CIMA DELLA MADONNA 2733 m.

"SPIGOLO DEL VELO"

Il “Velo della Madonna” è l’aereo spigolo nord-ovest dell’omonima cima, dove si snoda l’entisuasmante arrampicata dello “Spigolo del Velo”, sicuramente una delle più affascinanti vie “classiche” di tutte le Dolomiti.

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Prefazione:
DAL LIDRO: ”TRA IL SILENZIO DELLE PARETI”.
<<…per ben tre, sono salito lungo il sentiero che mi porta al bivacco del Velo e me ne sono tornato con la coda in mezzo alle gambe a causa del brutto tempo. Ora, il bivacco è divenuto un rifugio della S.A.T. chissà che mi porti fortuna. E' una ascensione che da tempo voglio fare, un traguardo voluto e ricercato da ogni alpinista; sicuramente è tra le più belle ascensioni delle Pale di San Martino e delle Dolomit., Accicenti, pioviggina ma continuo, questa volta c'è il calore del rifugioad aspettarmi e non ilfreddo bivacco. Almeno trovo un buon pasto caldo e posso riposarmi.
Pur piovendo fa caldo. Questo agosto del 2003 il tempo è stato molto incerto. Ora scorgo lo spigolo e salendo pian piano il sentiero ne studio la parte alta, dove ci salgono i due tiri più difficili delal via
.
L'arrampicata è descritta come un'ascensione entusiasmante, su roccia molto solita, con esposizione enorme, fantastico!

Il rifugio mi accoglie. Ceno lentamente; sento che recupero le forze dalla fatica di aver salito il sentieroquasi di corsa e finalmente riesco a scindere le proccupazioni dovute dalla quaotidianità settimanale di lavoro. Bagliori acceccanti degli ultimi raggi di sole bomarbano il rifugio e lo spigolo che ne diventa una lama dorata.

Mi sveglio, dai rumori di chi si sta preparando per fare la ferraae e da tre cordate che anch'esse hanno deciso di salire sullo spigolo. Tranquillamente faccio la colazione; rileggo la guida anche se la relazione o meglio due le so a memoria, saluto il gestore avvertendolo di quello che voglio fare.lui mi consiglia sul da farsi intre punti dell'arrampicata. Esco. Lo spigolo è in ombra, il termometro segna 12 gradi. Benissimo, almeno non sudo tanto per arrivare all'attacco. Salgo velogemente; all'inizio della ferrat del Velo, riesco a superare i ferrarist. salgo per circa 150 mt. e raggiungo la sosta. Le tre stanno facendo tutti i preparativi per iniziare l'ascensione. I soliti convenevoli, un timido sorriso ma non mi fanno passare. Purtroppo ne è la prima volta. L'ultima alle Piccole Dolomiti, all'attacco della Guglia Gei. Ho dovuto fare una deviazione, con tanto di naso all'insù degli alpinisti che prima mi hanno rinnegato la possibilità di salire. Metto l'imbrago, bevo un sorso di succo d'anas e parto. tranquillamente salendo lungo la direttrice non obbligata di circa 60 mt. superando tranquilamente a dx scosctato di tre mt. la cordata. Continuo con la salita puntando verso lo spigolo. La roccia è stupenda anche se consumata e liscia dai vari passaggi. Sono all'intaglio. Lo spigolo è fantastico e sul suo filo assaporo il capolavoro che Gunther Langes, noto alpinista bolzanino, ha saputo intuire, tracciando una bellissima e logica via...
Tempo per la salita in libera: ore: 1,.40' con foto….>>
Giuseppe Frison.

Rifugio: Rifugio Velo della Madonna, di proprietà del CAI – SAT, è eretto su un terrazzo roccioso ai piedi della Cima della Madonna a quota 2358 mt., con accesso sia da San Martino di Castrozza che dalla Val Canali. Punto di partenza per interessanti itinerari escursionistici e alpinistici, il rifugio dispone di 62 posti letto. Tel. 0439 688731
Il Rifugio Velo della Madonna è aperto normalmente dal 20 Giugno al 20 Settembre. Durante la Stagione Estiva 2012, in occasione della partecipazione all’iniziativa “I Rifugi del Gusto” il Rifugio Velo della Madonna rimarrà aperto fino alla fine di Settembre.
Tel. 0439 688731

Accessi:
* Da malga Zivertaghe m. 1375 (a 3 km dalla statale) per il sentiero 713 - ore 2.30
* Da S. Martino di Castrozza m. 1466 per Sora Ronz, segnavia 724, strada forestale fino al Campignol di Sopra Ronz m. 1566 e sentiero 713 - ore 3
* Da S. Martino di Castrozza con il panoramico sentiero 721 per la Val di Roda ed il Cadn di Sopra Ronz da ultimo sentiero 713 - ore 3
* Dai Prati Fosne m. 1730 per il Sentiero Camillo De Paoli per la Forcella Col dei Cistri m. 1580; bellissimo itinerario che presenta un breve e facile tratto attrezzato - segnavia 734 e 713 - ore 3.15
* Dalla Val Pradidali per il Sentiero del Cacciatore 742 che si stacca dal sentiero 709 che sale dal Cant del Gal m. 1180. Da ultimo supera la Cima della Stanga m. 2530 e scende al rifugio. Parzialmente attrezzato, per esperti - ore 3.15
* Dai Prati Fosne m. 1370 per il Sentiero attrezzato Dino Buzzati, segnavia 747, che, dopo aver superato la spalla del Cimerlo sinserisce nel precedente sentiero 742; per esperti - ore 5

DESCRIZIONE:
Dal rifugio del Velo, si segue il sentiero n. 739 (direzione passo di Ball - rifugio Pradidali) all'inizio in discesa. In breve, si incontra la "Ferrata del Velo". Salire lungo il cavo metallico per circa 150 mt., fino a quando piega nettamente a sx. Una grande clessidra indica l'attacco.

1° tiro:
Si sale slegati per circa 60 mt. senza un percorso obbligato. Si raggiunge un ampio terrazzo con ometto. Sosta 60 mt., 2°, 3°.

2° tiro:
Superare le rocce soprastanti, con difficoltà contenute, e si punta al filo dello spigolo. Sosta su clessidre, poco sotto un piccolo intaglio. 45 mt., 2°, 3°.

3° tiro:
Salire verticalmente per qualche mt. Dirigersi poi verso dx su placche, dirigendosi ad un piccolo diedro. Lo si sale e al suo termine si sale diritti un tratto verticale. Poco sopra,due soste. La 1a su un vecchio chiodo con anello. 2a, un poco più a dx c'è una clessidra con cordini. 45 mt., 3°, 3°+, 1 passo di 4°.

4° tiro:
Arrampicarsi per alcuni metri molto verticali a sx della sosta (clessidra con cordino). Ora si incontra parete più facile, sino arrivare ad una grande terrazza. Sosta. Qui si è alla base del primo pilastro. 55 mt., 4°+, D°+.

5° tiro:
Dalla sosta, si vede la sovrastante parete giallastra con una fessura che sale da sx verso dx e dei chiodi con cordino. (Variante Zagonel, con difficoltà di 5°+). La via, dalla sosta, sale per facili rocce alcuni mt. e poi obliquare a dx fino a raggiungere lo spigolo. Sosta su un vecchio chiodo. 35 mt., 3°+, 2°.

6° tiro:
Superare la parete verticale (chiodi) seguendo una fessura. Ora si prosegue salendo il filo dello spigolo per puntare alla base di una placca verticale. Chiodo e cordino. La vince la placca, obliquare prima a sx (delicato, 3 chiodi) e poi a dx, per ritornare a salire nuovamente in direzione dello spigolo. Sosta (2 chiodi). 35 mt., 5°+, 5°, 7 chiodi.

7° tiro:
Salire lungo rocce facili . Si raggiunge una terrazza; clessidra con cordino. Attenzione!!! Ora, la via non sale in cima al 1° pilastro anche se vi sono molti cordini di sosta sulla cima. Dalla sosta, si scende alcuni mt. a sx. Aggirare il pilastro e fare la sostare su una clessidra appena superato l'intaglio. Molti alpinisti, proseguono, superando l'intaglio per salire appunto in cima al 1° pilastro, quindi scendere e spaccare sul 2° con notevole difficoltà. 45 mt., 4°, 3°, 2°, 1°.

8° tiro:
Si sale il secondo pilastro lungo una fessura prima verso dx, poi verso sx per giungere su di un piccolo ripiano. Sosta su 2 vecchi chiodi. 35 mt., 4°, 4°+, 1 chiodo.

9° tiro:
Arrampicare verticalmente, su roccia salda, con difficoltà simili a prima fino ad arrivare alla sosta in prossimità di unpiccolo strapiombo giallo. 35 mt., 4°, 4°+.

10° tiro:
Superare direttamente lo strapiombo a sx della sosta (chiodo). Continuare a salire su rocce più articolate che si fanno sempre meno ripide fino al prossimo intaglio. L'intaglio si può superarlo, rimanedo alti con spaccata o scendendo di alcuni metri per entrare nell'intaglio. Con la 1a soluzione si consiglia di attrezzare la sosta su 2 chiodi vicini un po' più in alto della "spaccata". Nella seconda ipotesi, invece, scendere nell'intaglio dove si trovano 2 chiodi di sosta. 40 mt., 5°, 4°, 3°, 1 chiodo.

11° tiro:
Tiro chiave. Dall'intaglio procedere direttamente lungo la parete per circa cinque mt. Ora piegare a sx lungo una fessura. Salirla tutta sino al suo termine. Superare direttamente la placca fino arrivare alla sosta. 40 mt., 5°+, 5°, 4°+, 3 chiodi.

12° tiro:
Arrampicarsi ancora per placche e salti tenendosi circa 10 mt. dal camino sulla dx, fino ad incontrare 2 chiodi di sosta.
25 mt., 4°, 3°+, 1 chiodo.

13° tiro:
Continuare a salire verticalmente, obliquando leggermente a sn. Si arriva ad un terrazzino con un chiodo su roccia gialla. Si vince l'ultima difficoltà direttamente sopra il chiodo oppure aggirandola a sx. Si arrivaad una grande terrazza (ometto) sosta e termine della salita. 45 mt., 4°, 3°+.

Pale di San Martino-olio-'04

Discesa:
Dalla vetta, dove esiste una piccola Madonnina, si scende dalla parte opposta da dove si è saliti seguendo sempre la cresta sino ad una spaccatura nella parete che forma un camino. Si trapassa il camino per uscire dalla parte opposta della parete con un passaggio di IV grado. Da qui iniziano le 2 doppie da 60 metri che portano fino in fondo a un vallone su una selletta da dove si scende verso destra con altre 2 doppiette fino al ghiaione sopra al rifugio.

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Sito ufficiale Guide "Aquile" di San Martino