Knesset approva storica legge sulla pena di morte per i terroristi
Knesset approva storica legge sulla pena di morte per i terroristi
Tel Aviv, 11 novembre 2025 – Ieri sera la Knesset, il Parlamento israeliano, ha dato il via libera alla proposta di legge che introduce la pena di morte per i terroristi colpevoli di aver ucciso cittadini israeliani. Il voto è arrivato intorno alle 20.30 ora locale, ma si tratta solo del primo passo di un percorso parlamentare che prevede ancora due passaggi prima che la norma possa davvero entrare in vigore. La decisione ha scatenato reazioni contrastanti, dentro e fuori Israele, con i sostenitori che hanno festeggiato e i critici che hanno subito espresso dubbi e preoccupazioni.
Pena di morte per i terroristi, la legge che divide
La proposta arriva dalla parte più radicale della coalizione di governo, guidata dal ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir. “Stiamo facendo la storia. Lo avevamo promesso e ora manteniamo la parola”, ha scritto Ben Gvir su X (ex Twitter) pochi minuti dopo il voto. Il ministro, leader del partito Otzma Yehudit, ha più volte chiesto misure dure contro chi compie attacchi mortali contro civili israeliani.
I media locali raccontano di un voto molto stretto: 55 favorevoli contro 45 contrari. La discussione in aula è stata infuocata, con interventi duri ma anche appelli a riflettere bene sulle conseguenze. Alcuni deputati dell’opposizione hanno parlato di “pericolosa deriva”, altri hanno chiesto di valutare meglio gli aspetti morali e legali di questa scelta.
Il cammino della legge e le prime reazioni dall’estero
Ora la proposta dovrà passare altri due voti in Knesset prima di diventare legge vera e propria. Solo dopo questo iter, potrà essere applicata nei tribunali israeliani. Al momento non c’è ancora una data precisa per i prossimi dibattiti, che potrebbero durare diverse settimane.
All’estero le risposte non si sono fatte aspettare. In Europa alcuni osservatori hanno espresso “preoccupazione” per una misura che potrebbe inasprire ancora di più la tensione nella regione. Anche organizzazioni per i diritti umani come Amnesty International hanno criticato la scelta. “La pena di morte non è mai la risposta”, ha detto in serata Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia.
Israele spaccato: sicurezza o pericolo escalation?
Il tema divide profondamente l’opinione pubblica israeliana. C’è chi vede nella pena capitale un deterrente reale contro il terrorismo, ma non mancano le voci contrarie che temono un’escalation di violenza e ritorsioni.
Il deputato Yair Lapid, leader dell’opposizione centrista, ha detto in aula: “Non possiamo combattere il terrorismo con misure che ci allontanano dai nostri valori”. Qualcuno ha ricordato che la pena di morte è stata usata solo una volta nella storia d’Israele: nel 1962, con l’esecuzione del criminale nazista Adolf Eichmann.
Questioni legali e scenari futuri
Per alcuni esperti di diritto, l’approvazione definitiva della legge potrebbe aprire a ricorsi davanti alla Corte Suprema israeliana. Attualmente la pena di morte non è prevista per i reati comuni ed è considerata un’eccezione.
Il professor Yuval Shany, docente di diritto internazionale all’Università Ebraica di Gerusalemme, ha spiegato ai media locali che “introdurre la pena di morte potrebbe complicare ulteriormente i rapporti con l’Autorità Palestinese e la comunità internazionale”. Nelle prossime settimane si capirà se la maggioranza riuscirà a tenere unito il fronte favorevole.
Un voto che cambia il passo
La giornata in Knesset si è chiusa tra applausi e tensioni palpabili nei corridoi del Parlamento. Per molti osservatori questo voto segna una svolta nella politica israeliana su sicurezza e giustizia penale. Ora resta da vedere se le prossime votazioni confermeranno questa strada o se le pressioni interne ed esterne riusciranno a fermare la corsa alla pena di morte per i terroristi.
