PREMESSA:
VIA APERTA DA: A.ANDRICH, E.FAE’ IL 17 AGOSTO 1934.
spigolo: 245m. sviluppo: 315m. ROCCIA OTTIMA.
DAL LIBRO: “TRA IL
SILENZIO DELLE PARETI”.
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GIUGNO 1975. MOLTE VOLTE SONO SALITO AL RIFUGIO VAZZOLER, IL QUALE
SI TROVA IN UNA POSIZIONE STRATEGICA,
| PER
LA SUA VICINANZA ALLE CIME CHE VANNO DALLA TORRE TRIESTE A TORRE
VENEZIA. LE DUE TORRI SI TROVANO ALL’ESTREMITA’ MERIDIONALE
DEL GRUPPO DELLA CIVETTA. SONO POSTE; LA TORRE TRIESTE A DESTRA
E LA TORRE VENEZIA A SINISTRA, ALL’INIZIO DEL FRASTAGLIATO
E COMPLESSO ANFITEATRO, FORMATO DA GUGLIE E CAMPANILI, DOVE SPICCA
PER LA SUA VERTIGINOSA E IMPRESSIONANTE PARETE, LA CIMA BUSAZZA.
L’INTERO SETTORE OFFRE ALL’ALPINISTA BELLESSIME E
IMPEGNATIVE VIE CLASSICHE D’OGNI DIFFICOLTA’ E RENDE
|
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QUESTA
STUPENDA E SELVAGGIA CONCA CHE, DA PIAN DELLE TAIE, S’AFFONDA
VERSO VAL DE I CANTONI PER TERMINARE AL GIACCIaiO DEL GIAZZER, SOTTO
LA PARETE DELLA PICCOLA CIVETTA L’INTERESSE ANCHE DEGLI ESCURSIONISTI.
SEMBRA D’ESSERE ALL’ARSENALE DI VENEZIA; DOVE DUE TORRI
SONO POSTE ALL’INIZIO DELL’INGRESSO DEI GRANDI CANTIERI
NAVALI, CHE AL TEMPO DEI DOGI, DAVANO LAVORO A MOLTI CARPENTIERI NEL
COSTRUIRE GALEE O NAVI DA GUERRA PER LA “SERENISSIMA”.
E’ LA PRIMA VOLTA CHE MI TROVO AL RIFUGIO, CON ALTRI SETTE VENEZIANI,
TUTTI CON L’ENTUSIASMO DI SALIRE, LO SPIGOLO E CONDIVIDENDO
LA GIOIA D’AFFRONTARE UNA BELLISSIMA VIA “CLASSICA”
DEL GRUPPO DELLA CIVETTA. SONO, ANCORA UNA VOLTA, CON MAURIZIO VENZO
E NINO PORTOLAN. da qualche tempo saliamo le pareti IN CORDATA A TRE.
L’AMORE PER LA MONTAGNA E PER LE SCALATE CI REGALA CONTINUAMENTE
CONCRETE VITTORIE. I NOSTRI GESTI SULLA ROCCIA O NEL FARE UN PASSAGGIO
CI FA PENSARE SOLO ALLA LORO BELLEZZA, AL SENSO D’EQUILIBRIO
ED ELEGANZA CHE CI DANNO MENTRE LI FACCIAMO, ALL’AMICIZIA CHE
CI LEGA NON SOLO CON LA CORDA MA UN’ESIGENZA DI RIUSCIRE A LIBERARSI
DALLA QUOTIDIANITA’ DAL NORMALE MONDO DEL LAVORO CHE QUOTIDIANAMENTE
CI AFFOSSA. QUI CI SENTIAMO LIBERI DA OGNI TRADIZIONE O ABITUDINE.
ALLE PRIME LUCI DELL’ALBA IN SCIOLTEZZA E ALLEGRIA SALIAMO IL
SENTIERO CON LA TIMEDEZZA SOLITA DI RAGAZZINI NELL’ATTESA DEL
REGALO…>>
VIA D’ESTREMA BELLEZzA E TECNICA. TROVATO, DURANTE L’ASCENSIONE
12 CHIODI.
ACCESSO:
DAL RIFUGIO VAZZOLER 1714 m. SI SALE LUNGO IL SENTIERO FINO ALLE CASE
FAVRETTI. SI ABBANDONA IL SENTIERO PRINCIPALE PER SEGUIRE A DESTRA,
UN SENTIERINO CHE PORTA SOTTO LA PARETE NORD DELLA TORRE VENEZIA.
SI PUNTA ALL’ATTACCO DELLA CASTIGLIONI E CON TRAVERSATA A DESTRA,
PER CENGIA, FINO AL SUO TERMINE SI ARRIVA ALL’INIZIO DELLA VIA
ANDRICH-FAE’ (un passaggio delicato verso la
fine della traversata).
DESCRIZIONE:
1°) 40m (5°+, 5°, 4°+).
Salire per fessura fino ad un tetto e poi a destra fino ad una
nicchia. Ancora a destra e poi in obliquo nella medesima direzione
fino alla cengia.
2°) 30M (5°, 4°).
Si sale lungo la fessura e poi su per parete fino ad un terrazzo
in obliquo a sinistra fino ad una cengia.
3°) 45M (5°+, 5°, 4°+).
Si supera la parete con roccia buona, obliquando a sinistra. Si
supera uno strapiombo e si arriva ad un terrazzo. Si continua
a salire per fessura evitando a sinistra uno strapiombo.
4°) 45M (4°+).
Proseguire verticalmente su roccia compatta e verticale per 30
metri. poi leggermente a destra si raggiunge una larga cengia.
5°) 30M (0°, 1°).
Si percorre la cengia a destra.
6°) 24M (3°, 4°).
Si arrampica in obliqua verso destra fino a raggiungere lo spigolo
del diedro all’inizio di una fessurina.
7°) 40M (5°, 5°+).
Tiro chiave.
Si sale la fessurina per 3 metri, fin sotto uno strapiombo. Si
traversa a sinistra 3 metri e si sale verticalmente. poi dopo
aver raggiunto un terrazzino continuare l'ascesa a destra e poi
in obliquo a sinistra fino alla cima di un pilastrino.
8°) 30M (4°+, 5°).
Salire lungo il fondo del diedro fino a d arrivare ad un buon
pf.
9°) 35M (4°+, 4°).
Da un pilastrino si segue il diedro fin sotto il tetto che lo
chiude; attraversare a sinistra e, si continua verticalmente fino
alla grande cengia sotto la vetta.
10°) 100M (1°, 2°).
Per traccia di sentiero si sale in obliquo a destra e si raggiunge
per facili rocce la cima. |
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DISCESA:
290m, sviluppo 600m; ore 2. diffficolta’: 1°,
2°, 3°, una corda doppia di 16 metri.
si segue la via normale in senso inverso. dalla vetta si scende dapprima
verso sud, su rocce in parte coperte di detriti, e poi obliquamente
a destra, in direzione ovest, fino alla grande cengia detritica, circa
50M sotto la cima della torre (passaggi di 1°). per traccia di
sentiero, seguendo la gengia, si aggira verso destra (idr.), la parte
terminale della torre fino a giungere, sul versante nord, in corrispondenza
di una fessura che solca l’intera, sovrastante parete.
10 metri piu’ avanti si devia a sinistra (idr.) verso l’orlo
della grande cengia fin qui seguita e con discesa obliqua a destra
(idr.), su roccia gradinata, si arriva in corrispondenza di 1 chiodo.
con una corda doppia di 16 metri si arriva su un comodo terrazzino.
si traversa a sinistra di 3 metri e si scende per due successivi salti
di roccia (1°, 2°).
con una traversata in discesa verso sinistra (ometti), su una zona
di parete caratterizzata da una serie di gradoni (1°, 2°),
si raggiunge la sommita’ di un camino. si scende nel camnio
per circa 10M (2°), si traversa a destra, si scende su roccia
a gradoni (segni di passaggio, ometti) e si arriva su una piccola
terrazza. dal suo orlo destro (idr.), si scende verticalmente su parete
(20M, 3° o corda doppia con chiodi e fettucce gia’ sul posto).
si raggiunge il termine superiore di un canale-diedro della parete
nord della torre, che si segue in discesa (40m; 2°, 2°+, un
passaggio di 3°) fino a un allargamento detritico, poco ripido.
si continua la discesa tra la parete di destra (idr.) e un grosso
masso incastrato. si arriva, sotto un masso, in una nicchia. si traversa
su parete verso destra 3 metri di 2° e poi si scende verticalmente
(6m; 2°, 3°) fino a una cengia. seguendo la cengia verso destra
(passaggio delicato) si raggiunge la forcella, compresa tra la parete
est della torre e un grande spuntone staccato.
attraversata la forcella, si prosegue verso destra, seguendo un’altra
cengia (tracce, ometti; passaggi di 1°), fino a giungere in corrispondenza
di uno sperone. si abbandona la cengia, si segue verso est la sommita’
dello sperone e poi si scende a sinistra (idr.) su facili salti di
roccia (passaggi di 1°) e in un caminetto (3m; 2°). si traversa
verso destra, su traccia di sentiero, fino ad un allargamento detritico
del canalone che separa la torre venezia dalla torre delle mede.
si segue il canalone che subito si restringe. si scende un salto di
rocce rossastre (1°) e, dopo un tratto detritico, un altro salto
(2°). camminando su fondo detritico si arriva sopra un grande
masso incastrato, sull’orlo di un terzo salto del canalone.
si scende di 3M tra la parete di sinistra (idr.) e il masso incastrato
e si traversa verso destra, seguendo una cornice (3M; 2°, 3°).
si scende verticalmente 5M (3°), su parete levigata e di solito
baganata nella parte inferiore, fino alla base del salto. si esgue
il canalone, senza difficolta’, fino ad un altro masso incastrato.
si scende tra il masso e la parete destra (idr.) e poi su una paretina
di roccia bianca, compatta e levigata dall’acqua (2°). di
qui, fino al rifugio vazzoler, la discesa, seppur ripida, non presenta
difficolta’. si continua a scendere per il canalone fin dove
sarebbe possibile abbandonarlo sulla sinistra (idr.), aggirando alla
base della torre delle mede.
si esce dal canalone, verso destra (idr.), salendo 2M, e si prosegue
quasi in quota, verso sud, alla base di uno sperone orientale della
torre venezia. si scende in una piccola conca (tracce e ometti), con
erba e mughi, si passa a destra (idr.) di un grosso masso e si prosegue
in discesa obliqua a sinistra (idr.), su ripido pendio detritico,
in direzione della cresta di un dosso con mughi e erba.
per traccia di sentiero si segue in discesa la cresta del dosso fino
a raggiungere la mulattiera. si va a sinistra (idr.) e, percorrendo
il breve tratto terminale del suddetto itinerario, si raggiunge il
rifugio vazzoler (dislivello totale di 623M; ore 2,20).

LINKS:
www.itinerariitaliani.com/veneto/piediveneto1h.htm
- www.itinerariitaliani.com/meravcivetta.htm