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Garlasco: mistero svelato con le impronte di Marco Poggi e un operatore sulla porta

Garlasco: mistero svelato con le impronte di Marco Poggi e un operatore sulla porta

Garlasco: mistero svelato con le impronte di Marco Poggi e un operatore sulla porta

Garlasco, 11 novembre 2025 – Le impronte digitali trovate sulla porta d’ingresso della villetta di via Pascoli, teatro dell’omicidio di Chiara Poggi il 13 agosto 2007, appartengono al padre della ragazza, Marco Poggi, e a un operatore tecnico intervenuto durante i rilievi. Lo rivelano gli ultimi accertamenti disposti dalla Gip di Pavia nell’ambito dell’incidente probatorio che vede coinvolto Andrea Sempio. Le sei impronte rinvenute su una confezione di cereali in cellophane e su un sacchetto della spazzatura, invece, sono riconducibili solo a Chiara. A stabilirlo è stato il nuovo perito, Giovanni Di Censo, chiamato a riesaminare i reperti dopo quasi diciotto anni dal delitto.

Le impronte sulla porta: nessuna svolta per le indagini

Gli investigatori hanno confermato che le due impronte digitali leggibili sulla porta d’ingresso appartengono senza dubbio a Marco Poggi e a un tecnico presente ai primi sopralluoghi. “Non sono emersi nuovi elementi rispetto a quanto già ricostruito in passato”, ha detto una fonte vicina all’indagine. Il nuovo esame, affidato a Di Censo su richiesta della difesa di Sempio, non ha permesso di identificare tracce riconducibili né all’indagato né a terzi estranei alla famiglia.

I reperti in cucina: solo Chiara lascia tracce

Le sei impronte digitali trovate su una confezione di cereali in cellophane e su un sacchetto della spazzatura, entrambi sequestrati nella cucina della villetta, appartengono esclusivamente a Chiara Poggi. “Si tratta di segni compatibili con un uso quotidiano degli oggetti”, ha spiegato Di Censo nella relazione depositata in procura. Nessuna traccia che possa collegare questi reperti ad Andrea Sempio o ad altri sospetti.

Il nuovo perito e le aspettative degli inquirenti

La nomina di Giovanni Di Censo come nuovo perito era arrivata dopo la richiesta dei legali di Sempio, che avevano chiesto di approfondire le analisi sui reperti conservati negli archivi. L’obiettivo era capire se le tecnologie più moderne potessero far emergere qualcosa di nuovo. Ma, come confermato dagli esiti, “al momento non si registrano elementi diversi da quelli già noti fin dal 2007”, ha riferito una fonte giudiziaria.

Un’indagine che resta ferma

A quasi diciotto anni dall’omicidio di Garlasco, la posizione di Andrea Sempio è ancora quella di indagato, ma l’ultimo esame tecnico non ha fornito nuovi spunti. Gli inquirenti, che avevano già archiviato il caso Sempio nel 2017 per mancanza di prove, attendono ora eventuali repliche delle parti. “Non ci sono elementi che cambiano il quadro probatorio”, ha ribadito un investigatore. La famiglia Poggi, da anni in cerca di verità e giustizia per Chiara, ha scelto di non commentare i risultati delle nuove analisi.

Il caso Garlasco: una ferita aperta

Il delitto di Garlasco rimane uno dei casi di cronaca più discussi degli ultimi anni. Chiara Poggi fu trovata morta nella sua casa la mattina del 13 agosto 2007. Da allora si sono succedute indagini, processi, perizie, senza arrivare a una verità definitiva. L’attenzione dei media non è mai calata, anche per le numerose piste seguite nel corso del tempo.

Cosa succederà ora

Nei prossimi giorni la procura deciderà se fare altri accertamenti o se chiedere un’archiviazione per Andrea Sempio. Gli avvocati dell’indagato hanno già annunciato che presenteranno una memoria difensiva. Intanto, a Garlasco la comunità aspetta risposte chiare su una vicenda che continua a lasciare molti dubbi aperti.