CIMA GRANDE DI LAVAREDO

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Via Hasse - Brandler

dal 6 al 10 luglio 1958, Dietrich Hasse e Lothar Brandler, coaudivati da Jörg Lehne e Siegfried Löw, riescono a realizzare quella che per l'epoca venne considerata una delle massime imprese nelle Dolomiti. In precedenza, non si era mai osato concepire un itinerario di questo calibro su una parete talmente repulsiva e strapiombante. Furono impiegati complessivamente 180 chiodi, di cui 14 a pressione, oltre a cunei di legno e cordini con nodo a incastro.

 

Introduzione:
Via estrema, difficile, storica, che sale da parete nord della cima grande con un percorso molto diretto. Tutte le soste sono attrezzate, anche con spit, i chiodi lungo i tiri sono abbondanti, portare molti rinvii e cordini.
La via, si divide in tre parti: 1 ) parete gialla: 2 ) grande diedro: 3 ) i camini e rocce terminali.
È considerato il tracciato più completo e impegnativo delle Tre Cime di Lavaredo.

Una delle vie più famose del mondo su una delle montagne più famose del mondo. Supera proprio al centro l'impressionante parete Nord della Cima Grande lungo una serie ininterrotta di vertiginosi strapiombi. Una delle più grandi realizzazioni alpinistiche di sempre, capolavoro di tecnica, etica, forza e coraggio.

La via è molto faticosa e richiede un'ottima preparazione anche affrontandola in artificiale. Quando si arriva alla cengetta sotto il diedro a scala rovescia ci si deve fare un'easme dello stato fisico, considerando che la parte veramente difficile deve ancora iniziare e sopratututto che oltrepassato questo punto, un'eventuale ritirata, non sarà più possibile, se già la stanchezza ci pervade, ritiratevi subito, con doppie, senza indugi. Soste sono quasi tutte attrezzate anche con 1 spit e anche lungo i tiri più difficili ce ne sono 1 o 2.

Tempo medio di salita va dalle 8 alle 12 ore.

Portare molti rinvii (una ventina) e qualche friend medio per i camini terminali, molto utili un paio di staffe per l'artificiale sui tetti. Le difficoltà in libera che abbiamo indicato sopra sono quelle obbligatorie. Avvicinamento.

Accesso:
Dal parcheggio dirigersi verso il rifugio Lavaredo, e seguire il sentiero, in direzione di Forcella Lavaredo, una volta valicata costeggiare le pareti Nord fino al margine destro della Cima Grande (1 ora). L'attacco si trova alla base di un pilastro alla sinistra dello zoccolo della via Comici.

Descrizione:

L1: Salire il pilastrino dentro un diedro ben marcato, sosta in cima al pilastrino. Qualche chiodo (V - IV+ ) 50 mt.
L2: Attraversare tutto a SX (IV+ - V) 40 mt.
L3: Dritti sul muro sorpassare un tettito e poi placca con ottimi buchi (VII - VII+) 30 mt.
L4: Piccola rampetta (V+ - V) 20 mt.

L5: Dritti sul muro (VII) 25 mt.
L6: Subito dritti poi a DX per poi tornare fortemante a SX, intervallare bene le corde (VII-) 25 mt
L7: Andare tutto a SX poi risalire su dritti in un diedrino (ATTENZIONE: c'é una scaglia enorme su cui bisogna passarci sopra non tirarla) (V+ - VI - VII) 35 m
L8: Attraversare discendendo tutto a SX fino ad un enorme terrazzo in corrispondenza degli strapiombi, si incontrerà una prima sosta proseguire ancora a SX per circa 10 metri dove si incontrerà la sosta giusta (III) 40 m
L9: Si parte verso i tetti. Sosta nel vuoto da attrezzare 1 spit a disposizione (V+ - VI - VI+) 20 mt

L10: Attraversata sotto i tetti. Sosta con un paio di chiodi e 1 spit. Sosta aerea (VII+) 20 m
L11: Serie di tetti a scala rovescia. (VIII- - VII+). 25 m
L12: Fessura strapiombante (VII+ - VIII+). 40 m
L13: Su diritti ancora molto fisico (VII+).30 m
L14: Su dritti in un diedrino poi cengetta fino a giungere al libro delle salite ( V - IV+ - III). 40 m

L15: Diedro giallo (V - VI). 40 m
L16: Sempre dritti a seguire l'itinerario più facile e evidente. (V IV).
L17: Dentro il camino (spesso bagnato) (V - VI)
L18: Ancora diritti sul percorso più evidente (IV - IV+)

L19: Proseguire su roccia facile ben articolata fino alla cengia circolare
Da qui spostandosi a DX altre 3 lunghezze facili portano in vetta.

Dopo la sosta del libro delle salite andare su per il percorso più evidente, le lunghezze possono variare molto a seconda dove si voglia sostare il più delle volte le soste sono da attrezzare.

 

Lunghezze più dettagliate:

 

Nota: sui tiri bassi e quelli centrali ogni sosta é rinforzata con 1 spit; in più sono presenti alcuni spit di progressione sui tiri più impegnativi.

Discesa:

Raggiunta la cengia circolare all'uscita della via seguirla verso sinistra fino a girare sul versante meridionale dove si incrocia la via normale, lungo questa si può salire in vetta o scendere direttamente con due calate e tratti di arrampicata di II e III. Giunti a una forcelletta non proseguire per la normale lungo il canale di sinistra ma scendere verso destra lungo una grande terrazza in direzione del Rifugio Lavaredo. Al margine della terrazza infilarsi in un canalino sulla destra che immette nel canalone detrico che scende dalla forcella tra Cima Grande e Cima Ovest. Lungo questo si scende in breve alla sottostante strada e quindi al parcheggio (ore 1,30 se non c'è affollamento).

 

 

Curiosità, storia, primati:

Prima ripetizione: 14 al 16 luglio 1958, Cesare Maestri, conosciuto con il significativo sopranome di "ragno delle Dolomiti", insieme al compagno occasionale Josef Holzer.

Seconda ripetizione: 28 al 30 agosto 1958, Jean Couzy e René Desmaison.

Prima invernale: 13 al 17 febbraio 196, in sei giorni di scalata, Peter Siegert, Reiner Kauschke, Rolf Jäger e Werner Bittner vincono la parete.

Prima solitaria: 6 luglio 1962 il tirolese Karl Flunger, che il supera la via velocemente in giornata e senza contrattempi.

Estate 1987: Kurt Albert, classe 1954, è uno dei grandi protagonisti di questa stagione. È promotore dello stile Rotpunkt, ovvero dell'arrampicata libera usando i chiodi solo e soltanto per la sicurezza e non come ausilio. Arriva insieme a Gerold Sprachmann, alle Tre Cime, con progetti ambiziosi. L'idea è quella di passare in arrampicata libera sugli strapiombi della Cima Ovest e della Cima Grande. In luglio, dopo diverse giornate di preparativi, riesce a "liberare" la via degli svizzeri sulla Cima Ovest, facendosi riprendere durante la scalata da una troupe cinematografica. Non contenti i due si rivolgono alla Cima Grande e, dopo aver rafforzato le soste, salgono in libera anche la Hasse-Brandler, con difficoltà di VIII+.

Il 1° agosto 2002 cade l'ultimo tabù: il tedesco Alexander Huber sale la via in arrampicata solitaria e senza corda o qualsiasi mezzo di assicurazione (free solo). È una cavalcata allucinate di un temerario fuoriclasse, una prestazione senza eguali, sospesa sopra un'abisso, con la consapevolezza che un minimo sbaglio avrebbe delle conseguenze fatali! Reinhold Messner commenta l'exploit con queste parole: «Alex Huber è attualmente il più forte di tutti gli arrampicatori; ha salito free-solo la direttissima con le sole scarpette d'arrampicata e la magnesite: 500 metri di esposizione assoluta, senza possibilità di assicurazioni o di ritorno, con un azione geniale che per eleganza sarà difficile da superare».

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