PIZ CIAVAZES 2831 m.

 

Prefazione:
LA VIA SI SVOLGE LUNGO SULLA PARETE A DETSRA DELLA GRAN GOLA DEL PIZ CIAVAZES.
ARRAMPICATA MOLTO VARIA E DI GRANDE SODDISFAZIONE, SU ROCCIA GENERALMENTE BUONA; COME PER LA ALTRE VIE DELLA PARETE, LA PRIMA PARTE E’ MOLTO RIPETUTA MENTRE LA SECONDA E’ PERCORSA ASSAI DI RADO. NELLA PRIMA PARTE LE SOSTE SONO ATTREZZATE CON ANELLI CEMENTATI. DISLIVELLO FINO ALLA “CENGIA DEL CAMOSCI” 200 m., 450 m., FINO ALLA VETTA. DIFFICOLTA’ PARTE INFERIORE: IV°, IV°+, UN PASSAGGIO DI V°-.

DAL LIBRO: ”TRA IL SILENZIO DELLE PARETI”.
<<...NELLO SCENDERE IL SENTIERO, SOTTO LA PARETE DEL PIZ CIAVAZES, IL NANE M’INDICA LE VARIE SALITE, TARCCIATE SULLA PARETE SUD. TRE ORE PRIMA CON SUA MOGLIE, ANCH’ESSA GUIDA, MONICA MALGAROTTO, AVEVO SALITO LA BELLISSIMA E TECNICA, VIA SCHBERT DI VI°-.
-”BEPI: SE TI CAPITA DI VENIRE ANCORA QUI NON MANCARE DI FARE AL VIA ROSSI. E’ UNA BELLA VIA DI GRANDE SODDISFAZIONE”.
DOPO UN MESE, FACCIO LA VIA, CON MIA FIGLIA ELENA E MIO FRATELLO MARCO.
L’ANNO DOPO, RISALGO LA VIA ROSSI, CON LA CORDATA VETERENA FORMATA: DAL SOTTOSCRITTO, DI 48 ANNI, DA MARIO BROVAZZO DI 76 ANNI E DA RENATA FOSSETTA DI 54 ANNI; TOTALE 178 ANNI. NEL DUEMILA RIFACCIO LA VIA CON EDELW E NEL 2001, IN LIBERA, LA SCALO PER LA QUARTA VOLTA. SENZAZIONE D’INTENSA GIOIA E LIBERTA’, PERCHE’, HO INIZIATO L’ASCENSIONE ALLE SEI DEL MATTINO E C’ERA SOLO IL SILENSIO DELLA MONTAGNA A TENERMI COMPANIA, QUALCHE FISCHIO DI MARMOTTA E IL SOLE CHE ANNUNCIAVA LA NUOVA GIORNATA...>>
Giuseppe Frison.

Descrizione:
DALLA SOSTA PER L’AUTO, PER IL SENTIERO, PORTARSI ALLA BASE DELLA PARETE SUD E, DEVIANDO A SINISTRA, RAGGIUNGERE LO SBOCCO DELLA GOLA CHE DIVIDE IL SETTORE CENTRALE DA QUELLO SINISTRO DELLA PARETE.
1°) SALIRE PER BREVE TRATTO, TENEDOSI SULLA DESTRA, FINO AD UN PRIMO ANELLO CEMENTATO PER LA SOSTA 8FRECCIA ROSSA).
2°) USCIRE DAL FONDO DELLA GOLA A DESTRA E SUPERARE UNA BELLA LAMA VERTICALE (35 m., III°, IV°).
3°) RISALIRE UNA COSTOLA GIALLASTRA E FRIABILE, AL CUI TERMINE SI TRAVERSA A SINISTRA, RIPORTANDOSI VICINO AL FONDO DELLA GOLA.
4°) SALIRE IL CANALINO E IL DIEDRO CHE SEGUE, GIUNGENDO ALLA BASE DI UN DIEDRO VERTICALE (35 m., III°, III°+).
5°) SCALARE IL DIEDRO CON BELLISSIMA ARRAMPICATA E AL TERMINE USCIRNE, DOPO AVER SUPERATO UN PICCOLO STRAPIOMBO, AD UN OTTIMO PUNTO DI SOSTA (40 m., IV°, IV°+ UN PASSO DI V°-).
6°) PER BREVE FESSURA RAGGIUNGERE UNA GENGIA, SOTTO UNO STRAPIOMBO NERO, E SI RAGGIUNGE UN COMODO TERAZZINO 820 m., IV°-, II°+).
7°) CON TRAVERSATA ASCENDENTE A DESTRA, SU PLACCHE, PORTARSI ALLA BASE DI UNO STRETTO CAMINETTO (40 m., IV°+, IV°).
SI SALE IL CAMINETTO (PASSO DI IV°+) E OI PER 30 m., PER FACILI ROCCE SI ESCE SULLA “CENGIA DEI CAMOSCI” (3 ORE CIRCA DALL’ATTACCO).

Discesa:
“DALLA CENGIA DEI CAMOSCI”: SI SEGUE LA CENGIA VERSO SINISTRA PER TARCCE E OMETTI.
VERSO LA FINE, LA CENGIA, TRATTO PIU’ ESPOSTO, E’ ATTREZZATA CON CORDA METALLICA. AL TERMINE DELLA CENGIA, ABBASSARSI PER UN CAMINO E FACILI SALTI DI ROCCE, RIUNEDOSI AL SENTIERINO DI DISCESA DALLA PRIMA TORRE DEL SELLA (POSSIBILE CORDA DOPPIA DA UNO SPUNTONE) E PER QUESTO RAGGIUNGERE LA BASE DELLE ROCCE.

Inviate delle foto o un rapporto più dettagliato, con il Vostro aiuto posso rendere la relazione, più esatta e utile. Grazie
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