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Russia e Cina chiedono un rinvio di sei mesi per le sanzioni all’Iran

Russia e Cina chiedono un rinvio di sei mesi per le sanzioni all'Iran

Russia e Cina chiedono un rinvio di sei mesi per le sanzioni all'Iran

La tensione internazionale sta nuovamente aumentando sul fronte iraniano, con Russia e Cina che hanno presentato una proposta al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. L’obiettivo è chiedere un’estensione di sei mesi del periodo di attuazione della Risoluzione 2231, che mira a posticipare l’attivazione del meccanismo per il ripristino delle sanzioni contro l’Iran. Questa proposta è stata annunciata dal vice ambasciatore russo presso l’Onu, Dmitry Polyanskiy, durante una conferenza stampa al Palazzo di Vetro, sede delle Nazioni Unite.

La risoluzione 2231 e il contesto attuale

Adottata nel 2015, la Risoluzione 2231 ha sostenuto il Piano d’Azione Globale Congiunto (JCPOA), un accordo nucleare che mirava a limitare il programma nucleare iraniano in cambio di un allentamento delle sanzioni internazionali. Tuttavia, le tensioni sono aumentate negli ultimi anni, specialmente dopo il ritiro unilaterale degli Stati Uniti dall’accordo nel 2018 e l’introduzione di nuove sanzioni.

Polyanskiy ha descritto come “assolutamente illegale” la decisione delle potenze europee – Francia, Gran Bretagna e Germania – di attivare il meccanismo dello “snapback”. Questo meccanismo consentirebbe di ripristinare le sanzioni precedentemente sospese. Secondo il diplomatico russo, le manovre dei tre Paesi europei sono motivate da un interesse politico piuttosto che da un impegno sincero per la diplomazia. Ha affermato: “Per noi non ha alcuna rilevanza legale”, sottolineando che queste nazioni non hanno mai rispettato l’accordo del 2015 in buona fede.

L’intensificazione delle attività nucleari iraniane

L’attenzione su questo tema è critica poiché l’Iran ha recentemente intensificato le sue attività nucleari, superando i limiti imposti dal JCPOA. Le autorità iraniane hanno annunciato l’arricchimento dell’uranio a livelli superiori a quelli consentiti, suscitando preoccupazioni internazionali riguardo a una potenziale escalation del programma nucleare militare. In questo contesto, la posizione di Mosca e Pechino si presenta come un tentativo di sostenere Teheran e di contrastare l’influenza occidentale nella regione.

Il testo della risoluzione proposta da Russia e Cina è stato messo “in blu”, il che significa che potrebbe essere sottoposto a voto a breve. Tuttavia, il percorso verso l’approvazione non è privo di ostacoli. Gli Stati Uniti e i loro alleati europei sono contrari a qualsiasi estensione delle sanzioni, sostenendo che la comunità internazionale deve mantenere la pressione su Teheran per garantire che non prosegua nel suo programma nucleare.

Un cambiamento nell’assetto geopolitico globale

La posizione di Russia e Cina potrebbe riflettere un cambiamento più ampio nell’assetto geopolitico globale, dove entrambe le nazioni cercano di affermare la loro influenza in contrapposizione agli Stati Uniti. La crescente cooperazione tra Mosca e Pechino è evidente in vari ambiti, dalla sicurezza militare alla cooperazione energetica. L’Iran rappresenta un punto cruciale in questo contesto, visto come un alleato strategico per entrambi i Paesi, offrendo opportunità economiche e militari in un’area geopolitica chiave.

Inoltre, il crescente isolamento dell’Iran, dovuto alle sanzioni e alle pressioni occidentali, ha spinto Teheran a cercare alleanze più forti con paesi non occidentali. La cooperazione tra Iran, Russia e Cina si è tradotta in accordi economici e militari, creando un blocco di resistenza alle politiche statunitensi nella regione.

Le dichiarazioni di Polyanskiy suggeriscono che Russia e Cina vedono il futuro della diplomazia con l’Iran non solo come una questione di sanzioni, ma come una lotta più ampia contro quello che considerano l’imperialismo occidentale. Le potenze europee, secondo Mosca, non sarebbero interessate a una vera risoluzione diplomatica, ma piuttosto a mantenere una posizione di forza nei confronti di Teheran.

In un momento in cui il mondo è a un crocevia, come ha affermato Polyanskiy, gli sviluppi futuri potrebbero avere ripercussioni significative non solo per l’Iran, ma per l’intera architettura della sicurezza in Medio Oriente e per le relazioni internazionali nel loro complesso. La questione delle sanzioni e del programma nucleare iraniano rimane uno dei temi più complessi e divisivi, con implicazioni che vanno ben oltre il semplice dibattito sulle misure punitive.