TORRE DELAGO 2790 m.

“VIA PIAZ : L’AUDACE, L’AEREO ED ELEGANTE SPIGOLO”

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PREFAZIONE:
SALITO PER LA PRIMA VOLTA DA TITA PIAZ CON FRANCESCO IORI E IRMA GIASER NEL 1911, RISULTA UN’ASCENSIONE CLASSICA, MOLTO FREQUENTATA CON UN’ESPOSIZIONE FORTE ED UNA SCALATA DI MASSIMA SODDISFAZIONE.
LE DIFFICOLTA’ OSCILLANO TRAIL III°+ E IL IV°
DISLIVELLO CIRCA 220 m.

DAL LIBRO: “TRA IL SILENZIO DELLE PARETI “.
<<…I MUSCOLI, DELLE BRACCIA, SONO TESI MA NON TROPPO. LO SPIGOLO SI FA PIU’ VERTIGINOSO E IL SOLE MI ACCAREZZA DOLCEMENTE. LA LUCIANA E’ MOLTO ATTENTA AD OGNI MIO MOVIMENTO. NON SERVONO CHIODI, PERCHE CE NE SONO MOLTI GIA’ INFISSI: IL CUORE MI BATTE FORTE, LE DITA ADERISCONO COME VENTOSE AGLI APPIGLI. MI TROVO NELLA POSIZIONE PIU’ AEREA DELLO SPIGOLO; STRINGENDO LE GAMBE SUL SUO FILO SONO PRATICAMENTE IN SICUREZZA E POSSO LASCIARE ANCHE LE MANI (COSA CHE FACCIO PER UNA FRAZIONE DI SECONDI). IL TUTTO E’ BELLO: LA GIORNATA, IL PANORAMA, IL SORRISO DELLA MIA COMPAGNA DI CORDATA LUCIANA ZILIO….
AGOSTO 1999 MI TROVO A SALIRE, IN LIBERA, L’AFFILATO SPIGOLO; LUCIANA NON C’E’ PIU’. UN MALE INCURABILE LA SOTRATTA DALLE SUE MONTAGNE OGGI CI SONO SOLO IO, LA ROCCIA E IL SUO RICORDO. NON E’ UNA SFIDA MA LO FACCIO SEMPLICEMENTE PERCHE’ MI SENTO DI SCALARE IL VERTICALE SPIGOLO, PER POTER SPAZIARE VERSO L’AZZURRO CIELO E RIVEDERE IL SUO DOLCE SORRISO D’ INCORAGGIAMENTO DI QUELL’AGOSTO 1974…>>.
Giuseppe Frison.

ACCESSO:
DAL RIFUGIO RE ALBERTO, PER TRACCE EVIDENTI, SI VA ALLA BASE ORIENTALE DELLA MINUSCOLA TORRE PIAZ; RESTO DI UN CROLLO, SOPRA IL BARATRO DELLE TORRI DEL VAIOLET. OLTREPASSATA, SI SALE UN CAMINETTO DIVISORIO FRA LA STESSA E LA DELAGO. IN BREVE, PER UNA CENGETTA ROCCIOSA, CI SI AVVICINA ALLO SPIGOLO (SOSTA CON CLESSIDRA).

DESCRIZIONE:
!°) SI ARRAMPICA LA PARETINA A DESTRA DELLO SPIGOLO, CON IMPEGNO PIU O MENO DI III°+ AL IV° SE SI PUNTA, PER IL PASSAGGIO CHIAVE, SOLITAMENTE PREFERITO, AD UN TRATTO VERTICALE DI ROCCIA BIANCA E SOLIDA (SOSTA SU UN TERRAZZINO, SUL FILO DELLO SPIGOLO
2°) LA VERTICALE LAMA SOVRASTANTE SI SCALA DAPPRIMA, CON FORTE ESPOSIZIONE, SULLA SINISTRA. (IV°).
3°) SI CONTINUA POI A CAVALCIONI SINO AD ARRIVARE A FACILI ROCCE (IV° E POI III°)
4°) 5°) SI PROSEGUE LO SPIGOLO ORA PIU’ ARROTONDATO, UN POCO SUL LATO DESTRO, ASSECONDANDO BREVI FESSURE E PICCOLI APPIGLI PER DUE CORTE LUNGHEZZE DI CORDA.
6°) SI SALE LA NUDA CRESTINA FINO ALLA CIMA.

DISCESA:
DALLA VETTA, SPOSTANDOSI NELLA DIREZIONE DELLA TORRE STABELER DI CIRCA 5 m., SI GUADAGNA IL PRIMO ANCORAGGIO CEMENTATO PER LA DISCESA A CORDA DOPPIA. ALTRE DUE CALATE DI 20 m., CONDUCONO ALLA SOTTOSTANTE FORCELLA CON LA STABELER MEDESIMA E, SI CONTINUA A DISCENDERE CON CORDE DOPPIE (GIA’ PREDISPOSTE) FINO AL GRADONE CHE GUARDA FRONTE AL RIFUGIO RE ALBERTO.

 

 

Catinaccio_Torri di Vaiolet-olio-'04

La leggenda di "Re Laurino"

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