Cina critica le sanzioni europee all’Iran: una mossa controproducente

Cina critica le sanzioni europee all'Iran: una mossa controproducente
La questione del programma nucleare iraniano continua a destare preoccupazioni a livello internazionale, raggiungendo ora un punto di svolta critico. Recentemente, il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, ha espresso un parere deciso riguardo all’azione intrapresa da Regno Unito, Francia e Germania, noti come il gruppo E3. Questi paesi hanno presentato una notifica al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per attivare il meccanismo di sanzioni “snapback” contro l’Iran, un passo che Pechino considera altamente problematico e non costruttivo.
Il meccanismo di sanzioni snapback
Il meccanismo di sanzioni snapback è stato originariamente concepito nell’ambito dell’accordo nucleare iraniano del 2015, formalmente noto come Piano d’azione congiunto globale (JCPOA). Questo accordo ha visto la partecipazione delle potenze mondiali, tra cui:
- Stati Uniti
- Russia
- Unione Europea
L’obiettivo era limitare il programma nucleare iraniano in cambio di un allentamento delle sanzioni economiche. Tuttavia, dopo il ritiro unilaterale degli Stati Uniti dall’accordo nel 2018 sotto l’amministrazione Trump, la situazione è diventata sempre più tesa.
Guo Jiakun ha sottolineato che l’attivazione delle sanzioni snapback non solo non contribuirebbe a una risoluzione pacifica della questione nucleare, ma rischierebbe anche di compromettere il processo politico e diplomatico in corso. La Cina, che è uno dei firmatari originali dell’accordo, ha sempre sostenuto il dialogo come la via migliore per affrontare le preoccupazioni relative al nucleare iraniano. Secondo Pechino, l’inasprimento delle sanzioni potrebbe portare a un ulteriore deterioramento delle relazioni internazionali e a un aumento delle tensioni nella regione.
Il ruolo strategico dell’Iran per la Cina
La posizione cinese si inserisce in un contesto geopolitico complesso. L’Iran rappresenta un partner strategico per la Cina, non solo dal punto di vista energetico ma anche per la sua posizione geopolitica in Medio Oriente. La Cina ha infatti investito ingenti somme nel settore energetico iraniano, e il rafforzamento delle relazioni tra i due paesi è stato ulteriormente consolidato dall’accordo di cooperazione strategica di 25 anni siglato nel marzo 2021. Questo accordo prevede investimenti cinesi in vari settori, tra cui:
- Infrastrutture
- Tecnologia
In cambio, l’Iran garantisce forniture di petrolio.
Inoltre, il contesto delle sanzioni europee è strettamente legato alle dinamiche della politica interna ed estera dell’Unione Europea. Con l’emergere di nuove sfide globali, come il riscaldamento climatico e le crisi sanitarie legate alla pandemia di Covid-19, l’UE si trova a dover bilanciare le sue posizioni su questioni di sicurezza internazionale con le necessità di cooperazione economica e diplomatica.
Le recenti evoluzioni in Iran
La questione del nucleare iraniano è ancora più complessa in virtù delle recenti evoluzioni interne all’Iran. L’elezione del presidente Ebrahim Raisi, avvenuta nel giugno 2021, ha segnato un cambiamento significativo nella politica iraniana, con Raisi che ha adottato una posizione più assertiva nei confronti delle potenze occidentali. Questo ha portato a un aumento delle tensioni nelle trattative per la ripresa del dialogo sul nucleare, già ostacolate da divergenze di opinioni su questioni fondamentali come il sollevamento delle sanzioni e le garanzie di non aggressione.
In questo scenario, la posizione di Pechino diventa ancora più rilevante. La Cina ha sempre sostenuto che le questioni nucleari debbano essere risolte attraverso il dialogo piuttosto che attraverso l’imposizione di sanzioni. Guo ha ribadito che l’inasprimento delle sanzioni potrebbe compromettere non solo il futuro dell’accordo nucleare, ma anche la stabilità complessiva della regione.
La Cina, come membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, ha un ruolo cruciale nel cercare di mediare tra le diverse posizioni in gioco. La sua posizione è spesso influenzata dalla necessità di mantenere buone relazioni con l’Iran, un partner chiave nell’ambito della sua iniziativa Belt and Road, così come dalle sue relazioni con gli Stati Uniti e l’Unione Europea.
Con la situazione attuale che continua a evolversi, le dinamiche intorno al programma nucleare iraniano e le relative sanzioni rimangono sotto stretta osservazione. Le dichiarazioni della Cina non solo riflettono una posizione diplomatica, ma anche una strategia più ampia che cerca di affermare il suo ruolo come potenza globale capace di influenzare le decisioni internazionali. La strada da percorrere per garantire una risoluzione pacifica della crisi nucleare iraniana è ancora irta di ostacoli, e l’atteggiamento delle potenze mondiali, inclusa la Cina, sarà fondamentale per il suo futuro.