GRUPPO DEL SASSOLUNGO

PUNTA DELLE CINQUE DITA 2996 mt.; la traversata "classica" toccando le tre cime: Pollice, Indice, Medio

 

 



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Scalata tranquilla, aerea, di soddisfazione.
Roccia sempre eccellente con buoni appigli e appoggi.
Ottimi i punti di sosta e la chiodatura, con possibilità di molte clessidre per le assicurazioni.
Salita molto frequentata. Se affrontata nel pomeriggio tener presente di dover attente il vostro turno per le numerose calate a corde doppie. Chi prima arriva meglio alloggia!
Infine porre molta attenzione alla forcella del Pollice per la caduta di sassi dovuta durante la discesa di questo dalla cima.
“In questa relazione viene descritta la parete più interessante e più bella dell’ascensione.
Il 12 agosto l’ho affrontata in libera e ho potuto far amicizia con tre guide “Catores” le quali sono state di una gentilezza disarmante.
Mi hanno offerto per ben tre volte di scendere a corda doppia con le loro corde già attrezzate. Oltre a questo al rifugio Demetz c’è stata una squisita amicizia, mai trovata in Val Badia ne tanto meno, con le guide della Valle del Boite”.

Primi salitori: Gustav Jahn, ARL HUTER, ERWIN MERLET, estate 1917.Materiale: cordini, dadi e 5-6 rinvii, non necessari chiodi (soste cementate). Roccia: ottima. Difficoltà massime: 3°., un passo di IV°, IV°).

GUIDE
SASSOLUNGO, I. Rabanser, Guida dei Monti d’Italia, CAI-TCI, 1999, it. 32a. Relazione molto buona.
D OLOMITI, ITINERARI DI CRODA, F. Dragosei, Le guide di Alp, ed. 1999, ed. Vivalda, 1999.

Dislivello: 3000 m. (sviluppo: 350 m).

Tempo previsto: ore 2 / 4 (dipende da quanta gente avete davanti)

ACCESSO:
Da Passo Sella, m. 2242, si prende la telecabina per la Forcella del Sassolungo (d’estate apertura alle 8,15’- chiusura ore 18.00), raggiungendo comodamente il Rif. Toni Demetz, m. 2681.Sconsigliato il pernottamento: per l'accoglienza e la cattiva gestione.
Dal rifugio si sale brevissimamente il breve ghiaione a dx verso al centro della parete NE del Pollice. 15 m’.

SALITA:
La risalita della parete Demetz può avvenire più o meno a piacimento su difficoltà mai superiori al 4°(nel caso più “impegnativo”). Qui do un percorso di massima ; è meglio evitare, salendo
il pomeriggio, di trovarsi sulla verticale delle calate cementate (molto frequentate).
Vari chiodi, cordoni e soste sparsi lungo la parete. Clessidre abbondanti.

1) Dalla fine delle tracce di sentiero che portano alla base della parete (dove terminano le calate e
la possibile salita lungo le soste cementate), si punta circa 20 mt. a dx alla base di un camino
obliquo da dx a sx(oppure in aperta parete; stesse difficoltà).
Lo si scala, tenendosi per lo più sulle rocce del suo labbro sx (25 m, 3°, 3°+,
clessidre), raggiungendo un primo terrazzino, e poi, sempre lungo il labbro sx del camino un
secondo più ampio, dove il camino si esaurisce (20 m, 3°, 1ch). 45 m, 3°, 3°+, 1ch.
2) Si sale direttamente la lavorata ripida parete soprastante, raggiungendo la base di una striscia nera (15 m, 4°-, 1ch), portandosi poi ad una piccola cengia
(10 m, 3°, 2 cless. con cortadIni, sosta possibile).
Si prosegue più facilmente in diagonale a sx (10 m, 3°) ad un primo terrazzino, e poi ad un secondo (10 m, 3°-) dove si prende un anello cementato. 45 m, 4°-, 3°, 3°-, 1ch, 2clessidre .
3) Si scala direttamente l’ultima breve parte della parete (10 m, 2°, pass. 3°),
raggiungendo il “piano inclinato” delle Cinque Dita, (15 m, 1°), sostando
o sull’ultimo anello cementato (ometti) o su spuntoni nei pressi. 25 m, 2°, pass. 3°, 1°.

4) Si salgono le facili roccette e i detriti del “piano inclinato” (tracce, ometti), fin sotto la
schiena rocciosa inclinata, la quale sale verso la Forcella del Pollice (50 m, 1°). La si sale a piacimento tenendosi o sulla sx (verso il canalone che scende dalla forcella) se si sale slegati, o sulla dx (presso un canalino secondario, sosta con cordone a metà) fino dove si esaurisce sotto le rocce del Pollice (50 m, 2°, pass. 2°+), ad un grosso anellone cementato in vista del canale che scende dalla forcella.



Inizia la discesa alla forcella del Pollice.
5) Scendere in arrampicata sulla parete Sud, 2°, fino ad un punto da cui si cala (chiodi cementati ad anello; 35 mt.). Da qui ci si cala per due volte per 30 mt; chiodi sul posto: ora proseguire per la via normale dopo aver raggiunti la Forcella del Pollice.
6) Si attaccano le rocce dell’Indice dietro ad uno piccolo spuntone. Le si scalano in verticale su roccia ottima e lavorata (bellissima arrampicata), raggiungendo un primo anello cementato (20 mt. 3°, qualche pass. 3°+) e poi, sempre in verticale, sulle stesse difficoltà e roccia un secondo (25 m, 3°, 1ch.). 45 m, 3°+, 3°, 1ch.
7) Si traversa a sx in orizzontale (15 m, 3°, 1 cless. con cordone) e poi si sale dritti ad un minuscolo terrazzino sopra una costoletta al successivo anello (10 m, 3°), oppure direttamente dalla sosta sottostante fin qui per una fessura diagonale (difficoltà simili) a sx. 25 m, 3°, 1 cless.

8) Si sale un po’ verso sinistra su roccia ottima (5 m, 3°+, 1ch), per poi traversare quasi in
orizzontale a sx lungo una cornice sullo spigolo dell’Indice (15 m, 3°, 1C, bellissima esposizione).
20 m, 3°+, 3°, 2ch.
9) Ancora a sx in una nicchia cordini in acciaio e lapide di commemorazione e poi su rocce articolate e lavorate fino alla Forcella dell’Indice. 30 m, 2°, 3°.
10) Scalare obliquamente a dx un lungo un caminetto-diedro fino a un terrazzino (15 m, 3°), che si segue a dx fino al buco sotto un enorme masso (5 m, 2°+). 20 m, 3°, 2°+.
11) Seguire le facili tracce di passaggio fino alla cima sul versante nord senza via obbligata alla cima. 25 m, 2°.

Da questo punto molte cordate scendono senza proseguire e continuare l’itineratio verso Anulare, scendere al mignola per poi continuare a scendere su terrono impervio fino alla Forcella delle Cinque Dita.

DISCESA:
Si seguono delle tracce che evitano di passare il buco verso il Sassolungo; numerosi ometti fino a raggiungere il primo anello cementato (sosta dopo 10 mt. di discesa).
1a ch) 20 m fino alla Forcella dell’IndiceSi continua scendendo in arrampicata i tiri 9 e 8.
2a, 3a e 4a C) 20 m l’una lungo gli anelli cementati fin sotto la Forcella del Pollice (doppie unificabili a piacere con due corde).
Si effettua la traversata sopra il canale che scende dalla forcella (tiro 5) fino all’anello sopra le placche del “piano inclinato”.
5a, 6a ch) con due doppie da 25 m. lungo le placche inclinate (che si possono tranquillamente scendere in arrampicata;
max. 2°+) si raggiunge il terreno elementare.

Si seguono ora gli ometti in discesa verso il Sassolungo, fino sul ciglio della parete che piomba sul Rif. Demetz, dov’è, vicino all’ultimo grosso ometto, il primo anello di calata.
7a, 8a, 9a, 10a ch) con quattro doppie da 20 - 25 m. (unificabili a piacere) in verticale (vi sono anelli lungo la parete, vecchi e nuovi) si ritorna alla base, poco distante dall’attacco (l’ultimo anello è
spostato sulla sx – faccia a valle – oltre un caminetto) e dal rifugio.
2 ore dalla cima

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Curiosità:
Hubert Moroder
Edi Stuflesser
Adam Holzknecht
Stefan Stuflesser
Markus Kostner
Moritz Peristi
Christof Piccolruaz
Lucas Pitscheider
Flavio Moroder
Gregor Demetz
Manfred Stuffer
Othmar Prinoth