Gruppo del Catinaccio - CIMA CATINACCIO 2981 m.

LA VIA DELLA “COTOLETTA” DEI FRATELLI KIENE

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Premessa:
E’ LA PIU’ CLASSICA E FREQUENTATA VIA DELLA PARETE EST DEL GRUPPO DEL CATINACCIO.
La sua direttrice, segue una linea ideale di cengette, fessure e camini, che tagliano diagonalmente l'interra muraglia, collegando il cono roccioso dell'itinerario della via "A" con una scaglia ben visibile dal basso. Tale coloratissima formazione, che nel percorso della scalata e poco visibile, viene scherzosamente chiamata “COTOLETTA VIENNESE”. La scheggia in questione delimita sulla sx il punto più basso del catino meridionale. L'arrampicata molto esposta, seppur discontinua, gode di un magnifico panorama e offre una bellissima scalata su questa parete. La via è di difficile identificazione. Solamente per alpinisti che hanno buone capacità di orientamento e non per chi va su con la guida dei chiodi!

Primi salitori: fratelli H. e K. Kiene, 1909
Dislivello 600 mt. : sviluppo 850 mt
.

Accesso:
dai rifugi Vaiolet e Preuss , si scende la stradina per il rif. Gardeccia e, al di sotto della Punta Emma, si prende il sentiero per il passo delle Coronelle e ci si porta al colle di Barbolada. A questo punto, si lascia il sentiero per prendere delle tracce che portano ad un cono roccioso, ben visibile dal basso, a sx di un canale, talvolta innevato, in corrispondenza alla grande "A".

Descrizione:
1° tiro: Salire per 20 mt. sulla dx, lungo canalini, ad uno spuntone. Continuare a salire larghi camini per giungere ad una nicchia con ch. ad anello. 35 mt., 3°

2° tiro: Per placche molto compatte con erba si sale sempre dritti fino ad incontrare un altro punto di soata 35 mt., 3°.

3° tiro: Ora ci si dirige leggermente a sx, un po in discesa, per 15 mt.. Si sale una piccola placca sino ad arrivare ad uno spuntone 30 mt., 4° - 3°.

4° tiro: Salire per 40 mt. a dx per canalini e fessure. Sosta su spuntone 4° - 3°.

5° tiro: Si continua a salire verso dx per un canale obliquo. Si supera una scaglia arrivando ad un comodo terrazzino 30 mt: 3° - 4°.

6° tiro: Si sale una aerea ma ben appigliata paretina gialla, verticale, 10 mt. 4°-, raggiungendo la sosta. Ch. con anello.

7° - 8° - 9° tiri: Salire in obliquo a dx per tre tiri di corda, circa 120 mt. salendo lungo dei piccoli canali, facendo assicurazione su spuntoni. 2°+ - 3°

10° tiro: Continuare a salire ancora a dx , poi salire diritti per arivare alla sosta ch. 40 mt. 3°+.

11° tiro: Salire diritti per una paretina, 10 mt. Si gira uno spigolo a sx e superatolo, 10 mt., si raggiunge un diedro-canale.Sosta 40 mt., 3° - 4°.

12° tiro: Ci si porta 5 mt. a sx per prendere un diedro obliquo a dx. Lo si sale uscendo a sx e quindi alla sosta ch. 45mt., 3° - 3°+.

13° tiro: Spostarsi a dx superando un angolo per arrivare a una fessura.. Salirla fino ad uno spuntone. Salire diritti per 20 mt. e poi traversare obliquamente a dx fino ad un canalone 35 mt., 3°+.

14° tiro: Arrampicare al suo interno, fino ad arrivare ad una nicchia giallo-rossa. La si supera con una spaccata esterna, poi passare lungo la fessura della "COTOLETTA". Seguirla per qualche mt. (difficile )e continuare per parete con più appigli fino alla sosta.Tratto chiave! 35 mt. 4° - 3°+.

15° tiro: Salire fino al culmine della spaccatura, dove arriva il camino della via "vecchia" e per questo si esce sull'orlo del grande catino terminale. 30 mt. 3°+.

16° tiri e altri: Continuare a salire lungo facili rocce del catino, tracce e ometti, esposte verso Sud/Est, salendo per circa 200 mt. Difficoltà 2°- - 2° - 2°+ fino ad arrivare in cima.

Discesa:
Si svolge per la via normale dei primi salitori: F. Devouassod, D.C. Tucket e T.H. Carson nel 1878. Richiede meno di un'ora.

Dalla cima si scende a Nord, tracce e ometti, lungo il profilo del susseguente catino pensile. Un piccolo salto di 3° che può essere risolto con una breve corda doppia (ancoraggio cementato con anello). Una volta che ci si porta alla massima depressione (ometti), si passa a sx sul versante Ovest. Qui si trova un altro ancoraggio con anello già predisposto e si continua con una serie di calate (Calate di 20 - 40 mt.) a corda doppia, fino ad arrivare alle ghiaie del passo Santner. Porre attenzione all'insidioso piccolo nevaio nei pressi della base. Il ritorno continua per il sentiero Garti; da questo al rif. Re Alberto, poi ai rif. Vaiolet e Preuss e quindi al rif. Gardeccia.

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La leggenda di "Re Laurino"