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Petrolio in calo: WTI scende a 60,84 dollari

Petrolio in calo: WTI scende a 60,84 dollari

Petrolio in calo: WTI scende a 60,84 dollari

Milano, 12 novembre 2025 – Questa mattina il prezzo del petrolio ha aperto in calo sui mercati internazionali, dopo i rialzi di ieri a Wall Street. Alle 9:30, il contratto WTI, riferimento per il greggio americano, veniva scambiato a 60,84 dollari al barile, in calo dello 0,33%. Il Brent, invece, si attestava a 64,96 dollari, giù dello 0,31%. Secondo gli operatori, questo movimento riflette le incertezze legate sia all’andamento della domanda globale sia alle tensioni geopolitiche che continuano a pesare sul settore energetico.

Mercati in bilico per le incertezze sulla domanda

Dopo la chiusura positiva di ieri a New York, dove il WTI aveva guadagnato terreno grazie a dati macroeconomici migliori del previsto, oggi i mercati si mostrano più cauti. Gli analisti di Goldman Sachs spiegano che “la volatilità resta alta, con gli investitori che tengono d’occhio sia le scorte settimanali negli Stati Uniti sia i segnali che arrivano dalla Cina”. Proprio la domanda cinese è vista come uno dei fattori chiave di incertezza: “Se Pechino rallentasse ancora la crescita, i prezzi ne risentirebbero”, ha detto un trader della City di Londra.

OPEC+ sotto la lente, tensioni in Medio Oriente

Sul fronte dell’offerta, tutti guardano alle mosse dell’OPEC+, il cartello dei principali produttori mondiali. Negli ultimi mesi l’organizzazione ha mantenuto una linea prudente, confermando i tagli alla produzione già decisi. Ma alcune fonti vicine al dossier non escludono nuovi segnali nelle prossime settimane. “La situazione in Medio Oriente resta molto delicata”, spiega un analista di Energy Aspects. “Un’escalation potrebbe avere un impatto immediato sui prezzi”.

Prezzi alla pompa, un piccolo respiro per consumatori e imprese

Il calo del petrolio si riflette anche sulle pompe italiane. Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nelle ultime 24 ore il prezzo medio della benzina è sceso di circa un centesimo al litro. Un sollievo per automobilisti e imprese di trasporto, alle prese con rincari continui negli ultimi mesi. “Ogni variazione del greggio si sente subito sui nostri costi”, racconta Andrea Bardi, titolare di una piccola azienda logistica a Piacenza. “Quando il prezzo cala, ci si può permettere di tirare un sospiro, ma sappiamo che può cambiare tutto da un momento all’altro”.

Prospettive incerte per le prossime settimane

Gli operatori restano prudenti sul breve periodo. L’Agenzia Internazionale dell’Energia prevede che la domanda globale resterà stabile fino a fine anno, ma non mancano i rischi legati a fattori esterni, come il clima o tensioni politiche. “Il mercato è molto nervoso”, osserva un broker milanese. “Basta una parola di un ministro o un dato sulle scorte per far muovere i prezzi in un senso o nell’altro”.

Wall Street spinge, ma l’Europa frena

La giornata positiva di ieri a Wall Street aveva dato slancio anche alle Borse europee, con il settore energetico tra i più attivi. Oggi, però, la correzione del petrolio ha riportato cautela tra gli investitori. A Piazza Affari, Eni ha aperto in leggero calo (-0,2%), mentre Saipem e Tenaris hanno mostrato variazioni minime. “Il settore resta sotto osservazione”, commenta un gestore di fondi. “Tutto dipenderà dalle prossime mosse dell’OPEC e dall’evoluzione della domanda globale”.

Un mercato in equilibrio precario

In sintesi, il mercato del petrolio continua a oscillare tra spinte al rialzo e timori di ribassi. Gli operatori guardano con attenzione ai prossimi dati economici e alle decisioni dei grandi produttori. Per ora, la parola d’ordine è prudenza. E chi lavora nel settore sa che la volatilità dell’oro nero non mollerà tanto facilmente.