CRODA DA LAGO 2701 m.

“LA CIMA PIU’ FREQUENTATA DAGLI ALPINISTI CHE PROVENGONO DA CORTINA”

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PREMESSA:
NEL 1884, MICHELE INNERKOFLER, DOPO LUNGHE ESPLORAZIONI, CONTUCE ALLA VETTA IL NOBILE EOTVOS. LA CIMA SI SPECCHIA VERTICALE ED AEREA NELLE CALME ACQUE DEL LAGO FEDERA.
BALZA, VERSO L’ALTO, PRENDENDO SLANCIO DA UN AMPIO ZOCCOLO DI ROCCE NERE, SU CUI I CULTORI DELL’ARRAMPICATA SPORTIVA, POSSONO ESERCITARE I LORO FISICI EQUILIBRISMI (SIAMO NEL CUORE MONDANO, ALPINO, DI CORTINA E PER LA RELAZIONE DI QUESTI TRACCIATI, AMPIA DOCUMENTAZIONE, VIENE FORNITA DAI GESTORI DEL RIFUGIO PALMIERI).
MA RIPRENDIAMO IL COMMENTO ALLA NOSTRA CIMA.
L’ARRAMPICATA E’ DI SODDISFAZIONE, CON ROCCIA BUONA E A TRATTI ESPOSTA.
SALITA EFFETTUATA NEL 1972 CON GIGI VERARDO, RENATA POLICICCHIO, TONI LAZZARINI.
PRIME ASCENSIONI DOLPO IL CORSO ALPINISTICO. Giuseppe Frison


ACCESSO:
DAL RIFUGIO SI CONTORNA LA SPONDA OCCIDENTALE DEL LAGO, FINO A SUPERARE UN GRANDE MASSO SULLA RIVA, LA DOVE LE TRACCE SVOLTANO SALENDO PER UN CONO GHIAIOSO CON RADA VEGETAZIONE. IL SENTIERO, CONDUCE AI PIEDI DI UN CANALE-CAMINO. LO SI RISALE (I°) ; UN BREVE TRAVERSO GUIDA AD EVIDENTI TRACCE DI PASSAGGIO DA CUI E’ VISIBILE L’ACUMINATA TORRE INGLESE.. LUNGAMENTE, PER GHIAIE E TRATTI ERBOSI, SI PUNTA ALLE PARETI CULMINANTI NEL TORRIONE DELL’ABETE.
PROGREDIRE PER TRACCE E OMETTI IN DIREZIONE DI DUE ROCCE UNITE DA UNA SELLA . RAGGIUNTA LA FORCELLA (OMETTO), SI PIEGA PER DOSSI GHIAIOSI, COSTEGGIANDO GUGLIE E COMPATTE PARETI ROSSASTRE. IL TRACCIATO SUPERA UN AMPIO CANALE E DOPO UNA SVOLTA SI ARRIVA AI PRESSI DELL’ATTACCO, RICONOSCIBILE PER UNA NICCHIA RIEMPITA DI RIFIUTI (VA BENE , CHE SIAMO NEL 2002 MA ALPINISTI CORTINESI E NON, TENETE PULITA QUESTA MONTAGNA, E’ DI TUTTI E ABBIATENE RISPETTO!!!) .

DESCRIZIONE:
1°) DALL’INCAVO, CON MOVIMENTI DI POCHI METRI VERSO DESTRA SI RIMONTA UN GRADINO ROCCIOSO (II°).
VARIANTE: TRAVERSARE UNA QUARANTINA DI METRI A SINISTRA SI ARRIVA AD UN DIEDRO CHE COSTITUISCE LA VARIANTE PIU’ DIFFICILE DEL PERCORSO ORIGINALE (IV°+).
2°) 3°) UNA SUCCESSIVA FESSURA E UN COMPATTO RISALTO ROCCIOSO, RISOLVONO IL TRATTO VERTICALE ARRIVANDO SU UNA’ALTRA, AMPIA, CENGIA GHIAIOSA (70m. DI IV°-).
4°) SI SEGUE IL DIEDRO CHE SCENDE DALLA FORCELLA EOTVOS, ARRIVANDO AL SUO FONDO (IV°).
5°) SI SALE IL CAMINO ALL’INIZIO GHIAIOSO, BEN PRESTO UNO STRAPIOMBO COSTRINGE A SPOSTARSI A SINISTRA (III°+) PER SOSTARE DOPO L’OSTACOLO.
6°) SI SALE ORA, IN LEGGERA DIAGONALE, LE ROCCE ARTICOLATE E SALDE, PUNTANDO ALL’INCAVO SUL LATO NORD DEL CAMPANILE INNERKOFLER (II°).
7°) SI ARRIVA AD UNA LARGA INCISIONE , DOPO AVER RAGGIUNTO UN TERRAZZINO (II°+).
8°) UNA GRIGIA PARETINA RAGGIUNGE L’AEREO PROFILO ORIENTALE. ALCUNI METRI E S’AFFRONTA UNA CORNICE CHE TRAVERSA SOTTO LA CIMA, OFFRENDO UNA VALIDA MA ALQUANTO INSICURA SOLUZIONE D’USCITA SUL LATO MERIDIONALE.
9°) POCHI METRI E SI ARRIVA IN CIMA, MINUTA ED AEREA. LA VISTA SUL DESERTO DEI LASTONI TI TOLGONO LA PAROLA. SOLO ORA, CI SI RENDE CONTO DI NON ESSERE SULLA CIMA PRINCIPALE. QUESTA, INFATTI, SI PALESA UNA DECINA DI METRI PIU’ IN LA’, VERSO NORD.
LA MINIMA DIFFERENZA DI QUOTA ED IL PERCORSO, AEREO E PRIVO DI SOLIDI APPIGLI, SCORAGGIANO OGNI INIZIATIVA DI CONQUISTARLA.

DISCESA:
DALLA CIMA, CON UNA CORDA DOPPIA DI 40 METRI SI RAGGIUNGE LA FORCELLA EOTVOS.
I SUCCESIVI CHIODI SONO RITROVABILI POCO SOTTO IL CAMPANILE INNERKOFLER, NEL VERSANTE DELLA SALITA.
GLI ALTRI ANCORAGGI SONO INFISSI SEMPRE LUNGO IL MEDESIMO PERCORSO.
UNA VOLTA RAGGIUNTA LA CENGIA GHIAIOSA (SPIT) SI SCENDE VERTICALMENTE, LUNGO LA VARIANTE INIZIALE, CALANDOSI FINO ALL’ATTACCO.

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