TERZA  PALA  DI  SAN  LUCANO  2355 m.

 Seconda e terza Pala di San Lucano.

PER IL PODEROSO SPIGOLO SUD EST; VIA A. TISSI, G. ANDRICH

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Ciclopiche muraglie che cadono a picco per 1400 metri sulla Valle di San Lucano, gola fra le più profonde delle Alpi. Sulla cupola della Prima Pala (2221) c’è il Bivacco Bedin; la Seconda Pala (2340) e la Terza Pala (2355) si inabissano con pareti gialle e verticali, a tratti strapiombanti, fin quasi sul Torrente Tegnàs. Su questi spalti immensi misero piede negli anni ‘30 alpinisti del calibro di Attilio Tissi, Giovanni Andrich, Emilio Comici, Giorgio Brunner e pochi altri. In tempi più recenti altri arrampicatori si sono qui cimentati tracciando itinerari di forte impegno e difficoltà.

 

PREMESSA:

LA TERZA PALA DI SAN LUCANO, SORGE A SUD SUD-OVEST DEL MONTE SAN LUCANO.  VERSO QUEST’ ULTIMO E’ UNITA DALLO SPIZ E DALLA TORRE DI LAGUNAZ, MENTRE VERSO LA VAL DI SAN LUCANO E VERSO LA SECONDA PALA (DA CUI E’ DIVISA DAL Boràl DI SAN LUCANO) PRECIPITA CON UN’ ALTA MURAGLIA DI ROCCE VERTICALI.    VERSO IL Boràl DI LAGUNAZ PUR MAESTOSA, LA PARETE E’ MENO IMPOMENTE

ARRAMPICATA LUNGA E VARIA;  BELLISSIMA PER L’AMBIENTE GRANDIOSO OVE SI SVILUPPA LA VIA.

L’ITINERARIO SALE LUNGO IL GRANDE E PODEROSO SPIGOLONE CHE DELIMITA A DESTRA LA PARETE SUD E CHE DOMINA LO SBOCCO DEL BORAL DI SAN LUCANO.

 

LA VIA E’ STATA APERTA DA: A. TISSI E G. ANDRICH IL 21/22 GIUGNO 1930.

LA PRIMA RIPETIZIONE  E PRIMA INVERNALE E’ STATA FATTA DA: B. LAGUNAZ E C. COSTANTINI IL 14/15/16/ MARZO 1971.

SOTTO IL PROFILO ALPINISTICO, LA TERZA PALA DI SAN LUCANO, E’ LA PIU’ INTERESSANTE CIMA DI TUTTO IL GRUPPO.

ALTRI SALITE SONO STATE APERTE LUNGO LE PARETI DELLA TERZA PALA CUI VOGLIO RICORDARE:

* “VIA PAOLO ARMANDO” PER LA PARETE SUD DI 1500 m., APERTA DA A. ANGHILLERI, A. GOGNA, G. LANFRANCHI E P. NAVA 29/30  APRILE E 1 MAGGIO 1972.* SPIGOLO SUD OVEST “ VIA CITTERIO” TRACCIATO DI: A. MONTANELLI E S. PANZERI 32 MAGGIO E 1 GIUGNO 1973 (GRANDIOSO ITINERARIO CON DIFFICOLTA’ PRATICAMENTE UGUALI ALLA VIA PAOLO ARMANDO DELLA MEDESIMA PARETE).

Attilio Tissi.

ACCESSO:

SUBITO DIETRO LA CHIESA DI SAN LUCANO, SI PRENDE UN SENTIERO CHE PER PRATO E BOSCO PORTA AL CANALONE CON CUI TERMINA IN BASSO IL Boràl DI SAN LUCANO.

SI MIRA ALLA PARETE ERBOSA A SINISTRA E PER TRACCE MINIME SI SALE PER IL COSTONE.

 

DESCRIZIONE:

ORA IL COSTONE SI FA PIU’ RIPIDO (Chiodi di ferro infissi).  SI MIRA AD UNA FESSURA LUNGA, DI CIRCA 40 m..  SI SALE PER ESSA (CHIODI VECCHI), POI A SINISTRA E QUINDI DIRETTAMENTE SI EVITANO I SALTI SUCCESSIVI FINO ALLA PRIMA TERRAZZA.

LE TRACCE (SCARSE) DI PASSAGGIO, DEVIANO ORA A DESTRA VERSO IL BORAL.  INVECE DI SEGUIRLE, SI SALE DIRETTAMENTE IN ALTO, ALLO SPIGOLO LUNGO UN COSTOLONE RICOPERTO DI MUGHI, FINO AD UN ULTIMO TERRAZZINO.  

QUI HA INIZIO L’ASCENSIONE VERA E PROPRIA.

DALLA CENGIA SU DIRITTI PER 20 m., POI A SINISTRA (30 m.) PER DIFFICILI PLACCHE E SI CONTINUA  A SALIRE ANCORA DIRITTI FINO AD ARRIVARE AD UNA NICCHIA.

SI SALE LEGGERMENTE A SINISTRA PER UN CANALONE; POI ANCORA DIRITTI PER PLACCA FINO AD ARRIVARE AD UN’ALTRA CENGIA.

SI CONTINUA A SINISTRA PER CANALE (40 m.), FINO AD UN GROSSO LARICE.

A DESTRA SI RITORNA NEL CANALONE; LO SI ATTRAVERSA E PER UNA COSTOLA SU FINO AD UN FORCELLINO SULLO SPIGOLO CON AEREA, ENTUSIASMANTE ED ESPOSTA ARRAMPICATA, SU ROCCIA BUONA.

ORA UN PO’ A DESTRA; POI ANCORA A SINISTRA FINO A SALIRE AD UNA PICCOLA CONCA ERBOSA CON MUGHI.

PER LA CRESTA SI SALE FACILMENTE IN VETTA.

TEMPO DI SALITA CIRCA:  6/8 ORE.   DIFFICOLTA’: 3°,  3°+,  4°,  PASSAGGI DI 4°+

 

DISCESA:

SI SCENDE PER LA VIA TISSI – ANDRICH,  CON UNA DOZZINA DI CORDE DOPPIE DA 40 METRI E TRATTI DI ARRAMPICATA, FINO AD UNA GRANDE CENGIA BOSCOSA. DA QUI SI PUO’ CONTINUARE A SCENDERE LUNGO IL COSTOLONE MIRANDO ALLA CHIESA DI SAN LUCANO, OPPURE (PREFERIBILE) SEGUIRE LA CENGIA A DESTRA IN LEGGERA DISCESA E, ATTRAVERSANDO LA PARETE SUD, RAGGIUNGERE UNA GROTTA. SI SUPERA LA GROTTA E SI CONTINUA A  SINISTRA PER 20 m. LUNGO LA CENGIA. SI ARRIVA A DEI CHIODI CON DEI CORDINI.    CON UNA CALATA  DI 22 m. A CORDA DOPPIA SI EVITA UN SALTO ROCCIOSO CON DIFFICOLTA’ DI 4°+.   SI CONTINUA A SCENDERE VERSO SINISTRA PER UNA RAMPA ERBOSA, CIRCA 80 m., FINO A RAGGIUNGERE  UNA GRANDE CENGIA ERBOSA. PER EVIDENTI TRACCIE DI SENTIERO (OMETTI) SI RAGGIUNGE UN CANALONE INCASSATO SEMPRE SENDENDO VERSO SINISTRA. PER TRACCIE, (OMETTI) SI SCENDE  RAGGIUNGENDO LO ZOCCOLO DELL’ATTACCO DELLA VIA “PAOLO ARMANDO”.   DA QUESTO SI SCENDE ALLA “BAITA DEL TITA”.

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