Sassolungo; il simbolo della Val Gardena. by g.frison'04
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“UNA GRANDIOSA SCALATA A PICCO SOPRA VAL GARDENA”

PREFAZIONE:
LA PRIMA ASCENSIONE E’ STATA EFFETTUATA NEL 1917 DA: EDUARD PICHL E RUDOLF WALZER, APRENDO UNA ENTUSIASMANTE SCALATA, LOGICA E CON OTTIMA ROCCIA, IN AMBIENTE SEVERO E PRETTAMENTE ALPINISTICO.
DISLIVELLO CIRCA 1000 METRI. DIFFICOLTA’: III°, IV°, PASSAGGI DI IV°+, UN TRATTO DI V°-.
TEMPO DI SALITA PER UNA CORDATA CIRCA 6 - 8 ORE.

ACCESSO:
DAL RIFUGIO COMICI 30 m’. E DA PASSO SELLA CIRCA 1,30 m’.
A QUOTA 2200 m. CIRCA, ALLA BASE DELLA PLACCONATA SINISTRA, FRA QUELLE CHE SCENDONO PIU’ IN BASSO DALLA PARETE NORD-EST

DAL LIBRO: “TRA IL SILENZIO DELLE PARETI”.
<<… ALZO LA TAPPARELLA, LA PARETE NORD DEL CIVETTA E’ RESA ANCOR PIU’ SCURA, DAL SOLE CHE STA SORGENDO DALLA VAL ZOLDANA.
DA OTTO ANNI, HO UN APPARTAMENTINO SOPRA CAPRILE, IN AFFITTO E GODO UNO DEI PANORAMI PIU’ BELLI DELLE DOLOMITI: L’INTERA PANORAMICA DELLA PARETE NORD DEL CIVETTA, DETTA ANCHE, LA “PARETE DELLE PARETI”. E’ SEMPRE BELLA, AFFASCINATE, SPECIALMENTE AL TRAMONTO, QUANDO GRAZIE ALLE SUE ROCCE ROSA, GIALLE E GRIGIE SI ACCENDE CON SFUMATURE DA INCANTARE QUALSIASI AMANTE DELLA MONTAGNA.
DALLA TERRAZZA, RIESCO A VEDERE TUTTA LA PARETE: DAL MONTE COLDAI ALLE PUNTE DEL PELSA, PER POSARE LO SGUARDO SUL FONDO PAESAGGISTICO DELLA CHIESETTA DI ALLEGHE CON IL SUO LAGO E IL CORDEVOLE CHE RIVERSA LE SUE ACQUE RUMOREGGIANTI.
FINALMENTE LA CASA SI SVEGLIA; ARRIVANO GLI AMICI MA ANCHE SE LA GIORNATA SI PRESENTA STUPENDA, TUTTI VOGLIONO RIPOSARE E POI ANDARE A PRANZO AL RIGUGIO MIGON. CON IRRUENZA PRENDO L’IMBRAGO, CORDA, RINVII, SCARPETTE E PARTO.
NON SO COSA FARE E DOVE ANDARE.
MI TROVO AL BIVIO, DELLA STATALE PER ARABBA CON L’AUTO. UNA LUNGA CODA, DI VETTURE, SALE LENTAMENTE VERSO IL PASSO FALZAREGO. LA STRADA CHE PORTA AD ARABBA E’ VUOTA.
ARRIVATO A PASSO PORDOI, LA VAL DI FASSA SI STAGLIA DAVANTI A ME, CON IL SUO MAGNIFICO PANORAMA.
ALPURTROPPO, D’ESTATE E IN AGOSTO, LA STRADA CHE PORTA A CANAZEI BRULICA DI MEZZI MOTORIZZATI. GUARDO ALLA MIA DESTRA E SCORGO LO SPIGOLO NORD DEL SASSOLUNGO CHE SI ERGE VERSO IL CIELO COLOR COBALTO.
HO UNA PARTICOLARE ESIGENZA DI TROVARE UN AMBIENTE TRANQUILLO E DISTENSIVO.

LE ORE 9,30 SONO AL RIF. SELLA. METTO, NELLO ZAINETTO D’ARRAMPICATA, IL MATERIALE, E CORRO PER IL SENTIERO CHE PORTA AL RIFUGIO COMICI. ALLA VICINANZA DEL RIFUGIO, RISALGO UN ALTRO SENTIERO CHE MI PORTA IN BREVE SOTTO LA PARETE DEL SASSOLUNGO.

Tracciato dello spigolo Nord
Schizzo del Tracciato HO LETTO, IN UN LIBRO DI R.MESSNER “7° GRADO” CHE PER LUI, LA SALITA ALLO SPIGOLO, E’ UN’OTTIMA SCALATA PER VEDERE SE ERA IN FORMA.ALLE ORE 10,25 TROVO LA ROCCIA UNTA DALLE VARIE CORDATE E PRESUMO CHE SIA L’ATTACCO. VEDO UNA CORDATA, COMPOSTA DA TRE ALPININISTI, CHE STA ATTRAVERSANDO SULLA PARETE A MEZZALUNA.
HO LA CONSAPEVOLEZZA DI AVER PRESO UNA DECISIONE AZZARDATA, SIA PER L’ORA TARDA PER AFFRONTARE UNA SCALATA, SIA PER LA LUNGHEZZA DELLA VIA, QUASI MILLE METRI, SIA PER LA COMPLICATA E LUNGA VIA DI RITORNO. MA LA TRANQUILLITA’ MENTALE E LA VOGLIA D’ARRAMPICARE MI DA’ IL MOTIVO, DI SALIRE, IN LIBERA, LA PARETE, PERCHE’ LA SCALATA “SOLITARIA” E’ LA REALTA’ ALPINISTICA PIU’ BELLA, PIU’ AFFASCINANTE, PIU’ INDESCRIVIBILE, PIU’ EMOZIONANTE…SI ARRAMPICA CON L’ANIMA.
SALGO VELOCEMENTE IL CAMINO D’ATTACCO, IL TESTONE ROCCIOSO E LO STRETTO CANALE. LE DIFFICOLTA’ SI MANTENGONO SUL III°, LA ROCCIA E’ BUONA, APPIGLIATA. LA SALITA E’ LOGICA ED EVIDENTE.
IMPOSSIBILE ANDAR FUORI VIA; APPIGLI E APPOGGI, PER L’USURA DOVUTA ALLE VARIE RIPETIZIONE NEL SALIRE LA VIA, DALLE NUMEROSE CORDATE, SONO LUCIDI E MARMOREI.
ARRAMPICO, ORA SEMPRE IN DIAGONALE, NEL DIEDRO APERTO, FORMATO DAGLI STRAPIOMBI INCOBENTI A SINISTRA.
ARRIVO ALLA PARETE A FORMA DI MEZZALUNA.
MI FERMO E DISSETTARMI, BEVENDO SU UN RIVOLO D’ACQUA CHE SCORRE LUNGO PARETE. PER ORA, L’ARRAMPICATA SI E’ RILEVATA, BELLA E INTERESSANTE, ADESSO L’ITINERARIO SI FA PIU’ ARDITO.


Bepi Frison '02  in cima al Sassolungo dopo aver salito in libera lo Spigolo Nord in h.2,45'.
GUARDO IN GIU’ E VEDO I TETTUCCI DELLE AUTO CHE INVADONO SELVA VAL GARDENA E LA PROCESSIONE DEGLI ESCURSIONISTI CHE SCENDONO DALLA PISTA D’ANTERCEPIS.
SCORGO, L’INIZIO DELLA VALLELUNGA E HO UN UN PENSIERO AL GRANDE ALPINISTA: EMILIO COMICI. “L’ANGELO” DELLE DOLOMITI, RIPOSA, SOTTO LA PARETE CHE HA CAUSATO LA SUA PRECOCE MORTE. IL CIPPO E’ RIVOLTO VERSO UNA, DELLE SUE PIU’ BELLE ASCENSIONI APERTE FRA LE PARETI DELLE SUE DOLOMITI; IL CAMPANILE DEL SASSOLUNGO O DI COMICI DETTO ANCHE”SALAME DI COMICI”.
TRAVERSO A DESTRA TROVANDO DIFFICOLTA’ DI 3° SUPERIORE, PER POI PASSARE CON PASSAGGI DI IV° DISCONTINUO LA PLACCONATA SUPERIORE, LA QUALE, MI PORTA SEMPRE VERSO DESTRA, SUL CULMINE DEL TORRIONE, NOTO COME “PICHIWATE”.
HO SALITO 650 METRI; I PIU’ AGEVOLI E HO IMPIEGATO UN’ORA E DIECI MINUTI.
INCONTRO LA CORDATA, GUIDATA DA UNA GUIDA.
“BUONGIORNO” -
NESSUNA RISPOSTA. INSISTO: -“GRUSSGOTT”-
SILENZIO: -“MERDA”- RIPARTO.
ORA MI ATTENDE IL PASSAGGIO CHIAVE. UNA TRAVERSATA DELICATA (IV°-) MI PORTA AD UN CAMINO GIALLO “UNTO!”. SULLA GUIDA RIPORTA DIFFICOLTA’ DI IV°+, IO LO TROVO DI V°-.
IL CAMINO DIEDRO SI FA PIU’ LISCIO E PIU’ UNTO; IL CUORE MI BATTE FORTE. LA MANO DESTRA AFFERRA LA LAMA ESTERNA DESTRA, DEL BORDO DEL DIEDRO E CON LE DITA DELL’ALTRA MANO CERCO DI FRUTTARE AL MEGLIO LE MINIME ASPERITA’.
NEL LEGGERE, POI, ALTRE RELAZIONI DELLA STESSA VIA MI DANNO RAGIONE SULLA DIFFICOLTA VALUTATA E RISCONTRATA.
SALGO ANCORA PER UNA SERIE DI CAMINI FINO AD UN INTAGLIO.
SORPRESA!
C’E’ MOLTA NEVE SULLA FACILE, GRADINATA CRESTA CHE PORTA IN CIMA.
SCORGO DELLE TRACCE, CIRCA 60 METRI PIU’ IN GIU’, DALLA VIA ORIGINALE; SCENDO CON DIFFICOLTA’ DI III°, SEGUO LE TRACCE E IN BREVE SONO IN CIMA AL COLOSSO.
SONO SALITO, IN DUE ORE E QUARANTACINQUE MINUTI. IL PANORAMA E’ UNICO, MAGNIFICO.
LA SEVERITA’ DELLA MONTAGNA LA SENTO DENTRO E PER QUESTO CHE PER VINCERLA BISOGNA AVERNE RISPETTO E SALIRLA CON UMILTA’ E PREPARAZIONE.
AI MIEI PIEDI SI ESTENDE LA VAL GARDENA, L’ALPE DI SIUSI, LE ODLE, IL CATINACCIO, IL GRUPPO DEL SELLA…>>.
Giuseppe Frison.

DISCESA:
La lunga, difficile per orientamento e, articolata discesa del  Sassolungo (attenzione in caso di nebbia). La discesa è in parte attrezzata con corde metalliche. PER UNA CORDATA CI VOGLIONO 4 ORE CIRCA.
SI SEGUONO TRACCE E OMETTI LUNGO LA CRESTA CHE PORTA SOPRA AL BIVACCO, SITUATO PRESSO LA TORRE ROSSA, A SUD DELLA CIMA PIU’ ALTA.
CON UNA CALATA DI CORDA DOPPIA DI 35 m. SI ARRIVA AL BIVACCO (CHIODI CEMENTATI).
SI CONTINUA A SCENDERE SU BREVI PLACCHE E PICCOLE CENGETTE (II°, OMETTI), FINO AD ENORME MASSO APPOGIATO SULLA PARETE. CON UNA CALATA DI CORDA DOPPIA DI 15 m. SI ARRIVA SU ROCCE PIU’ FACILI E PER QUESTE, CIRCA 120 m. SI ARRIVA AD UNA DETRITICA CENGIA. SI PUNTA VERSO SINISTRA (VISO A VALLE; SI VEDE ANCHE IL RIFUGIO VICENZA), FINO AD ARRIVARE AD UNA PICCOLA FORCELLA. L’INIZIO DI QUESTA E’ MOLTO SCOSCESA E SI SCENDE FINO A TOCCARE UN GRANTE SPUNTONE O GENDARME CHE E’ AL CENTRO DEL CANALONE.
IL CANALONE E’ LUNGO 150 m. ED E’, ANCOR OGGI, GHIACCIATO O CON NEVE DURA. PORRE MOLTA ATTENZIONE! NEL TARDO POMERIGGIO, SI FORMA SOTTO IL GHIAINO, DEL VETRATO E SI PUO’ SCIVOLARE. LA PARETE DELLO SPUNTONE, FRONTE CANALONE, SI TROVANO ANELLI CEMENTATI PER UNA CORDA DOPPIA DA 50m.; ALLA SUA FINE ALTRI CHIODI CON CORDINI PER UN’ALTRA CORDA DOPPIA DI 50m. (LA NORMALE L’HO SALITA TRE VOLTE CON I RAMPONI E PICCOZZA E IN UNA, HO USATO, I RAMPONI, ANCHE PER LA DISCESA. INFORMARSI DELLE CONDIZIONI DEL CANALONE!). SI GIUNGE AL GRANDE CATINO NEL CUORE DEL SASSOLUNGO.
SI SEGUONO I SEGNI ROSSI E GLI OMETTI CHE CONDUCONO ALLA PARETE ATTREZZATA CON CORDE METALLICHE. AL LORO TERMINE SI ARRIVA AD UN INTAGLIO. SCENDERE PER FACILI ROCCE FINO A RAGGIUNGERE UNA LARGA CENCIA.
SI SCENDE DIRETTAMENTE LA PARETE, MOLTO ESPOSTA, (III°) OBLIQUANDO VERSO DESTRA FINO A RAGGIUNGERE UN PUNTO DI SOSTA ATTREZZATO CON ANELLO CEMENTATO PER CALATA A CORDA DOPPIA. CALARSI, SCENDENDO LEGGERMENTE VERSO DESTRA FINO AD UN’AEREO TERRAZZINO. CON DELICATA DISCESA (II°+), SI SCENDE LUNGO UN CANALINO; SI SUPERA UNA LAMA STACCATA E SI ARRIVA ALLA CENGIA FASSANI. IN BREVE SI ARRIVA AL RIFUGIO DEMETZ SITUATO SULLA FORCELLA SASSOLUNGO.
SI CONTINUA PER CIRCA 5 METRI A SEGUIRE LA CENGIA FINO CHE QUESTA NON TERMINA ALL’INIZIO DI UNO STRAPIOMBANTE CAMINO VERTIVALE. CON TRE CALATE DI 25m. SI GIUNGE ALLA CENGIA E IN BREVE AL RIFUGIO.

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