SPIZ  D’ AGNER NORD O PIZ LONG  2545 m.

 

 

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UN GRANDIOSO ALPINISTA CHE, IN ARRAMPICATA LIBERA, FECE CADERE IL LIMITE DEL SESTO GRADO:

ENZO COZZOLINO.

 

PREMESSA:

SUPERBA PIRAMIDE ROCCIOSA CHE FIANCHEGGIA AD ORIENTE, SULLA LINEA DELL’ANDAMENTO DELLA CATENA, LA GRANDIOSA PARETE DELL’AGNER.  UNA SOTTILE CRESTA LA UNISCE ALLO SPIZ D’AGNER SUD: MA LA CIMA RISALTA IN TUTTA LA SUA IMPONENZA SE VISTA DALLA VALLE SAN LUCANO, VERSO LA QUALE PRECIPITA CON UN MAGNIFICO BALZO DI OLTRE MILLE METRI. RARAMENTE SALITA; ESSA OFFRE  DELLE SALITE VERTIGINOSE ED ELEGANTI, TUTTE DI FORTI DIFFICOLTA’.

LA VIA SI SVOLGE LUNGO L’ENORME DIEDRO CHE CARATTERIZZA LA PARETE OVEST; GRANDIOSA E DIFFICILE ASCENSIONE SU ROCCIA OTTIMA. LA PRIMA ASCENSIONE: ENZO COZZOLINO E L. CORSI 20 GIUGNO 1970. DISLIVELLO: 900 m.  DIFFICOLTA’: V°, V°+, VI°, passaggi di VI°+.

“….CON ENZO COZZOLINO ERA ARRIVATA L’EPOCA DEL SETTIMO GRADO E QUALCHE ANNO DOPO, REINHOLD MESSNER NEL SUO LIBRO “SETTIMO GRADO” SCRIVEVA:” CON IL RICOMOSCIMENTO CHE UN PROGRESSO E’ POSSIBILE SOLO IN ARRAMPICATA LIBERA (…) NELLE ALPI, ALLA FINE DEGLI ANNI SESSANTA, SI FORMARONO GRUPPI “LIBERISTI” CHE VOLSERO DEFINITIVAMENTE LE SPALLE ALL’IDEOLOGIA DELLA “DIRETTISSIMA” E SI RIALLACCIARONO ALLE IDEE DI PAUL PREUSS.   INTERESSAVA IL VII°, QUINDI NON ” L’IMPOSSIBILE RESO POSSIBILE”, MA PROPRIO L’ANCORA POSSIBILE, CHE FINO ALLORA ERA CONSIDERATO  IL LIMITE DEL POSSOBILE (…).  NELL’ESTATE 1971, ENZO COZZOLINO, L’AVVERSARIO DEL CHIODO A PRESSIONE, APRI’ CON UNA DOZZINA DI CHIODI NORMALI VIE CHE, IN PRECEDENZA, NON ERANO RIUSCITE A EMINENTI SCALATORI MALGRADO L’APPORTO DEL PERFORATORE:…” R. Messsner dal libro:”Settimo Grado”.

Accesso:
LA CARATTERISTICA VALLE DI SAN LUCANO, D’ORIGINE GLACIALE A FORMA DI “U”, E’ SELVAGGIA.  IL TORRENTE TEGNAS, DIVIDE LA VALLE CON STRAPIOMBI, ARTIDE E IMPONENTI PARETI CHE NE’ FORMANO LA VALLE. 
 
 LUNGO QUESTA, S’ INOLTRA, LA STRADA COMUNALE ASFALTATA CHE, DA TAIBON, TERMINA FINO ALLA FRAZIONE ABITATA DI COL DI PRA’ (BAR/RISTORANTI).   POI LA STRADA, DIVIENE SILVO-PASTORALE E CONDUCE A SENTIERI ALPINI.     E’ BASE DI PARTENZA PER LE ESCURSIONI E ASCENSIONI NEL GRUPPO DELLE PALE DI SAN MARTINO, VERSO IL MONTE AGNER E LE PALE DI SAN LUCANO. A SINISTRA DELLA STRADA ASFALTA, DOPO AVER AFFRONTATO CON L’AUTO NUMEROSE CURVE, S’ARRIVA AD UNO SPIAZZO. UNA SEGNALETICA DEL C.A.I. SEGNA L’INIZIO DEL SENTIERO PER IL “BIVACCO COZZOLINO”. SI PARCHEZZA L’AUTO E, DOPO CIRCA 2 ORE DI SENTIERO IN ZONA STUPENDAMENTE SELVAGGIA. SI GIUNGE AL BIVACCO.
Bivacco Cozzolino
Attacco: Dal bivacco Cozzolino per il Van de mèz ci si porta all’attacco cioè all’inizio del diedro.
Descrizione:
Si evita il diedro sulla sinistra per salire per facili rocce (IV°) salendo lungo la fessura camino che sale nel fondo del diedro.Si sale lungo di essa fin sotto un’enorme tetto. Con una lunga traversata verso sinistra si raggiunge la parte superiore dell’imponente diedro. Roccia magnifica e ambiente severo. Si continua a salire lungo il camino del fondo del diedro (il camino si presenta molte volte viscido e bagnato).

Con 40 mt si giunge nel punto chiave della via(V°).Da qui si sale lungo il diedro con esposta e molta difficoltà(VI°).

Si continua a salire lungo la fessura camino fino ad arrivare ad una specie di pulpito che segna la fine del diedro(VI°, passi di VI°+). Da qui si scorge la parte finale della parete solcata nel mezzo da una fessura che porta alla cima. Si raggiunge la fessura e la si sale per tre lunghezze di corda con esposta e magnifica scalata (V°).

Si arriva ove la fessura si apre a diedro, chiuso snella parte superiore da uno strapiombo. Si sale per esso fin sotto lo strapiombo e si esce sulla destra (V°, passi di V°+). Si perviene ad una cengia e da questa si continua a salire per la fessura ora più facile.

Alla fine di questa si traversa per una cengia verso destra per arrivare ad un camino. Si sale il camino il quale porta direttamente alla cima.

Discesa:
Per la cresta frastagliata del versante est, superando alcuni pinnacoli, si scende ad un primo forcellino. Un po’ sotto su raggiunge la Forcella Parissenti; sulla cresta tra gli Spiz d’Agnèr Sud e Nord.Si prende ora una banca di lastroni obliqua verso sud e, poco oltre, si raggiunge la Forcella Livinetta.Per un canale con ghiaie si scende senza difficoltà alla base delle rocce (circa ore: 1,’30).
CURIOSITA’:
LA VALLE SAN LUCANO E' META DI TURISTI, ESCURSIONISTI, SEMPLICI CAMMINATORI, CICLISTI, PER LA SUA INCONTAMINATA NATURA, PER I SUOI SILENZI, PER IL PAESAGGIO E PER LE SUE ACQUE.   E’ STUPENDA E BELLISSIMA D’INVERNO CON LA SUA BRINA O DOPO UNA NEVICATA. ALL’INIZIO DELLA VALLE LA BELLA CHIESETTA IN ONORE DI SAN LUCANO, VESCOVO DI SABIONA, IL QUALE SOGGIORNO’ DA EREMITA NELLA VALLE, CHE DA LUI PRESE IL NOME.

www.rifugio.it/Belluno.htm

SOTTOGRUPPO DELL' AGNER "SPIZZÒN Il sottogruppo dell’Agnèr è l’ultimo della muraglia meridionale delle Pale, a Nord della forcella dello Spizzòn. Culmina nel M. Agnèr 2872 m. con una struttura a piramide. Obelisco alpino delle valli e paesi che lo circondano. La cresta con direzione est-nord-est decresce con cime di grande interesse per gli alpinisti e degrada infine ad ovest di Taibon. Il sottogruppo dell’Agnèr corona a nord la conca di Frassenè e si pone all'attenzione per i suoi giganti di roccia corallina dello Spizzòn e dello Spiz d' Agnèr: si frastaglia in un corteggio di guglie sempre più minute e le ultime delle quali emergono con belle merlature dalla costa prativa. Verso nord domina la valle di San Lucano, teatro di miti e leggende, con mirabili appicchi fiammeggianti nel cielo, poderosi spigoli e pareti tra le più alte delle Alpi Dolomitiche. Particolarmente imponente e superbo l'Agnèr si presenta fra i giganti di roccia.
MONTE AGNER "SPIZZON"2872 mt.
Si presenta da nord con una bellezza esaltante e maestosa a sud in uno scrigno di colori tra i diversi appicchi è racchiusa la cima da dove si gode un panorama vasto e stupendo. La terminologia che ha prevalso in questi ultimi decenni (Agnèr) deriva dal fatto che la montagna veniva utilizzata come pascolo, sul versante sud, dove si è sviluppata la pastorizia (bovini e ovini). Localmente, a Taibon, viene designato col nome di Pizzòn (essendo il più grande dei numerosi "pizzi" del Gruppo) e Piz la Torre Armena. A Frassenè l’Agnèr è chiamato anche Spizzòn, mentre Spiz viene designato lo Spiz d'Agnèr Sud.
Monte Agner "Spizzon" 2872 mt.

"Chi togliendosi una volta alle abitudini uguali della vita, desidera ritemprare le forze della mente edel corpo; vada sull’Agnèr e là assiso ai piedi dell'ometto dipietra da noi costruito il 18 agosto 1875, spaziando lo sguardo nello stupendo panorama che gli si offre tutto all'intorno, potrà godere delle sensazioni profonde e deliziose".

CESARE TOME'

http://digilander.libero.it/pagaio/Salite/sld004.htm

 

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