TERZO SPIGOLO DELLA TOFANA DI ROZES 3225m

VIA APERTA L'11/08/1946 DA: A.ALVERA' E U. POMPANIN

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PREFAZIONE:
L'IMPONETE PARETE SUD DELLA TOFANA DI ROZES E' SORRETTA DA VARI CONTRAFFORTI. SUL PILONE CENTRALE CHE OCCUPA LA DESTRA DELLA PARETE SI SVOLGE LA VIA LUNGO IL SUO SPIGOLO. L'ARRAMPICATA E' BELLISSIMA, DI GRANDE SODDISFAZIONE E RIMANE TUTT' ORA POCO FREQUENTATA, SICURAMENTE TRALASCIATA PER GLI SPIGOLI PARALLELI PIU' PUBBLIZIZZATI.
QUESTO CAPOLAVORO E' FIRMATO DALLE GUIDE "SCOIATTOLI DI CORTINA", A. ALVERA'-U.POMPANIN. LA VIA E' CARATTERIZZATA DA UNA CARATTERISTICA GROTTA SISTEMATA POCO SOTTO LA SUA FINE. .ROCCIA QUASI SEMPRE OTTIMA.
Giuseppe Frison

ACCESSO:
DAL RIFUGIO DIBONA SI SALE PER UN MARCATO SENTIERO, DIRETTAMENTE ALLA BASE DELLA PARETE. RISALIRE UN CONO DETRITICO E SI PUNTA A DESTRA SU VISIBILI CAVI DELLA BREVE FERRATA ALLA GROTTA DELLA TOFANA. SI SALE IL PRIMO TRATTO E S'ARRIVA ALL'ATTACCO. CIRCA 1 h. DAL RIF. DIBONA.

DESCRIZIONE:
SI VINCE DIRETTAMENTE UN PRIMO STRAPIOMBO PER L'ABBORDABILE SPACCATURA DI DESTRA (IV°) E SI ARRIVA AD UNO STRETTO CANALE CON MASSI INCASTRATI. SI SALE IL CANALE FINO AL SUO TERMINE (III°+ e IV°). IN DIAGONALE SI PUNTA AD UN DIEDRO BEN SQUADRATO E CHIUSO IN ALTO DA UN TETTO. SI SALE LA FESSURA, CHE CON BUONI APPIGLI E APPOGGI FIN SOTTO LA SPORGENZA DEL TETTO (CHIODO IV°+). TRAVERSARE, INFILANDO LE DITA NELLA SCANALATURA ORIZZONTALE DEL TETTO (CHIODI IV°+), PER SCIVOLARE IN UN CANALE PROFONDO E STRETTO CHE CONCLUDE, PIU' FACILMENTE, CEDENDO AD ALCUNE CORTE BALZE ROCCIOSE (III°+ e poi II°). NON SEGUIRE LA FESSURA SOPRASTANTE, MA PIEGARE IN LEGGERA DIAGONALE A DESTRA, PER SOLIDE PLACCHE, ACCOSTANDO UN CONDOTTO VERTICALE. RISALIRLO, SUPERANDO UNA SPORGENZA E PER ROCCE FACILI SI ARRIVA AD UNA GENGIA (SOSTA AD UNA CLESSIDRA, III°, 3m. DI IV°, POI III°), SOTTO GRANDI STRAPIOMBI. ALCUNI METRI A DESTRA (ometti), SI SALE UN CAMINO A RIDOSSO DEL PROFILO. SI SUPERA UN PICCOLO RISALTO DI ROCCIA, CHE COSTRINGE AD UN DIFFICILE MOVIMENTO DI RIENTRO, E SI PROSEGUE FINO AL SUO TERMINE (IV°+). SI RAGGIUNGE UNA CRESTINA CON DETRITI E PER GRADONI CI SI DIRIGE AD UNA NICCHIA GIALLASTRA, SITUATA POCO A DESTRA DELLO SPIGOLO. (IV°). DALLA INCAVATURA, SI GUADAGNA LO SPIGOLO SALENDO VERTICALMENTE PER FESSURE MOLTO ESOSTE E DIFFICILI (IV°+, V°-, V°). SI GIUNGE, AD UN'ALTRA NICCHIA PIU' AMPIA DI QUELLA SOTTOSTANTE. SI SUPERA A SINISTRA UN TRATTO DIFFICILE (V°) PER ARRIVARE CON PARETE PIU' FACILE AD UN'ALTRA CAVITA' (IV°, III°+, CLESSIDRA). SI SALE PER GRADONI GHIAOSI CHE CONDUCONO AD UNA CENGIA E QUINDI ALLA GRANDE CAVERNA VISIBILE DALL'ATTACCO. SI SUPERA IL BORDO, USCENDO CON UN FATICOSO VOLTEGGIO (chiodi, V°), PER TROVARSI AD ARRAMPICARE SU UNA DIFFICILE FESSURA, CHE VERSO LA SUA FINE, DIVENTA PIU' FACILE (V°-, IV°+). SI SALE UNA STRETTA GOLA CHE TERMINA SULLE GHIAE E SI E' GIUNTI ALLA FINE DELLA VIA (IV°, III°). TEMPO DI SALITA: CIRCA 6 ORE.









DISCESA:

TRAVERSARE PER UNA CENGIA IN DIREZIONE DEL RISALTO DI PUNTA MARIETTA. SI SCENDE, POI, PER GHIAE E SOLIDI GRADINI (ometti) TRACCIE DI PASSAGGIO E SI COSTEGGIA IL CULMINE CITATO. CON ALCUNE SEGNALAZIONI TRA GRANDI MASSI SI GIUNGE AL RIFUGIO GIUSSANI E PER COMODA MULATTIERA SI ARRIVA AL RIFUGIO DIBONA. ORE: 0.45.

PROTEZIONI SCARSE ARRAMPICATA IN ADERENZA E SU FESSURA

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