INTASATO DI GHIACCIO, RIUSCI’ A FAR PASSARE LA CORDA IN UN PICCOLO FORO E A FARLA RIBALTARE E CADERE SULL’ESTERNO COSTITUENDO COSI’ UN FONDAMENTALE PUNTO D’ASSICURAZIONE. L’AZIONE PASSO’ DI NUOVO IN MANO A MICHELUZZI CHE CON SORPRENDENTE CAPACITA’ RIUSCI’ A SUPERARE QUELLO CHE SARA’ POI DEFINITO PUNTO CHIAVE DELL’INTERA ASCENSIONE. CONCENTRANDO ENERGIE FISICHE E PSICHICHE SI PORTO’ FIN SOTTO IL TETTO, ANNASPO’, GRATTO’ VIA DEL GHIACCIO NELLA FESSURA TRA PARETE E SASSO INCASTRATO E, GIOCANDO SU PRECARISSIMI EQUILIBRI, CON SFORZO INTENSO RIUSCI’ SOPRA

MARMOLADA 3342mt. Particolare del tracciato

L’OSTACOLO. PURTROPPO, NELL’INTENSITA’ DELL’AZIONE, DALLA TASCA DI DIETRO, PIPA E “LUGANEGA” ERANO PRECIPITATE NEL VUOTO. PER IL SUPERAMENTO DELLE DIFFICOLTA’ DELLA VIA IL MICHELUZZI IN CONTAPPOSIZIONE GLOBALE AL MOMO MODERNO DI FARE ALPINISMO, DISSE: <<AH, I CHIODI…ALLORA AVERE QUELLI CHE AVEVO IO, AVERE SETTE O OTTO CHIODI SI ERA SIORI, MICA OGGI CHE CHE VANNO SU CON TANTA ROBA COME ANDARE IN GUERRA. COME I MURATORI CHE FANNO SU LE CASE UN MATTONE DIETRO L’ALTRO. POI HANNO I VIVERI, DA BERE, BEI VESTITI CALDI, LA RADIO. NOI NIENTE, SOLO SETE E FAME. PERCHE’ NEL PASSAGIO DEL TETTO, CON TUTTI QUEI REMENAMENTI, MI ERA CADUTA FUORI DALLASCARSELLA ANCHE LUGANEGA CHE MI ERO PORTATO DIETRO…>>.
PER QUELLA GENTE, COSI’ UMILE E DI POCHE PAROLE, FU SUFFICIENTE DARNE, DELLA LORO IMPRESA ALPINISTICA, UNA SINTETICA COMUNICAZIONE ALLA S.A.T CHE NEL PROPRIO BOLLETTINO (ANNUARIO S.A.T. 1929-1930), SENZA ALCUNA PARTICOLARE EVIDENZA E IN POCHE RIGHE, RIPORTO’ LA NOTIZIA DELL’IMPRESA.
15°) SI SUPERA IL GROSSO MASSO INCASTRATO A DESTRA, E CON NOTEVOLE SFORZO, SI ARRIVA ALLA BASE DELLA PROFONDA GOLA, CHE S’INNALZA VERTICALMENTE E DIRETTAMENTE, VERSO LA CIMA DI PUNTA PENIA.
16°) SI SALE, PER UN TIRO DI CORDA, FACILMENTE, IL PROFONDO CANALE (II°+).
17°) SI SALE VERSO DESTRA UNA FESSURA SEMPRE ALL'INTERNO DEL COLATOIO (IV°).
18°) SI EVITA SULLA SINISTRA, UNO STRAPIOMBO, E SI CONTINUA SALIRE, CON ARRAMPICA DIFFICILE, ALL'INTERNO DEL COLATOIO (VI°).
19°) ORA LA SALITA DIVENTA PIÙ FACILE, MA NON PER QUESTO SENZA PROBLEMI (GHIACCIO O POSSIBILITÀ DI NEVE) PER GUADAGNARE LA VETTA.


DISCESA:
1°) DALLA PUNTA PENIA, PER TRACCE E SEGNI, LUNGO LA CRESTA “DORDO DEL MULO” E PIO PER IL GHIACCIAO AL PIAN DEI FIACCONI E (SEGGIOVIA) AL PIAN DI FEDAIA.
2°) DALLA PUNTA PENIA LUNGO LA FERRATA DELLA CRESTA OVEST (TRATTI DI II°), CHE TERMINA ALLA FOCELLA MARMOLADA, A 2910 METRI.
3°) IN CASO DI NECESSITA’ SI RICORDI CHE SI PUO’ RIPARARE SULLA PUNTA ROCCA (STAZIONE SUPERIOPRE DELLA FUNIVIA DELLA MARMOLADA).

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