CAMPANILE BASSO 2883 m.

La via aperta a piedi nudi da un grande eroe

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INTRODUZIONE:
Giorgio Graffer e Antonio Miotto; agosto 1934.

Arrampicata prevalentemente in libera, molto ardita, bella e interessante, che supera lo spigolo "Sud-Ovest dell'enorme spallone occidentale del Campanile Basso, strapiombante sui ghiaioni della Val Brenta alta.

Arrampicata e salita classica, molto ripetuta, su roccia ottima. I primi salitori usarono solamente 12 chiodi e giustamente valutarono la via di VI°- .

Attualmente ce ne sono circa 50, oltre a quelli di sosta, ma lo stato di chiodatura è variabile.

Dislivello di salita fino alla sommità dello spallone: 380 mt.

DAL LIBRO: “TRA IL SILENZIO DELLE PARETI”.
<<…dal duemila ho inziato a salire le pareti delle Dolomiti. L'idea di salire , in solitaria, è nata incosciamente. Forse per il motivo della scomparsa prematura, di due compagni di cordata, Andrea e Gigio, oppure, dal fatto che l'amico, Nane, divenendo guida alpina era sempre oberato da impegni con vari clienti. fatto sta che, per poter arrampicare, con altri amici
avevo salito alcune vie non riuscendo però, a trovare la giusta sintonia, sicurezza, come prima e, ho maturato, di arrampicare in libera. All'inizio ho salito alcune vie corte di III° con passaggi di IV°, facendo delle sporadiche autoassicurazioni poi è venuta la voglia di arrampicare su vie più lunghe e classiche. Con l'ascesa allo spigolo Nord del Sassolungo, in libera, ho iniziato a salire vie più impegnative, acquisendo velocità, sicurezza e scoprendo la bellezza dell'arrampicare solo con me stesso e la montagna. Ho maturato tranquillità mentale e spirituale. I vari passaggi erano eseguiti sempre con movimenti decisi e atti per procedere la salita in scioltezza e sicurezza. Le dita delle mani, assaggiavano la roccia prima di metterle sotto sforzo. Esse, avevano trovato la certezza tattile che mi facevano intuire immediatamente se potevo o no usufruire l'appiglio necessario per proseguire. Lo stesso dicasi per i piedi; sorreggevano esclusivamente il peso del corpo portandolo a spostarsi nella giusta misura a dx e a sx per innalzarmi. Bello arrampicare in libera. Ci si trova nell' intimità della montagna che ti avvolge, fino a quel tempo sconosciuta e che difficilmente si può spiegare.

Comunque, sconsiglio a chi vuole intraprendere questo stile di arrampicata. Non ne vale la pena, è troppo rischioso; la vita è troppo bella e c'è tanto da fare in questo nostro passaggio.
La moglie di Cesare Maestri, Fernamda, ha scritto nel libro. "Duemila metri della nostra vita","...l'importante è si chiuda l'uscio alle sue spalle quando ritorna...".
L'arrampicare in libera, è l'espressione più bella dell'alpinismo, più affascinante, più egoista, più emozionante, più sacra...la più intima. Giuseppe Frison.

ACCESSO:
Dal Rifugio Brentei in 45 m' o dai rif. Pedrottti, scavalcando la bocca di Brenta 30? m. si arriva per tracce di sentiero all' ometto. alla base dello spallone Graffer.

DESCRIZIONE:
1° tiro:
Arrivare all'ometto 30 mt. al di sotto dall'attacco della via Fehrmann. Arrampicarsi per facili rocce. Poi obliquare s sx. fino ad un terrazzo. Sosta su spuntone. 35 mt., III°+.

2° tiro:
Si sale, leggermente a sx., obliquare poi a dx. Sosta 4 ch. sotto ad una parete gialla leggermente sx. dello spigolo. 35 mt., IV°, 2 ch. vicini.

3° tiro:
Attenzione di non prendere la variante che sale immediatamente dritta sopra la sosta!!! Si attraversa, invece a dx circondando lo spigolo. Salire 2 mt. fino ad arrivare ad un altro terrazzo. Sosta 3 ch.. 15 mt., IV°.

4° tiro:
Si riprende a salire verso sx dalla sosta, roccia grigia. Aggirare lo spigolo e continuare a salire fino ad arrivare alla sosta a dx di uno strapiombo. 3 ch. 40 mt., IV°, V°+, 5 ch.

5° tiro:
Salire dritti dalla sosta. Si obliqua un po' a sx.; poi verso dx., salendo lungo la parete più facilmente accessibile fino ad arrivare ad una cengia. Sosta 6/7 mt. a sx. da una lama/diedro gialla 3 ch. 45 mt., V°, IV°+, 5 ch di cui 1 con cordino.

6° tiro:
Superare, tutta, la lama/diedro. Ci si sposta a dx. per 2 mt. fino ad arrivare alla sosta 3 ch. 50 mt., IV°+, V°, 9/10 ch.

7° tiro:
Andare a dx per 2 mt. Si supera una placca, e dopo aver evitato uno strapiombo a sx. si raggiunge una fessura/diedro. La si sale fino ad arrivare alla sosta 2 ch. 30 mt., V°, V°+, VI oppure A0, 11/12 ch.

8° tiro:
Arrampicare dritti. Si supera una difficile fessura gialla. Ci si porta leggermente a dx. per salire ancora dritti fino ad una piccola cengia. Alla sua fine a sn., adiacente alla base di un evidente diedro giallo, troviamo la sosta 3 ch.
30 mt., V°, V°+, VI° oppure A0, IV°+, 8 ch.

9° tiro:
Superare, con bellisssima e aerea arrampicata, il diedro giallo. Questo diventa poi un diedro/camino grigio, Si arrampica fino ad arrivare, a una grossa clessidra Sosta. 50 mt., IV°+, IV°, 6/7 ch.

10° tiro:
Proseguire per il diedro/camino fino al suo termine. Ora, si obliqua a dx. Sosta sulla terrazza sotto gli strapiombi gialli 3 ch.
20 mt., IV°-, 1 ch.

11° tiro:
A dx dalla sosta sale una variante con difficoltà molto sostenute VII°. Salire, invece, il diedro giallo obliquo verso sx. fino ad una piccola cengia. Sosta 2 ch. nascosti o spuntone. 35 mt., IV°-, III°.

12° tiro:
Arrampicare dritti per pochi metri. Attraversare a sx. tralasciando di salire verso gli strapiombi gialli dove si vedono dei chiodi!!! fino quasi ad arrivare allo spigolo. Si sale e si supera il camino che prima non si vedeva. Sosta circa a metà del camino 3 ch. 30 mt., IV°-, 1 passo di V°, 3 chiodi.

13° tiro:
Si prosegue all'interno del camino. Poi superare le ardue placche obliquando, dopo i primi metri, verso sx. sino ad arrivare alla sommità dello spallone. 55 mt., IV°, 4 ch. Fine della via Graffer.

DISCESA :
Si puntaall'intaglio per arrivare allo "Stradone Provinciale" lo si percorre interamente verso sinistra (viso a monte) fino al successivo ancoraggio.
3a. calata (40 mt.) porta, giù, dallo Stradone.
4a. calata: circa 25 mt. fino alla cengia. Percorrere la cengia verso sinistra (viso a monte) per 10-15 metri fino ad un'altra sosta attrezzata posta sopra la parete Pooli.
5a. calata: 40 mt. (alcuni metri nel vuoto) fino aa arrivare alla base della parete Pooli. Ci sono due anelli cementatti, per la calata.
6a. calata: 40 mt. all'ampio terrazzo dove attacca la via Normale.
7a. calata: l'ultima doppia di 20 metri conduce poco sotto la bocchetta del Campanile Basso.
S raggiuge la bocchetta per prendere il sentiero n. 305, conosciuto con il nome di "Sentiero delle Bocchette", fino al suo termine. Da qui si scende per il sentiero 318 verso il rifugio Brentei e quindi si continua fino ad arrivare al parcheggio accanto al rifugio Vallesinella.

LINKS:
DI QUESTO GRANDE ALPINISTA, CHE NELLA PARTE PIU’ DIFFICILE DELLA VIA ALLO SPALLONE DEL CAMPANILE BASSO, ARRAMPICO’, A PIEDI NUDI VEDERE I SITI:

www.sat.tn.it - http://www.aeronautica.difesa.it/csa/cbr/50stormo/graffer.asp
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