PUNTA GROHMANN 3126 m.
Tracciato via: Dimai alla Punta Grohamann

“Un itinerario d'alto alpinismo, un'ascensione bella e di soddisfazione”

www.paretiverticali.it

Classica e frequentata ascensione molto logica, elegante, in parte esposta. si sviluppa su ottima roccia. Il tratto più difficile si svolge lungo una rampa obliqua e spiovente, che nel tempo è divenuta celebre chiamata "Menschenfalle".

Dimai al  passaggio chiave denominato "Menschenfalle"

Prima salita: Ilona e Rolanda von Eötvös con le guide Antonio Dimai e Johann Summermatter, 11 agosto 1904.
Dislivello: 550 mt.
Difficolta: 3°, 3°+, 4°, un passo di 4°+
Attrezzatura: i chiodi occorrenti sono sul posto e tutte le soste sono attrezzate con anelli cementati o con pezzi di corda su clessidre o spuntoni di roccia; utili dadi di varie misure e cordini per le numerose clessidre che si incontrano durante l’ascensione.
Relazione aggiornata il 19 giugno 2007 in base alla salita effettuata in libera il 17 giugno 2007 dal sottoscritto.

Dal Rif. Passo Sella 2180 mt. salire per pascoli verso sinistra e percorrere il crinale erboso (ci sono tracce che salgono il ghiaione sotto la Punta Grohmann; sconsigliabile) che il alto termina alla base dello spigolo sud est della Punta Grohmann, circa 1 ora 15 m’.

Avvicinamento:
Dallo zoccolo dello spigolo inclinato (grande ometto, con bollo blu) salire circa 180 mt. su rocce facili 1°, tenemdosi sulla sinistra dello spigolo (evidenti tracce); seguire sempre le tracce(ometti) tenedosi sulla sinistra per altri 50 mt. Salire un po' a dx fino ad un raggiungere una terrazza detritica per puntare a sx (si passa tra un ometto e un paletto di ferro colorato), foto, fino ad un canale sotto ad una parete a placche in cui generalmente scorre acqua. Oltrepassare la grande colata a sinistra che scende dall'imbuto-colatoio in alto e alzarsi di 50 mt. alla sosta con anello cementato(foto).

Attacco:
1°) Superare una ripida placca nera ottimi appigli e appoggi) raggiungendo un comodo terrazzo con anello (40 mt,; 3°).
2°) Tenendosi a sx salire per circa 30 mt e quindi e alzarsi dritti tenendosi lievemente a sx per arrivare ad una cengetta fino ad una nicchia sotto ad un’altra parete scoscesa.

Sosta su anello cementato (40m, 2°+, 3°).
3°) Superare uno strapiombo a sx e salire dritti per una fessura a un terrazzino sovrastato da una verticale grande placca. Sosta su nello cementato (35 mt.; 3°, 3°+).
4°) Attraversare per 10 mt. orizzontalmente verso dx, aggirare lo spigolo, con forte esposizione, e salire per altri 20 mt. fino ad un terrazzino. Sosta su anello (40 mt.; 3°+, 3°-, 3°)
5°) Proseguire direttamente lungo il camino che sale parallelamente a sx del grande imbuto (tenersi sempre a sx della colata d’acqua di circa 20 mt.) fino alla sosta con ottima clessidra sotto uno strapiombo fessura camino(45 mt.; 3°, 3°+).
6°) Da questo punto attraversare decisamente per 15 mt. verso dx (mani sulla cornice e piedi in appoggio su piccole asperità lucide)(foto) fino ad scomodo punto di sosta. Chiodo mal sicuro.
7°) Consiglio di: proseguire ritornando a sx lungo la rampa obliqua e spiovente “Menshenfalle” (n° 3 chiodi in acciaio cementati), foto, raggiungendo un buon punto di sosta sopra la prima parte del camino sopracitato (45 mt.; 3°, 3°+, 4°, 4°-, un passo 4°+). Buona esposizione, bellissimo ed entusiasmante lunghezza di corda.
Si può superare direttamente il camino per evitare la traversata con difficoltà di 4° e 4 °+.
Attenzione!!! Non seguire la placca inclinata gialla sotto il tozzo pilastro!!!Tracce di evidenti erorri.
8°) Salire il camino nerastro fino ad una strozzatura per piegare lievemente a sx.
9°) Salire a dx del tozzo pilastro su colatoi nerastro (ottima roccia) e aggirando uno spigolo a sx salire diritti fino alla sommità del tozzo pilastro (foto)(45 mt.; 3°)
10°) Superare una breve paretina a dx, quindi percorrere un largo colatoio (all’inizio spezzone di corda) e proseguire per facili rocce fino a un grande terrazzo detritico.
11 °) Seguire per segni di tracce e ometti a sx sulla terrazza detritica fino a portarsi a erte rocce verso un diedrino (130 mt.; 2°, 3°-).
12°) Superare le ripide rocce giallastre mediante il piccolo diedro (25 mt.; 3°-)
13°) Procedere e uscire sulla terrazza sommitale(foto, foto1)(60 mt.; 1°, facile).

DISCESA:
DALLA CIMA SEGUIRE LE TRACCE DI PASSAGGIO E OMETTI CHE SCENDONO VERSO EST FINO AD UNA PARETE VERTICALE , ALTA 12m., SITUATA SOPRA LA FORCELLA. CORDA DOPPIA.
DALLA FORCELLA SALIRE ALLA TORRE PIU’ ALTA DELLA CRESTA (OMETTI, I° E II°).
SEGUIRE LE TRACCE DI PASSAGGIO SULLA CRESTA.
DOPO 50m., QUESTA DIVENTA PIU’ RIPIDA MA E’ SEMPRE POSSIBILE SCENDERLA IN ARRAMPICATA (II°, 1 CHIODO). DOPO ESSER SCESI DUE TIRI DI CORDA VERTICALI, RAGGIUNGERE CON UNA SPACCATA UNA PICCOLA TORRE.
CALARSI VERTICALMENTE (II°) DALLA SUA PARETE NORD-EST, ARRIVANDO A DEI DENTI DI ROCCIA. DIETRO A QUESTI, UN CAMINO LUNGO 30m, CONDUCE GIU’ A DESTRA (NEL SENSO DELLA DISCESA).
IL CAMINO E’ INTERROTTO A META’ DA UN PIANEROTTOLO (LA PARTE INFERIORE E’ IL CAMINO ENZENSPERGER). CORDA DOPPIA DI 22 mt.(CHIODI DI CALATA CEMENTATI). SI ARRIVA AL PENULTIMO ANELLO CEMENTATO, POSTO SOTTO ALCUNI METRI SOTTO L'INTAGLIO CHE SEPARA L'ARDITA GUGLIA DALLA CRESTA. CALARSI PER 25 METRI LUNGO UN CAMINOFINO AD UNA PICCOLA FORCELLA SOVRASTATA DALLA PARETE GIALLA DELLA PRIMA TORRE (FOTO).
QUI ABBANDONARE LA CRESTA E PROSEGUIRE IN DIREZIONE OVEST; SEGNI DI TRACCE, OMETTI E QUALCHE BOLLO ROSSO SBIADITO. (C'E' LA POSSIBILITA' DI EFFETTUARE UN'ALTRA CALATA DI CIRCA 23 mt. DI CORDA DOPPIA GRAZIE AD UN MOSCHETTONE ASSICURATO DA NUMEROSI CORDINI).
TENENDOSI SEMPRE A SINISTRA (NUMEROSI OMETTI)VICINO ALLA PARETE, ATTENZIONE!!! SALIRE DECISAMENTE VERSO SX TRACCIA CON OMETTO , SI RAGGIUNGE IN 20 MINUTI LA FORCELLA DELLE CINQUE DITA.
DA QUESTA, PER LA GOLA, SCENDERE FINO AL CANALONE DETRITICO(FOTO) E PROSEGUIRE VERSO IL PASSO SELLA. CIRCA 2 ORE E MEZZO (FOTO).

LINKS: www.sat.tn.it - www.dolomiti.org - www.go-mountain.com - www.valdimello.it/cartella/glossario-vie.asp

www.paretiverticali.it

Il Sasolungo_olio_'04