TORRE TRIESTE 2458 m.

“PER LA PARETE SUD; VIA CARLESSO-BORTOLO.
UN TRACCIATO CLASSICO ESTREMAMENTE INPEGNATIVO”.

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PREFAZIONE:
LA VIA E’ STATA MAGISTRALMENTE APERTA PER LA PARETE SUD DA: RAFFAELE CARLESSO E BORTOLO SANDRI IL 7-8 AGOSTO 1934 IN 25 ORE.
VIA ORIGINALE 750 m.; SVILUPPO 1100 m. DIFFICOLTA’: 4°, 5°, 5°+, 6°, A1, A2 A3.
VIA SEGUITA DAI VARI RIPETITORI: 570 m., 900 m. CIRCA 15 ORE.

ACCESSO:
DAL RIFUGIO VAZZOLER SI RAGGIUNGE IL LUNGO CANALONE INGOMBRO DI MASSI ALLA BASE DELLA PARETE EST DELLA TORRE TRIESTE. S’ABBANDONA IL SENTIERO FIN QUI SEGUITO E SI RISALE IL CANALONE PER CIRCA 200 METRI, FINO ALL’INIZIO DELLA GRANDE GENGIA. SEGUENDO LA GENGIA VERSO SINISTRA, SI TRAVERSA LA PARETE EST E UN TRATTO DELLA PARETE SUD DELLA TORRE TRIESTE FINO ALL’ATTACCO. SOSTA, CHIODI. CIRCA 2 ORE.

DESCRIZIONE:
1° 25 m. (4°-). DAL CHIODO D’ATTACCO SI SALE OBLIQUAMENTE A DESTRA FINO AD UN TERRAZZINO.
2° 38 m. (4°, 4°+). SI SALE, OBLIQUANDO LEGGERMENTE A DESTRA FINO AD UN POSTO DI FERMATA SOTTO UNO STRAPIOMBO GIALLO.
3° 20 m. (A2, 5°). SI SUPERA LO STRAPIOMBO (6m; A2, 5°), SI OBLIQUA VERSO DESTRA, SI RAGGIUNGE UNA CENGIA E SI TRAVERSA A DESTRA FINO AD UN POSTO DI FERMATA.
4° 35 m. (5°, 6°, A1, A2). SI TRAVERSA VERSO DESTRA FINO AD UN CHIODO, SI SALE SU PARETE FRIABILE (10m; 5°), SI ATTRAVERSA (5m; 6°) E SI CONTINUA VERTICALMENTE FIN SOTTO UN TETTO NERO (A1, A2). SI TRAVERSA A SINISTRA; SI SUPERA IL TETTO E SI ARRIVA AD UN PICCOLO POSTO DI FERMATA (A3, 6°).
5° 15 m. (5°+, A1, A2). SI TRAVERSA A SINISTRA (4m), SI SALE VERTICALMENTE, SI SUPERA UNO STRAPIOMBO E SI RAGGIUNGE UNA CENGIA.
6° 25 m. (4°, 4°+). SI TRAVERSA SULLA CENGIA A SINISTRA (8m.). SI SALE (6m; 4°) E SI TRAVERSA A DESTRA FINO AD UN CHIODO. SI CONTINUA SALENDO OBLIQUAMENTE A DESTRA FINO AD UN’ALTRA GENGIA.
7° 8° 9° 10° 90 m. (3°, 4° 5°): SI TRAVERSA A SINISTRA FINO ALLA FINE DELLA GENGIA. SI SUPERA UN LEGGERO STRAPIOMBO (5°) E SI SALE VERTICALMENTE PER 10 m. SI CONTINUA VERSO SINISTRA, SALENDO SU PARETE VERTICALE, INTERROTTA DA STRETTE CENGE (4°, 5°), FINO AD UNA NICCHIA GIALLA SOTTO UN PICCOLO TETTO.
11° 10 m. SI SUPERA IL TETTO (A2) E SI RAGGIUNGE UN BUON POSTO DI FERMATA, SOPRA IL QUALE SI VEDE UNA FESSURA NERA.
12° 25 m. (5°+). PER ARRIVARE ALLA FESSURA SI TRAVERSA FACILMENTE A DESTRA PER 5m; SI SALE FINO AD UNA PICCOLA NICCHIA E SI TRAVERSA A SINISTRA (5°+). RAGGIUNTA LA FESSURA, LA SI SALE FIN SOTTO UNO STRAPIOMBO (5°+).
13° 30 m. (A2, 5°+, 3°). SI SUPERA LO STRAPIOMBO (A2) E SI CONTINUA LA SALITA, DAPPRIMA PER LA FESSURA (5°+) E POI SU PARETE INCLINATA (3°), FINO ALLA GRANDE CENGIA DELLA TORRE (CENGIA INFERIORE). OTTIMO POSTO PER BIVACCO.

DAL LIBRO: “TRA IL SILENZIO DELLE PARETI”.
<<…ARRIVATI AL RIFUGIO CON ANDREA ALLE ORE 21,30, NON TROVIAMO POSTO PER DORMIRE. IL RIFUGIO, E’ COLMO DI GENTE; PER NON PARLARE DEL RICOVERO INVERNALE. DECIDIAMO DI ANDARE A BIVACCARE, ALL’ATTACCO DELLA “CARLESSO” ALLA TORRE TRIESTE. MALSANA DECISIONE. DA PARTE MIA SONO MOLTO STANCO. HO LAVORATO DURAMENTE TUTTA LA SETTIMANA E NON HO L’ABBIGLIAMENTO GIUSTO PER AFFRONTARE LA NOTTE ANCHE SE SIAMO IN’ ESTATE. GIUNTI ALLA BASE DELLA PARETE SIAMO SFINITI. GLI ZAINI PESANTI, LA STANCHEZZA E LA FAME NON CI DANNO LA CONDIZIONE MIGLIORE PER SALIRE CON SCIOTEZZA, DOMANI, LA VIA MOLTO IMPEGNATIVA COME LA “CARLESSO”. NON DORMO TUTTA LA NOTTE E FINALMENTE QUANDO IL SONNO ARRIVA, SIAMO SVEGLIATI DALLE VOCI, DELLE PRIME CORDATE, CHE SALGONO IL SENTIERO PER ARRIVARE ALL’ATTACCO.
LASCIAMO SALIRE DUE CORDATE, MENTRE CI FACCIAMO UN THE’. POI ANDREA VELOCEMENTE SI VESTE E PRENDE IL COMANDO DELLA CORDATA. AL TREDICESIMO TIRO DI CORDA, DURANTE IL SUPERAMENTO DELLO STRAPIOMBO, MI VENGONO I CRAMPI ALLE DITA. IMPRECO E FACCIO CAPIRE AD ANDREA CHE SE CONTINUA DOBBIAMO CEDERE E BATTERE IN RITIRATA.
GIUNTI ALL PRIMA GRANDE GENGIA INFERIORE, UMILMENTE ESPONGO AD ANDREA CHE NON ME LA SENTO DI PROSEGUIRE. LUI INSISTE. ATTRAVERSIAMO VERSO SINISTRA LA CENGIA MA QUANDO VEDO IL GRAN TETTO GLI DICO: “ SUPERATO QUELLO, NON AVRO’ LE FORZE SUFFICIENTI PER ANDARE AVANTI ED AFFRONTARE CON DISINVOLTURA IL TIRO CHIAVE”. NON DICE NIENTE; IL SUO SILENZIO MI FA CAPIRE IL SUO MALUMORE E CON UNO SCATTOFA DIETROFRONT…>>.
Giuseppe Frison.

14° 40 m. SI TRAVERSA SULLA CENGIA VERSO SINISTRA FINO ALLA BASE D’UN GRANDE DIEDRO GRIGIO, CHIUSO, 35 METRI PIU’ IN ALTO, DA UN GRANDE TETTO.
15° 16° 60m. (5°, 5°+, 6°, A2). SI SALE A DESTRA DEL DIEDRO.
17° 10 m. (3°). CON BREVE SALITA SI RAGGIUNGE LA SECONDA GRANDE GENGIA (CENGIA SUPERIORE). OTTIMO POSTO DA BIVACCO.
18° 30 m. SI TRAVERSA A SINISTRA DAPPRIMA FACILMENTE, POI CON DIFFICOLTA’ SU UNA CENGIA STRETTA (4°), (INIZIALMENTE GIALLA E FRIABILE, IN SEGUITO GRIGIA E PIU’ SALDA). SI SALE 3 m. E SI RAGGIUNGE UN TERRAZZINO ERBOSO; A DESTRA DELLA BASE D’UN GRANDE DIEDRO GIALLO-GRIGIO.
19° 20 m. (6°). SI SALE SULLA PARETE, A DESTRA DEL DIEDRO, FIN SOTTO AD UN TERRAZZINO.
20° 15 m. (6°). SI PROSEGUE VERTICALMENTE FINO AD UN POSTO DI FERMATA.
21° 40 m. (3°, 2°). SI SALE OBLIQUANDO VERSO DESTRA, SU FACILI ROCCE CON TERRAZZINI ERBOSI, FINO ALLA BASE D’UNA PLACCA GRIGIA.
22° 27 m. (5°+, A2, 6°, A3, 6°). TRATTO CHIAVE DELLA VIA.
SI SALE DAPPRIMA VERTICALMENTE (5°+, A2), POI LEGGERMENTE VERSO DESTRA FINO AD UN CHIODO A PRESSIONE. POCO PIU’ IN ALTO, SULLA SINISTRA, E’ INFISSO UN CHIODO COSTITUITO DA UNA PICCOLA LAMA CON UN FORO. PER UTILIZZARLO SONO NECESSARI 30 cm. DI FILO DI FERRO O CORDINO SOTTILE DA INFILARE NEL FORO. SI SALE SU CHIODO (6°, A3) E POI SI PROSEGUE VERTICALMENTE FINO A RAGGIUNGERE UN ALTRO CHIODO, SOPRA UNA PLACCA. DI QUI SI TRAVERSA VERSO DESTRA (5m; 6°) FINO AD UNO SCOMODO TERRAZZINO, ALLA BASE D’UN DIEDRO GIALLO.
23° 20 m. (5°+). SI SALE IL DIEDRO E SI CONTINUA PER UNA FESSURA-CAMINO FINO DA UNA NICCHIA GIALLA. SOSTA.
24° 16 m. (5°+). NON PROSEGUIRE PER LA SOVRASTANTE FESSURA GIALLA E FRIABILE MA, TRAVERSANDO 5m. A DESTRA, RAGGIUNGERE LA CONTINUAZIONE DELLA FESSURA-CAMINO E SALIRLA FINO AD UN BUON POSTO DI SOTA; SOTTO UNA GRIGIA PARETE STRAPIOMBANTE.
25° 15 m. (5°, A2). SI TRAVERSA A SINISTRA, SEGUENDO UNA GIALLA FESSURA ORIZZONTALE, FINO AD UN BUON PUNTO DI SOSTA, ALLA BASE D’UN DIEDRO GRIGIO, INCLINATO.
26°, 27° 40 m. (5°). SI SALE IL FONDO DEL DIEDRO E SI RAGGIUNGE UNA ZONA DI PARETE MENO DIFFICILE, MA FRIABILE.
28°, 29° 50 m. (3°, 4°). SI SALE OBLIQUANDO VERSO DESTRA.
30°, 31° 50 m. (4°). SI PROSEGUE CON SALITA OBLIQUA VERSO SINISTRA FINO ALLA BASE DELLA PARETE GIALLA TERMINALE.
32° 25 m. SI TRAVERSA VERSO SINISTRA, QUASI ORIZZONTALMENTE, SU UNA PLACCA GRIGIA (OTTIMO POSTO DA BIVACCO) E SI SALE SU UN PULPITO GIALLO E FRIABILE.
33° 25 m. (3°, 4°). SI SCENDE DIETRO IL PULPITO, PER UN CAMINETTO (3°, 4°), FINO AD UNA SOTTOSTANTE CENGIA GRIGIA. SI TRAVERSA A SINISTRA, SI SALE UN PICCOLO CAMINO SVASATO (4°) E SI RAGGIUNGE LA BASE DEL GRIGIO CAMINO TERMINALE.
34° 35° 36° 90 m. (5°). SI SEGUE IL CAMINO FINO AL SUO TERMINE.
37° SALENDO SU FACILI ROCCE SI RAGGIUNGE LA VETTA.

DISCESA:
SVILUPPO: 950 m; 2°, 3° - 8 CORDE DOPPIE (260); ORE 4.
DALLA VETTA SI SCENDE SUL VERSANTE OVEST, SI TRAVERSA A SINISTRA E SI AGGIRA UNO SPIGOLO RAGGIUNGENDO UNA PIATTAFORMA IN UN CANALE.
1a 25m. SI SCENDE FINO ALLA BASE DEL CAMINO COZZI. SI TRAVERSA A NORD LUNGO LA CRESTA. SI TRANSITA A SINISTRA DI UNA TORRE SALENDO POI OBLIQUAMENTE A SINISTRA E CONTINUANDO A TRAVERSARE, SI ARRIVA SOPRA LA FORCELLA COZZI.
2a 40m. SI RAGGIUNGE LA FOCELLA.
3a 25m.
4a 40m. SI SCENDE DI 5 METRI.
5a 50m. SI SCENDE DI 10 METRI.
6a 35m.
7a 30m. FINO AD UNO SPERONE DELLA SECONDA CENGIA. SI DISCENDE IL CANALONE A NORD DELLO SPERONE FINO AD UNA BIFORCAZIONE E SI CONTINUA PER IL RAMO DI SINISTRA (OR.) FINO AD UN SALTO.
8a 15m. SI SCENDE POI VERSO SINISTRA (OR.) FINO AD UNA SPALLA SULLA CRESTA DEL CANALONE. SI TRAVERSA FINO ALLA SPALLA PROSEGUENDO VERSO NORD PER GRADONI. SI RAGGIUNGE UN PULPITO, LO SI TRAVERSA E SI SCENDE AD UN COLATOIO CHE CONDUCE ALLA PARTE ALTA DEL CANALONE CHE SCENDE ALLA BASE DELLA PARETE EST. SI DISCENDE IL CANALONE.

LINKS:
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