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PREFAZIONE:
LA CIMA ROCCIOSA DOMINA IL PASSO FALZAREGO E SI PRESENTA ELEGANTE E
SNELLO SULLA STRADA CHE ZIGZAGANDO SCENDE AD ANDRAZ,
LA VIA , SEGUITA DA A.COBERTALDO E L.PEZZOTTI L1 AGOSTO 1939,
PERCORRE IL PROFILO MERIDIONALE DELLA ROCCA NELLE PRIME LUNGHEZZE, DEVIANDO
SUCCESSIVAMENTE PER INFILARSI IN UNA CARATTERISTICO PASSAGGIO CHE PORTA
AD UNA CENGIA CHE ANTICIPA LA VETTA.
ASCENSIONE ESEGUITA BEN DODICI VOLTE, DELLE QUALI,TRE IN LIBERA.
DAL
LIBRO: TRA IL SILENZIO DELLE PARETI:
Sabato,
13 ottobre, sono andato in montagna.
Giornata bellissima; ho colto loccasione di andarci per portare
e installare un letto a castello per Alvise ed Elena, in modo da rendere
la camera più spaziosa, nella casa, che abbiamo in affitto da
sette anni, sopra Caprile.
Lappartamento, si trova sopra una collina, dalla quale si vede,
completamente, la maestosa e grandiosa parete Nord del Civetta, Alleghe
e un pezzo del suo lago.
Il mio sogno è di poter scalare la parete per la via Soleder.
Lho potuta vedere, in questi anni, con tutte le sue caratteristiche
di: difficoltà, aspetti, colori e grandezza. È un muro,
che si eleva per novecento metri, dei quali metà sono con difficoltà
di 6° grado. Speriamo!!! (Non mi sento ancora vecchietto).
Il Soleder è stato un grande, a tracciare una tale via, considerando,
che, con le sue imprese e quelle dEmilio Comici, si apriva lera
del sesto grado.
Non ho dormito bene, durante la notte; allalba mi decido, non
resisto.
Quatto, quatto mi vesto, prendo scarpette, imbrago e parto per il Passo
Falzarego.
Lascio lauto vicino alla palestra, e prendo il sentiero che mi
porta alla base dello spigolo del Sass de Stria. Cammino velocemente
in silenzio religioso. Troppi ricordi, ci sono, nella mia testa, di
questo bellissimo posto.
Sono arrivato allattacco della Via Colbertaldo. Ci sono dei fiori,
ancora freschi, una foto a ricordo di S.Franco, 34 anni, aspirante guida,
precipitato, il 2 ottobre, di pomeriggio, circa a metà via. La
notizia lho appresa al Tg Veneto e ne sono rimasto molto scosso.
Ora anch io sono qui, per affrontare la scalata in libera; guardo
la foto. Non so dirti quante preghiere ho detto e quanti perché
mi sono chiesto. Volevo in qualche maniera, farlo rivivere per arrampicare
insieme e abbracciarci in cima. Dentro tremavo tutto: non riuscivo a
capacitarmi del perché era successo, dove, come; ce di
mezzo la promessa che ti ho fatto; non mi arrampico più
in libera. E lottava volta che mi trovo ad affrontare
questa via; ho nella memoria tutti i passaggi.
Per la miseria!
Il sole mi scalda, sono indeciso; guardo per lultima volta la
foto, gli dico -Ciao, mi metto le scarpette e parto.
I primi tre metri ho le gambe che mi tremano, ma poi sopraggiunge la
felicità di scalare, in croda, solo, con la mia anima che si
libera del vuoto e del male che ho accumulato in questo mese.
Sicuramente è stato così, anche per lui. Libero e gioioso,
di vivere, di sentirsi librare nellaria e assaporare quella felicità
che solo chi va in montagna, con questa logica, la riesce percepire
e catturare per custodirsela gelosamente nel mondo dello scontento.
Lamore per montagna è un amore conosciuto per pochi
eletti e anche questi se non laffrontano o non si avvicinano,
a Lei, con umiltà vengono respinti.
Essa, da la ricompensa per ciò che si è non per chi vuole
prevalere sulle sue vertiginose pareti o sulla forza che predomina sul
buon senso. Nulla, è dovuto al caso.
Giuseppe Frison.
ACCESSO:
DAL PASSO FALZAREGO, SUPERATA LA STAZIONE DELLA FUNIVIA PER IL PICCOLO
LAGAZUOI CI SI DIRIGE AL PASSO VALPAROLA.
SI GIUNGE AD UN MASSO ISOLATO CHE PERMETTE DI FORMARE UNAREA PER
UN PICCOLO PARCHEGGIO. SI SCENDE PER SENTIERO VERSO LA PALESTRA DI ROCCIA
, ATTREZZATA E POSIZIONATA ALLA BASE DELLA PARETE DEL SASS DE STRIA.
SI SALE , A SINISTRA, PER SENTIERO,E IN 20 MINUTI SI RISALE PER TRACCE
LINCAVO DELIMITATO AL CENTRO DELLO SPIGOLO. SU PER ROCCETTE (SENTIERINO
BEN MARCATO) FINO ALLATTACCO.
DESCRIZIONE:
1°) SI SALE UN LARGO INCAVO FINO AD UN ANELLO CEMENTATO.
2°) CI SI SPOSTA UN METRO A SINISTRA E SI SALE DIRETTAMENTE
PER RIMONTARE UN BREVE DIEDRO (IV°).
3°,4°,5°) SI PROSEGUE LUNGO LO SPIGOLO, PER TRE LUNGHEZZE
DI CORDA (III° , III°+ UN PASSAGGIO DI IV°-), DOVE SI
INCONTRANO VARI CHIODI ED ANELLI CEMENTATI.
6°) SOTTO AD UNO STRAPIOMBO CI SI PORTA A DESTRA, MIRANDO A
UNA FESSURA DELIMITANTE UNA SPACCATURA DI ROCCIA CHIARA.
7°) SUPERATA LA SPACCATURA (IV° SCIVOLOSO PER LE MOLTE RIPETIZIONI),
SACCEDE AD UN AEREO CULMINE (III°).
8°) DIRIGERSI QUALCHE PASSO A DESTRA PER DIRIGERSI DENTRO UN
CAMINO. SUPERATOLO SI ARRIVA AD UN BUON PUNTO DI SOSTA .
9°) SI SALE UN METRO A DESTRA E CON DELICATEZZA SI PENETRA NEL
FORO, FORMATO DA DUE LAME E PENETRARE NEL FREDDO PORTALE. QUINDI
SI RSALE UNA BREVE CENCIA FINO AD UN ALTRO PORTALE..
10°) SI RISALE PER ROCCIA UMIDA E FREDDA SETTE METRI FINO ALLUSCITA
DEL PORTALE.
11°) SI SALE DIRETTAMENTE UNA FESSURA, RESA DIFFICOLTOSA DALLUSURA
DEGLI APPIGLI PER 40m.; 5m DI IV°+, POI IV° E III°)
FINO A GUADAGNARE LA VETTA.
QUESTULTIMO
TRATTO E EVITABILE OLTREPASSANDO LA FESSURA E SALENDO IL VICINO
CANALE. |
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DISCESA:
SI SVOLGE LUNGO IL VERSANTE NORD OCCIDENTALE, PER SENTIERO E TRINCEE
DI GUERRA , SEGNATO CON SEGNI ROSSI.
LINKS:
www.dolomiti.org
- www.dolomitibus.it
PER VEDERE LA FALESIA DEL SASS DE STRIA:
www.go-mountain.com/Gallery/ITAclick.html

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