CIMA GRANDE DI LAVAREDO


VIA HASSE -BRANDLER, 1958

INTRODUZIONE:
Via estrema, difficile, storica, che sale da parete nord della cima grande con un percorso molto diretto. Tutte le soste sono attrezzate, anche con spit, i chiodi lungo i tiri sono abbondanti, portare molti rinvii e cordini.
La via, si divide in tre parti: 1 ) parete gialla: 2 ) grande diedro: 3 ) i camini e rocce terminali.
È considerato il tracciato più completo e impegnativo delle Tre Cime.

ACCESSO:
Dal rifugio Lavaredo si segue il sentiero che conduce alla forcella Lavaredo. Si segue una traccia verso sinistra che attraversa alla base delle pareti una nord. L'itinerario parte sul lato destro della parete.

DESCRIZIONE:
La via sale la parete gialla con sei tiri di corda ( 7° ) in corrispondenza di due lastre di roccia a scalino, a sinistra, dove ha inizio la via Comici-Dimai. La parete prosegue lungo due fessure successive, superato uno strapiombo si arriva ad un pilastro spaccato ( sosta ). Si continua a salire lastrone, rotto, prima a destra e poi a sinistra e dopo alcuni metri si giunge ad una piccola cengia. Si traversata sinistra fino alla fessura (sosta ). Segue un gradino della parete, dopo il quale si sale a destra, poi si prosegue a sinistra. Si sale verticalmente fino alla cengetta inclinata (sosta ).
Su questa, si attraversa per circa 100 metri verso sinistra. Superato un salto e una fessura, su un poderoso pilastro, si raggiunge, con leggera traversata la cengia sotto il gran diedro ( posto per bivacco ). Si sale il diedro fino al primo tetto che si supera grazie ad una fessura e quindi si punta al tetto successivo. Si superano altri tetti seguendo i chiodi e si arriva fino ad una piccola sporgenza ( sosta ). Si traversa a sinistra per una fessura strapiombante fino a sporgenza nel diedro ( sosta ). Si supera una pancia di roccia e si arriva ad un colatoio ( sosta ). Si sale sopra per un pilastro grigio sopra la grande parete gialla ( posto da bivacco ). Per le fessure si sale alla terrazza grande ( 6° il primo tiro di corda e poi 4°). Si segue alla terrazza verso destra fino ad un chiodo, quindi si sale obliquamente a destra per un colatoio bagnato che in parte si evita sulla sinistra. Si giunge su rocce rotte e si punta alla vetta.
Dislivello: 550 m. 6°, 6°+, 7°, 7 b. Ore 10 circa.

DISCESA:
Si effettua lungo la via normale sul versante sud. Dall'ultimo tiro traversare verso sinistra lungo la grande cengia fino agli ometti della via normale. Si scende in un canale camino con due corde doppie da 50 metri. Si continua arrampicandosi fino alle ghiaie sottostanti si seguono gli ometti verso sinistra e poi una breve doppia porta in prossimità di una forcella. Si raggiunge la forcella ( versante sud-est ) che si affaccia su un ripido canalone ( est ) che si può scendere con numerose corde doppie o arrampicando. Il salto finale si evita traversando lungo una cengia verso sinistra e raggiungendo il canalone detritico che divide la Cima grande alla Piccola.

LINKS: