Rivitalizzare i centri storici: prevenzione, restauro e sfide climatiche
Rivitalizzare i centri storici: prevenzione, restauro e sfide climatiche
La crescente vulnerabilità dei centri storici di fronte a fattori di rischio naturali, antropici e climatici richiede un’analisi approfondita e multidisciplinare sulle strategie di conservazione e gestione del patrimonio culturale. Questo è il tema centrale del convegno internazionale “Centri storici a rischio: prevenzione, restauro e adattamento climatico”, organizzato dalla Fondazione RETURN e dalla Fondazione Changes, che si è svolto lunedì 6 ottobre 2025 a Firenze. Durante l’evento, esperti e professionisti del settore hanno discusso dell’importanza di un approccio integrato che consideri i molteplici rischi a cui è esposto il patrimonio storico.
L’importanza di un approccio multirischio
La Fondazione RETURN, attiva nella ricerca sui rischi ambientali e naturali, si propone di integrare dati, tecnologie e competenze per migliorare la previsione e la gestione del rischio. In un contesto in cui il patrimonio culturale è sempre più minacciato da eventi estremi come terremoti, inondazioni e cambiamenti climatici, è fondamentale adottare un approccio multirischio. Questo approccio consente di valutare sinergicamente la compresenza di diversi pericoli, trasformando la conoscenza e l’innovazione in servizi pratici a beneficio di istituzioni e comunità.
Tematiche chiave del convegno
Il convegno ha messo in evidenza quattro assi tematici principali:
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Documentazione e conservazione del patrimonio nell’era digitale: Tecnologie come il Building Information Modeling (Hbim), i sistemi GIS, i rilievi 3D e gli archivi intelligenti sono strumenti fondamentali per una gestione integrata del ciclo di vita dei beni culturali. Questi strumenti non solo migliorano la documentazione, ma consentono anche una pianificazione più efficace degli interventi di restauro.
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Principi del restauro e innovazione nei materiali: Si è discusso di come l’evoluzione teorica del restauro possa tradursi in applicazioni pratiche, con un focus su materiali compatibili, sistemi di rinforzo avanzati e tecniche reversibili e sostenibili. Queste innovazioni sono essenziali per garantire che gli interventi di restauro non compromettano l’integrità storica dei beni culturali.
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Gestione integrata multirischio: È stata sottolineata l’importanza di sviluppare metodologie e strumenti per valutare e ridurre i rischi sismici, idrogeologici e ambientali, con particolare attenzione all’adattamento climatico. La necessità di strategie che non solo proteggano il patrimonio, ma che lo rendano resiliente ai cambiamenti futuri, è emersa come una priorità condivisa tra i partecipanti al convegno.
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Nuove tecnologie non invasive per il monitoraggio: Sono state presentate soluzioni diagnostiche e sistemi di osservazione continua in grado di ridurre l’impatto sugli edifici storici e migliorare l’efficacia degli interventi. Queste tecnologie rappresentano un passo avanti fondamentale nella conservazione del patrimonio, poiché permettono di monitorare in tempo reale lo stato di salute delle strutture, identificando tempestivamente eventuali criticità.
Un futuro di resilienza e collaborazione
Andrea Prota, presidente della Fondazione RETURN, ha evidenziato l’importanza di passare da analisi frammentate a decisioni basate su dati concreti. “Con RETURN mettiamo a sistema ricerca e dati per migliorare la previsione dei rischi e trasformarla in servizi operativi per istituzioni e comunità”, ha affermato Prota. Questo approccio, unito alla creazione di standard condivisi, è cruciale per una governance della resilienza più efficace nei centri storici.
Tra i casi studio presentati, la costruzione del Digital Twin di un tratto dell’Arno nel centro storico di Firenze ha offerto un esempio pratico e innovativo. Questo modello dinamico integra rilievi 3D, Hbim, GIS e dati storici per supportare valutazioni multirischio e decisioni operative nella tutela del patrimonio. Grazia Tucci, professore ordinario di Geomatica presso l’Università degli Studi di Firenze, ha sottolineato come il Digital Twin rappresenti una piattaforma di sintesi tra ricerca, tecnologia e tutela.
L’incontro ha messo in luce l’importanza di un dialogo intersettoriale, coinvolgendo esperti di restauro e conservazione, ingegneri, urbanisti e climatologi, per sviluppare strategie coerenti e integrate per la salvaguardia dei centri storici. La sinergia tra ricerca e pratica operativa è fondamentale per garantire che il patrimonio culturale non solo venga preservato, ma anche valorizzato in un contesto di cambiamento climatico e crescente urbanizzazione.
In un’epoca in cui il patrimonio storico è sempre più vulnerabile, eventi come questo convegno rappresentano un passo importante verso la creazione di una cultura della prevenzione e della resilienza, in grado di affrontare le sfide attuali e future in modo efficace e sostenibile.
