CAMPANILE BASSO 2883 m.

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“LA VIA PREUSS, L’ELEGANZA DELL’ARRAMPICATA”

INTRODUZIONE:
Paul Preuss, Solo, 28 luglio 1911

Paul Preuss, arrivato alla base di quella spettacolare parete est del Campanile Basso, lasciò sua sorella in compagnia del suo amico Paul Relly e salì per la vergine parete est. Non si accontentò di salirla. Arrivato in vetta scese per la stessa via prima di accompagnare sorella ed amico in cima al Campanile Basso per la via Normale. La storia, riferisce, che mentre lui era assente i due, in attesa sullo stradone provinciale, si fidanzarono in quanto si scambiarono un bacio.
Tre giorni dopo Preuss fece la prima ripetizione della via Fehrmann raggiungendo la vetta del Campanile Basso mediante il suo nuovo itinerario. Al giorno d'oggi è una classica delle dolomiti, le difficoltà sono continue e si aggirano intorno al IV°+, V°-..

Arrampicata di eccezionale eleganza e della massima esposizione, su roccia ideale, che percorre la parete Est del Campanile Basso. La via si alza verticale sopra la grande cengia chiamata, lo "Stradone Provinciale".
Protezioni: ci sono i chiodi necessari, cordini.Portare: dadi, friends, cordini. Diff. : V, un passo di V°+, poi IV +.

Dal libro: “Tra il silenzio delle pareti”.
<<…Il giorno dopo, carico di entusiasmo, parto dal rifugio Brentei, per salire la via Preuss al Campanile Basso. Stranamente e per fortuna non trovo nessuno, lungo la ferrata che mi porta all'attacco. Salgo la parete Pooli, attraverso la parte Est del campanile e dopo aver salito il camino di sinistra a Y mi trovo in breve allo "Stradone Principale" e quindi all'attacco della via Preuss.
La via si alza per 110 mt. lungo la parete Est baciata dal sole. Essa è ben visibile dalla Val Massodi e da Andalo.
Da anni voglio scalare la parete Est, per la via Preuss. L' ascensione, anche se breve, è una classica; mi sento piccolo nei confronti dell'uomo, che nel 1911, con tranquillità, in libera, ha tracciato per la prima volta, questo bellissimo itinerario.
Inizio a salire. Intravvedo dei chiodi arrugginiti con dei cordini penzolanti. Ormai, le numerose cordate che si susseguono per la ripetizione di questa bellissima via, lasciano e mettono di tutto. Eseguo, la spaccata, per raggiungere la caratteristica macchia gialla. Sotto ai miei piedi, si espande un salto vertiginoso di 350 mt. che strapiomba sopra le ghiaie della Val Massodi.

Provo eccitazione, un brivido di esaltazione, gioia, non ho parole per quanto mi diverto e per descrivere quello che provo. Dopo aver superato un tettuccio, per mezzo di una piccola fessura (passaggio chiave) raggiungo in breve la base del camino terminale. Che bello essere qui, solo, lontano dalla quotidianità e dai rumori della valle. La montagna ti porta gioia nel cuore e ti fa trovare te stesso.
E' la prima arrampicata in libera di V° che eseguo. Dentro di me provo una forte trepidazione, non per la difficoltà della via, ma per il prestigio dell'itinerario. Sono tranquillo, felice, solo con me stesso. Riprendo a salire la fessura camino terminale e in breve raggiungo la cima del campanile. Guardo, estasiato il panorama che mi circonda e nel silenzio dell'alpe, ricordo i due amici che sono saliti con me alla cima di questo bel campanile.
Prendo la guida , Dolomiti del Brenta, che l'amica Luciana Zilio, compagna di molte cordate, prematuramente scomparsa per un male incurabile mi ha regalato. Al suo interno, ho scritto la data della salita alla via Fehrmann al Basso, fatta con Luigi Visentin, “gigio”. Lui, è deceduto in Himalaya, sul monte Tilicho, nel 1992, travolto da una slavina. Il destino me li ha tolti come amici, ma nel mio cuore non si cancellerà mai il loro ricordo, la loro passione e gioia nel salire le pareti rocciose, il loro canto libero quanto eravamo in cima.

Giuseppe Frison.

DESCRIZIONE:

1° tiro - "Via Normale":
Si salgono rocce gradinate fino ad arrivare alla base di un camino/fessura obliquo verso destra. Seguirla fino ad un comodo terrazzo alla base della suggestiva e impressionante e parete gialla "Pooli", sosta (2 soste cementate con catena ed anello di calata). 55 mt., III°+, 1 chiodo, 1 sosta intermedia (3 ch. +cordini).

2° tiro:
Si sale in verticale la parete, roccia marmorea e lucida dovuta dai numerosi passaggi delle cordate, giungendo aduna piccola cornice. Con questa, si traversa per circa 5 mt. verso dx raggiungendo un ballatoio posto sullo spigolo tra le pareti Sud/Est. Sosta (2 ch. nascosti da collegare con cordini). 30 mt., IV°+, IV°, 5 ch.

3° tiro:
Si aggira lo spigolo a dx; si sale in verticale fino ad una comoda cengia. Percorrerla verso dx per circa 10 mt. (ometto) fino ad una sosta attrezzata. 40 mt., III°+, III°-.

4° tiro:
Ora si sale in obliquo verso dx, senza percorso obbligato. sSi vince facili gradoni di roccia e cenge sovrapposte, per arrivare a superare il versante Est, e giungere a quello Nord. Sosta su ampia cengia. 40 mt., II°, passi di III°.

5° tiro:
Salire dritti la parete sovrastante (III°) per 25 mt. fino alla base di due camini divergenti (a forma di "Y"). Sosta.
25 mt., III°, 2 ch.

6° tiro:
Salire il camino di sx (IV°, 1 ch. piuttosto in alto) fino al suo termine dove vi è una sosta attrezzata con due grossi anelli per la calata. 25 mt., IV°, III°+, 2 ch.

7° tiro:
Proseguire ora verso sx., superando, in diagonale, rocce facili fino a giungere dopo circa 20-25 mt. una grande cengia detritica, "Stradone Provinciale". Pochi mt. a sx si trova una sosta con anelli per la calata in doppia. Circa 10 mt. a dx di questa, nel centro della parete Est, si trova uno speroncino con alla base una piccola clessidra. 25 mt., III° .

 

Attacco della via Preuss.

"Via Preuss":
« Secondo il mio punto di vista un'assicurazione mediante chiodi, e in molti casi qualsiasi mezzo di sicurezza, nonché le discese a corda doppia e tutti gli altri sistemi di assicurarsi con la corda, che tanto spesso rendono possibile una salita o comunque vengono usati durante la stessa, sono mezzi artificiali e perciò per il vero alpinista sono inaccettabili, mentre l'arrampicatore in artificiale li trova giustificatissimi... Quando si sarà riusciti ad accettare il principio dell'uso della corda unicamente in casi di estremo bisogno, le montagne come il Campanile Basso di Brenta, la Torre Delago e il Campanile di Val Montanaia avranno visite molto più rare, ma invece qualitativamente di un valore superiore »
(Paul Preuss)
Preuss salì sul Campanile il 28 luglio 1911. Fedele alla sua idea, vi ascese da solo e senza corda, lungo la parete est. L'impresa gli valse vasta fama.

La Preuss sale diretta lungo la parete Est per circa 135m, attraverso una sequenza di placche caratterizzate da roccia molto bella e lavorata.
Sulla via Preuss ci sono i chiodi, sufficienti, lungo tutto il percorso. Tuttavia è consigliabile portare qualche friend nelle misure medie e alcuni cordini per sosta e passaggio (utili kevlar).

1° tiro: Si attacca dallo "stradone provinciale" in corrispondenza di uno spuntoncino a destra della sosta di calata a cui si perviene prendendo il camino di sx dei due camini a Y della via normale. Sullo spuntoncino c'è un fix spaccato. Si sosta su clessidra.

Si sale verticalmente obliquando leggermente a sx seguendo una fessura, incontrando 3 chiodi. Arrivati in vista di un tettino, sotto il quale si trova la sosta (si vede un chiodo alto con attaccato un cordino sfilacciato), si traversa a sinistra con largo passo in spaccata e appigli minimi per le mani. Il chiodo alto a destra del tetto non serve per la progressione ma risulta utile per il secondo, la sosta è su due buoni chiodi. (4ch, V, V+ 1p, 40mt)

2° tiro: Sopra il tettino si trova un chiodo ad anello con vecchio cordino. Il chiodo è un po' mobile e l'anello è parzialmente aperto, quindi occorre molta attenzione a trazionare il cordino nel caso si voglia azzerare il passaggio. Superato lo strapiombo, salire in verticale per un diedro fessura appena accennato e superato un chiodo cominciare a spostarsi verso dx. Continuando in obliquo si trova una sosta su 2 vecchi chiodi, alla base di una fessura (punto di sosta scomodo ed esposto). (3 ch, IV+/V-, V 1p, 30mt)

3° tiro: Si sale sopra la sosta (subito 1ch) e poi sempre verso dx fino a uno strapiombino con sotto una nicchia (1ch). Superatolo si arriva sopra una grossa lama staccata e si prende a destra per una lama proteggibile con un friend n.3 Camalot. Da qui proseguire dritti, si vede un cordone attaccato a un chiodo, per arrivare a un terrazzino con 2 chiodi di sosta un po' distanti tra loro. Si può anche sostare pochi metri sopra, su un altro terrazzino con due chiodi presenti. (3 ch, IV+, V- 1p, 35 mt)

4° tiro: Salire diritti e superare la sosta successiva, poi si procede intuitivamente traversando verso l'evidente diedro-camino finale che si vede sulla sinistra. Prima di entrarvi si supera da dx verso sx un'insidiosa placchetta nera (trovata bagnata). Il diedro-camino porta sulla vetta, all'uscita sostare sulla destra su un cordino in kevlar posto attorno a un blocco incastrato (sosta integrabile con friends). (2-3 ch, IV/IV+, V- 1p, 45mt)

DISCESA :
VEDI: Via normale al Campanile Basso.

Discesa
Dalla cima portarsi verso sud in direzione del val di Brenta. Intaglio, con un anello di calata.
Con 2 calate da 55 mt. (oppure 4 più brevi) si giunge allo Stradone Provinciale, lo si percorre interamente verso sinistra (viso a monte) fino al successivo ancoraggio.
3a. calata (40 mt.) porta, giù, dallo Stradone.
4a. calata: circa 25 mt. fino alla cengia. Percorrere la cengia verso sinistra (viso a monte) per 10-15 metri fino ad un'altra sosta attrezzata posta sopra la parete Pooli.
5a. calata: 40 mt. (alcuni metri nel vuoto) fino aa arrivare alla base della parete Pooli. Ci sono due anelli cementatti, per la calata.
6a. calata: 40 mt. all'ampio terrazzo dove attacca la via Normale.
7a. calata: l'ultima doppia di 20 metri conduce poco sotto la bocchetta del Campanile Basso.
S raggiuge la bocchetta per prendere il sentiero n. 305, conosciuto con il nome di "Sentiero delle Bocchette", fino al suo termine. Da qui si scende per il sentiero 318 verso il rifugio Brentei e quindi si continua fino ad arrivare al parcheggio accanto al rifugio Vallesinella.