Mattarella rende omaggio a Falcone e Borsellino: la mostra dell’Ansa in primo piano
Mattarella rende omaggio a Falcone e Borsellino: la mostra dell'Ansa in primo piano
Vienna, 11 novembre 2025 – Poco dopo le 10 di questa mattina, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato la mostra fotografica dedicata a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino allestita al polo delle Nazioni Unite di Vienna, sede dell’Ufficio ONU per la lotta al crimine transnazionale e al traffico di droga. Un momento carico di significato, inserito nel calendario delle iniziative internazionali contro le mafie. Qui, la memoria dei due magistrati siciliani si intreccia con l’impegno globale per la giustizia.
Mattarella tra le immagini di Falcone e Borsellino
Ad accogliere Mattarella, insieme al presidente austriaco Alexander Van der Bellen, c’erano funzionari ONU e rappresentanti della comunità italiana a Vienna. La mostra, curata dall’agenzia Ansa con il supporto delle famiglie Falcone e Borsellino, raccoglie una selezione di fotografie private e scatti d’archivio, molti dei quali mai visti fuori dall’Italia. Tra i pannelli nell’atrio principale spicca una foto in bianco e nero che ritrae Mattarella accanto a Giovanni Falcone: uno scatto preso a Palermo negli anni Ottanta, che racconta un legame personale oltre che istituzionale.
A guidare il percorso ai due presidenti è stato Stefano De Alessandri, amministratore delegato dell’Ansa, che ha spiegato come “queste immagini non siano solo ricordi, ma strumenti di educazione civile”. Mattarella si è fermato a lungo davanti alle foto che mostrano Falcone e Borsellino nei momenti privati, con amici e famiglia. “Ho avuto il privilegio di conoscerli e spesso frequentarli”, ha ricordato il capo dello Stato nel suo discorso in aula plenaria.
La memoria che guida la lotta alle mafie
La visita di Mattarella arriva in un momento in cui la cooperazione internazionale contro la criminalità organizzata torna a essere un tema caldo nel dibattito europeo. “La memoria di Falcone e Borsellino – ha detto Mattarella – non è solo un patrimonio italiano, ma di tutti coloro che credono nella legalità”. Lo ha detto davanti a una platea composta da diplomatici, funzionari ONU e studenti universitari. Il presidente ha sottolineato come “la lotta alle mafie è una sfida che riguarda tutto il mondo”, ricordando l’impegno delle istituzioni a diffondere la cultura della legalità anche oltre i confini nazionali.
Fonti del Quirinale sottolineano che la scelta di Vienna non è casuale: qui, nel 2000, è stata firmata la Convenzione ONU contro il crimine organizzato transnazionale, nota come Convenzione di Palermo. Un richiamo che Mattarella ha voluto evidenziare: “Falcone fu uno dei primi a capire la portata internazionale delle mafie”, ha detto, ricordando il ruolo del magistrato al Ministero della Giustizia negli anni Ottanta.
Tra storia privata e impegno pubblico
La mostra si articola in tre sezioni: la prima dedicata agli anni di formazione dei due magistrati; la seconda ai processi contro Cosa Nostra; la terza agli ultimi mesi prima delle stragi del 1992. Tra le immagini più toccanti, spiccano una foto di Falcone con la moglie Francesca Morvillo durante una vacanza in Sicilia e uno scatto di Borsellino con i figli nel giardino di casa. “Queste foto mostrano la normalità di chi ha scelto di servire lo Stato”, ha spiegato De Alessandri ai presenti.
La mostra resterà aperta fino al 30 novembre, visitabile su prenotazione dalle 9 alle 17. L’ingresso è gratuito per studenti e scuole. Secondo i dati forniti dall’ONU, nelle prime due settimane sono già stati oltre 2.000 i visitatori, molti giovani provenienti da Austria, Italia e altri Paesi europei.
Reazioni e prospettive
Al termine della visita, Mattarella si è fermato a parlare con alcuni studenti italiani che vivono a Vienna. “Falcone e Borsellino sono ancora oggi un esempio per chi crede nella giustizia”, ha detto Giulia, una ragazza iscritta all’università locale. Il presidente ha risposto con un sorriso: “Il loro coraggio vive nelle scelte di ogni giorno di ciascuno di noi”.
La giornata si è chiusa con un breve incontro bilaterale tra Mattarella e Van der Bellen. Al centro del colloquio, secondo fonti diplomatiche, il rafforzamento della collaborazione tra Italia e Austria per prevenire i reati transnazionali.
In un clima sobrio ma sentito, la visita del presidente ha riportato al centro l’importanza della memoria di due figure chiave della storia italiana recente. Una memoria che – come ha ricordato Mattarella – “non può essere separata dall’impegno concreto contro ogni forma di criminalità”.
