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Rifiuti e transizione ecologica: il ruolo chiave dell’olio usato nella 34esima tappa

Rifiuti e transizione ecologica: il ruolo chiave dell'olio usato nella 34esima tappa

Rifiuti e transizione ecologica: il ruolo chiave dell'olio usato nella 34esima tappa

Verona, 12 novembre 2025 – La campagna nazionale di Legambiente è arrivata oggi in Veneto, scegliendo l’impianto della Bottari Srl di Verona come esempio concreto di economia circolare nel recupero degli oli minerali usati. Questa è la 34esima tappa di un viaggio che racconta progetti e realtà italiane che stanno dando un contributo reale alla transizione ecologica.

Olio minerale usato: da scarto a risorsa preziosa

Nel cuore della zona industriale di Verona, alle 10.30, una delegazione di Legambiente ha visitato la sede della Bottari Srl, azienda del gruppo Itelyum con oltre quarant’anni di esperienza nella raccolta e nel trattamento di oli esausti e emulsioni industriali. L’impianto, che lavora a stretto contatto con il Conou (Consorzio Nazionale degli Oli Minerali Usati), è stato scelto come modello virtuoso per la sua capacità di trasformare un rifiuto pericoloso in una risorsa importante.

Nel 2024, secondo i dati aziendali, sono state raccolte circa 7mila tonnellate di oli usati, facendo di Bottari una delle realtà più importanti della filiera consortile. A questo si aggiunge il trattamento di emulsioni oleose: da 34mila tonnellate di emulsioni lavorate, sono stati recuperati 9mila tonnellate di olio rigenerabile, evitando così che finissero in combustione e reinserendo la materia nel ciclo produttivo.

Tecnologie all’avanguardia per un impatto ridotto

L’impianto Bottari si distingue per l’uso di tecnologie a basso impatto ambientale. Dopo la decantazione, la miscela passa a uno scambiatore di calore che evita di riscaldare tutto il serbatoio. Poi arriva al Tricanter, dove olio, acqua e fanghi vengono separati grazie alla centrifuga. Un sistema che, come spiegano i tecnici, permette di recuperare di più e produrre meno scarti.

Nel 2024, Bottari ha anche trasformato la sua flotta di 14 mezzi Euro 6 per farli viaggiare con HVO (Hydrotreated Vegetable Oil), un biocarburante avanzato che ha ridotto di molto le emissioni. “Abbiamo scelto questa strada per abbattere l’impatto ambientale anche nella logistica”, ha detto un responsabile durante la visita.

Logistica efficiente e controllo rigoroso

Nonostante la superficie dell’impianto sia contenuta – solo 3.300 metri quadrati – l’azienda tratta ogni anno decine di migliaia di tonnellate di rifiuti. Lo fanno grazie a serbatoi ad alta rotazione (sei da 220 metri cubi, uno da 2.500 e quattro da 10), che consentono conferimenti e scarichi veloci. Il laboratorio interno, con strumenti come Xrf, gascromatografi e fotometro, controlla ogni carico in entrata e in uscita, assicurando conformità, tracciabilità e qualità.

Guardando avanti, Bottari ha annunciato l’intenzione di investire anche nel recupero delle acque reflue. “Stiamo lavorando per chiudere il cerchio anche su questo fronte”, ha raccontato uno dei tecnici durante l’incontro.

Un modello che fa scuola in Italia e in Europa

Secondo l’ultimo Rapporto di Sostenibilità del Conou, nel 2024 in Italia sono state raccolte 188mila tonnellate di olio minerale usato, pari al 100% di quanto poteva essere raccolto, con oltre il 98% avviato a rigenerazione. Un risultato che mette il nostro Paese ai vertici europei.

“L’Italia insegna all’Europa come gestire gli oli minerali usati in modo circolare”, ha detto Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, durante la conferenza stampa dopo la visita. “La raccolta è il primo anello della catena circolare, ma anche la condizione indispensabile perché la circolarità esista davvero: senza raccolta efficiente e di qualità non c’è rigenerazione né riciclo”.

Riccardo Piunti, presidente del Conou, ha sottolineato il ruolo chiave di Bottari. “Recuperare fino all’ultima goccia significa saper trattare le miscele acqua-olio provenienti dalle fabbriche e gestire anche gli oli di qualità inferiore”, ha spiegato.

Transizione ecologica: la sfida parte dal territorio

La tappa veneta della campagna “I cantieri della transizione ecologica” conferma che la sostenibilità passa anche dalle imprese radicate nel territorio. Esperienze come quella della Bottari Srl mostrano che si può unire innovazione tecnologica, cura dell’ambiente e efficienza economica.

“L’Italia ha imparato questa lezione e deve continuare su questa strada”, ha concluso Ciafani. “Essere leader nell’economia circolare significa proteggere l’ambiente e la salute delle persone, ma anche ridurre la dipendenza energetica dall’estero”. Una sfida che oggi coinvolge istituzioni, imprese e cittadini.