Tre cime di Lavaredo - Parete Nord Cima Ovest

Via : Vittorio Ratti - Riccardo Cassin , 28-29-30 settembre 1935

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Premessa:
NON C'E' ALPINISTA AL MONDO, CHE NON CONOSCA LA GRANDE IMPRESA DEI DUE SCALATORI, LECCHESI, PER LA LORO VIA, TRACCIATA, SULLA PARETE NORD DELLA CIMA OVEST DI LAVAREDO. A DISTANZA D'ANNI E GRAZIE A MATERIALI CHE PERMETTONO SALITE PIU' VELOCI E SICURE, MOLTE CORDATE FATICANO A COMPLETARE L'ASCENSCIONE E PIU' VOLTE C'E' L'AMARO RITORNO. QUESTO VUOL DIRE CHE NONOSTANTE LA VIA SIA STATA APERTA NEL 1935, ANCOR OGGI, METTE A DURA PROVA CHI SI' AVVENTURA, SENZA PREPARAZIONE O CHI VOGLIA, RIEMPIRSI, LE TASCHE DI SOLO VIE, A CARATTERE PURAMENTE NUMERICO, SENZA L'AMORE PER LA MONTAGNA, LA TECNICA, LA PREPARAZIONE NECESSARIA E L'UMILTA' PER AFFRONTARE TALE PARETE. LA LORO DETERMINAZIONE, LO SPIRITO DI SACRIFICIO, LA FORZA E IL CORAGGIO DELL'UOMO CHE VA ALLA MONTAGNA, IN CASSIN E RATTI, DOPO UNA PERMANEZA IN PARETE DI 60 ORE E DOPO AVER VINTO DIFFICOLTA' ESTREME ACCOMPAGNATI ANCHE DAL MAL TEMPO, STREMATI FISICAMENTE "PIEGARONO", LA REPULSIVA PARETE CON LA VITTORIA IN CIMA. RICCARDO CASSIN A 93 ANNI, ANCOR OGGI, PER MOLTI ALPINISTI, E' L'UOMO DI GRANDE DETERMINAZIONE, DI FORZA E DI CORAGGIO, CHE PER L'AMORE ALLA MONTAGNA LA MONTAGNA NON GLI HA NEGATO DI RACCONTARCELE ANCORA OGGI A NOI.
Giuseppe Frison

- 1953 febbraio 1a invernale Walter Bonatti con Carlo Mauri

- 1961 24 agosto 1a solitaria Claude Barbier. In un solo giorno, egli supera da solo, una dietro l'altra Le vie Cassin sulla Ovest di Lavaredo, Comici alla Grande, Preuss sulla Piccolissima, Dulfer sulla Punta di Frida e Innerkofler sulla Cima Piccola.

Per notizie storiche e informazioni: www.cassin.it

Avvicinamento:

Da Misurina si prende la strada che porta alle Tre Cime di Lavaredo. Per continuare a salire con l'auto, bisogna pagare un pedaggio, €. 20,00, oppure si parcheggia vicino e si sale per sentiero. Sconsigliabile per chi deve arrampicare in giornata! (6,5 Km.).
La strada asfaltata, porta al rifugio Auronzo (2320 Mt.). Si parcheggia nei parcheggi riservati alla sosta a sx del rifugio. Ora, si sale il sentiero n° 105 che conduce alla forcella Col di Mezzo. Si continua fino ad aggirare il massiccio delle Tre Cime per portarsi al fianco del versante nord della Cima Ovest. Per tracce e successivamente per ghiaione si sale alla dx dell'enorme strapiombo giallo alla base della Cima Ovest. Sotto, in direzione dello spigolo, (dove corre la via degli Scoiattoli) si vede una fascia di roccia grigia. Si traversa un canale portandosi ad un terrazzino comodo. All'estremità sx del terrazzino spit di sosta.

Descrizione della salita:

1° tiro:
Salire la rampa a sx del terrazzino salendo leggermente a sx. Poi , ci sposta, un paio di metri a dx salendo un diedro. Sosta. Varie possibilità di sosta, a sxsu due vecchi chiodi, nel centro su due spit, oppure su un terrazo a dx su due chiodi distanti. 35 mt., 2°, 3°+, 4°-, 1 chiodo.

2° tiro:
Si raggiunge la sosta di dx. Per placca, si obliqua a sx fino ad una cengetta sovrastata da un pilastrino.
30 mt., 4°, 4°+, 2/3 chiodi.

3° tiro:
Ora la via sale a sx del pilastrino. Variante(Si può andare anche a dx per diedro/fessura fino alla sua sommità). Ora si sale una parete gialla per alcuni metri fino alla sosta su 3 chiodi. 35 mt., 4°+, 2 sassi incastrati.

4° tiro:
Dapprima salendo a sx fino a prendere una larga fessura, la quale porta, ad una comoda sosta; spit su cengia. 35 mt., 5°-, circa 4 chiodi.

5° tiro:
Attraversare a sx su cengia fino al suo termine (2 spit per sosta); poi superare la parete strapiombante con passo non semplice e non facile ad attrezzare (6°-). Qui, c'è una corda fissa. Attenzione! Non è facile azzerare il passo difficile, perchè si è in strapiombo e la corda favorisce a tenere, il corpo, in fuori. 25 mt., 4°, 6°+ oppure 6°- e A0, 4 chiodi, 2 spit vicini, corda fissa.

6° tiro:
Ci siamo!!! Siamo al tiro chiave della via. Superare lo spigolo in grande esposizione, proseguire per placca obliquando sempre a sx. Molti sono i chiodi ed il proseguimento della corda fissa che c'era nel tiro precedente. In più,, c'è un cordino viola che penzola per un paio di metri. Utilizzando sia la corda fissa che il cordino viola risulta abbastanza semplice far diminuire le difficoltà, volendo invece utilizzare solo i chiodi... auguri!!!. 20 mt., 8° oppure 5°- e A0, circa 10 chiodi, corda fissa, cordino penzolante. L'amico Marco ha eseguito il tutto in arrampicata libera

7° tiro:
Attraversata verso sx per circa 50 mt. C'è la possibilità di dividerla con due tiri. Seguire i numerosi chiodi e cordini che aiutano vari passaggi in discesa. L'esposizione è impressionante. Se ci si appende ai cordini si rimane a penzolare nel vuoto. Sosta; 2 chiodi e spit. 50 mt., 5°, 7° oppure A0, V°. Più di 10 chiodi, cordini.

8° tiro:
Salire dopo aver superato lo strapiombino sopra la sosta (3 chiodi). Si va verso sx per alcuni metri e quindi su per un piccolo muro assai verticale il quale lo si supera attraveso l'ausilio di una piccola lama. Sosta 2 chiodi. 40 mt., 6° oppure A0, 5°+, circa 8 chiodi.

9° tiro:
superare la placca a sinistra della sosta con movimenti delicati, poi alcuni metri difficili in strapiombo. Si traversa poi a sinistra, alzandosi un poco fino a giungere su una larga cengia. Cercare i 2 spit di sosta (1 nascosto sotto al tettino giallo).
40 mt., VII° oppure V°+ e A0, IV°+, 10 chiodi.

10° tiro:
superare le rocce strapiombanti sopra la sosta fino al chiodo, poi traversare a sinistra fino alla grossa fessura. Infine proseguire per rocce più semplici fin sotto la verticale di un evidente diedro giallo. Cercare la sosta con 3 chiodi. 45 mt., VI°, III°, IV°+, 5 chiodi.

11° tiro:
Salire per rocce abbastanza facili fino al terrazzino fino alla base di un diedro. Portarsi a sx e superare il diedro inizialmente con difficoltà, fino ad arrivare alla sosta sita su una specie di pulpito. 30 mt., 5°, 5/7 chiodi.

12° tiro:
Con salita obliqua a dx (Lasciare il diedro!!!) si giunge ad un camino (2 spit e chiodi vicini). Superare la strozzatura del camino per uscirne su rocce friabili e per esse si giunge ad un terrazzo: Sosta su un vecchio chiodo con anello.
30 mt., 5°, 2 spit, 2 chiodi.

13° tiro:
Si continua asalire rocce facili fino ad una comoda cengia. La si percorre verso dx giungendo ad un diedro. Superare il diedro (chiodo) per poi andare sulla parete sx del successivo canale. Sosta. 55 mt., 3°, 4°, 2 chiodi.

14° tiro:
Salire per il canale e uscire a dx su cengia. Si continua a salire verso dx arrivando ad una terrazza piena di sassi e massi instabili. Sosta. Clessidra a sx sulla parete gialla . Attenzione di non causare caduta di sassi con le corde; porre molta attenzione per le eventuali cordate sottostanti. 55 mt., 4°, 2°, 2 chiodi nel canale.

15° tiro:
Arrampicare per la facile rampa a dx della sosta la quale porta alla cengia circolare, sotto la vetta. Attrezzare la sosta su uno spuntone.
25 mt., 3°, 1°.

DISLIVELLO CIRCA 500 METRI. ORE 8 - 10

DISCESA:
Percorrere lungo la cengia circolare fino ad incontrare un caminetto di 20 mt. Si può discendere arrampicando (3°+) o utilizzare una doppia già attrezzata. Seguire tracce, ometti e i segni rossi portano a continuare la discesa inizialmente nel canale ma che poco dodpo lo si abbandona. Discendere alcuni metri sulla dx del canale (3°- viso a valle) per giungere ad un ometto che si trova sopra una rampa di 30 mt.Ora la discesa è più semplice.(Un tratto su sfasciumi, poi in cresta). Continua la discesa giù in un canalino fino ad arrivare in una terrazza dove c'è una trave in legno. Spostarsi a sx rientrando nel grosso canale abbandonato sopra. Discenderlo con facile arrampicata (2°) fino a pochi metri da una grotta quadrata della 1a guerra mondiale. Da questa si scende per l'evidente e facile canale ghiaioso di fronte ad essa.

Tempo: dalla cengia circolare fino al rifugio Auronzo circa 1 ora. Dalla cima della cima Ovest di Lavaredo + 30' - 60' minuti in più.

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