MARMOLADA D’OMBRETTA

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“LUNGO L’IMPRESSIONANTE, PIATTO D’OCEANO GRIGIO A FORMA DI PESCE ”

PREFAZIONE:
IGOR KOLLER, JUNDRO SUST (diciasettennne), due alpinisti cecoslovacchi, il 2/3/4 agosto 1981; APRIRONO IN 35 ORE ED USANDO 65 CHIODI, OLTRE A STOPPER, HEXENTRIC, FRIEND E DUE PICCOLI CLIFFHANGER O SKYHOOK (PICCOLO GANCI).

Igor Koller, il primo a sinistra  alle sue prime visite alla Marmolada. DAL LIBRO:”TRA IL SILENZIO DELLE PARETI”.
<<…ho scrutato,
sotto la pioggia
, la parete sud della Marmolada con l'amico J. Koller, in attesa del bel tempo. Non dormiamo al rif. Falier, in quanto il malgaro, “TONI”, ci ospita nella sua abitazione, giù a Malga Ciapela.
Burro, formaggio con la crosta e dei buoni bicchieri di vino ci fanno coricare con la pancia senza brontolii. Purtroppo il mal tempo ci divide; per lavoro devo tornare a casa. Lui rimane in attesa con l'amico diciasettenne. Una settima dopo leggo, della loro formidabile impresa. Aprono, una via nuova, che si chiama, il pesce. Liberi da impegni lavorativi hanno saputo attendere il giusto momento per tracciare un arduo e bellissimo itinerario lungo la muraglia d'argento della Marmolada..."

Giuseppe Frison.

Foto  di I. Koller  di Indro che si prepara ad affrontare il pesce si noti le scarpette "ultimo grido" di quei tempi).

QUESTO TRACCIATO, SAREBBE PROBABILMENTE PERCORRIBILE IN ESCLUSIVA ARRAMPICATA IN LIBERA, SU DIFFICOLTA’ ESTREME, SUPERIORI ALL’8°, MA LA SCARSISSIMA PRESENZA DEI CHIODI IN PARETE, IMPEDISCE PER IL MOMENTO OGNI TENTATIVO IN QUESTO SENSO, ALMENO DA PARTE DI UN CAPOCARDATA.
PARTICOLARMENTE UTILI I CHIODI SPECIALI MOLTO PICCOLI.
CHIODATURE E SCHIOIDATURE HANNO DEVASTATONQUEI RARISSIMI BUCHETTI CHE ACCETTAVANO DEI CHIODI; SUCCEDE COSI’ CHE PER SALIRE CON MINIMO DI SICUREZZA BISOGNA AFFIDARSI AI CLIFF-HANGER, ALMENO PER RIPOSARE.
DISVIVELLO: CIRCA 920 m. SVILIPPO: 1220 m. DIFFICOLTA? MASSIMA 7°+/A o.

ORMAI TUTTI LA CHIAMANO “PESCE” PER QUELLA CARATTERISTICA NICCHIA, IN CENTRO ALLA PLACCA, DALLA FORMA RASSOMIGLIANTE A UNA BALENA: PASSAGGIO OBBLIGATO E ANCHE UNICO CENNO DI CEDIMENTO IN UN IMPRESSIONANTE PATTO OCEANO GRIGIO.
LA PARETE SUD CADE PER OLTRE 900 m. VERSWO LE GHIAIE ED I VERDI PASCOLI DI VAL OMBRETTA. QUI LO SQUARDO SI PERDE FRA TORRI E PILASTRI, PLACCHE E STRAPIONBI DALLE MILLE TONALITA’. QUI LA PARETE D’AREGENTO, 600 m. DI LAVAGNE, VERTICALI, LEVIGATE, REPULSIVE. QUI PASSA LA VIA “ATTARVERSO IL PESCE”.

IGOR KOLLER ad un convegno:

"Dopo il Badile c'è nel mio cuore la Marmolada; iniziammo ad andarci nel '73 e da allora abbiamo continuato ad aprire e ripetere vie. Avrò fatto 40 bivacchi in Marmolada! Avevo individuato una porzione di 300 metri di roccia dove non passava nessuna via ed in quella zona avevo individuato quella che sarebbe diventata la "via attraverso il Pesce". Non ero l'unico ad averla pensata, anche Mariacher cercava una linea da quelle parti."...."Abbiamo aperto il "Pesce" con le scarpe da calcio, levandoci i tacchetti. Erano buone per arrampicare…" Questo piccolo aneddoto rivela, se fosse necessario, la grandezza alpinistica di Igor Koller

L’ASCENSIONE SI PROPONE COME UNA DELLE PIU’ DIFFICILI VIE IN ROCCIA ESISTENTI.

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I cecoslovacchi hanno una tradizione culturale diversa e non hanno di questi problemi. Passano con l'uso di 25 chiodi intermedi, 15 chiodi di progressione artificiale, 40 chiodi di sosta, e con l'uso di nuts, friends, sky-hooks e cliff-hangers. Pur con l'uso di tutta questa tecnologia, dimostrando che non è necessario ricorrere sempre al perforatore, la via rimane estremamente severa. I 900 metri di parete sono un susseguirsi di passaggi di 6b, tiri continui sul 6b-, passaggi in artificiale di A0 e A1 su ancorette. In quanto aperta con l'uso dei mezzi artificiali, la via subisce il giudizio negativo dei puristi, e viene per il momento archiviata. «Ormai tutti lo chiamano "Pesce" per quella caratteristica nicchia, in centro alla placca, dalla forma rassomigliante a una balena: passaggio obbligato e anche unico cenno di cedimento in un impressionante piatto oceano grigio. (…) Questo tracciato sarebbe probabilmente percorribile in esclusiva arrampicata libera, su difficoltà naturalmente superiori all'8° grado, ma la scarsissima presenza di chiodi in parete impedisce per il momento ogni tentativo in questo senso, almeno da parte di un capocordata». (Maurizio Giordani).

«…c'è un passaggio in libera eccezionalmente difficile (VII+) con un chiodo molto cattivo come unica sicurezza lontano sette metri, tanto che viene da pensare che Jindrich Sustr, di appena diciassette anni, non fosse del tutto a posto quando è passato per primo.»
(Heinz Mariacher su Alp)

«[Al rifugio Falier] c'erano soltanto due altri ospiti stranieri, che ci coinvolsero per tutto il pomeriggio nel gioco delle carte. Non ci capivamo in italiano, né con l'inglese e tanto meno con il francese. Ma ci capivamo ugualmente. Verso sera, dopo 4 ore di scopone (glielo avevo insegnato e i due stranieri perdevano regolarmente perché badavano esclusivamente al settebello e ci regalavano un'enormità di scope), ci alzammo dal tavolo. Uno dei due stranieri mi chiese se ero già stato in Marmolada ed io gli risposi di sì, che avevo fatto una guida escursionistica ed ero nuovamente in giro per gli aggiornamenti. Non nascondo che un po' me ne vantavo. Feci la stessa domanda al tizio. E lui mi rispose che vi aveva aperto due vie. Gli chiesi di mostrarmele sulla grande foto con i tracciati al centro della sala. Me ne indicò una, breve, sulla sinistra, che registrai con sufficienza. M'indicò poi... il Pesce! Ma tu sei Igor Koller, esclamai. E mi scusai per tutti gli insulti che gli avevo indirizzato quando stava in coppia con me, alle carte, poche ore prima. Ma lui se la rideva, mi disse di non preoccuparmi e mi offrì delle frittelle che aveva cucinato il mattino dietro al rifugio perché era il compleanno della figlia rimasta in Cecoslovacchia.»
(Luca Visentini su Fuorivia).

1a salita solitaria: Maurizio Giordani: 1990. L'alpinista roveterano, salì la via, auto assicurandosi con la corda su 9 lunghezze, in 10 ore comprensive anche della discesa per la ferrata.

2a salita solitaria: Hansjòrg Auer: Dopo una perlustrazione della via con la corda dall'alto effettuata il 28 aprile 2007, il 29 aprile 2007, il giovane austriaco sale, la leggendaria via del Pesce sulla Sud della Marmolada, in poco meno di 3 ore, senza corda, soltanto con scarpette, sacchetto della magnesite, una giacca leggera e un casco. Parte alle 9.00 e raggiunge la cima alle 11.55. In un'intervista riferisce: Venerdì (27/04/07) sono arrivato a Malga Ciapela e sabato sono salito lungo il ghiacciaio della Marmolada fino alla funivia. Mi sono poi calato lungo la via usando due mezze corde e ho tentato di imparare i passaggi difficili della via. Non mi sono fermato sulle sezioni più facili. Sono rimasto circa 5 ore sulla via. Poi sono sceso fino al bivacco invernale del rifugio Falier, dove ho dormito. Domenica ho iniziato alle 9.00 con il mio free solo e sono arrivato in cima alle 11,55. Sono salito free solo, con un sacchetto della magnesite, un casco, le scarpette e una leggera giacca in Gore-te x. La parte più dura della via....." Il passaggio chiave si trova 2 tiri sotto il Pesce ed è costituito da appigli rovesci. Ma solamente il primo dei tiri difficili è quello che più mi ha impegno. I tiri sopra il Pesce sono più ripidi e ogni tanto ci sono dei monoditi da bloccare. La parte alta sopra la cengia diventa relativamente facile, anche se però peggiora la qualità della roccia. L'arrampicata richiede spesso un alto livello con un mix senza compromessi e determinazione".

Accesso:
DAL RIUGIO FALIER IN UN’ORA ALL’ATTACCO.

Descrizione:
1°) Si supera immediatamente, dallo zoccolo iniziale, uno strapiombo, per continuare a salire verticalmente fino a raggiungere una comoda cengia. VI°, V°
2°) Salire lungo la cengia verso destra. 25 mt. II°, III°.
3°) Si prosegue superando verso dx il diedro fessurato. Al suo termine traversare circa 5 mt a dx per salire poi diritti fino alla sosta su cengia. 45mt. IV°+, V°, VI°+.
4°) Seguire la cengetta verso dx fino alla sosta. 25 mt. II°.
5°) Si sale verticalmente una placca fino ad arrivare ad una nicchia nera. Si vince uno strapiombo grazie ad una fessura a sx e sempre a sx si arriva alla sosta. 45 mt. V°+, VI°. - 6°) Arrivati sotto uno strapiombo si sale a dx per dei piccoli diedri grigi fino alla sosta in una cengetta dove si trova la sosta. 50 mt. III°+.
7°) Si arrampica, obbligando leggermente a sx per placca appoggiata. Poi su diritti superando uno strapiombo fino ad arrivare al punto di sosta. 40 mt. IV°+, VI°-.
8°) Dalla sosta parte un diedro, lo si supera, per arrivare ad una piccola nicchia. V°+, VI°- 9°) Si prende a salire il diedro, inclinato, a dx e si continua fino ad arrivare, alla base di una lama verticale. Sosta. 35 mt. VI°, VI°+.
10°) Si sale lungo la lama, la si supera, quindi si arrampica su per delle placche grigie fino ad arrivare alla sosta in una nicchia. 30 mt. VI°-, VI°.
11°) Ci si trova davanti ad una grande placca. Si sale, diritti per circa 1o mt., poi salire obbligando verso sx per alcuni metri per poi si obliqua a dx fino ad arrivare ad un scomodo punto di sosta. 40 mt. V°, VI°+, VII°-.
12°) Si sale completamente un diedro grigio per poi, attraversare verso dx, fino alla sosta. 35 mt. VII°-, VI°-
13°) Traversare a sx fino ad arrivare ad una fessura verticale. La si risale fino a guadagnare una sosta scomoda. 25 mt. VI°, VII°, A3
14°) Superare la grande placca; spostarsi verso sx in obliquo, arrivando ad una lama. Si sale lungo la lama arrivando ad un buon punto di sosta. 35 mt. VII°-, VI°-
15°)Soprastare il diedro svasato in verticale fino a giungere ad un chiodo con cordino. Con attraversata verso dx si giunge alla sosta. 40 mt. VI° +; 8° o A4 16°) Si continua attraversare, sempre leggermente in salita, in obliquo, lungo placche liscie giungendo alla grande nicchia a forma di pesce ben visibile dal basso. 30 mt. A2, VI°+. Possibilità di bivacco.

17°) Si esce a destra della grande nicchia a forma di balena. Con estreme difficoltà salire: diritti per 4 mt., per spostarsi con traversata a sinistra , fino ad arrivare ad una grossa clessidra. Quindi su diritti fino alla sosta. 40 mt. A2, V°+, VII°+ 18°) Si sale in obliquo a sx fino a raggiungere un'altra nicchia. salire ancora a sx fino a raggiungere un chiodo. Da questo in obliquo a dx fino alla sosta. 30 mt. VII°, A3-. 19°) Scendere verso sx fino ad una fessura. Arrivati salitela su diritti fino alla sosta. 40 mt. VI°, V°+, VI°+. 20°) Spostarsi a dx fino ad un chiodo nel diedro. Si esegue una attraversata aerea verso dx superando una volta strapiombante e si arriva su un punto di sosta scomodo. 15 mt. VI°, VI°+.
21°) Sopra lo strapiombo, salire diritti per pochi metri la fessura sopra la sosta. VI° Ci si porta a dx per raggiungere un'altra fessura che si segue fino ad una strozzatura. VI°+, VI°, . La si supera, A0, e ci si porta fino ad una sosta sulla cengia. VI°+ 15 mt.
22°) Si sale verso dx su una placca fino ad arrivare ad una nicchia. Sosta. 15 mt. VI°-.
23°) Salire un diedro giallo-grigio, fino ad un chiodo. Si attraversa 2 mt. a sx,. Per roccia friabile proseguire su diritti fino ad arrivare alla sosta. 45 mt. V°, V°+, III°+
24°) Salire verso sx per placche facili fino ad una sosta su comoda cengia. 50 mt. III°+. 25°) Si supera un piccolo strapiombo a dx. Salire su diritti, per procedere in obliquo a dx ad una sosta. 50 mt. III°+.
26°) Proseguire salendo un canalino. Si aggira uno spigolo a dx e si continua facilmente fino ad arrivare ad una sosta con clessidra. 55 mt. III°, III°+.
27°) Proseguire su diritti superando delle placche fino ad arrivare ed entrare in un grosso camino. 55 mt. IV°+, III°. 28°) Salire il camino al suo interno fino ad una nicchia. 45 mt. IV°+, V°.
29°) Proseguire all'interno del profondo camino fino a giungere alla base di una strozzatura. 50 mt. V°, V°+.
30°) Si supera la strozzatura. Si prosegue qualche mt. su diritti per poi uscire a dx. 40 mt. VI°, V°.
31°) Salire gli ultimi 40 mt. per un diedro svasato fino al suo termine e alla sosta. Si esce sulla cresta davanti alla funivia di Punta Rocca a 3265 mt. Nell' ultimo tratto di arrampicata (colatoi e larghi camini) porre attenzione ad eventuale ghiaccio o vetrato.

Per vedere lo schizzo più grande cliccare sopra.

Discesa:
Dalla vetta, il plateau di neve è raggiungibile in poco tempo scendendo un tratto di facili rocce sul versante est/nord/est.
Percorrendo poi verso est la piatta cresta si arriva alla Funivia.(chiusura ore 16.20)

oppure

a piedi per il ghiacciaio prima per le piste da sci e poi tenendo la destra, normalmente non presenta difficoltà tranne un breve tratto dove è presente del ghiaccio ma non è molto ripido, al termine del ghiacciaio una strada sterrata di servizio conduce al passo Fedaia (circa 1 ora e 30 minuti).

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