A che età può sciare un bambino?
Se
il primo contatto con la neve può avvenire anche quando il bambino
non sa ancora camminare, per pensare allo sci vero e proprio invece
bisognerebbe prima di tutto fare un'analisi dei comportamenti motori
del piccolo nella vita di tutti i giorni. L'età che molti indicano
come ideale per cominciare a sciare è quattro anni, ma noi crediamo
che non ci sia nessun problema ad anticipare i tempi se il bambino dimostra
particolari abilità nei giochi di equilibrio e di movimento.
Dove la prima volta?
Su un terreno pianeggiante, ampio, dove il piccolo imparerà a muoversi con gli sci ai piedi senza rischiare nulla se non una bella sederata sulla neve, da salutare con entusiasmo per fargli capire che il miglioramento tecnico passa da lì: la classica frase "Cadendo s'impara" va benissimo. Dopo un po' di pratica sarà possibile portarlo su un leggero pendio, dove gli sci cominceranno a farlo scivolare piano piano. Non frenate il suo istinto, lasciatelo fare: non rischierà nulla se non qualche caduta senza conseguenze.
E se il bambino ha più di tre anni? Allora bisogna comprare gli sci e gli scarponi "veri" facendo molta attenzione alla misura, che per gli sci non deve assolutamente superare l'altezza stessa del bambino (80 cm è l'ideale per iniziare) e per gli scarponi deve essere di pochissimo più grande di quella del piede.
Come e con chi farlo imparare?
Specialmente all'inizio (ma dovrebbe essere sempre così!) lo sci non deve essere una noia, ma solo un gioco divertente: quindi no assoluto a difficili spiegazioni tecniche del tipo "Fai l'angolazione, distenditi, ruota le spalle, eccetera". La cosa migliore sarebbe mandare il bambino alla scuola di sci chiedendo un maestro, meglio se specializzato in bambini, in grado di offrirgli l'esempio tecnico da imitare (i piccoli imparano quasi esclusivamente per imitazione).
E se il bambino ha paura?
Siamo spesso noi adulti ad inculcare paure nei bambini, che istintivamente non ne hanno. "Attento! e frena!" sono parole che sulla neve non dovreste mai usare. L'importante, naturalmente, è non fare affrontare al bambino situazioni pericolose tipo le piste troppo affollate o troppo difficili per le sue capacità. Se invece il vostro piccolo è naturalmente pauroso, proponetegli lo sci in modo molto graduale, facendogli fare solo quello che si sente senza mai spingerlo oltre i suoi limiti. Attenzione però: sta a voi far sì che questi limiti non restino sempre raso terra.
I
bambini devono usare il casco?
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Assolutamente sì, il casco è
obbligatorio per i bambini che sciano (dal 1° gennaio 2005
sarà obbligatorio fino ai 14 anni). Imporglielo non dovrebbe
essere un problema, visto che ormai tutti lo usano e, si sa, quello
che fanno gli altri va sempre bene… Il casco dovrà essere
omologato, della misura giusta (chiuso non deve muoversi sulla
testa del bambino, tantomeno sfilarsi se tirato verso l'avanti
o l'indietro), facile da allacciare e slacciare, comodo senza
creare pressioni nella zona delle orecchie e della fronte.
Ancora....
consigli
Visto
che lo sci non è un dovere, come l'andare a scuola o il
mangiare o il lavarsi, non obbligate mai un bambino a sciare se
lui dimostra di non averne voglia. Prima di rinunciare cercate
comunque di convincerlo che lo sci è un divertimento, che
il freddo non è poi così terribile, che la paura
si può vincere con la pratica. Se proprio lui non molla,
non insistete più, ma lasciategli sci e bastoncini in bella
vista: magari sarà poi lui a chiedervi di provarci.A quel
punto, se sarete voi a non averne più voglia, assecondate
il suo desiderio senza "vendicarvi" del suo rifiuto
precedente. |
Ricordate
di non insultare mai i bambini o di sminuirli
se non si dimostrano all'altezza dei loro coetanei:
ognuno di loro ha tempi da maturazione diversi e chi è magari
meno portato per lo sport, potrà viceversa brillare in altri
settori. In ogni caso incoraggiatelo anche se non si dimostra abile:
da adulto potrà comunque sfruttare l'esperienza vissuta da bambino
e godere delle basi tecniche che gli avete permesso di costruirsi.
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Ricordate!!!
Quando affidate vostro figlio al maestro, non interferite
nel suo lavoro, state alla larga e, nel caso abbiate qualcosa
di negativo da fare notare, non fatelo davanti al bambino. Nel
caso in cui l'operato del maestro non vi soddisfacesse (bambini
scontenti) chiedetene la sostituzione alla scuola di sci.
Guardate che non esistono due bambini uguali, che persino
fratelli e sorelle cresciuti assieme ed educati allo stesso modo
possono reagire alle novità, come lo sci, in modo del tutto
diverso e vanno quindi trattati di conseguenza. Evitate di mettere
in competizione fra loro i vostri figli, cercate solo di stimolarli
reciprocamente con i loro comportamenti positivi.
L'ATTREZZATURA DEL PICCOLO SCIATORE
Per ciò che concerne l'attrezzatura, gli sci devono
essere di una misura inferiore rispetto all'altezza del bimbo,
gli scarponi di un numero in più e le bacchette , una volta
impugnate, devono permettere al braccio di formare un angolo di
90°. Il caschetto , che deve essere omologato e riportare
la sigla CE e il marchio EN 1077, è obbligatorio da quest'anno
per i bambini inferiori ai 14 anni mentre una maschera o occhiali
da sole sono indispensabili per proteggere gli occhi del piccino
dal sole.Magliette in cotone, feline in micropile o capilene,
pile e tute imbottite e impermeabili, proteggeranno il piccino
dal freddo. Ricordate, infine, di ungere il viso del bambino con
una buona crema solare con fattore di protezione totale dal momento
che il sole in montagna è particolarmente insidioso e il
rischio di scottature elevato. |
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Prudenza sulla neve: le 10 regole
da rispettare
Rispetto per gli altri
Ogni sciatore deve comportarsi in modo da non provocare danni e da non mettere in pericolo le altre persone Padronanza del comportamento e della velocità
Ogni sciatore deve mantenere un comportamento e una velocità adeguati alle proprie capacità e alle condizioni della pista e del tempo
Scelta della direzione
Lo sciatore che si trova a monte, grazie alla posizione dominante, ha la possibilità di scegliere il percorso. Ha altresì il dovere di tenere una traiettoria che eviti ogni pericolo di collisione con lo/gli sciatore/i più a valle di lui
Sorpasso
Può essere effettuato sia a valle che a monte, sulla sinistra o sulla destra, sempre a distanza tale da permettere le manovre dello sciatore che viene sorpassato
Incrocio e attraversamento
Lo sciatore che si immette in una pista, deve controllare a monte e a valle di poterlo fare senza creare pericoli a sé e agli altri. La precedenza va data agli sciatori che provengono dalla destra, salvo diverse indicazioni
Salita/Discesa
Lo sciatore che risale una pista deve procedere ai bordi di essa e non può discostarsi da essa. Chi discende dalla pista a piedi deve comportarsi nello stesso mano
Sosta
Lo sciatore deve evitare di fermarsi nei passaggi obbligati o con scarsa visibilità. In caso di caduta deve sgombrare al più presto la pista
Segnaletica
Tutti gli sciatori devono rispettare la segnaletica presente sulle piste
Incidente
In caso di incidente chiunque deve prestare soccorso. L'omissione di quest'ultimo può costare da 250 a 1000 euro di multa.
Identificazione
Chiunque abbia assistito ad un incidente o ne sia in qualche modo coinvolto è tenuto a fornire le proprie generalità.
SNOWLI E LA SCOPERTA DEL "PIANETA NEVE"
Non molto tempo fa, uno strano essere bianco, con due grandi occhi e due lunghe orecchie proveniente da chissà quale pianeta, attraversò l'intero universo ed atterrò sulla terra.
Il viaggio era stato lunghissimo, interminabile e faticoso; ma si concluse, per sua fortuna, su una soffice coltre di neve e davanti ad un pupazzo di neve molto meravigliato!
Ma dove sono? - domandò lo strano animaletto impaurito al pupazzo di neve.
Sei caduto sulla neve, non ti sembra divertente? - rispose il pupazzo.
La neve? Che parola strana, cosa significa? - domandò l'animaletto sorpreso.
Prima di spiegarti di che cosa si tratta, dimmi un po' come ti chiami e da dove sei arrivato! - gli rispose l'omino dal naso a forma di carota.
Mi chiamo Snowli! -
Ma che bel nome ! - osservò il pupazzo. - E che strana coincidenza! In una lingua parlata sulla terra ... "Snow" significa "neve" e tu sei proprio atterrato nel villaggio della neve che si chiama anche Swiss Snow Kids Village! -
Meravigliato, ma molto contento di questa coincidenza, Snowli continuò a fare amicizia con il pupazzo e gli raccontò della sua avventura cominciata quando i suoi genitori lo lanciarono nello spazio per andare a conoscere nuovi pianeti e nuovi popoli.
Ma adesso, Nasolungo, mi spieghi cos'è questa cosa bianca e fredda? -
Il pupazzo gli si avvicinò ancora di più e cominciò a raccontargli l'affascinante avventura della neve!
LA NEVE
Tu hai fatto un viaggio molto lungo. Devi pensare che anche la neve, prima di arrivare sulla superficie terrestre, compie un tragitto abbastanza complicato - disse Nasolungo.
La neve, infatti, non è pioggia ghiacciata: i fiocchi di neve si formano all'interno delle nubi in seguito all'unione di più cristalli.
Durante il loro tragitto verso il suolo i fiocchi si sciolgono e si trasformano in pioggia.
Solamente quando l'aria vicina al suolo è abbastanza fredda, i fiocchi cadono come neve.
A dipendenza del vento, dell'umidità e della temperatura i fiocchi possono avere delle forme fantastiche: a stella, a colonna, ad ago, a prisma, a piastrina. Esistono migliaia di forme diverse e non si sa se siano già caduti due fiocchi perfettamente identici.
La forma più bella è quella a stella. È un cristallo di neve fresca con sei punte (esagonale).
Prova ad osservarne uno quando cade! È talmente preciso che non sembra vero!
La neve, quando fa molto freddo, è asciutta e farinosa, perché i fiocchi non si uniscono tra loro.
Quando, al contrario, la temperatura non è così fredda, la neve diventa "bagnata". -
Snowli, ad un certo punto, domandò a Nasolungo:
Ma tu da quanti fiocchi di neve sei formato? -
Mi fai una domanda difficilissima! Sono così tanti che è impossibile contarli. - rispose Nasolungo. -
Snowli, affascinato da Nasolungo e dal suo racconto, continuava ad ascoltare con molto interesse.
Sulla neve si può scivolare, si può frenare, si può curvare ed anche saltare! - spiegò Nasolungo.
Ma non fanno male le zampette? - domandò Snowli con un certo stupore.
Che sbadato! - rispose Nasolungo sorridendo. - Mi ero dimenticato di dirti che si usano degli attrezzi molto speciali con i quali si può scivolare velocissimi, eseguire delle curve incredibili e che ti permettono anche di frenare improvvisamente. A volte, quando c'è tanta neve fresca, ci si sposta con molta fatica e, quando invece la neve è ghiacciata, ci si trasforma in veri acrobati per poter mantenere l'equilibrio.
Nasolungo! Cosa sono questi "strani attrezzi"? -
GLI STRANI ATTREZZI
Questi "strani attrezzi" si chiamano "sci" oppure "snowboard"- rispose Nasolungo.
Gli sci, come la neve, hanno una storia lunga e incredibile! Devi pensare che sono stati inventati migliaia di anni fa e i loro inventori non li utilizzavano nello stesso modo in cui si utilizzano ai nostri giorni. Infatti non erano fatti per scivolare, ma soprattutto per non sprofondare troppo nella neve fresca. Servivano per spostarsi durante il periodo invernale quando la neve ricopriva abbondantemente monti e valli, per cacciare e per i bisogni e le faccende quotidiane. Sembravano quasi più a delle racchette da neve. Come tutte le cose di grande utilità, si svilupparono sempre più, cambiarono forma, vennero utilizzati per spostarsi sempre più velocemente e si trasformarono in un importante mezzo di scivolamento.
Lunghi, corti, stretti, larghi, di legno naturale o colorati, gli sci diventarono sempre meno importanti per sopravvivere e sempre più utilizzati per divertirsi. Non c'è niente di più bello che scivolare in un bosco ricoperto di neve! -
E lo snowboard? - domandò Snowli.
Lo snowboard - spiegò Nasolungo con grande competenza - è uno sport molto moderno che è proprio nato per divertirsi ed è stato copiato da quei matti che cavalcano le onde del mare su delle tavole velocissime. -
La grande famiglia degli sport sulla neve e composta dallo sci, dallo snowboard, dallo sci di fondo e dal telemark. Quest'ultimo è un po' il papà di tutti gli altri! -
Nasolungo era una miniera di informazioni.
Snowli era l'essere più curioso che era potuto atterrare sulla terra.
Assieme, senza più parlare, fecero una passeggiata.
IL VILLAGGIO DELLA NEVE
Il villaggio della neve era grandissimo, a tal punto che era difficile individuarne i confini.
Gli alberi si ergevano maestosi e ad ogni colpo di vento spruzzavano di neve il giardino come se fossero dei grandi pennelli.
Snowli e Nasolungo si divertivano a rincorrersi e a tuffarsi nella neve.
Snowli si era già ambientato: aveva scoperto la terra, un villaggio molto speciale, un amico veramente simpatico e una cosa affascinante, bianca, soffice, ma anche......
Le mie zampette si stanno congelando! - disse con un certo stupore.
Nasolungo non perse un istante e lo accompagnò in una casetta di legno che si trovava lì vicino, gli diede una deliziosa bevanda calda, due biscotti e gli accese un fuocherello. Lo coprì con una sciarpa talmente grande che gli lasciava liberi solamente i due grandi occhi. Gli diede anche delle calze di lana, due scarponcini, un paio di guanti, occhiali da neve e una cuffia.
Il calore del locale consigliò a Nasolungo di abbandonare il più velocemente possibile l'abitazione. Infatti si stava lentamente sciogliendo!
Snowli, stanco e imbacuccato nei vestiti, si addormentò vicino al camino.
Sprofondò in un sonno intenso. Il pupazzo non lo vide più uscire per parecchi giorni!
IL SOGNO
Che bello poter dormire dopo un viaggio così lungo e dopo aver scoperto sulla terra le prime novità!
Ancora più bello era poter dormire con la certezza di essere al sicuro, in un posto stupendo dove si potevano imparare tante cose nuove e interessanti; e poi sognare, sognare ...
Nasolungo l'aveva proprio vestito bene al punto che faceva quasi fatica a camminare.
Si indirizzò verso una foresta; dietro un albero vide un orso che stava facendo strani esercizi: si muoveva su strani assi e, malgrado fosse un animale pesante, non sprofondava.
Snowli si fece coraggio e gli domandò cosa stesse facendo.
Sto giocando con la neve, a volte con degli sci e a volte con lo snowboard. Mi sposto, mi giro, cammino in avanti e indietro! Vuoi provare anche tu? - disse l'orso.
E perché no! - rispose Snowli.
Provò con gli sci e con lo snowboard! Si divertì un mondo. Giocarono a rincorrersi. Snowli imparò in fretta a scappare e a nascondersi dietro gli alberi!
L'orso gli diede tanti consigli, gli spiegò cosa fossero gli sci e lo snowboard. Snowli si sentì lui stesso un piccolo orsacchiotto. Che sensazione strana!
Ad un tratto si trovò davanti un bellissimo pendio in leggera discesa. Incominciò a scivolare e prese sempre maggior velocità: non si fermava più!
Chiuse gli occhi dalla paura e quando li riaprì sentì la velocità diminuire, tirò un sospiro di sollievo, si guardò intorno e... e con grande stupore si trovò davanti un pinguino!
Mamma mia che spavento sul momento!
Ma il pinguino gentilmente lo invitò a seguirlo e gli insegnò a scivolare con gli sci e con lo snowboard, gli fece coraggio e Snowli imparò ad andare veloce e sicuro.
Imparò anche a frenare. Non sempre ci riusciva, ogni tanto cadeva e rotolava, ma per fortuna la neve attutiva le cadute ed era facile rialzarsi e continuare.
Il pinguino gli diede tanti consigli e Snowli si sentì lui stesso un piccolo pinguino. Che sensazione strana!
Ad un certo punto Snowli prese maggior velocità; verso il fondo il pendio si faceva ancora più ripido e cominciava un fitto bosco. Snowli si trovò nella necessità di schivare un albero dietro l'altro. Scivolare, frenare, spostarsi, scivolare, frenare e spostarsi di nuovo non bastava più.
Doveva imparare a curvare.
Non sono capace di curvare! - gridò forte, come se qualcuno potesse sentirlo e aiutarlo.
Non preoccuparti ti insegnerò io! - disse qualcuno che penzolava da un ramo.
Snowli guardò verso l'alto e rimase con la bocca spalancata, immobile.
Un, un, un serp... serpent... serpente? - riuscì a malapena a pronunciare il nome.
Ma il serpente era talmente simpatico che in un batter d'occhio lo trasformò in un perfetto campione! Spiegò a Snowli come curvare ed evitare tutti gli ostacoli del bosco senza nemmeno frenare. Curve a sinistra, curve a destra, curva a marcia indietro: che divertimento! Snowli e il serpente burlone facevano a gara a chi arrivava prima: uno con gli sci e l'altro con lo snowboard e viceversa.
Il serpente gli diede tanti consigli e Snowli si sentì lui stesso un piccolo serpente. Che sensazione strana!
Una curva di qua, una curva di là - Snowli, mentre scendeva a valle, cantava felice.
Aggirava tutti gli ostacoli con facilità, frenava per ammirare le montagne e ogni tanto si spostava seguendo le impronte di qualche animale del bosco. A un certo punto, durante una discesa, aggirò un albero e... si sentì mancare la neve sotto le zampe e si disse:
Ma io non so saltare e nemmeno volare! -
Per fortuna riprese subito contatto con la neve e si tranquillizzò. Ma chi apparve improvvisamente davanti ai suoi occhi? Un canguro!!
Ehi piccolo, vuoi imparare a saltare? - domandò il canguro.
Certo, mi insegnerai anche a volare? - rispose Snowli con entusiasmo.
Volare forse no, ma ti farò divertire! -
Il canguro aveva preparato una serie di gobbe di cammello e di trampolini: a Snowli, sembrava a volte di toccare il cielo con un dito e, a volte, di saltare talmente in lungo da non atterrare mai. Incredibile!
Il canguro gli diede tanti consigli e Snowli si sentì lui stesso un piccolo canguro. Che sensazione strana!
IL RISVEGLIO
Prima di salutare il canguro, Snowli decise di effettuare un ultimo salto.
Saltò così in alto che gli sembrò di ritrovarsi nello spazio e di dirigersi di nuovo verso casa.
No, non ancora! Voglio rimanere sulla terra! Voglio imparare ancora tante cose!! - urlò Snowli.
Si agitò a tal punto che si svegliò.
Il suo bellissimo sogno era finito e, improvvisamente, si ritrovò nella casetta del villaggio sulla neve.
Faceva caldo. Fuori il pupazzo era tornato immobile come il suo naso di carota.
Snowli si stiracchiò e si sentì strano. Molto strano. Si mise a sedere ed ebbe la sensazione che il suo corpo era diventato più robusto.
Spostò la coperta e vide che....
... le zampette erano diventate blu e così robuste che sembravano quelle di un canguro.
... la parte superiore del corpo era diventata di color arancione e sembrava quella di un pinguino.
... le braccia erano diventate gialle, pelose e sembravano quelle di un orso.
Si voltò e ... vide spuntare dal sederone di canguro la coda rossa di un serpente.
Andò allo specchio e con suo grande stupore constatò che la sola cosa che era rimasta al suo posto era la testa. La sua testa, bianca, morbida, con i due grandi occhi e le orecchie lunghe che gli confermavano che era proprio lui. Era proprio Snowli!
Il suo corpo si era però trasformato negli animali che aveva incontrato nel sogno e che gli avevano insegnato a divertirsi sulla neve con gli sci e lo snowboard.
I BAMBINI DEL VILLAGGIO
Dopo un attimo di esitazione decise di uscire dalla casetta e di dire tutto a Nasolungo.
Ma appena fuori un gruppo numeroso di bambini lo accolse con una simpatica canzone.
Volevano imparare a sciare e surfare sulla neve e domandavano tutti un solo compagno d'avventura: Snowli.
Nasolungo non si era più mosso, ma alcuni bambini del villaggio giuravano di averlo visto ridere e di essersi persino sistemato la carota che stava cadendo.
Snowli, nel frattempo, era diventato l'amico dei i piccoli campioni del villaggio sulla neve: riusciva a far divertire tutti ed era capace di eseguire qualsiasi figura gli si chiedeva.
Spostarsi con facilità, scivolare, frenare, curvare e saltare.
Inventare "cose matte" era la sua specialità!
Vuoi eseguire anche tu delle "cose matte" sulla neve? Domanda consigli a Snowli!
IL RITORNO DI SNOWLI
Al villaggio sulla neve si racconta che un giorno Snowli, dopo aver insegnato a migliaia di bambini tante avventure sulla neve con gli sci e lo snowboard, riprese il viaggio di ritorno.
Ritornò dai suoi genitori e gli raccontò la fantastica avventura sulla terra.
La sera si addormentò con accanto i fratellini e le sorelline; la mattina dopo si svegliò con un corpo piccolo, piccolo, candido, candido, e con due occhioni grandi così che brillavano come se fossero due cristalli di neve!
Tratto da: http://www.scisanbernardin o .ch/storia.htm |