Lastoni di Formin

"...Siamo andati a recuperare un progetto interrotto da Daniele diversi anni fa in cui non sembrava possibile una soluzione fattibile. Ed invece: Roccia ottima e via molto logica. Inoltre, a mio giudizio, è molto divertente, soprattutto gli ultimi tiri. Soste le abbiamo lasciate tutte attrezzate (chiodi o cordoni in clessidra) ed anche su alcuni tiri abbiamo lasciato materiale per i futuri ripetirori.
Il pezzettino di settimo, aperto in libera, è stato poi attrezzato con un cordone in modo da permetterne il superamento anche in A0 (a scelta). Si tratta di una partenza non proprio facile, ma giusto qualche passo e poi cala (V+).

 Parete Sud.

Gocce di memoria

Apritori gruppo rocciatori "Gransi": Paolo Fedeli - Daniele Losi.

ll Passo Giau (2236 m) è un’ampia sella prativa dominata dalla Gusela del Nuvolau. Maestoso è il panorama verso la conca di Cortina D’Ampezzo, con le Tofane, la Croda Rossa, il Pomagagnon, il Cristallo e la Croda da Lago. Più lontano si scorgono le Tre Cime di Lavaredo e la Croda dei Toni.
Questo incantevole valico, considerato uno dei passi dolomitici di maggior fascino e bellezza, può essere comodamente raggiunto da Colle S. Lucia, piccolo centro di cultura e tradizione ladina.
Avvicinamento; Dal versante Ovest dei Lastoni di Formin - verso Forcella Giau.

Come arrivare:

Si lascia la macchina al tornante prima della stradina che porta a Casera Giau oppure si lascia al passo Giau e poi per sentiero a forcella Giau.

Via aperta 14 ottobre 2007

Esposizione: Sud

Sviluppo 300 mt. Roccia ottima


Difficoltà:
dal III°+ al V°+, 1 tratto di VII° (A0)

Materiale: Cordini per la presenza di molte clessidre, friend.

Attacco:

Tempo: ore: 30 m' per l’attacco - ore 2-3 per la salita.

Attacco:

Dalla Forcella Giau si risale a sinistra, stando sul
crinale del conoide ghiaioso, sino a raggiungere lo spigolo tra il versante ovest ed il versante sud. Si
attacca pochi metri a destra dello spigolo su diedro fessura versante sud (ometto).

Descrizione:

1 tiro (30 mt. III°+) Si attacca in fessura e ci si porta subito, con piccolo traverso, sulla destra della stessa. Si risale la parete sino al chiodo di sosta posto alla base di due fessure nere (1 ch di sosta).
2 tiro (50 mt IV°+) Si sale inizialmente la fessura di destra e ci si porta con piccolo traverso su quella di sinistra (dado incastrato dopo circa 12m). Seguirla fino al termine e poi per gradoni alla sosta (sosta su 2 ch).
3 tiro (25 mt. III°) Si supera direttamente una paretina e poi si risale obliquando leggermente a destra (sosta su 2 ch. con cordone).
4 tiro (40 mt. V°) Si sale dapprima sulla destra e poi diagonalmente brevemente a sinistra per evitare una fessura friabile. Risalire quindi sino a giungere ad una cengia (sosta su buona clessidra a destra dell’uscita in terrazzino).
5 tiro (40 mt. III°+) Si torna per il terrazzino a sinistra (4 mt) e poi su dritti per roccia articolata (sosta 1 chiodo + clessidra).
6 tiro (56 mt. III°-) Superare banche per parete molto articolata (sosta su 1 chiodo + piccola clessidra sopra il chiodo da allungare).
7 tiro (40 mt. V°+) Si sale per parete obliquando leggermente verso sinistra, quindi piegare a destra mirando ad una fessura gialla strapiombante. La si supera e si traversa quasi subito, passando sotto la fascia gialla strapiombante, sino a raggiungere il terrazzino sullo spigolo dove si sosta (3 ch. di sosta).
8 tiro (15 mt. I°) Si prosegue per cengia passando sotto le rocce – “passo del gatto” (meglio togliere lo zaino)-Ci si rialza e si continua a traversare sino a che si vede sulla parete sovrastante una alta clessidra
che si usa, stando comunque sul terrazzino, come punto di sosta (sosta su clessidra, già allungata con cordino).
Paolo spunta dopo il passo del gatto .

FORCELLA DEL GIAU. Sulla sinistra si vede la parete e la cima

DANIELE: PRIMO TIRO DI CORDA

9 tiro (35 mt. VII° e V°+) proseguire a destra per cengia per circa 2 metri e risalire una fessura all’inizio strapiombante (VII° o A0 usando il cordone). Si prosegue più facilmente (V°+) sino ad una piccola banca detritica che si risale leggermente a destra (sosta sulla destra su 2 chiodi + clessidrina).

10 tiro (40 mt. IV°) Si ridiscende seguendo la banca verso sinistra fino a raggiungere una fenditura tra lo spigolo ed un masso gigante su cui si sale in spaccata. Ci si porta quindi sullo spigolo e poi verso sinistra; per roccia grigia e ottima si sale obliquando alla vetta (non raggiungere un vecchio chiodo (di Daniele), ma ancora più facilmente qualche metro a sinistra e poi in salita si raggiunge una clessidra con cordone (sosta su cordone o in cima a spalla).

Discesa:

dalla cima si scende qualche metro verso nord ovest e, superata una forcelletta, si raggiunge la
cima a fianco da dove o si scende a piedi o si fa una doppia su cordone con moschettone. Da lì si
raggiunge senza traccia obbligata il pianoro dei Lastoni di Formin.

Considerazioni:

Mi permetto di segnalare questo itinerario in quanto può essere molto appetibile per tutti i lettori del sito (roccia ottima, difficoltà classiche e contenute, logicità del percorso, esposizione, notorietà della zona, bellezza dell'arrampicata) e si svolge in una zona dove ultimamente pare si possa aprire solo spittando su difficoltà elevate e satura di percorsi (la via si svolge sulla parete sud dei Lastoni di Formin, picco proprio a sinistra dello Spiz de Mondeval dove corre Love my dogs).

Curiosità: Qui nelle vicinanze di un masso erratico di dolomia, staccatosi dai Lastoni di Formin, l'autodidatta Vittorino Cazzetta da Pescul di Selva di Cadore, grande amante della sua terra, sia dal punto di vista geologico che storico, aveva notato alcuni reperti...

Dal sito: http://www.infodolomiti.it/dolomiti.run?3B0235A0

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