SASS PORDOI 2 9 5 0 m.

PREFAZIONE:
LA LARGA E VASTA PARETE OVEST, DOMINANTE IL FONDO DELL’ALTA VAL DI FASSA E LE STRADE PER IL PASSO SELLA E IL PASSO PORDOI, VIENE INTERROTTA A CIRCA 2/3 D’ALTEZZA DA UNA CARATTERISTICA CENGIA GHIAIOSA.
LE ARRAMPICATE, IN TALE SETTORE, RISULTANO LUNGHE, DIFFICILI, FACILI, CLASSICHE O DIMENTICATE.
LA VIA DIBONA DI OLTRE 1000 m. DI SVILUPPO, EFFETTUATA DA ANGELO DIBONA E LUIGI RIZZI CON I FRATELLI MAJER NEL 1910, TRACCIARONO UNA DELLE VIE, PIU’ FREQUENTATE DEL GRUPPO. SI DEVE RIMONTARE LA VASTA PARETE OVEST PER DUE AMPI CATINI E, UNA VOLTA SORPASSATO IL CENGIONE, SI PROSEGUE IN CIMA, ATTRAVERSO UN PROFONDO E SOLIDISSIMO CAMINO. FINO ALLA CENGIA LE DIFFICOLTA’ SONO DISCONTINUE, POI L’IMPEGNO RISULTA COSTANTE DI IV° E IV°+.

ACCESSO:
DA PIAN SCHIAVANEIS, PER SENTIERO, DAPPRIMA NEL BOSCO E GUINDI SULLE GHIAIE SCOPERTE, SI ENTRA NEL CANALONE CHE CONDUCE ALL’ATTACCO,
QUESTO SI TROVA A DESTRA DELLO SPIGOLO SUD-OVEST, LUNGO UNA PALA SQUADRATA CHE LIMITA SULLA DESTRA UNA LARGA GOLA SCARICANTE SU UN CONO DETRITICO.

DESCRIZIONE:
SI SALE LA PALA PER COLATOI E FESSURE, SOSTANDO SU SPUNTONI SUL BORDO DELLA STESSA GOLA (II°+).
SI TRAVERSA A SINISTRA PER ALCUNI METRI E PER UNA FESSURA SI RAGGIUNGE LA SOVRASTANTE TERRAZZA GHIAIOSA (III°+).
SI AGGIRA A DESTRA UNA GUGLIA TRONCA, PER SCENDERE DI POCO IN UN CANALE CHE PIU’ IN ALTO S’ALLARGA.
SULLA PARETE OPPOSTA, PASSATO IL SOLCO SASSOSO DEL CANALE, SI RICONOSCONO GLI ANELLI CEMENTATI PER AL SOSTA.
SI AFFRONTA LA PARETE, IN LEGGERA DIAGONALE, CON TRE LUNGHEZZE DI CORDA, RAGGIUNGENDO COSI’ LA SOGLIA DI UN GRANDE CATINO GIA’ VISIBILE DAL BASSO (III°+, CON SOSTE ATTREZZATE).
RIMONTANDO IL CATINO SI ENTRA IN UN ALTRO INVASO PIU’ PICCOLO, SOSTANDO PRESSO UNA GROTTA POCO PRONUNCIATA E DALLA QUALE INIZIA UNA FESSURA-DIEDRO.
LA SI RISALE CON LIEVI SPOSTAMENTI VERSO DESTRA ED AL SUO TERMINE SI SOSTA (DAL III°+ AL IV°+).
SULLA SINISTRA, UN CAMINO, CONDUCE IN PARETE ED ALLA SOSTA DI UN GRADONE SOPRA IL QUALE , POGGIA UN COMPATTO MURO GRIGIO (III°+).
OLTRE IL GRADONE SI PASSA QUINDI AL MURO (III°+, IV°):
VERTICALMENTE, AL FIANCO DESTRO DI UNA NICCHIA, SFRUTTANDO VARIE CLESSIDRE SI GUADAGNA IL DOSSO DI GHIAIE CHE APPARTIENE A UN ULTERIORE CATINO.
SI ASSECONDA TALE CATINO FINO AL CENTRO DELLA SOVRASTANTE PARETE.
CON DUE TIRI DI CORDA A SINISTRA DI TRE COSTOLE DIRITTE E NERE, SENZA VIA OBBLIGATA, SI RIMONTA UN CANALINO E SI PERVIENE AL CENGIONE (IV°).
A QUESTO PUNTO SI PUO’ ABBANDONARE L’ARRAMPICATA DEVIANDO A DESTRA PER TRACCE, LUNGO LA RIPIDA FASCIA, IN DIREZIONE SUD-EST.
CONTINUANDO INVECE LA VIA, A SINISTRA, SI VA ALL’ATTACCO DEL SALTO SUPERIORE DEL SASS PORDOI.
SEGUIRE LA CENGIA VERSO SINISTRA PER 30 m., SINO AD UNA PARETINA SCURA.
AVVISTATO UN PROLUNGATO CAMINO NERO, LO SI RAGGIUNGE PER UNA FESSURA E UNO STRAPIOMBO DA VINCERE IN “DULFER” (IV°+).
S’INSISTE NEL CAMINO, CON MAGNIFICA ARRAMPICATA E SICURE PROTEZIONI CONSENTITE DALLE NUMEROSE CLESSIDRE.
NELLA VICINANZA DI UNA FINESTRA SI PRESENTA UN ALTRO STRAPIOMBO OBBLIGATORIO DI IV°+. A UN TRATTO OCCORRE USCIRE IN PARETE, DOVE PERO’ UNA BREVE COSTOLA DI IV°, PERMETTE DI SUPERARE LA DIFFICOLTA’ E DI RIENTRARE NEL CAMINO.
UN’ULTIMA LUNGHEZZA, LA SI SALE SULLA SINISTRA (III°+) E SI CONCLUDE SU FACILI ROCCE FINO A RAGGIUNGERE LA VETTA.

Sass Pordoi gennaio 2004. Durante il periodo estivo, salendo la Via Dibona fino in cima si scende giù per il canalone oppure, si devia lungo la larga cengia che termina alla Punta Maria.

DISCESA:
A EST NON E’ LONTANA LA STAZIONE DELLA FUNIVIA, MA SI PUO’ ANCHE RITORNARE A PIEDI ATTRAVERSO IL GHIAIONE DELLA FORCELLA PORDOI.

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