Mattarella: la battaglia contro la criminalità come dovere etico
Mattarella: la battaglia contro la criminalità come dovere etico
Vienna, 11 novembre 2025 – Questa mattina, a Vienna, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ribadito davanti all’assemblea delle Nazioni Unite il fermo impegno dell’Italia nella lotta alla criminalità organizzata. “Oggi, qui, a Vienna, rinnoviamo con forza il nostro impegno contro la criminalità organizzata. È una responsabilità morale che deve unire tutta la comunità internazionale”, ha detto Mattarella poco dopo le 10, rivolgendosi ai delegati nel grande salone del Palazzo dell’ONU.
Mattarella a Vienna: un appello chiaro all’unità contro le mafie
Il discorso del capo dello Stato ha aperto la sessione plenaria dedicata alla cooperazione globale contro le organizzazioni criminali. Mattarella è andato dritto al punto, senza giri di parole. Ha sottolineato come la lotta alle mafie non sia un problema di pochi Paesi, ma una sfida che riguarda tutti. “È una responsabilità che ci coinvolge senza eccezioni”, ha detto, guardando i rappresentanti di oltre 100 nazioni. Ha ricordato come le reti criminali siano diventate “sempre più transnazionali” e sfruttino le falle nei sistemi giudiziari e finanziari.
La strategia italiana e il ruolo delle istituzioni
Nel suo intervento, Mattarella ha richiamato l’esperienza italiana contro le mafie, parlando dei risultati ottenuti grazie a “leggi avanzate e alla stretta collaborazione tra magistratura, forze dell’ordine e società civile”. Ha citato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, “simboli di un impegno che non si è mai fermato”. La memoria di quei magistrati, ha sottolineato, continua a guidare l’azione delle istituzioni. “Solo unendo le forze possiamo colpire i patrimoni illeciti e difendere le nostre democrazie”, ha aggiunto.
La minaccia globale della criminalità organizzata
Per Mattarella, la criminalità organizzata non mette a rischio solo la sicurezza pubblica, ma anche lo sviluppo economico e la coesione sociale. Ha portato dati delle Nazioni Unite: ogni anno, le attività illegali producono profitti per oltre 2.000 miliardi di dollari. “Questi soldi alimentano corruzione, violenza e instabilità politica”, ha spiegato, invitando la comunità internazionale a rafforzare la cooperazione giudiziaria e finanziaria.
Le reazioni in aula e il contesto internazionale
Al termine del discorso, molti delegati hanno espresso apprezzamento per la posizione italiana. Il rappresentante francese ha parlato di “un richiamo necessario, soprattutto ora che le mafie si infilano anche nei circuiti digitali”. La delegata messicana ha sottolineato come “la collaborazione tra Stati sia l’unica strada per contrastare i cartelli”. In sala, alcuni funzionari ONU hanno preso appunti mentre Mattarella citava la Convenzione di Palermo del 2000, ancora oggi uno strumento chiave.
Prevenzione e cultura della legalità: la sfida per il futuro
Mattarella ha chiuso il suo intervento puntando sulla prevenzione: “Non basta reprimere. Bisogna costruire una cultura della legalità che coinvolga i giovani, le scuole e i territori più a rischio”. Ha invitato i governi a investire in formazione e scambio di informazioni. “Solo così – ha detto – potremo sperare in un futuro senza la minaccia delle mafie”.
Un messaggio forte in un momento simbolico
La presenza del presidente italiano a Vienna non è casuale. In questi giorni si celebra il venticinquesimo anniversario della firma della Convenzione ONU contro la criminalità organizzata transnazionale. Un momento che richiama l’attenzione su un fenomeno in continua evoluzione. Fonti del Quirinale hanno spiegato che Mattarella vuole rafforzare il ruolo dell’Italia come paese guida nella cooperazione internazionale su questi temi.
In serata, il presidente prenderà parte a una tavola rotonda con altri capi di Stato europei. Al centro del dibattito, ancora una volta, la necessità di “non abbassare la guardia” contro le nuove forme di criminalità globale.
