Gruppo del Catinaccio - RODA DI VAEL 2883 m.

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Un'ascensione ardita e tecnica: via Eisenstecken alla Roda di Vael

Introduzione:

Aperta da: Otto Eisenstecken – Fior Rabanser – F. Oberrauch (1947)

La via Eisenstecken sale lungo il margine sinistro della parete, dove è ben visibile la sua linea logica ed al contempo ardua. E' tamlmente verticale, da farla considerare, negli anni che seguirono la sua apertura, una tra le vie più`impegnative delle Dolomiti. Gran via di soddisfazione che risale l'evidente diedro sul margine sinistro dell'impressionante parete Ovest della Roda di Vaèl. La via, venne salita nei primi tempi, in artificiale. Ora la si sale in arrampicata libera sempre abbastanza sostenuta su roccia gialla e un po' strana, a scagliette che nei i primi tiri ti spiazzano ma dopo ci si abitua. Merita sicuramente una ripetizione. La roccia è buona tranne i primi due tiri di corda.

Accesso all'attacco:

Si parte in prossimità del Passo di Costalunga, a quota circa mt. 1740, seguendo il sentiero n° 552 o, nel primo tratto, la strada forestale (segnavia n° 548) che poche decine di metri prima del passo, nel versante fassano, sale verso il rifugio Roda di Vael. Poco dopo si giunge ad un bivio in cui si prende il sentiero di sinistra (segnavia n° 552); pochi metri dopo il bivio si piega in salita verso destra (tralasciando il sentiero di sinistra che raggiunge il Passo di Tires), fino a raggiungere un piccolo baitino e passare sotto la seggiovia. A questo punto (da cui poco più in alto si può già scorgere il rifugio), si può salire ripidamente il pendio, tenendosi sulla destra (nella stagione invernale prestare attenzione agli sciatori ed al rischio valanghe), oppure proseguire lungo il sentiero che in maniera meno ripida porta in circa venti minuti al rifugio.

Il rifugio Paolina è raggiungibile con seggiovia in 20 minuti. Dal Rif. Paolina, 2127m, alla base della parete per ghiaioni un faticosi, ma brevi (ore 0,30).

L'itinerario della scalata, è decisamente visibile nella parte sinistra della parete della Roda di Vael da un camino-diedro. Questo lo si sale per un po di più della sua metà. L'attacco si trova presso un camino verticale che porta in alto sotto un grande rigonfiamento nero e parte al margine sinistro di un avvallamento, dove la parete si alza subito verticale e giallastra.

Tempo di salita circa 4 ore e 30 m'. Dislivello della via 350 mt - sviluppo 375 mt.

Descrizione:

1° tiro: inisiare salendo alcuni metri facili fino ad un camino. Lo si risale per 20 mt. ca. roccia delicata (leggermente friabile). Sosta su ch. 25 mt; 4° e 5°--; 1 ch.foto

2° tiro; salire sempre nel camino ancora per 30 mt., roccia friabile, particolare e difficile superando uno strapiombo. Sosta scomoda su 3 ch. 30 mt.; 5° e 5°-, 3 ch.foto

3° tiro; Andare in obliquo verso sx. Si arriva a un diedro giallo e risalirlo fino alla base di un grande diedro-camino strapiombante. Sosta 1 ch. 30 mt.; 5°-.foto

4° tiro; Proseguire ancora per alcuni metri nel camino. Questo ad un certo punto si restringe fino a divenire in una fessura strapiombante, salirlo con arrampicata delicata e faticosa 30 mt.; 6° fino a giunsere ad una nicchia alla base di un grande strapiombo. Sosta su masso incastrato 2 ch. Tiro chiave della via 40 mt; 5°, 5°+ e 6°.

5° tiro; Salire a destra fino a un tetto, superarlo e poi passare a sinistra e raggiungere dopo 8 m. un piccolo punto di sosta. Sosta su staffe con 2 ch. (30 m; A1, V e VI).foto - foto

6° tiro; Lasciare la sosta tendendosi a sx, per proseguire per 20 mt su roccia friabile, meno impegnativa per giungere ad un comodo terrazzo. Sosta e bivacco dei primi salitori 20 mt; 4° e 5°-.

7° tiro; Dalla sosta, salire direttamente per alcuni mt. di roccia friabile fino a guadagnare un diedro nero e bagnato (ultimamente da ripetitori asciutto a seconda delle piogge) da arrampicarsi con fatica fino a un blocco incastrato. Sosta 35mt; 5°; ch.

8° tiro; Attraversare a dx su una placca per 8 mt. 4°, 2 ch., e poi su diritti per 20 mt. fino a giungere alla base di uno stretto camino inizialmente strapiombante. Sosta su un comodo terrazzo 4° e 4°+.

9° tiro; ci si sposta leggermente a dx del caminoper salire un diedro 4°, per poi obliquare a sx e fare la sosta su di un terrazzino. 3 ch. 35 mt; 4° e 5°; ch. Variente: si può salire direttamente il camino per arrivare allo stesso terrazzino 5°.foto

10° tiro; Dalla sosta si obliqua a dx; con fantastica arrampicata si sale lungo placche di roccia solida sino alla sosta, 7 mt. a sx di una macchia di roccia bianca. Sosta buona. 20 mt; 5° e 5°-.

11° tiro; Superare, sempre con bella arrampicata, a dx, una parete strapiombante esposta e difficile su roccia ottima. Sosta 25 mt; 4° e 5°, 2 ch.

12° tiro; Salire su direttamente per parete verticale. Sosta comoda. 40 mt; 4°+.

13° tiro; S attraversa a sx facilmente fino ad un canale. Si supera uno strapiombo 4° e si prosegue più facilmente verso la cresta terminale. Da questa fino in cima.

Discesa:

Due possibilità:

la prina, scendendo per la ferrata Nord, al passo del Vaiolon (m 2500) poi al rif. Paolina (ore 1,00).

La seconda, scendendo per pendio erboso lungo la cresta Sud. S prende il canalone dellla gola fra Roda di Vaèl e Roda del Diavolo, e con l'ausilio di qualche fune, si scende per salti e ghiaie fino a prendere il sentiero per il rif. Roda di Vaèl 45 m'.

Curiosità: la via, dai primi salitori, venne eseguita nei passaggi più duri, in arrampicata artificiale, ma rimane a tutt'oggi un'arrampicata di tutto rispetto. La Croda di Re Laurino, il Catinaccio, per decenni, maestri dell'alpinismo bolzanino come Otto Eisenstecken ed Erich Abram hanno trovato un punto d'appoggio prima delle loro ascensioni.

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