Sasso Di Toanèlla 2430 mt.

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Gruppo del Bosconero

La più bella croda del gruppo e le più nascosta: da Zoldo, appena la sua così cuspide, per gioco di luci o di nubi, si rivela ai conoscitori, al di sopra della muraglia occidentale della Rocchetta Alta. Il poderoso squadrato Torino ne appare improvviso, con uno slancio impetuoso, nitido, stagliato dai canaloni spesso innevati e dalle forcelle e di cielo turchino.

Parete Nord.

È probabilmente la gemella via del Sasso di Toanèlla. Percorre, con opportune deviazioni e traversate la poderosa parete a placche che incombe sul vallone settentrionale di Forcella de la Toanella conto di tre fecero uso, seppur molto limitato, di mezzi artificiali, alcuni ripetitori compirono la salita integralmente in bellissima arrampicata libera.

1a salita: Giuseppe Da Damos e Piertro Sommavilla, 16 agosto 1964.


2a salita:Paolo e Flavio Bonetti, con variante.
1a solitaria: Enzo Cozzolino.
1a invernale: Soro Dorotei e Carlo Della Lucia, 14 febbraio 1981

Roccia ottima.
Altezza: 400 metri circa.
Difficoltà: IV° e V°, 2 pass. VI°.

Il Rif. Casera Bosconero 1457 mt., ottimo, frequentato, ben gestito.
Descrizione dell’itinerario:
All'inizio di Forno di Zoldo, si gira a destra per Forcella Cibiana e, percorsi pochi metri, si parcheggia sulla destra. Qui ha inizio il sentiero 490a, che si addentra nel bosco. Mentre sale, alle nostre spalle, la vista si apre sul Gruppo del Civetta - Moiazza e sul Pelmo. In questo primo tratto il percorso ha caratteristiche didattiche perché diverse tabelle illustrano alcune specie di piante e cespugli e ci soffermiamo a leggerle. Si esce momentaneamente dal bosco per arrivare in un punto panoramico, sotto il Castelaz, dal quale si ha una panoramica del Gruppo del Bosconero, con in basso il Lago di Pontesei. Si prosegue nel bosco e, si arriva ad una fonte d'acqua freschissima, molto buona.
Il bosco a tratti è molto buio, con piante di grosso fusto e con numerosi cespugli di ginestrella.

A circa 1045 m. si giunge a un bivio. Si prende a sinistra e, con breve salita, si arriva nella piccola radura della Casera di Fagaré, sotto il Castelin. Ora si scende fino a trovare, a quota 1025 mil sentiero principale. Si prosegue in leggera discesa sotto i pendii de I Useloin. A quota 1024 m. si ragiunge la Stalla e poi la Casera del Mugon. Da qui in pochi minuti sbuchiamo nel sentiero 490 proveniente da Pontesei. Fatti pochi passi, lo lasciamo e si gira a destra. Il sentiero è fiancheggiato, sulla sinistra, da un corso d'acqua, che ha origine da una sorgente: la Fontana dell'eterna giovinezza. Dopo un po' di salita, si sbuca, a circa 1140 m., su uno sperone. Si scende verso le ghiaie e ci si sposta un po' sulla sinistra per verso un ameno laghetto, originatosi in seguito ad una frana. Si procede, in mezzo alla fiumana di ghiaie della Val Bosconero, i bolli rossi fino ad arrivare a un ruscello: poco più in alto un salto d'acqua genera una bella cascatella. Si attraversa il corso d'acqua e saliamo l'opposto versante boscoso fino ad uscire sulla piccola radura della Casera del Zot. Incrociamo il sentiero 485, proveniente da Pontesei, e lo seguiamo. Sotto di noi si allunga la boscosa Val di Zoldo. Ora la salita diventa molto ripida e faticosa. Si sale lungo la costa boscosa del Zot. Dove il bosco si dirada, si aprono alcuni scorci sulle cime del Gruppo del Bosconero e sulla Forcella del Matt e delle Ciavazole. Dopo una bella tirata, s’icrocia un sentiero. Si prende quello a sinistra e da qui in breve si raggiunge il Rifugio Casera Bosconero. Il grazioso rifugio, in vero stile alpino, offre un buon panorama sulle cime più importanti del Gruppo del Bosconero e, alle spalle, un'ampia vista sulla Val di Zoldo

Avvicinamento all'attacco:

Dal Rif. Casera Bosconero 1457 mt. si sale il pendio a tergo, accanto ai ruderi della vecchia "mandra" (stalla) e, per un avvallamento di pascolo in direzione ESE. Il sentiero principale si dirige in alto verso le maggiori crode: per l'orientamento conviene sempre avere di mira l'imponente verticale parete Nord della Rocchetta Alta.
La salita e dapprima è modica: al pascolo fa seguito un'appendice folta di baranci, con alberi d'alto fusto piuttosto radi. Più in alto si incontrano le prime colate detritiche: si sale per il dorso di una solida costa ghiaiosa; siamo al vallone detritico della Toanèlla.
Su per questo fino allo sperone che il Sasso protende verso al Nord-Ovest.
Di qui salire per breve tratto, il canale a sinistra dello sperone fino alla base di un camino formato dal caratteristico avancorpo della parete Nord (circa: ore 1, 30).
Siamo giunti all'attacco nel camino.

Descrizione della via:
Superato un piccolo strapiombi iniziale, salire per una decina di metri per una fessura destra del cammino e poi attraversandolo; invitata sulla sinistra una strozzatura, si giunge su un terrazzino. Proseguire per il cammino, ora più largo, superare dopo quindici metri uno strapiombo formato da blocchi incastrati ed entrare poi in una profonda lotta nel fondo (ometto).
Superati alcuni blocchi incastrati, uscire a sinistra su un terrazzino, thè stretta cornice friabile traversare sulla parete destra del cammino e per una spaccatura raggiungere la sommità dell'avancorpo (120 mt. circa, chiodi; IV° e IV° + ).

Dall'intaglio tra avancorpo e parete traversare quel che mettono a destra fino a un terrazzino e il soprastante diedro grigio e il tetto che lo chiude, raggiungere una cengetta (20 mt. circa, chiodi; laV°, un pass. VI°).
Traversare tre metri a sinistra, salire un secondo piccolo diedro e il tetto che lo chiude fino alla comoda cengia (15 mt. circa. Era V°, un pass. VI°). Il proseguimento diretto appare precluso dalla parete fortemente strapiombante.
Si effettua allora una lunga traversata diagonale verso sinistra che con tre cordate molte esposte (soste su piccole cenge) conduce fino in prossimità dello spigolo Nord- Est, a breve distanza dal bordo destro di un grande tetto giallo sullo spigolo (100 mt. circa; IV° eV°).
Salire ora direttamente una paretina grigia liscia e verticale fino a una cengetta sullo spigolo (25 mt., chiodi; V°).
Proseguire per questo con minori difficoltà fino a terrazzino sotto una parete gialla (40 mt. circa; IV°).
Traversando a destra per cengia si rientra nella parete Nord e poi si sale obliquamente a destra per facili gradoni fino all'inizio di una fessura gialla sopra una comoda cengia (100 mt. circa; II°).
Su per la fessura, la che poi si allarga a camino (pass. IV°) e poi, dove il camino appare chiuso da uno strapiombo, uscire a destra sul facili rocce che portano a una anticima e poi alla vetta.

Dall'attacco: circa 5 - 6 dall'attacco.

Sasso de Toanèlla_Parete Nord.
Discesa:
Dalla cima seguendo tracce di sentiero (ometti), ci si porta alla profonda forcella che guarda la Rocchetta Alta. Per cengia si scende, aggirando uno spuntone e proseguendo orizzontalmente verso sinistra ci si porta sotto la cresta fino al canalone principale.
Scendere giù per questo, tenendosi in parte sulle rocce di destra fino ad arrivare alla caratteristica guglia “Il Dito di Toanèlla”.
Scendere, sempre per la parete di destra del canalone che fiancheggia la guglia fino ad arrivare all’inizio del terzo canalone.
Salire fiancheggiando la base del Sasso fino ad arrivare alla Forcella de la Toanèlla.
Scendere ora facilmente fino al Rif. Casera Bosconero.
La via normale per la salita al Sasso de Toanèlla.

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