I BAMBINI E LO SCI


C'è un'età in cui i bambini cominciano a manifestare un certo interesse per lo sport. I genitori, allora, si sentono combattuti nel decidere se indirizzarlo verso uno sport individuale oppure uno collettivo, anche se, succede spesso, il bambino ha già un'idea di quale attività intraprendere. Si presume che gli sport di gruppo agevolino la socializzazione ma, in realtà, qualsiasi tipo di attività sportiva stimola lo sviluppo poiché si conoscono persone nuove, si provano emozioni e si acquisiscono competenze sportive. I bambini amano essere sempre in movimento e lo sport favorisce sicuramente questo loro desiderio; inoltre fare sport significa imparare a far parte di un gruppo con le sue esigenze globali.

Questo interesse improvviso che il bambino manifesta per lo sport nasce, spesso, dal fatto che altri amici lo fanno e ci sAlvise Frison Serrai di Sottoguda gennaio 2004.i orienta, magari, verso ciò che essi già fanno; in tal senso è bene sapere che non è importante quale sport si pratichi, ciò che è importante è che esso favorisca l'acquisizione di nuove esperienze ; a tal proposito è consigliabile, da parte del genitore, non aspettarsi che il proprio bambino diventi un "campione" poiché in questo modo le pressioni a cui viene sottoposto "per essere il migliore" rendono l'attività sportiva non più uno sfogo e un divertimento, bensì una continua lotta di prevaricazione. Dividere con lui emozioni ed esperienze è positivo, ma non deve diventare "possesso" del genitore: il bambino deve vivere questa esperienza in modo naturale e sereno, libero da insistenze e pressioni.

Ricerche recentissime confermano che già nei bambini di 5 e 6 anni di età ci sono buone capacità di resistenza fisica, la rapidità del movimento comincia ad aumentare, specie se sviluppata con esercitazioni adeguate e inoltre i bambini hanno bisogno di cominciare a rafforzarsi, poiché sono in un periodo di rapido sviluppo motorio. Tutti i bambini a mio parere dovrebbero avvicinarsi alla palestra in maniera ludica già all'età di 3 anni grazie ai corsi di giocomotricità.
La
giocomotricità sviluppa nel bambino i primi schemi motori quali flettere - estendere - spingere - saltare - lanciare e da afferrare - arrampicarsi, e le prime capacità coordinative quali l'equilibrio - l'orientamento - la direzione - il controllo. Utilizza supporti morbidi colorati che stimolano la curiosità del bambino, il tutto messo sotto forma di gioco e basandosi sull'imitazione/ripetizione dei movimenti, fondamentale già dai primi anni di vita, crea le basi necessarie per permettere al bambino di imparare ed essere inserito nel corso di ginnastica, dove tutto ciò che ha appreso verrà ulteriormente sviluppato.

La montagna

Ad ogni genitore che porta i figli in montagna per avvicinarli allo sci andrebbe fatto un monumento. In un periodo in cui la pigrizia regna sovrana, in cui per smuovere i giovani dal computer sono indispensabili volontà e forza di persuasione, ci vuole un bel coraggio, oltre a disponibilità di tempo e di soldi, per organizzare viaggio, alloggio e attrezzatura per accontentare tutta la famiglia. Cercheremo, pertanto, di aiutarvi a risolvere tutti i piccoli grandi problemi relativi ai bambini che devono, per la prima volta o forse no, andare a sciare. Parleremo di sci, scarponi e attacchi, ma non solo. Seguite almeno alcuni consigli e vedrete che le giornate sulla neve, da molti temute come un incubo fra lacrime per il freddo, sci a mucchi da trasportare, scarponi che danno fastidio e neve in faccia, si trasformeranno in un ricordo straordinario, un'esperienza da ripetere il più spesso possibile, naturalmente con tutta la famiglia.

Crepi il lupo!

A che età può sciare un bambino?


Alvise_Francesco Serrai di Sottoguda gennaio 2004Se il primo contatto con la neve può avvenire anche quando il bambino non sa ancora camminare, per pensare allo sci vero e proprio invece bisognerebbe prima di tutto fare un'analisi dei comportamenti motori del piccolo nella vita di tutti i giorni. L'età che molti indicano come ideale per cominciare a sciare è quattro anni, ma noi crediamo che non ci sia nessun problema ad anticipare i tempi se il bambino dimostra particolari abilità nei giochi di equilibrio e di movimento.


Dove la prima volta?

Su un terreno pianeggiante, ampio, dove il piccolo imparerà a muoversi con gli sci ai piedi senza rischiare nulla se non una bella sederata sulla neve, da salutare con entusiasmo per fargli capire che il miglioramento tecnico passa da lì: la classica frase "Cadendo s'impara" va benissimo. Dopo un po' di pratica sarà possibile portarlo su un leggero pendio, dove gli sci cominceranno a farlo scivolare piano piano. Non frenate il suo istinto, lasciatelo fare: non rischierà nulla se non qualche caduta senza conseguenze.



E se il bambino ha più di tre anni?

Allora bisogna comprare gli sci e gli scarponi "veri" facendo molta attenzione alla misura, che per gli sci non deve assolutamente superare l'altezza stessa del bambino (80 cm è l'ideale per iniziare) e per gli scarponi deve essere di pochissimo più grande di quella del piede.


Come e con chi farlo imparare?

Specialmente all'inizio (ma dovrebbe essere sempre così!) lo sci non deve essere una noia, ma solo un gioco divertente: quindi no assoluto a difficili spiegazioni tecniche del tipo "Fai l'angolazione, distenditi, ruota le spalle, eccetera". La cosa migliore sarebbe mandare il bambino alla scuola di sci chiedendo un maestro, meglio se specializzato in bambini, in grado di offrirgli l'esempio tecnico da imitare (i piccoli imparano quasi esclusivamente per imitazione).


E se il bambino ha paura?

Siamo spesso noi adulti ad inculcare paure nei bambini, che istintivamente non ne hanno. "Attento! e frena!" sono parole che sulla neve non dovreste mai usare. L'importante, naturalmente, è non fare affrontare al bambino situazioni pericolose tipo le piste troppo affollate o troppo difficili per le sue capacità. Se invece il vostro piccolo è naturalmente pauroso, proponetegli lo sci in modo molto graduale, facendogli fare solo quello che si sente senza mai spingerlo oltre i suoi limiti. Attenzione però: sta a voi far sì che questi limiti non restino sempre raso terra.

 I bambini devono usare il casco?

Assolutamente sì, il casco è obbligatorio per i bambini che sciano (dal 1° gennaio 2005 sarà obbligatorio fino ai 14 anni). Imporglielo non dovrebbe essere un problema, visto che ormai tutti lo usano e, si sa, quello che fanno gli altri va sempre bene… Il casco dovrà essere omologato, della misura giusta (chiuso non deve muoversi sulla testa del bambino, tantomeno sfilarsi se tirato verso l'avanti o l'indietro), facile da allacciare e slacciare, comodo senza creare pressioni nella zona delle orecchie e della fronte.

Ancora.... consigli

Visto che lo sci non è un dovere, come l'andare a scuola o il mangiare o il lavarsi, non obbligate mai un bambino a sciare se lui dimostra di non averne voglia. Prima di rinunciare cercate comunque di convincerlo che lo sci è un divertimento, che il freddo non è poi così terribile, che la paura si può vincere con la pratica. Se proprio lui non molla, non insistete più, ma lasciategli sci e bastoncini in bella vista: magari sarà poi lui a chiedervi di provarci.A quel punto, se sarete voi a non averne più voglia, assecondate il suo desiderio senza "vendicarvi" del suo rifiuto precedente.

Ricordate di non insultare mai i bambini o di sminuirli

se non si dimostrano all'altezza dei loro coetanei: ognuno di loro ha tempi da maturazione diversi e chi è magari meno portato per lo sport, potrà viceversa brillare in altri settori. In ogni caso incoraggiatelo anche se non si dimostra abile: da adulto potrà comunque sfruttare l'esperienza vissuta da bambino e godere delle basi tecniche che gli avete permesso di costruirsi.  

Ricordate!!!

Quando affidate vostro figlio al maestro, non interferite nel suo lavoro, state alla larga e, nel caso abbiate qualcosa di negativo da fare notare, non fatelo davanti al bambino. Nel caso in cui l'operato del maestro non vi soddisfacesse (bambini scontenti) chiedetene la sostituzione alla scuola di sci.

Guardate che non esistono due bambini uguali, che persino fratelli e sorelle cresciuti assieme ed educati allo stesso modo possono reagire alle novità, come lo sci, in modo del tutto diverso e vanno quindi trattati di conseguenza. Evitate di mettere in competizione fra loro i vostri figli, cercate solo di stimolarli reciprocamente con i loro comportamenti positivi.

L'ATTREZZATURA DEL PICCOLO SCIATORE

Per ciò che concerne l'attrezzatura, gli sci devono essere di una misura inferiore rispetto all'altezza del bimbo, gli scarponi di un numero in più e le bacchette , una volta impugnate, devono permettere al braccio di formare un angolo di 90°. Il caschetto , che deve essere omologato e riportare la sigla CE e il marchio EN 1077, è obbligatorio da quest'anno per i bambini inferiori ai 14 anni mentre una maschera o occhiali da sole sono indispensabili per proteggere gli occhi del piccino dal sole.Magliette in cotone, feline in micropile o capilene, pile e tute imbottite e impermeabili, proteggeranno il piccino dal freddo. Ricordate, infine, di ungere il viso del bambino con una buona crema solare con fattore di protezione totale dal momento che il sole in montagna è particolarmente insidioso e il rischio di scottature elevato.

foto giuseppe Frison. Evitate di mettere in competizione fra loro i vostri figli, cercate solo di stimolarli reciprocamente con i loro comportamenti positivi. Lasciate divertire con sicurezzza eventualmente appoggiandoli con un maestro di sci come Da Tos Modesto di Alleghe. Ottimo maestro per i vostri bimbi. Alvise Frison sulle nevi della val Badia 2007.

Prudenza sulla neve: le 10 regole da rispettare

•  Rispetto per gli altri
Ogni sciatore deve comportarsi in modo da non provocare danni e da non mettere in pericolo le altre persone

•  Padronanza del comportamento e della velocità
Ogni sciatore deve mantenere un comportamento e una velocità adeguati alle proprie capacità e alle condizioni della pista e del tempo

•  Scelta della direzione
Lo sciatore che si trova a monte, grazie alla posizione dominante, ha la possibilità di scegliere il percorso. Ha altresì il dovere di tenere una traiettoria che eviti ogni pericolo di collisione con lo/gli sciatore/i più a valle di lui

•  Sorpasso
Può essere effettuato sia a valle che a monte, sulla sinistra o sulla destra, sempre a distanza tale da permettere le manovre dello sciatore che viene sorpassato

•  Incrocio e attraversamento
Lo sciatore che si immette in una pista, deve controllare a monte e a valle di poterlo fare senza creare pericoli a sé e agli altri. La precedenza va data agli sciatori che provengono dalla destra, salvo diverse indicazioni

•  Salita/Discesa
Lo sciatore che risale una pista deve procedere ai bordi di essa e non può discostarsi da essa. Chi discende dalla pista a piedi deve comportarsi nello stesso mano

•  Sosta
Lo sciatore deve evitare di fermarsi nei passaggi obbligati o con scarsa visibilità. In caso di caduta deve sgombrare al più presto la pista

•  Segnaletica
Tutti gli sciatori devono rispettare la segnaletica presente sulle piste

•  Incidente
In caso di incidente chiunque deve prestare soccorso. L'omissione di quest'ultimo può costare da 250 a 1000 euro di multa.

•  Identificazione
Chiunque abbia assistito ad un incidente o ne sia in qualche modo coinvolto è tenuto a fornire le proprie generalità.

SNOWLI E LA SCOPERTA DEL "PIANETA NEVE"

Non molto tempo fa, uno strano essere bianco, con due grandi occhi e due lunghe orecchie proveniente da chissà quale pianeta, attraversò l'intero universo ed atterrò sulla terra.
Il viaggio era stato lunghissimo, interminabile e faticoso; ma si concluse, per sua fortuna, su una soffice coltre di neve e davanti ad un pupazzo di neve molto meravigliato!

•  Ma dove sono? - domandò lo strano animaletto impaurito al pupazzo di neve.

•  Sei caduto sulla neve, non ti sembra divertente? - rispose il pupazzo.

•  La neve? Che parola strana, cosa significa? - domandò l'animaletto sorpreso.

•  Prima di spiegarti di che cosa si tratta, dimmi un po' come ti chiami e da dove sei arrivato! - gli rispose l'omino dal naso a forma di carota.

•  Mi chiamo Snowli! -

•  Ma che bel nome ! - osservò il pupazzo. - E che strana coincidenza! In una lingua parlata sulla terra ... "Snow" significa "neve" e tu sei proprio atterrato nel villaggio della neve che si chiama anche Swiss Snow Kids Village! -

Meravigliato, ma molto contento di questa coincidenza, Snowli continuò a fare amicizia con il pupazzo e gli raccontò della sua avventura cominciata quando i suoi genitori lo lanciarono nello spazio per andare a conoscere nuovi pianeti e nuovi popoli.

•  Ma adesso, Nasolungo, mi spieghi cos'è questa cosa bianca e fredda? -

Il pupazzo gli si avvicinò ancora di più e cominciò a raccontargli l'affascinante avventura della neve!

LA NEVE

•  Tu hai fatto un viaggio molto lungo. Devi pensare che anche la neve, prima di arrivare sulla superficie terrestre, compie un tragitto abbastanza complicato - disse Nasolungo.

•  La neve, infatti, non è pioggia ghiacciata: i fiocchi di neve si formano all'interno delle nubi in seguito all'unione di più cristalli.

Durante il loro tragitto verso il suolo i fiocchi si sciolgono e si trasformano in pioggia.

Solamente quando l'aria vicina al suolo è abbastanza fredda, i fiocchi cadono come neve.

A dipendenza del vento, dell'umidità e della temperatura i fiocchi possono avere delle forme fantastiche: a stella, a colonna, ad ago, a prisma, a piastrina. Esistono migliaia di forme diverse e non si sa se siano già caduti due fiocchi perfettamente identici.


La forma più bella è quella a stella. È un cristallo di neve fresca con sei punte (esagonale).
Prova ad osservarne uno quando cade! È talmente preciso che non sembra vero!

La neve, quando fa molto freddo, è asciutta e farinosa, perché i fiocchi non si uniscono tra loro.
Quando, al contrario, la temperatura non è così fredda, la neve diventa "bagnata". -

Snowli, ad un certo punto, domandò a Nasolungo:

•  Ma tu da quanti fiocchi di neve sei formato? -

•  Mi fai una domanda difficilissima! Sono così tanti che è impossibile contarli. - rispose Nasolungo. -

Snowli, affascinato da Nasolungo e dal suo racconto, continuava ad ascoltare con molto interesse.

•  Sulla neve si può scivolare, si può frenare, si può curvare ed anche saltare! - spiegò Nasolungo.

•  Ma non fanno male le zampette? - domandò Snowli con un certo stupore.

•  Che sbadato! - rispose Nasolungo sorridendo. - Mi ero dimenticato di dirti che si usano degli attrezzi molto speciali con i quali si può scivolare velocissimi, eseguire delle curve incredibili e che ti permettono anche di frenare improvvisamente. A volte, quando c'è tanta neve fresca, ci si sposta con molta fatica e, quando invece la neve è ghiacciata, ci si trasforma in veri acrobati per poter mantenere l'equilibrio.

•  Nasolungo! Cosa sono questi "strani attrezzi"? -

GLI STRANI ATTREZZI

•  Questi "strani attrezzi" si chiamano "sci" oppure "snowboard"- rispose Nasolungo.

•  Gli sci, come la neve, hanno una storia lunga e incredibile! Devi pensare che sono stati inventati migliaia di anni fa e i loro inventori non li utilizzavano nello stesso modo in cui si utilizzano ai nostri giorni. Infatti non erano fatti per scivolare, ma soprattutto per non sprofondare troppo nella neve fresca. Servivano per spostarsi durante il periodo invernale quando la neve ricopriva abbondantemente monti e valli, per cacciare e per i bisogni e le faccende quotidiane. Sembravano quasi più a delle racchette da neve. Come tutte le cose di grande utilità, si svilupparono sempre più, cambiarono forma, vennero utilizzati per spostarsi sempre più velocemente e si trasformarono in un importante mezzo di scivolamento.
Lunghi, corti, stretti, larghi, di legno naturale o colorati, gli sci diventarono sempre meno importanti per sopravvivere e sempre più utilizzati per divertirsi. Non c'è niente di più bello che scivolare in un bosco ricoperto di neve! -

•  E lo snowboard? - domandò Snowli.

•  Lo snowboard - spiegò Nasolungo con grande competenza - è uno sport molto moderno che è proprio nato per divertirsi ed è stato copiato da quei matti che cavalcano le onde del mare su delle tavole velocissime. -

La grande famiglia degli sport sulla neve e composta dallo sci, dallo snowboard, dallo sci di fondo e dal telemark. Quest'ultimo è un po' il papà di tutti gli altri! -

Nasolungo era una miniera di informazioni.
Snowli era l'essere più curioso che era potuto atterrare sulla terra.
Assieme, senza più parlare, fecero una passeggiata.

IL VILLAGGIO DELLA NEVE

Il villaggio della neve era grandissimo, a tal punto che era difficile individuarne i confini.
Gli alberi si ergevano maestosi e ad ogni colpo di vento spruzzavano di neve il giardino come se fossero dei grandi pennelli.
Snowli e Nasolungo si divertivano a rincorrersi e a tuffarsi nella neve.

Snowli si era già ambientato: aveva scoperto la terra, un villaggio molto speciale, un amico veramente simpatico e una cosa affascinante, bianca, soffice, ma anche......

•  Le mie zampette si stanno congelando! - disse con un certo stupore.

Nasolungo non perse un istante e lo accompagnò in una casetta di legno che si trovava lì vicino, gli diede una deliziosa bevanda calda, due biscotti e gli accese un fuocherello. Lo coprì con una sciarpa talmente grande che gli lasciava liberi solamente i due grandi occhi. Gli diede anche delle calze di lana, due scarponcini, un paio di guanti, occhiali da neve e una cuffia.

Il calore del locale consigliò a Nasolungo di abbandonare il più velocemente possibile l'abitazione. Infatti si stava lentamente sciogliendo!
Snowli, stanco e imbacuccato nei vestiti, si addormentò vicino al camino.
Sprofondò in un sonno intenso. Il pupazzo non lo vide più uscire per parecchi giorni!

IL SOGNO

Che bello poter dormire dopo un viaggio così lungo e dopo aver scoperto sulla terra le prime novità!
Ancora più bello era poter dormire con la certezza di essere al sicuro, in un posto stupendo dove si potevano imparare tante cose nuove e interessanti; e poi sognare, sognare ...

Nasolungo l'aveva proprio vestito bene al punto che faceva quasi fatica a camminare.
Si indirizzò verso una foresta; dietro un albero vide un orso che stava facendo strani esercizi: si muoveva su strani assi e, malgrado fosse un animale pesante, non sprofondava.
Snowli si fece coraggio e gli domandò cosa stesse facendo.

•  Sto giocando con la neve, a volte con degli sci e a volte con lo snowboard. Mi sposto, mi giro, cammino in avanti e indietro! Vuoi provare anche tu? - disse l'orso.

•  E perché no! - rispose Snowli.

Provò con gli sci e con lo snowboard! Si divertì un mondo. Giocarono a rincorrersi. Snowli imparò in fretta a scappare e a nascondersi dietro gli alberi!
L'orso gli diede tanti consigli, gli spiegò cosa fossero gli sci e lo snowboard. Snowli si sentì lui stesso un piccolo orsacchiotto. Che sensazione strana!


Ad un tratto si trovò davanti un bellissimo pendio in leggera discesa. Incominciò a scivolare e prese sempre maggior velocità: non si fermava più!
Chiuse gli occhi dalla paura e quando li riaprì sentì la velocità diminuire, tirò un sospiro di sollievo, si guardò intorno e... e con grande stupore si trovò davanti un pinguino!
Mamma mia che spavento sul momento!
Ma il pinguino gentilmente lo invitò a seguirlo e gli insegnò a scivolare con gli sci e con lo snowboard, gli fece coraggio e Snowli imparò ad andare veloce e sicuro.
Imparò anche a frenare. Non sempre ci riusciva, ogni tanto cadeva e rotolava, ma per fortuna la neve attutiva le cadute ed era facile rialzarsi e continuare.
Il pinguino gli diede tanti consigli e Snowli si sentì lui stesso un piccolo pinguino. Che sensazione strana!


Ad un certo punto Snowli prese maggior velocità; verso il fondo il pendio si faceva ancora più ripido e cominciava un fitto bosco. Snowli si trovò nella necessità di schivare un albero dietro l'altro. Scivolare, frenare, spostarsi, scivolare, frenare e spostarsi di nuovo non bastava più.
Doveva imparare a curvare.

•  Non sono capace di curvare! - gridò forte, come se qualcuno potesse sentirlo e aiutarlo.

•  Non preoccuparti ti insegnerò io! - disse qualcuno che penzolava da un ramo.

Snowli guardò verso l'alto e rimase con la bocca spalancata, immobile.

•  Un, un, un serp... serpent... serpente? - riuscì a malapena a pronunciare il nome.

Ma il serpente era talmente simpatico che in un batter d'occhio lo trasformò in un perfetto campione! Spiegò a Snowli come curvare ed evitare tutti gli ostacoli del bosco senza nemmeno frenare. Curve a sinistra, curve a destra, curva a marcia indietro: che divertimento! Snowli e il serpente burlone facevano a gara a chi arrivava prima: uno con gli sci e l'altro con lo snowboard e viceversa.
Il serpente gli diede tanti consigli e Snowli si sentì lui stesso un piccolo serpente. Che sensazione strana!

•  Una curva di qua, una curva di là - Snowli, mentre scendeva a valle, cantava felice.

Aggirava tutti gli ostacoli con facilità, frenava per ammirare le montagne e ogni tanto si spostava seguendo le impronte di qualche animale del bosco. A un certo punto, durante una discesa, aggirò un albero e... si sentì mancare la neve sotto le zampe e si disse:

•  Ma io non so saltare e nemmeno volare! -

Per fortuna riprese subito contatto con la neve e si tranquillizzò. Ma chi apparve improvvisamente davanti ai suoi occhi? Un canguro!!

•  Ehi piccolo, vuoi imparare a saltare? - domandò il canguro.

•  Certo, mi insegnerai anche a volare? - rispose Snowli con entusiasmo.

•  Volare forse no, ma ti farò divertire! -

Il canguro aveva preparato una serie di gobbe di cammello e di trampolini: a Snowli, sembrava a volte di toccare il cielo con un dito e, a volte, di saltare talmente in lungo da non atterrare mai. Incredibile!
Il canguro gli diede tanti consigli e Snowli si sentì lui stesso un piccolo canguro. Che sensazione strana!

IL RISVEGLIO

Prima di salutare il canguro, Snowli decise di effettuare un ultimo salto.
Saltò così in alto che gli sembrò di ritrovarsi nello spazio e di dirigersi di nuovo verso casa.

•  No, non ancora! Voglio rimanere sulla terra! Voglio imparare ancora tante cose!! - urlò Snowli.

Si agitò a tal punto che si svegliò.

Il suo bellissimo sogno era finito e, improvvisamente, si ritrovò nella casetta del villaggio sulla neve.
Faceva caldo. Fuori il pupazzo era tornato immobile come il suo naso di carota.

Snowli si stiracchiò e si sentì strano. Molto strano. Si mise a sedere ed ebbe la sensazione che il suo corpo era diventato più robusto.
Spostò la coperta e vide che....
... le zampette erano diventate blu e così robuste che sembravano quelle di un canguro.
... la parte superiore del corpo era diventata di color arancione e sembrava quella di un pinguino.
... le braccia erano diventate gialle, pelose e sembravano quelle di un orso.
Si voltò e ... vide spuntare dal sederone di canguro la coda rossa di un serpente.

Andò allo specchio e con suo grande stupore constatò che la sola cosa che era rimasta al suo posto era la testa. La sua testa, bianca, morbida, con i due grandi occhi e le orecchie lunghe che gli confermavano che era proprio lui. Era proprio Snowli!
Il suo corpo si era però trasformato negli animali che aveva incontrato nel sogno e che gli avevano insegnato a divertirsi sulla neve con gli sci e lo snowboard.

I BAMBINI DEL VILLAGGIO

Dopo un attimo di esitazione decise di uscire dalla casetta e di dire tutto a Nasolungo.
Ma appena fuori un gruppo numeroso di bambini lo accolse con una simpatica canzone.
Volevano imparare a sciare e surfare sulla neve e domandavano tutti un solo compagno d'avventura: Snowli.

Nasolungo non si era più mosso, ma alcuni bambini del villaggio giuravano di averlo visto ridere e di essersi persino sistemato la carota che stava cadendo.

Snowli, nel frattempo, era diventato l'amico dei i piccoli campioni del villaggio sulla neve: riusciva a far divertire tutti ed era capace di eseguire qualsiasi figura gli si chiedeva.
Spostarsi con facilità, scivolare, frenare, curvare e saltare.
Inventare "cose matte" era la sua specialità!
Vuoi eseguire anche tu delle "cose matte" sulla neve? Domanda consigli a Snowli!

IL RITORNO DI SNOWLI

Al villaggio sulla neve si racconta che un giorno Snowli, dopo aver insegnato a migliaia di bambini tante avventure sulla neve con gli sci e lo snowboard, riprese il viaggio di ritorno.
Ritornò dai suoi genitori e gli raccontò la fantastica avventura sulla terra.

La sera si addormentò con accanto i fratellini e le sorelline; la mattina dopo si svegliò con un corpo piccolo, piccolo, candido, candido, e con due occhioni grandi così che brillavano come se fossero due cristalli di neve!

Tratto da: http://www.scisanbernardin o .ch/storia.htm