CIMA GRANDE LAVAREDO


SPIGOLO NORD-EST VIA A.DIBONA E E.STUBLER AGOSTO 1909

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PREMESSA:
L'ascensione proposta è una delle più frequentate pur appartenendo ad una struttura colossale come la Cima Grande di LAVAREDO.
E' una via senza eccessive frastagliature o di estreme verticalità. Occorre seguirla, con lievi spostamenti sulla parete di sinistra soltanto quando diviene impraticabile. I chiodi utili, si trovano regolarmente sui tratti più difficili.
Quest' ascensione l'ho fatta quattro volte; due in libera e due volte in cordata. Eppure ogni volta che il mio sguardo vede la parete nord, mi fa provare, il piacere di arrampicare su questo spigolo limitato dal vuoto, dal cielo, dal silenzio dei suoi 550 metri, i quali, ti fanno capire quanto sei piccolo nei confronti della montagna e per il piacere di accarezzare le sue pareti rimanere umile senza vincoli d'esaltazione e gogliardità.
Giuseppe Frison.

ACCESSO:
Da Forcella Lavaredo, per ghiaie, si va alla base della parete all'inizio spigolo. L'attacco si trova a sinistra nel punto più basso, raggiunto dalle rocce; si sale subito su roccia compatta, nera ( 4 ° +). Avvicinandosi allo spigolo, il tracciato, si fa più tecnico e difficile (4°+ con passi di 5°); se ci s'allontana, verso sinistra, si salgono tre, quattro lunghezze di corda di 3° e 4°. Si sale verso sin., fino a rimontare nei pressi del bordo di un terrazzino dove si hanno due possibilità o scelte: spostarsi in parete ( secondo terzo grado) o proseguire lungo lo spigolo (quarto e quinto grado inferiore). Salendo, si guadagna un'ampia gengia ghiaiosa (siamo circa alla 18ª lunghezze di corda). Di nuovo si presenta un'alternativa: piegare sinistra raggiungendola la via comune si arriva ad una spaccatura munita di chiodi per la corda doppia, o si prosegue verticalmente in cima. È consigliabile completare il tracciato originale, puntando direttamente in cima(pass. di 3° e 4° ). Poi per circa 100 m. (2°- 3°). L'arrampicata si svolge in un ambiente selvaggio ed emozionante. Quest' ultimo tratto, non ha settore, ed è costituito da alcune elevazione e susseguenti inflessioni da superare scegliendo i tratti più accessibili fino a raggiungere la cima.


DISCESA:
Abbassandosi, ci si porta a facili rocce e superficiali cengette detritiche e si arriva alla grande cengia circolare. Piegando a sinistra, un gradino esposto nasconde l'avvio delle calate. Scesi ad un'alterazione che supera il canale si segue, tracce e segnalazioni che guidano a sinistra ad un'ulteriore ancoraggio. Dalla forcella sottostante, ci si trova all'incavo principale nel versante orientale. Si segue la grande spaccatura a forma di canale-camino fino alle ghiaie di forcella della Cima Piccola. Prestare attenzione alle rocce rese scivolose dall'usura.


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